Ricordando il Trio Lescano

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Cos'è un “mandolino”

Col termine “mandolino” si intendeva, al tempo delle Lescano, lo spartito di una canzone, venduto sciolto nei negozi di musica. Esso si presentava come un’edizione per canto-mandolino-fisarmonica (da cui il nome), del formato di cm. 17,5 x 25. Comprendeva, oltre alla copertina, due pagine interne con la musica e il testo, più una retrocopertina, riservata quasi sempre alla pubblicità delle nuove canzoni. La musica, limitata alla linea melodica, era scritta su un solo rigo, mentre l’accompagnamento era indicato con le sigle degli accordi.
Contemporaneamente veniva di solito posta in commercio anche un’edizione per canto e pianoforte della medesima canzone, del formato di cm. 24 x 32. Si differenziava dalla precedente per il fatto che la musica era scritta su tre righi, due per il pianoforte e uno per il canto, quindi con l’accompagnamento della melodia già compiutamente sviluppato. Ciò rendeva superflua l’indicazione degli accordi per mezzo delle sigle.
L’elemento su cui gli editori contavano di più per attirare l’attenzione degli acquirenti era la copertina. Essa era costituita di solito da una bella tavola a colori, simile nel piccolo ai manifesti del cinema: non per nulla era spesso realizzata dagli stessi abilissimi artisti grafici. Tutte queste copertine sono non solo documenti che ben riflettono i gusti dell’epoca, ma anche preziose fonti di informazioni, perché non di rado i nomi degli autori vi sono indicati meno sommariamente di quanto non avvenga sulle etichette dei dischi o nei cataloghi delle case discografiche.


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