Ricordando il Trio Lescano

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Aggiornamenti del sito
relativi al periodo Marzo-Dicembre 2014
In ordine cronologico inverso.

24 Dicembre 2014
Da oggi questa pagina sospende le pubblicazioni. Le riprenderà mercoledì 7 Gennaio 2015.

23 Dicembre 2014
Giorgio Zoffoli ha voluto accompagnare i suoi (come sempre) affettuosi auguri natalizi con un’ultima piccola strenna (ultima – si intende – per l’anno ormai agli sgoccioli!): il mandolino di due canzoni lescaniane. A dire il vero esso non si presenta come un... capolavoro di inventiva grafica, ma si tratta pur sempre di un documento riguardante le Nostre che ci mancava, e che siamo perciò lieti di aggiungere al nostro sempre più corposo Archivio, nella sezione Mandolini.
Anche Roberto Berlini, nel farci – come Giorgio e tanti altri cari amici, che ringraziamo tutti di cuore – gli auguri di Buone Feste, ci ha manifestato il suo profondo e sincero cordoglio per la recente scomparsa di Pierina La Guardia, che lui intervistò per primo il 19 Settembre 2013. Roberto ci ha pregato di ricordare a tutti gli ammiratori del Duo Fiorenza che su questo per lui indimenticabile incontro ha pubblicato a suo tempo un video; egli ci ha altresì segnalato un altro suo video augurale (postato anch’esso su YouTube), nel quale possiamo apprezzare (e ammirare!) ancora una volta la verve della 92enne Isa Bellini, sempre allegra, scherzosa e piena di gioia di vivere.
Links: https://www.youtube.com/watch?v=w4u-lv-CNI4
e https://www.youtube.com/watch?v=8NvKkZfBxXk

21 Dicembre 2014
Mail di Simone Calomino, intitolata Triste notizia: «Purtroppo ieri notte si è spenta nella casa di riposo dove era ricoverata dal Febbraio scorso Pierina La Guardia, ultima componente in vita del Duo Fiorenza.
Mi ha avvisato la sorella Fulvia, addolorata ma allo stesso tempo sollevata, in quanto Pierina non stava affatto bene nel luogo dove era ricoverata, a causa della nostalgia di casa sua. L’ultima volta l’ho sentita qualche mese fa, quando già era ricoverata. Una telefonata molto frettolosa, al contrario del solito quando mi teneva per ore al telefono. Ho una sua intervista redatta da una mia cugina di Firenze. Provvederò a pubblicarla durante queste vacanze di Natale.
Ho parlato anche con la figlia Mirna e le ho fatto le mie più sentite condoglianze. Muore così una delle ultime cantanti dell’Eiar: dimenticata certo dai mass-media ma non per fortuna da chi la ha realmente apprezzata».


19 Dicembre 2014
Mail di Giorgio Zoffoli al Curatore: «Quando mi imbatto in qualche documento che ti può interessare, non perdo tempo e te lo propongo immediatamente. Il mandolino che ti allego [Nostalgia d’amore] non mi risulta sia nella collezione del sito (c’è solo quello più generico), e non so spiegarmi perché l’autore della musica, Carlo Innocenzi, vi sia segnalato come R. Innocenzi. Stranezze o incongruenze, spesso frequenti, per chi fa delle ricerche. D’altra parte io sono affascinato dall’opera musicale monumentale di Carlo Innocenzi, che apprezzo in egual misura per le decine e decine di illustrazioni di mandolini tra le più belle che si siano mai viste: sicuramente all’altezza del prolifico e sconosciuto Gilbas, di Umberto Onorato, di Giovanni Manca, di Samsa, Arturo Bonfanti e chi più ne ha più ne metta».

17 Dicembre 2014
Mail di Simone Calomino: «Amici, vi avviso che su YouTube il caro Renzo Barzizza ha pubblicato un interessante documentario dedicato al padre Pippo. Si tratta di un documento per noi interessante in quanto ritrae il maestro nei suoi anni migliori, in particolare nel periodo pre-Eiar. Sembra di intravedere, nei primi minuti, un giovanissimo Alberto Rabagliati, dapprima al violino e poi con un bimbo in braccio. A detta di Renzo, si tratta di un violinista della Blue Star di cui non ricorda il nome... ma la somiglianza col nostro Albertone è davvero incredibile. Segnalo ulteriori “apparizioni” di Mr. Tonnellata al minuto 12.37, con un cappello in testa affacciato dal finestrino del treno (primo da sinistra) e al minuto 16.43, ormai già ingrassato. Allego anche una mini-recensione che ho scritto al documentario, per pubblicizzarlo su YouTube:
“Uno splendido documentario in cui si scopre un Pippo Barzizza diverso da quello che siamo abituati a vedere, qui immortalato nel suo ambiente familiare, simpatico e spensierato. Il grande maestro, artefice di meravigliosi arrangiamenti, direttore dell’orchestra Cetra che ha rincuorato gli italiani durante gli anni bui del secondo conflitto mondiale e li ha accompagnati durante la ripresa successiva, irradiando note di speranza e allegria dai microfoni dell’Eiar-Rai. Un delizioso mix di riprese provenienti dall’archivio privato della famiglia Barzizza, interessante anche per quanto riguarda l’evoluzione dei costumi dagli anni ’20 agli anni ’40. Con la meravigliosa Isa Barzizza e copiose apparizioni della ‘tonnellata di swing’ Alberto Rabagliati, Pippo Barzizza e i suoi ‘anni più belli’ è un ‘must’ per tutti gli appassionati della buona musica della prima metà del ’900”.
Molto carini i quadretti montati dal Maestro con Isa e Renzo da piccoli, lo spezzone dell’aeroplano e i fotogrammi di Gran Baldoria, dove si intravede una giovanissima Lia Origoni che balla in abito bianco. Interessanti infine le parti a colori verso la fine del film. 
Link: https://www.youtube.com/watch?v=0Vb30SYDymg
Commento di Paolo Piccardo: «Ho visionato l’interessante filmato. I violinisti dell’Orchestra Blue Star furono Gino Della Santa e Alfredo Spezialetti, in due differenti periodi. Nessuno di loro assomiglia lontanamente a Rabagliati, per cui sono certo che il personaggio sorridente nel filmato sia proprio Albertone...».

12 Dicembre 2014
I nostri più stretti e attivi collaboratori – Simone Calomino, Manuel Carrera, Paolo Piccardo e naturalmente Virgilio Zanolla, il nostro biografo ufficiale delle Lescano – hanno esaminato con la massima attenzione gli articoli, in gran parte per noi nuovi, fornitici da Gianluigi Saveri, che ringraziamo nuovamente di cuore (e questa volta pubblicamente) per il suo importante contributo. Tutti vi hanno rilevato delle novità per noi di assoluto rilievo, in particolare:
Adesso sappiamo finalmente dove e quando Medardo Vincenzi pubblicò l’intervista il cui dattiloscritto, accompagnato da numerose foto mai viste prima, ci fu passato nel Gennaio 2013 dalla di lui sorella, Marinella. Tale dattiloscritto fu poi da noi pubblicato tra i Documenti, con i puntuali ed esaurienti commenti di Virgilio [ ].
Conosciamo ora il precedente indirizzo di Alessandra Lescano a Salsomaggiore (in via Menghini): si tratta dell’abitazione in cui visse col marito, Guido Franceschi (1903-1976).
Apprendiamo che probabilmente Giuditta morì prima di Alessandra, ma nessuno ebbe cuore di comunicarlo né a lei né a mamma Eva. A tal proposito il Curatore osserva che, alla luce di tale preziosa informazione, riacquista credito la notizia, circolata anni fa, secondo cui Giuditta sarebbe morta ancora relativamente giovane e in circostanze tragiche. La fonte della notizia era un tafiletto di periodico che un nostro valido collaboratore di allora, Aldo Cuneo, si ricordava – solo vagamente, purtroppo! – di aver letto in passato, più o meno verso la metà degli anni Settanta. Malgrado le nostre accurate ricerche, non è stato finora possibile ritrovare il trafiletto in questione, né conoscere il nome del petroliere venezuelano-canadese che Giuditta sposò nel Novembre 1953.
Veniamo informati che «i figli [più esattamente i figliastri, ossia i figli di primo letto del marito], da Maracaibo, erano venuti a trovarla [Alessandra] l’ultima volta una settimana prima della sua morte». Tali figliastri erano nell’ordine: Mauro, Sante e Guido Elio (chiamato, in altre fonti, Guidelio); il primo è deceduto nel Settembre 2008, gli altri due vivono tuttora in Venezuela, a Caracas, dove fanno gli albergatori. Sicuramente sanno molte cose sul conto delle sorelle Leschan/Lescano, ma per motivi che non conosciamo (anche se  li possiamo intuire…) si sono finora energicamente rifiutati di collaborare con noi. Lo stesso dicasi dei loro parenti in Italia, che vivono nel Parmigiano e, a quanto pare, anche a Roma.

10 Dicembre 2014
Siamo stati contattati da Salsomaggiore Terme da Gianluigi Saveri, uno degli animatori del pregevole sito Cara Vecchia Salso. Egli ci ha illustrato un progetto quanto mai interessante, che intende realizzare in un prossimo futuro assieme ai suoi amici salsesi, e a tal proposito ci ha chiesto se siamo disposti a dar loro una mano. Ecco, nelle sue parole, di che si tratta: «Il nostro gruppo vuole ricordare con immagini e documenti d’epoca la Salso dei tempi d’oro. Uno di questi gloriosi periodi per la nostra città coincide proprio con gli anni di maggior successo del famoso Trio Lescano, di cui appunto si occupa il vostro sito. Come sapete, proprio qui a Salsomaggiore ha vissuto gli ultimi anni della sua vita Alessandra Lescano, che ora riposa nel locale cimitero. Il nostro gruppo sta preparando un video con immagini fotografiche che dovrebbe, secondo le nostre intenzioni, descrivere Salso nel periodo fra il 1936 e il 1942, periodo di maggior celebrità del Trio anche qui a Salsomaggiore, che ha vissuto le loro canzoni come la colonna sonora di quegli anni, dato che è una località non solo di cure termali, ma anche di divertimento.
Per ricordare la nostra illustre concittadina, come pretesto narrativo del video abbiamo immaginato un’intervista rilasciata a Salsomaggiore da Alessandra Lescano ad un immaginario giornalista. Tale intervista sarà solo una breve premessa per permetterci di raccontare la nostra città negli anni suddetti, soprattutto attraverso la colonna sonora delle indimenticabili canzoni del Trio, che pensiamo di utilizzare per scandire, in relazione all’anno di pubblicazione, la successione temporale delle varie immagini. L’intervista racconterà molto sinteticamente la vita artistica e familiare di Alessandra Lescano e  verrà ricostruita sulla base delle poche interviste da lei rilasciate in quegli anni e sulla base dei ricordi dei salsesi che l’hanno conosciuta di persona. Per raggiungere il nostro scopo avremmo bisogno di immagini con una scansione di buona qualità del Trio, specialmente di Alessandra Lescano. Immagini di quel periodo ed in particolare (se non ci sono impedimenti di sorta) le belle  foto di Alessandra anziana, riprese nell’intervista di Medardo Vincenzi (ispirazione principale per il pretesto narrativo del nostro video). Queste foto, come mi pare di aver letto sul vostro sito, vi sono state inviate dalla di lui sorella, Marinella Vincenzi. Da parte nostra, se vi interessa, potremmo darvi in cambio la scansione di alcune immagini del Trio in nostro possesso, più alcuni ritagli del giornale “Gazzetta di Parma”, che parlano delle Lescano».
Naturalmente abbiamo subito accettato questa proposta, fattaci con tanto garbo, per cui il nostro nuovo amico ci ha inviato a giro di posta, come promessoci, il materiale in suo possesso. Una parte di esso ce l’avevamo già da tempo in archivio, ma il rimanente è per noi nuovo e presenta un indiscutibile interesse. Abbiamo subito provveduto a restaurare – nei limiti del possibile – questi documenti e li abbiamo quindi ordinati cronologicamente in un unico pdf, collocato tra i Documenti e che siamo ora lieti di offrire in visione a tutti i lescanofili, particolarmente a quelli che trovano appassionanti le vicende biografiche delle nostre magiche Sorelle.
Si veda pure l’articolo di Dino Tedesco, L’Eiar portava a casa di tutti il Trio Lescano e Gorni Kramer (in «Corriere Milanese», 1° Agosto 1986), fornitoci anch’esso da Gianluigi Saveri e collocato nella Miscellanera di Documenti vari, oltre che nella Bibliografia.

8 Dicembre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «La canzone La Paloma, citata da Roberto Berlini e appartenente al genere delle habaneras, fu composta dal musicista basco Sebastian Iradier nel 1861. Egli si ispirò a racconti marinari e a un episodio risalente addirittura al 461 a.C., quando una flotta persiana di invasione fu sospinta sulle rocce al largo del Monte Athos, e da terra si videro colombe bianche fuggire dalle navi distrutte, dirigendosi a terra. Da allora si disse che una colomba bianca proveniente dal mare sia lo spirito di un marinaio morto. In campo marittimo la canzone viene considerata come portatrice di iella: non per nulla il compositore morì poco dopo averla scritta. L’imperatore del Messico Massimiliano d’Asburgo la amava talmente che fu suonata al suo funerale, e da allora è tradizione che sulle navi militari austriache viga il divieto di riprodurla. Da buon marinaio confermo che anche sulle nostre navi mercantili il tema è guardato con una certa apprensione ed è risaputo che la superstizione in mare ha ancora il suo peso...».

6 Dicembre 2014
Mail di Roberto Berlini: «Ho appreso con gioia, dal mio amico Sebastiano Rizzo, che su YouTube è apparsa la canzone Col diretto delle tre cantata dal Duo Fiorenza, fatto che meritatamente ha avuto risonanza negli Aggiornamenti del sito. Tale interpretazione è (lo ripeto) eccezionale, visto che permette un confronto sullo stesso terreno tra il Duo Fiorenza ed il Trio Lescano, avendo queste ultime interpretato la medesima canzone poco prima delle due “fiorentine”. Trovare le differenze tra queste due interpretazioni, individuando i due diversi indirizzi di sensibilità, è a mio avviso un’indagine saggia e anche divertente. Cosa dire se non che in questa interpretazione le Fiorenza sono poco… Fiorenza? La saggezza dimostrata nel canto banjato, caratteristica ben espressa nella loro magistrale Paloma, qui risulta, più che assente, nascosta: appare sì quel “tiro di corda”, ma solo in alcune sfumature “ci sorride come un buon papà” (al minuto 1:28 ca. e 2:02 ca.); è insomma come se volessero trattenersi. Sono quindi poco Fiorenza perché hanno sentito il peso di cantare, o per meglio dire di ri-cantare, un’ interpretazione delle Lescano alla quale direbbe Leon Battista Alberti “non è necessario aggiungere, né togliere niente, né alterare”. In linea generale l’interpretazione delle Fiorenza risulta più accelerata rispetto a quella delle Lescano, e questo non ci deve stupire: perché anche nel repertorio dello stesso trio appare questa modalità (da confrontare, con quelle in italiano, le interpretazioni in tedesco di Oi Marì e soprattutto de La canzone del boscaiolo). Il punto fondamentale è: perché non hanno fatto lo scat? Perché non ne erano capaci o perché non l’hanno ritenuto opportuno? A questa domanda artistica è difficile rispondere, la mia opinione in merito è che non se la sono sentita: ma al confronto con l’interpretazione delle Lescano, questa assenza ci risulta una mancanza (perché ci aspetteremmo la sua presenza), come quel fischietto che qui non sentiamo più e che tragicamente non è sostituito da nulla. 
P.S. - Sperando che questo mio commento venga pubblicato negli Aggiornamenti del sito, vorrei condividerlo anche con Giacomo Schivo e Laura Rossi, visto che apprezzano tanto ciò che scrivo».

3 Dicembre 2014

Mail di Simone Calomino: «Ho finalmente ascoltato la Rumba capricciosa di Boccaccini con le Lescano. Non ho mai sentito nulla del genere! Che meraviglia il controcanto di Alessandra insieme a Boccaccini, con, in sottofondo, Caterinetta e Giuditta che fanno il coro... Quando iniziano a cantare, le Nostre sembrano in due: non riuscivo a sentire Giuditta, tant’è che mi era sorto il dubbio che fosse un caso particolare, in cui la superba voce da contralto del Trio non incidesse con le sorelle. In seguito mi sono invece accorto che le voci sono effettivamente tre. 
Sono contento che sia stata recuperata quest’altra perla... Bisogna dire che Franco Garagnani, colui che ce l’ha offerta, è davvero gentile: ultimamente mi sta passando molte cose di assoluto pregio». 

1° Dicembre 2014
Mail di Simone Calomino: «In allegato le scansioni della parte per pianoforte conduttore della canzone L’orologio dell’amore, che mancava nel nostro Archivio. Con l’occasione, segnalo che ho pubblicato su YouTube Col treno delle tre cantata dal Duo Fiorenza, registrazione passatami gentilmente da Franco Garagnani. Con Franco abbiamo creduto che fosse il caso di renderla fruibile a tutti in quanto ottimo punto di confronto fra il Trio Lescano e il Duo Fiorenza, nonché incisione molto riuscita. Al più presto pubblicherò il lato b del disco».

29 Novembre 2014
L’appello lanciato da Paolo Piccardo due giorni fa non è caduto nel vuoto. Il primo a rispondere è stato Antonio Mastrorocco, il quale ci ha informati di avere su audiocassetta una delle due incisioni di Tu m’ami, la canzone cercata da Raffaele Uzzi, figlio del compositore della melodia. Successivamente ci ha contattati Marco Corazza, un nuovo collaboratore genovese, che ci ha inviato il file dell’incisione di Michele Montanari. Infine Simone Calomino ci ha scritto: «Per alcune mie questioni, ho sentito Franco Garagnani. Mi ha detto che possiede le due registrazioni di Tu m’ami: della Natali e di Montanari. Me le girerà nei prossimi giorni e, appena le avrò, le girerò a te e a Paolo. Nella prossima mail ti mando alcuni ritrovamenti recenti». 
Commento finale di Paolo: «Cari amici, oggi abbiamo una volta di più la conferma che il sito è ancora seguitissimo e i collaboratori non mancano mai di rispondere prontamente alle richieste. Ne sono molto felice. Ringrazio di vero cuore il Curatore, che ha subito pubblicato la richiesta, Antonio Mastrorocco che mi ha per primo risposto mettendo a disposizione il suo infinito archivio, e Marco che ha battuto tutti sul tempo regalando questa composizione ai figli di chi la scrisse, in particolare a Raffaele Uzzi, uomo di grande sensibilità, modestia e correttezza. Egli non mancherà sicuramente di manifestarci la sua gratitudine. Ringrazio ancora tutti quanti, incluso il sempre gentile e disponibile Simone. Fa bene, in questi tempi assai poco allegri, vedere cose del genere».
Mail di Simone Calomino: «Qualche giorno fa giravo sul noto sito francese di aste Delcampe e, con mia grande sorpresa, ho trovato una foto bellissima di Dino Di Luca, scattata dal famoso fotografo torinese Venturini. Trovo che essa sia la migliore fra tutte quelle finora recuperate di questo grande artista. Non era un bell’uomo, ma aveva un volto a mio avviso molto interessante dal punto di vista teatrale e cinematografico. La voce, quando canta, segue gli stessi canoni del suo aspetto: non bellissima, ma dai toni piacevoli ed espressivi. Dopo alcune ricerche sono entrato in contatto con la figlia e il nipote di Di Luca. Spero di ricevere presto qualche notizia succulenta e del materiale più interessante su questo poliedrico artista. 
Sempre pochi giorni fa mi sono imbattuto, in un mercatino dell’usato a Cosenza, in una scatola piena di spartiti per piccola orchestra. Fra i tanti titoli ho notato due canzoni cantate dalle Nostre, raccolte nello stesso spartito: Eravamo sette sorelle e L’orologio dell’amore. Ho pensato che potesse essere di nostro interesse, così l’ho comprato. Ecco in allegato le scansioni di queste mie ultime acquisizioni; se serve, posso scansionare anche le pagine interne dello spartito ».

27 Novembre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «Il nostro caro amico Raffaele Uzzi mi ha chiesto notizie della canzone Tu m’ami, scritta  da Uzzi-Nisa e cantata da Nuccia Natali (GP 93124) o da Michele Montanari (IT 1011). Credo che sia opportuno pubblicare una richiesta rivolta a tutti i nostri lettori al fine di cercar di ottenere almeno una delle due versioni, che non sono riuscito assolutamente a trovare in alcun posto».
Se qualcuno è in grado di rispondere all’appello di Paolo è pregato di contattarci. Grazie!

25 Novembre 2014
Franco Garagnani [si vedano su di lui numerosi Aggiornamenti dei mesi scorsi, a partire dal 9 Settembre] ci ha fatto un altro graditissimo regalo, inviandoci il file, di discreta qualità, di una delle ultime canzoni mancanti nel nostro Archivio sonoro. Ecco con quali parole egli ha accompagnato il suo dono: «Amici, sono lieto di poter contribuire ancora con l’invio di Rumba capricciosa [IT 726, 1940 ca.] cantata da Otello Boccaccini e il Trio Lescano con l’Orchestra Barzizza; di tale brano ho purtroppo solo l’audio, ma meglio di niente!».
Altro che meglio di niente: quando arrivano rarissime preziosità del genere [Anteprima] è per noi un día de fiesta grande: nella fattispecie viene voglia di mettersi a ballare la più scatenata delle rumbe, magari dimenticando per un momento… i reumatismi (parlo naturalmente per chi ne soffre, non è per fortuna il caso dello scrivente)!

24 Novembre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «Vorrei provare a rispondere al quesito di Roberto a proposito della data di incisione di Guarany Guaranà. La mia fonte è, al solito, il libro di Mazzoletti Il Jazz in Italia, pag. 465: in questo caso sembra abbastanza preciso. Benché la canzone non sia citata direttamente, la matrice ad essa corrispondente, 151286, cade tra quelle riportate come incise in quel giorno. Il primo passaggio in radio della canzone avviene, secondo il “Radiocorriere” (n. 25 del 1936, pag. 11), sabato 20 Giugno 1936, in una trasmissione speciale per l’estremo oriente. Il Trio non viene citato.
Mazzoletti, a proposito della datazione, ci informa che i numeri delle matrici e altri elementi sono stati ottenuti dalla ricerca di Marco Pacci effettuata presso in National Sound Archive di Londra, che ne possiede gli elenchi microfilmati. Una nostra richiesta presso quell’Ente si è però rivelata infruttuosa, in quanto il gentile funzionario da me interpellato non ha saputo dirmi nulla di concreto sulla loro attuale collocazione».

23 Novembre 2014
Mail
di Simone Calomino al Curatore, intitolata Piacevole sorpresa: «Il nostro amico Giorgio Solinas ci ha dato l’ennesima prova della sua immensa gentilezza. Come saprai, Giorgio ha la fortuna di possedere un numero impressionante di “Canzonieri della radio”, con delle magnifiche foto all’interno. Fra queste ne è uscita fuori una che credo ti interesserà parecchio. Si tratta di un primo piano di Piero Pasero, dove è venuto particolarmente bene. Nella didascalia il Maestro torinese è descritto come un talentuoso compositore. Noi ne sappiamo qualcosa: sua è infatti T’amo ancor, che abbiamo recuperato qualche tempo fa nell’interpretazione di Caterinetta Lescano. Ricordiamo che Pasero ha anche inciso un disco con il Trio Lescano, Canzone d’Haway. Pare anche che egli fosse la voce bassa del primissimo Quartetto Cetra, ma a questa ipotesi sta lavorando il mio amico Andrea Albertolli con l’ultimo orchestrale in vita di Angelini. Appena avremo qualche dato certo, ne riparleremo».
Mail al Curatore di Piero Vacca Cavalotto [v. gli Aggiornamenti del 29 Ottobre scorso]: «Scusandomi per il ritardo, allego il nuovo file del mio articolo, con le modifiche da lei suggerite. Allego qualche altra scansione delle foto in mio possesso: si tratta di immagini che sicuramente avete, a parte quella del gruppo a Gallenca (i nomi sono riportati sul retro), ove si vedono alcuni personaggi del mio racconto: Angiolina Boetto (che ha lavorato per le Lescano insieme alla mamma Annetta), Stella Rolando (figlia della famiglia che ha ospitato le Lescano) e Lidia Boetto (mia zia materna, che all’epoca abitava nello stesso cortile); sono viventi e sono state la fonte di informazioni di un fatto, peraltro dimenticato, da me appreso da mia madre e dai racconti del cortile di Gallenca, nella mia lontana infanzia negli anni ’50. La terrò aggiornata su eventuali novità.
La conferenza che ho tenuto a Salassa ha avuto un buon successo, ma nessuno dei presenti conosceva il fatto direttamente, anche se il luogo dista solo due km dalla frazione Gallenca di Valperga. Grazie ancora per l’utile scambio e a presto».

22 Novembre 2014
Mail di
Roberto Berlini, intitolata Sabato 22 Febbraio 1936: «A seguito del ritrovamento di Guarany Guaranà [v. gli Aggiornamenti del 6 Novembre scorso] in me è sempre più forte la volontà di attribuire al quel fatale 22 Febbraio del 1936 un significato simbolico e convenzionale dell’inizio di un nuovo intendimento della canzone. Facendo delle ricerche per il mio libro e utilizzando il sito di Eugenio Songia, ho costatato che il giorno anzidetto era un sabato. Questo risultato mi ha subito insospettito, considerando anche il fatto di quanto questo giorno della settimana fosse caro al fascismo. Ricordo che il Sabato fascista fu istituito già prima di questa data, ossia con il Regio Decreto legge 20 Giugno 1935, n. 1010. In internet e per i vari ricercatori Guarany Guaranà è ormai da qualche anno (giustamente e finalmente) riconosciuta come prima incisione del Trio Lescano. Ricordo tuttavia che il libricino Le regine dello swing, figlio di quella infausta fiction a lui quasi omonima, riporta a pagina 29 che “Una prova delle iniziali difficoltà linguistiche del Trio Lescano si può ancora oggi verificare ascoltando la loro prima canzone Topolino va al mercato”. Premesso che le Lescano non hanno mai scritto canzoni, ma sono state esclusivamente delle eccezionali interpreti, non hanno mai inciso Topolino va al mercato bensì Topolino al mercato. Sul disco dell’interpretazione delle Lascano di Guarany Guaranà, essendo di molto precedente alla storica norma sul diritto d’autore (del 22 Aprile 1941), non è riportata alcuna data. Tuttavia dal nostro stesso sito (vedere la Storia anno per anno delle sorelle Leschan/Lescano) fino alla pagina di Wikipedia tutti concordano per il 22 Febbraio, eccezion fatta per questo scritto nella pagina ufficiale Facebook del sito, che parla invece del 21 Febbraio. La mia domanda è: da dove deriva questa data così precisa? Qual è la fonte? Forse alla Parlophon-Cetra si incideva anche di sabato, visto che gli artisti della radio dovevano assecondare le dirette, che spesso e volentieri avevano vita nel fine settimana. La vicenda mi sembra interessante!».

21 Novembre 2014
Mail di Salvatore Arcella, che ci contatta per la prima volta: «Sono rammaricato di aver scoperto solo oggi le pregevolissime pagine del vostro sito, frutto di un lavoro certosino e lodevole da ogni punto di vista. È stato un caso! Ovviamente, data anche la mia non più giovane età, conosco benissimo il Trio Lescano e la maggior parte delle loro canzoni, ma non mi ci ero mai “soffermato”. Come saprete, qualche sera fa, Rai 5 ha rimandato in onda Le ragazze dello swing. Io l’avevo già visto con particolare attenzione nel 2010, anche perché parte della riscrittura di alcune canzoni era stata fatta da un mio amico musicista e tali canzoni le avevo dunque già ascoltate in anteprima. Comunque, dopo la recente rimessa in onda dello sceneggiato, ho girato un po’ su internet, scoprendo fortunatamente il vostro sito. Voglio ringraziarvi per il lavoro che fate e che, come voi stessi avete affermato, probabilmente servirà più per i “posteri” che per i contemporanei... ma tant’è! È un’opera altamente meritoria, ma sopratutto accurata, che qualcuno doveva pur caricarsi sul groppone. Il vostro lavoro non andrà perduto, potete starne certi: esso costituirà materiale prezioso di archivio, di studio e di ricerca per tante generazioni a venire.
Ma consentitemi di aggiungere che, a seguito della lettura attenta delle notizie da voi esposte, ho scoperto che la maggiore delle Lescano, Alessandrina, è sepolta nel cimitero di Salsomaggiore Terme. Non vi nascondo che, anche per mia passione personale, questa informazione mi ha solleticato non poco. Infatti, pur essendo io napoletano, in questo momento mi trovo giusto a Salsomaggiore, per motivi di lavoro: vi gestisco infatti il piccolo – ma delizioso! – “Hotel Botton d’Oro”, in puro stile liberty. Cosicché, domenica scorsa (16 Novembre), mi sono avventurato nel locale cimitero, alla ricerca del loculo di Sandra. Nonostante le vostre indicazioni (giace accanto alla madre), null’altro mi era dato di sapere, ed in assenza di custodi mi sono cimentato in un’impresa invero ardua. Per la verità ho chiesto a qualche persona anziana se ne sapesse qualcosa, ma... buio totale! Trovare la tomba di Sandra tra circa quarantamila loculi, tutti esattamente uguali, era come cercare il classico ago nel pagliaio... Solo la data di morte costituiva un valido indizio, ma con quale nome era tumulata? La fortuna aiuta gli audaci e dopo un’ora e più mi ha sorriso. È registrata col suo cognome olandese e non vi è alcun riferimento al suo “passato splendore”. Era (ed è) accanto alla sua mamma, quest’ultima col cognome sbagliato, ma mi è sembrata trascurata, quasi. dimenticata. Qualche vecchissimo e sbiadito fiore di cartapesta (ma sono i soli consentiti qui) e lapide polverosa, l’unica senza luce votiva (per quel che può valere…). Non so, per qualche attimo mi è passata una vena di tristezza nel cuore. Ora però, le tombe sono “pulite” e innanzi ad Alexandrina vi sono fiori nuovi: non chiedetemi però che specie di fiori, ho girato mezza provincia per trovarli! Ma ora sono contento e volevo dirlo a qualcuno che potesse capire e sicuramente gioirne. Vi mando qualche foto, anche della casa dove Sandra visse negli ultimi suoi anni. Perdonate la mia loquacità epistolare. Grazie ancora e, finché potete, continuate!».

18 Novembre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «Amici, eccovi alcune note sui dischi eliminati dal Catalogo Voce del Padrone 1941, trascritte in una giornata uggiosa».

16 Novembre 2014
Mail di Fabrizio Frabetti: «Complimenti per il sito! Ho letto la Lettera aperta e mi dispiace che sia così difficile divulgare cultura senza perdersi in questioni antipatiche, tra i “più furbi” e i  “proprietari”. Io sono autore e cantante dilettante (studio Jazz-Pop al Conservatorio di Parma), e mi piacerebbe molto capirne di più sulle armonizzazioni del Trio Lescano. Lo scopo è esclusivamente di studio, per accrescimento culturale personale. Le canzoni che attualmente mi interessano maggiormente sono le più famose: Tuli Tuli Pan, Maramao perchè sei morto?, Camminando sotto la pioggia, Tornerai, Ma le gambe, San Luigi (tristezza di…), Ultimissime, Anna.
Ho cercato di “tirare giù a orecchio” dalle incisioni originali gli arrangiamenti vocali di tali canzoni, cosa nella quale, di solito, sono bravino. Con il Trio Lescano non ci riesco e credo che il problema stia nell’omogeneità delle voci o forse nelle non perfette registrazioni. Sta di fatto che di voci ne percepisco sempre bene due, mentre mi sfugge la terza, soprattutto in certi passaggi. Inizio ad attribuire a quelle armonizzazioni una specie di aura magica. C’è un ingrediente che mi tocca, ma non è comprensibile con la logica e gli strumenti soliti.
Mi sta colpendo molto, il Trio. È eccezionale quando duetta con i solisti dell’epoca (Ma le gambe, Maramao...), col chiaroscuro tra le altre voci – spesso ancora orientate alla lirica – e le loro, che entrano nel brano portandovi swing che vola e/o blues del più pesante e lacrimoso. Tutta musica che diverte e fa sorridere, ma dentro la quale sembra esserci un mare di lacrime. Al di là dell’effetto emotivo, il Trio è una di quelle astronavi aliene che passano su paesaggi antichi: capita spesso nella storia della musica. Nel loro caso questo effetto è causato dalla storia italiana contemporaneamente, artefice sia dell’ambito musicale autarchico in cui si sono mosse, sia della rimozione del dopo. Così è, o almeno sembra a me... ci sto lavorando sopra!
Comunque tengo ad essere chiaro sul fatto che il mio approccio è amatoriale. Una curiosità ben motivata, diciamo, ma che difficilmente (e chissà quando?!) produrrà risultati degni di nota o pubblicazione. Per ora, prima di scomodare degli specialisti, provo a documentarmi per conto mio, ad esempio sulla close harmony. A volte basta una parola chiave per andare avanti».
Mail di Mattia Carzaniga, intitolata Casa discografica Unknown Pleasures:
«Seguo il vostro bellissimo sito ed il vostro prezioso lavoro di ricerca sul Trio Lescano da diversi anni e devo innanzitutto ringraziarvi tutti per le preziose informazioni ed incisioni che mi avete permesso di scoprire. Ci tengo ad informarvi che, facendo qualche ricerca su internet, mi sono imbattuto in altri CD prodotti dalla casa discografica Unknown Pleasures, la stessa che ha prodotto il CD di Norma Bruni utilizzando tacitamente le registrazioni postate da Manuel Carrera sul suo Canale di YouTube, ora purtroppo oscurato. Guardate, ha fatto lo stesso anche con il Trio Lescano, Rabagliati, Dea Garbaccio e il Quartetto Cetra:
https://itunes.apple.com/us/album/alberto-rabagliati-at-his/id637042845
https://itunes.apple.com/us/album/trio-lescano-at-their-best/id596341317
https://itunes.apple.com/us/album/trio-lescano-at-their-best/id596350694
https://itunes.apple.com/us/album/trio-lescano-at-their-best/id596351068
https://itunes.apple.com/us/album/dea-garbaccio-at-her-best/id622242558
https://itunes.apple.com/us/album/dea-garbaccio-at-her-best/id622242558
https://itunes.apple.com/us/album/alberto-rabagliati-at-his/id634933906
https://itunes.apple.com/us/album/50-super-hits/id668999219
https://itunes.apple.com/us/album/quartetto-cetra-at-their-best/id620943024
https://itunes.apple.com/us/album/alberto-rabagliati-at-his/id637046185

Se si ascoltano si può notare che sono le medesime registrazioni pubblicate dai vari Canali YouTube, qualcuna ha subito forse qualche piccolo intervento di restauro, ma la maggior parte sono state ripubblicate “nude e crude”. Vorrei farvi notare anche che, facendo un’altra semplice ricerca, non c’è traccia su alcun sito di questi album in vendita “fisicamente”, ma ci sono soltanto i files scaricabili a pagamento. Da questo personalmente deduco che la Unknown Pleasures sia una casa discografica fittizia, ideata da qualcuno che, con questo trucchetto di ripubblicare su siti come iTunes le stesse canzoni di YouTube, ha diritto ad un compenso per ogni download da parte degli utenti, senza spendere nulla perchè se le procura come sappiamo.
A conferma di questo c’è pure il sito della casa discografica stessa che sembra anch’esso fittizio: infatti non c’è nessun indirizzo, numero di telefono, indirizzo mail della casa discografica, ma soltanto le pagine Facebook, Twitter e il Canale YouTube; cliccando sull’icona della mail non succede nulla. Quindi risulta praticamente impossibile contattare questa fantomatica Unknown Pleasures per chiedere chiarimenti, si potrebbe fare un tentativo tramite iTunes o un altro dei siti che la sponsorizza, chiedendo se hanno qualche recapito. Insomma... l’unica cosa che mi pare certa è che sicuramente non hanno speso un solo centesimo per acquistare i diritti di quelle canzoni, ma ci lucrano sopra a spese dei poveri utenti di YouTube che le hanno pubblicate.
Spero di avervi dato qualche informazione utile. Cordiali saluti e grazie ancora per tutto quello che avete fatto e state facendo per noi appassionati della musica italiana degli anni ’30 e ’40».
Quello che in tutta questa squallida faccenda ci sorprende di più è che esistano in Italia degli sprovveduti i quali vanno a comprare da dei furbacchioni (o furfanti, se preferite chiamarli così) ciò che possono ascoltare e – se lo desiderano – anche scaricare gratis, con pochissima fatica, nel benemerito portale YouTube. Ecco, saremo anche limitati, ma questo non riusciamo proprio a capirlo! [NdC].

15 Novembre 2014
La possibilità di ascoltare due canzoni incise dalle Lescano nella gradevolissima interpretazione di Rina Ketty, loro contemporanea, è piaciuta a diversi aficionados, i quali ci hanno scritto nei giorni scorsi delle mail di apprezzamento, di cui li ringraziamo. Uno di questi, evidentemente buon conoscitore del canzoniere francese degli anni Trenta, ci ha segnalato che la bella canzone di Harold M. Kirchstein Träumen von der Südsee, incisa in versione italiana nel 1938 da Gino Del Signore e il Trio Lescano con l’Orchestra Filippini (Sogni del Mare del Sud, GP 92508b), è stata ottimamente incisa nello stesso anno dal famoso cantante Tino Rossi (Le bateau des îles, Columbia DF 2436). Quanto alle due canzoni incluse nel film francese Vigilia d’armi [Veille d’armes, 1935], cioè Una chitarra e quattro parole d’amore e  L’isola magica, incise anch’esse dal Trio Lescano rispettivamente con Emilio Livi e con Vincenzo Capponi, esse furono incise, nello stesso anno del film, da Jean Clément accompagnato dall’Orchestra di Fernand Warms (disco Cristal 6042: Une guitare et quatre mots d’amour e L’ile magique). Sono due interpretazioni non entusiasmanti ma comunque dignitose, che si ascoltano volentieri per il profumo d’epoca che possiedono.
È probabile che esistano altre canzoni lescaniane incise negli stessi anni in versione francese: lasciamo ai nostri fedeli lettori il (piacevole) compito di scoprirle e di comunicarcene i relativi dati discografici, in modo che possiamo renderli noti a tutti gli appassionati delle Olandesine e al tempo stesso delle ammalianti Chansons françaises d’antan!

9 Novembre 2014
Un estimatore d’Oltralpe, che si firma solo Maurice, ci scrive per segnalarci che una cantante italo-francese contemporanea delle Lescano, Rina Ketty [pronuncia corretta del nome: ], ottenne in Francia uno strepitoso successo nella seconda metà degli anni Trenta non solo perché aveva una voce incantevole e perfettamente adeguata al repertorio a lei più congeniale (in particolare languidi tanghi, valzer sentimentali e canzoni spagnoleggianti), ma anche per via del suo lieve accento straniero, che lei – saggiamente – non pensò mai di correggere durante tutta la sua lunga carriera. Insomma fece come le Lescano le quali, opportunamente consigliate e preparate dal M° Carlo Prato, non si sforzarono mai più di tanto di perfezionare la loro pronuncia dell’italiano, trasformando i propri vistosi errori di ortoepìa in un vezzo in più. Rina Ketty, in realtà, nel parlare e cantare in francese, rivelava – a parte le nasali un po’ deboli – un’unica evidente défaillance: la consonante r, pronunciata all’italiana, ossia monovibrante alveolare, anziché alla francese, cioè fricativa uvulare. In parole povere aveva il difetto opposto a quello di Giuditta Lescano, la cui r – quando cantava in italiano, specialmente nei passaggi solistici – era marcatamente (e deliziosamente!) moscia, vale a dire roulée, proprio come avviene normalmente in francese e in maniera più marcata nell’Île-de-France.
Non si contano i tubes della Ketty nei suoi anni di maggior gloria, ma due di questi ci interessano da vicino, perché tali canzoni furono incise nello stesso periodo anche dalle Nostre. Il primo è J’attendrai [Documenti / YouTube], che è la versione francese di Tornerai, l’immortale melodia composta (su testo di Nino Rastelli) da Dino Olivieri, ispiratosi per l’occasione al Coro a bocca chiusa della Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Il secondo brano è Reviens piccina bella [Documenti / YouTube], anch’esso versione francese di una canzone italiana, Torna piccina, creata da Cesare Andrea Bixio per il film Vivere di Guido Brignone (1938); incisione lescaniana di cui purtroppo abbiamo nel nostro Archivio sonoro solo una copia di bassa qualità, come si può constatare ascoltandone l’anteprima.
A chi desiderasse conoscere altre suggestive interpretazioni di Rina Ketty suggeriamo queste quattro, pubblicate anch’esse, assieme a numerose altre, su YouTube: Si tu reviens, 1936; Changer d’adresse, 1937; L’auberge au crépuscule, 1937; Nuits sans toi, 1939.
Giorgio Zoffoli ci ha offerto il mandolino – che ci mancava – di Rosalpina, il ritmo allegro di Benedetto-Bonfante inciso nel 1941 da Otello Boccaccini e il Trio Lescano con l’Orchestra Barzizza (disco Cetra IT 802a, matrice 50595).

7 Novembre 2014
Mail di Manuel Carrera: «All’indomani della chiusura d’imperio del mio account su YouTube, un nuovo canale ha pubblicato TUTTE le canzoni che avevo postato io, con l’immagine della copertina di un fantomatico cd dal titolo Norma Bruni at her best. Ho fatto qualche ricerca e ho visto che è un album digitale pubblicato dalla casa discografica “Unknown Pleasures” che, non si sa come e quando, ha (o avrebbe) acquistato tutti i diritti di queste canzoni (guardate un po’ qui: https://itunes.apple.com/it/album/norma-bruni-at-her-best/id734279196). Le registrazioni messe in vendita, ovviamente, sono state saccheggiate dal mio canale: sono quindi le incisioni digitalizzate da me e da Antonio Mastrorocco, Simone Calomino, Roberto Berlini e così via...
Cosa dire? Io non ho parole, se non che sono indignato!».
Se qualcuno tra i nostri lettori è esperto di questioni legali, in particolare nell’ambito della Rete, è pregato di contattarci con urgenza. Non possiamo né vogliamo credere che una persona come Manuel, esimio studioso e uomo di specchiata onestà, sia costretto a subire cotali torti senza poter fare nulla per difendersi!

6 Novembre 2014
Mail di Roberto Berlini, intitolata La grande sorpresa!: «Qualche giorno fa, il mio caro amico e collezionista Luca Costantini mi ha fatto visita a Roma, portando molti suoi dischi da digitalizzare. Tra queste perle musicali una tra tutte ha brillato per qualità, importanza e rarità: un disco [GP 91913, 1936] che ha segnato la storia! Il giorno fatale in cui è stato inciso, a mio avviso, segna un punto fondamentale della storia della canzone, da cui noi posteri possiamo osservare un prima e un dopo. Ringrazio ancora Luca Costantini e anche Walter Martinelli per il restauro. Buona visione!».  
Link: https://www.youtube.com/watch?v=14klqB-WFeQ.
Ricordiamo che la Discoteca di Stato possiede tre copie impeccabili (lo si deduce dalle anteprime messe in rete) del disco GP 91913 e che anche nel nostro Archivio sonoro è presente una buona copia di Guarany Guaranà, che abbiamo pubblicato a suo tempo nel Canale Ufficiale del Sito su YouTube, curato da Simone Calomino [].

3 Novembre 2014
Rareworld.biz* vende su e-Bay, al prezzo di 15 € (più 6,90 di spese di spedizione), una bella cartolina pubblicitaria autografata di Oscar Carboni. La foto ce l’avevamo già nella Fototeca (in
http://www.trio-lescano.it/fototeca/album_fotografico_oscar_carboni.pdf, p. 2), ma non la cartolina.
Giorgio Zoffoli ci ha inviato del pregevole materiale illustrativo su Oreste Biancoli e Dino Falconi, autori, assieme a D’Alessandro (o, secondo altre fonti, Malatesta) di Bimba mia non mi resistere, di cui Paolo Piccardo ha recentemente postato su YouTube una copia migliore, proveniente dalla collezione di Marco Basso.

2 Novembre 2014
Con questa mail Paolo Piccardo, il nostro principale e più fedele collaboratore fin dalla creazione del sito, ci comunica una bruttissima notizia, che suona per tutti noi – proprio oggi! – come una lugubre campana a morto: «Caro Curatore, ti segnalo che, per ragioni di copyright [!!!], è stato chiuso il canale Archivio Rabagliati di YouTube, gestito da Manuel Carrera. Pertanto le 26 canzoni del nostro Trio che vi erano state inserite non sono più ascoltabili. Mi viene da ridere o meglio da piangere... Ormai, infatti, si può scaricare sulla rete quasi tutto ciò che è stato inciso negli anni che a noi interessano di più e qualcuno pianta ancora grane... Mah!
Ho invece recuperato una foto migliore di Dino Falconi, uno dei nostri autori di testi [sua è la canzone Bimba mia non mi resistere, scritta nel ’38 assieme a Biancoli e Malatesta]. È il giovane a destra, qui raffigurato assieme al padre, celebre attore.
Da ultimo rivolgo in questo giorno dei Defunti un commosso pensiero ai nostri cari, estendendolo anche a tutti i nostri beniamini».
Commento del Curatore: «Auguriamoci che dietro a questo inqualificabile colpo basso, provocato a detta degli amministratori di YouTube da reiterati “reclami di terze parti relativi a violazioni del copyright”, non si nasconda qualcosa di ancora più brutto e sordido… E capisca chi vuol capire!».

31 Ottobre 2014
Mail di
Manuel Carrera al Curatore del sito: «[...] ho ricevuto una rivista del 1930 con foto mai viste prima di Alberto Rabagliati. Il suo formato è un po’ grande e avevo perciò difficoltà a scannerizzarla a casa, ma in una copisteria non ci sono stati problemi: sono immagini bellissime! Altre foto di Raba, anch’esse nuove per noi e di indubbio interesse, le ho ultimamente reperite altrove. Sono tutte utili ai fini della biografia di questo incomparabile artista, alla quale comincerò a lavorare a breve. Se vuoi, puoi pubblicare tali foto in formato ridotto, ad eccezione di due, che preferirei rimanessero una chicca da svelare con la biografia».

30 Ottobre 2014
Mail di Simone Calomino: «Ho reperito questo splendido 78 giri [IT 684, 1940 ca.], il primo inciso per la Cetra da Aldo Donà. Contiene la bella canzone Chiesetta tra i fiori e la non meno bella Perché…?, entrambe con l’Orchestra Barzizza. Trovo che siano dei brani stupendi e che la voce di Donà, così calda, profonda e dal timbro particolare, vi si adatti alla perfezione. Il disco è come nuovo e suona [anteprima] incomparabilmente meglio della versione che abbiamo in Archivio, corrispondente a quella postata su YouTube da TheLovesong5. Ascoltandolo per la prima volta, all’intervento delle Lescano, verso la metà del lato a, sono letteralmente andato in estasi: che voci celestiali, che amalgama perfetto!».

29 Ottobre 2014
Grazie all’encomiabile dinamismo del nostro Paolo Piccardo e alla squisita cortesia del Direttore della rivista “Canavèis”, Mauro Baima Besquet, siamo stati prontamente in grado di visionare l’articolo di Piero Vacca Cavalotto, intitolato Il Trio Lescano in Canavese, cui abbiamo accennato ieri. Esso ci è subito apparso di eccezionale rilevanza per due motivi: 1) fa piena luce su vicende della biografia delle Lescano di cui non sapevamo nulla prima d’ora, vicende accadute nel periodo che va dalla primavera del ’42  alla fine del ’43; 2) è corredato, oltre che da foto delle Nostre ben note, da cinque altre assolutamente inedite e interessanti, delle quali una, quella in cui si vedono Alessandra e Caterinetta teneramente abbracciate, è da annoverare tra le immagini più suggestive dell’intera fototeca lescaniana. Tali foto gli sono state offerte da due famiglie del Canavese, i Boetto e i Rolando, che ospitarono le tre sorelle assieme alla loro madre nel periodo anzidetto.
Sfortunatamente l’articolo in questione è stato scritto nel 2005 (lo si arguisce dalla nota n. 4, in cui si dice che Maria Bria, classe 1925, è “oggi ottantenne”), cioè ben prima della creazione del nostro sito. A quell’epoca giravano sul conto delle Lescano una quantità sbalorditiva di errori, imprecisioni e persino fandonie belle e buone, che noi abbiamo poi spazzato via una volta per sempre (questo almeno è il nostro auspicio), con prove inoppugnabili alla mano. È dunque comprensibile che l’Autore, senza dubbio in perfetta buona fede, abbia allora preso per buone non poche di tali falsità, accogliendole nel suo scritto. Sicuramente oggi si documenterebbe meglio e anche velocemente, tramite l’attuale voce Trio Lescano su Wikipedia, curata dal nostro valido collaboratore torinese Vito Vita: è il cordiale invito che gli abbiamo rivolto nel complimentarci con lui per questo comunque pregevolissimo contributo alla biografia delle Olandesine, che siamo lieti di inserire nella nostra Bibliografia.

28 Ottobre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «Ricevo dall’amico Paolo Benevelli la notizia che è uscito, sulla rivista semestrale “Canavèis”, un articolo sulle Lescano nel Canavese, a firma di Piero Vacca Cavalotto».

25 Ottobre 2014
Mail di Simone Calomino: «Mentre ero a Londra, mi ha scritto il caro Renzo Barzizza informandomi che, sul suo canale, sono disponibili dei Trailer dei film amatoriali girati dal padre Pippo. Stasera finalmente ho trovato il tempo di guardarli e quello che personalmente mi è piaciuto di più è Cosmium. Sono davvero dei piccoli capolavori di regia, ottimamente commentati da Renzo nella descrizione del video, con citazioni del padre, date e nomi molto precisi. Il tutto costituisce una preziosa testimonianza di quest’altra “faccia” artistica di Pippo Barzizza, che oltre ad essere un talentuoso compositore, un bravo arrangiatore e un grande direttore d’orchestra, era anche un ottimo regista cinematografico!
Inoltre, sempre nella descrizione dei video, si legge che sono stati recuperati anche quei famosi filmati “privati”, dove appare qualche cantante a noi caro... Qualche tempo fa, parlando con Renzo di tali filmati, uscì fuori che in una di queste pellicole dovrebbero apparire la Fioresi, Bonino e Caterinetta Lescano (!), durante un loro viaggio in treno. Purtroppo Renzo non può ancora passarci nulla, perché sta lavorando a un libro sul padre, con allegato DVD, e vorrebbe – giustamente – avere lui l’onore di riportare alla luce questi documenti. Comunque sappiamo ora che essi esistono e che sono in buone mani: occorre solo avere un po’ di pazienza.
In conclusione invito volentieri tutte le persone che seguono questo sito ad iscriversi al canale di Renzo Barzizza, che ogni tanto pubblica qualche chicca fantastica, anche se spesso ripropone i soliti brani arcinoti. Per esempio, gli ho passato e lui ha poi pubblicato una bellissima versione di Sera, arrangiata da Mario Consiglio e splendidamente interpretata dal soprano Myriam Ferretti
Passando ad altro, il nostro amico Marco Basso ci ha inviato una copia di Bimba mia non mi resistere, incisa da Dino Di Luca con le nostre sorelline (GP 92404b). Il disco da cui proviene deve essere come nuovo e l’attrezzatura utilizzata da Marco per la sua digitalizzazione formidabile: il risultato è un file di qualità impeccabile [anteprima], che può benissimo andare a sostituire quello gracchiante e poco chiaro che abbiamo in archivio
Questa canzone mi piace molto, sia come testo che come ritmo. La trovo diversa dalle solite canzonette melense che andavano di moda al tempo delle Lescano: insomma, è abbastanza “innovativa”, un’ironica descrizione della società del tempo, sempre più frenetica e frettolosa, destinata a diventarlo ancora di più nel futuro... E infatti oggi ci troviamo in un mondo chiassoso e frettoloso, dove siamo tutti presi da mille impegni, forse per paura di quella “noia” tanto temuta dagli uomini d’ogni tempo, annegati in quel divertissement pascaliano che ci distoglie da ciò che invece è realmente importante nella vita. 
Dino Di Luca è un cantante che sto rivalutando alla grande. Prima non mi piaceva molto, un po’ per quelle lievi stonature tipiche del suo stile, un po’ per la sua voce troppo comune. Ma da qualche tempo sto notando nelle sue interpretazioni una certa vena di ironia che le impreziosisce e sdrammatizza i testi, spesso e volentieri insulsi o troppo convenzionali. Ascoltiamo ad esempio la sua versione de La mazurka della nonna: la ritengo, per i motivi testé elencati, molto più gradevole di tutte le altre esecuzioni».


23 Ottobre 2014
Reazioni al recupero de La danza che fai tu:
Paolo Piccardo: «
Nelle Notizie del 1° Giugno 2009 si era già discusso di questa incisione. Mille grazie a Franco Garagnani, ancora una volta splendidamente munifico».
In una mail successiva Paolo ci ha informati che la Discoteca di Stato possiede ben tre copie, tutte in perfette condizioni, del disco GP 92451 e ha anche messo in rete le relative etichette. Abbiamo così verificato che La danza che fai tu si trova sul lato b del disco e ha come numero di matrice 153475, dati subito inseriti in
http://www.trio-lescano.it/discografia/etichette_in_archivio.pdf. Circa la canzone originale americana di Louis Alter, Paolo ci ha precisato che l’autore del testo è Paul Webster.
Simone Calomino: «
Che meravigliosa novità! La canzone è assai gradevole, più di quanto mi aspettassi dall’anteprima. Ho trovato stupefacente soprattutto l’introduzione orchestrale, con quel gioco di fiati ed archi molto riuscito: Barzizza si conferma qui un arrangiatore strepitoso. Aita invece non mi convince, perché in questa interpretazione è troppo “classico” e manca di swing... Gli avrei volentieri preferito una Laura Barbieri o una Silvana Fioresi, entrambe molto dinamiche e “americaneggianti”: si sarebbero di certo adattate molto meglio al ritmo trascinante di questa canzone. Il testo italiano non è particolarmente bello, ma ormai abbiamo fatto l’abitudine a dei testi scontati!
Quanto alle Lescano, appaiono in questa incisione un po’ strane: sono sicuramente loro, lo abbiamo ormai assodato, ma hanno qualcosa di meno dinamico del solito. Nel complesso, comunque, trovo pregevole anche questa loro performance».

22 Ottobre 2014
Il nostro nuovo collaboratore Franco Garagnani (v. l’Aggiornamento del 14 Settembre scorso) ci ha dato un’altra prova significativa della sua cortesia e generosità: ci ha inviato il file completo e di buona qualità de La danza che fai tu (versione italiana, su testo di Willy, della canzone di Louis Alter Turn On That Red Hot Heat), dove i nostri maggiori esperti hanno accertato all’unanimità, accanto a Enzo Aita, la presenza del Trio Lescano, benché non menzionato nel Catalogo Cetra-Parlophon del 1939. Purtroppo Franco non possiede più il disco originale (GP 92451, 1938), tuttavia ci ha precisato: «Posso assicurarvi che sull’etichetta del disco, che ho avuto tra le mani, il nome delle Lescano non compare».
Abbiamo dunque aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf, anche se resta il mistero della mancata citazione delle Nostre, proprio quand’erano all’apice della popolarità, nelle due suddette fonti.

17 Ottobre 2014
Mail di Simone Calomino, reduce da un soggiorno di studio in Inghilterra: «Ho dato uno sguardo a ciò che posseggo ed ho trovato 3 foto di Peppino Mendes ed una sua firma. La foto col cappello (che è quella che ha trovato anche Paolo) proviene da un libretto, che ho comprato qualche mese fa, dove ci sono un sacco di ritratti di artisti a me cari (Carlastella, Nino Amorevoli, Meme Bianchi, ecc.). La foto di profilo proviene da un articolo della rivista “Excelsior” che mi ha gentilmente scansionato la Sig.ra Gabriella, nipote dei coniugi Masseglia-Natali. La terza foto proviene da “Assi e stelle della radio”. Spero di essermi reso utile: come si vede, sono tornato alla carica!».

15 Ottobre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «Cari amici, nelle mie ricerche indefesse a volte emergono cosine interessanti. Nel sito http://www.lorien.it/X_INNI/MP_bibliografia.html, molto di parte ma ricco di spunti apprezzabili, trovo ad esempio una foto di Peppino Mendes che può sostituire quella – estremamente funerea – che abbiamo nel sito, e inoltre lo spartito de Il mio cuore. Tra altre cose si trovano qui anche alcuni fascicoli della SACSE, in parte scaricabili, contenenti testi di canzoni; nell’area degli spartiti ci sono infine molti bei mandolini, nessuno dei quali è tuttavia di nostro interesse».
Abbiamo già operato, nella pagina http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_M-P.html, la sostituzione suggerita da Paolo.
 

14 Ottobre 2014
Un altro mandolino, offertoci da Giorgio Zoffoli, va ad aggiungersi alla nostra ricca collezione: Piccola Marì, il delicato slow di Borella-Papanti-Chiappo, inciso nel ’37 dalle Lescano (GP 92146b). Sono allora poco più che esordienti, ma dimostrano di essere già padrone del mestiere, come fanno del resto nell’incisione che figura sul lato a del disco, Io conosco un bar.

10 Ottobre 2014
Giorgio Zoffoli ci ha inviato tre bei mandolini mancanti nella nostra collezione. Abbiamo già provveduto ad aggiornare la pagina
http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.

7 Ottobre 2014
Dal materiale trasmessoci da Roberto Berlini il 3 u.s. abbiamo recuperato sei nuove etichette. A dire il vero, alcune le avevamo già, ma in pessime condizioni di conservazione e perciò poco leggibili: queste, invece, sono pressoché perfette. Quanto prima provvederemo ad aggiornare la pagina
http://www.trio-lescano.it/discografia/etichette_in_archivio.pdf.

3 Ottobre 2014
Mail di Roberto Berlini, indirizzata anche a Giacomo Schivo e a Walter (Enrico Martinelli):
«Cari Amici,
eccovi finalmente un primo scaglione del materiale da me digitalizzato. Il contributo di Leonardo Cabano consiste negli album delle Lescano e quello dei Cetra. Poi noterete in cima alla lista l’archivio del mio caro amico Sebastiano Rizzo che, nei giorni in cui mi è venuto a trovare a Roma, ha portato con sé questa quindicina di dischi che insieme abbiano digitalizzato. Buon lavoro Walter! Restaura tutto e poi fai la cortesia di inviare le incisioni delle Lescano ad Angelo al fine di inserirle nell’archivio. C’è molto altro materiale che, una volta terminate le operazioni di digitalizzazione, non esiterò ad inviarvi. Ditemi se è tutto completo e, più in generale, se ci sono problemi: prima mi avvertirete e prima potrò porvi rimedio.
Un saluto a tutti e W le Lescano!».

Archivio di Sebastiano Rizzo: , Archivio di Leonardo Cabano: .
Ringraziamo a nome di tutti i lescanofili Roberto e i suoi generosi amici Sebastiano e Leonardo: le incisioni delle Lescano che ci hanno offerto sono tutte di qualità davvero notevole e non di rado nettamente migliore di quella delle copie già in nostro possesso. Aspettiamo dunque fiduciosi che Walter le restauri con la sua abituale e ben nota perizia, in modo che possiamo poi inserirle nel nostro archivio sonoro [Il Curatore].

25 Settembre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «
A quanto ho capito il disco fa riferimento ad un gruppo femminile di fisarmoniche, Die lustige Akkordeon Mädels o Die Accordeon Babies, che sembrano comparire nel film del 1940 Il capitano degli Ussari.
Leggete poi questa nota su Arthur Kaps, se conoscete il tedesco: “Arthur Kaps reiste von 1934 bis 1942 mit seiner Revue Alles fürs Herz, die in Italien Solo per tutti oder Tutto per voi hieß, non stop durch Deutschland, Italien, die Schweiz, die Niederlande und Frankreich. Fast alle Liedtexte der Akkordeon Babies und der Lustigen Akkordeon Mädels stammen von ihm. Ich nehme an, er ließ einerseits in Italien Aufnahmen mit dem Lescano Trio machen, in Deutschland andererseits Aufnahmen mit Anni Weltner bzw. Elisabeth Pickhardt – eventuell auch wegen der jüdischen Herkunft der Lescano Schwestern. Aber mehr weiß ich leider auch nicht. Kaps war sehr versiert und erfahren, was Autorenrechte etc. anging, vielleicht war es für ihn auch die Möglichkeit, als Autor doppelt zu verdienen. Und er wusste genau, was machbar war und was nicht (jüdische Sängerinnen in Deutschland ab 1933), weil er mit dem “Anschluss“ 1938 einen Großteil seiner Freunde durch die Nazis verlor”.
Qui ci sono alcune delle etichette citate, ma il nostro Trio non viene di fatto mai nominato. La mia idea è che le Lescano siano state tirate in ballo da questi collezionisti abbastanza a casaccio, forse a causa di quelle tre o quattro incisioni in tedesco che conosciamo. Mi par di capire che potrebbe esserci stata una collaborazione col compositore e arrangiatore austriaco Arthur Kaps in qualche rivista rappresentata in Italia, ma niente di più».
Interessante ciò che scrive Inventar - Nils nel suo post del 30.11.2012: «[…] ich bin […] der Meinung auf Lied der Liebe (Sempre voi) singt eine Sängerin, die weder mit den Anni-Weltner-Akkordeon-Mädels/Babies zu tun hat, noch stimmlich mit dieser [Elisabeth] Pickard etwas zu tun hat. Vielmehr singt sie mit einem leichten Akzent und klingt wie die führende Stimme der Lescanos». Traduzione: «Sono dell’opinione che in Lied der Liebe (Sempre voi) canti una cantante legata alle Akkordeon-Mädels/Babies di Anni Weltner, la quale, vocalmente, ha un po’ a che fare con questa Elisabeth Pickard. Inoltre essa canta con un leggero accento e ha il timbro della lead voice delle Lescano». Che si tratti per davvero di Caterinetta Lescano? L’ultima parola la potremo dire solo se riusciremo ad ascoltare noi stessi questa fantomatica incisione di Lied der Liebe. Condividiamo però il cauto pessimismo di Paolo [NdC].

24 Settembre 2014
Siamo sulle tracce di una nuova incisione del Trio Lescano o forse di Caterinetta Lescano in veste di solista? Un’incisione di cui finora non si aveva notizia, come nel recente caso di Campar cent’anni? La risposta, positiva o negativa che sia, ci verrà – speriamo presto – dalle ricerche attualmente in corso: ma ecco intanto come stanno sul momento le cose.
Mail di Paolo Piccardo: «Amici, purtroppo non capisco a sufficienza il tedesco, ma controllate questo forum, particolarmente il post di “inventar” del  27 Gennaio 2013. Mi par di capire che esista una canzone su etichetta Polydor intitolata Lied der Liebe, in italiano Sempre voi [slow-fox di Giuliani - A. Kaps], che potrebbe essere cantata dalle Lescano, o perlomeno da Kitty. Che ne dite?».
Risposta del Curatore: «
Hai capito benissimo la sostanza di ciò che dice questo inventar - Nils. Il problema è che tangofriend - Michael (che sembra molto ben informato) gli risponde di non aver trovato traccia di questo fantomatico disco. Inoltre le tedeschissime Accordeon Babies, documentate su YouTube, hanno uno stile che mi sembra mal conciliabile con quello delle Lescano (concilia però bene il... sonno). Che ne diresti di interessare della cosa il nostro amico di Deutschlandsender, Frank van Baal, col quale hai instaurato un ottimo rapporto di collaborazione?».
Mail di Paolo Piccardo: «Ho contattato Frank in Germania, vediamo se risponde. In altra pagina del forum, a quanto pare, questo topic continua e mi sembra di capire che qualcuno ipotizzi che Caterina compaia sotto il nome di Elizabeth Pickardt (!)».
Altra mail di Paolo Piccardo: «
Da un forum tedesco ricavo questi dati, relativi alle Akkordeon-Mädels. Inoltre, con un colpo di fortuna, ho trovato l’audio di 11580b che è Pippo non lo sa. Escluderei che si tratti delle Lescano, ma datemi il vostro parere».
Mail di Simone Calomino: «No, non sono assolutamente le Lescano, per i seguenti motivi:
1) Questo non è il loro stile. Solitamente i loro maestri procedevano nell’assegnare la parte di lead voice alla voce più alta (Alessandra, in quanto Kitty aveva delle sfumature un po’ meno acute), mentre qui è la voce più bassa a fare da lead, come raramente accade nelle incisioni delle Lescano (in Ma perché?, Oh! Ma-ma!, ecc.).
2) Le voci non sono le loro: la lead voice bassa non è assolutamente quella di Giuditta e le altre due, stonate come campane, non sono certamente le sue sorelle.
Strano l’errore del sito tedesco, che sarebbe il caso di segnalare, cercando di capire il motivo per cui queste canzoni sono state assegnate alle Nostre.
Lascio comunque l’ultima parola a Roberto, che conosce bene i trii esteri: magari potrebbe riconoscere queste tre e confermare che non si tratta assolutamente delle Lescano».
Mail di Roberto Berlini: «Confermo che non si tratta del Trio Lescano. Questo trio mi ricorda tanto quello di Tre ragazze viennesi (il film italo-tedesco del 1942), nella versione originale tedesca (Drei tolle Mädels)... Ma forse sono portato a dire questo esclusivamente dal fatto che è l’unico trio tedesco femminile che conosca. Di certo questa incisione dimostra che le Lescano hanno avuto grande risonanza artistica e discografica in ambito europeo, per cui si è sentita la necessità di incidere questa canzone con un trio autoctono.
Si potrebbe avere l’etichetta del disco? Perché se ci fosse scritto “Trio Lescano” si tratterebbe palesemente di un falso».

21 Settembre 2014
Giorgio Zoffoli, amico tra i più generosi e collaborativi, ci ha offerto il mandolino di Se vuoi baciar Rosetta… (Rosa Rosetta), che contiene anche Rumba de fuego (Rumba di fuoco). Ricordiamo che la prima canzone, un valzer di Gai-Rastelli, fu incisa nel ’38 da Giacomo Osella e il Trio Lescano (GP 92358); la seconda, una rumba di Fouché-Perrera, fu incisa nello stesso anno da Aldo Masseglia e il Trio Lescano (GP 92343): tale incisione è tra quelle poche che ancora ci mancano.

15 Settembre 2014
Manuel Carrera, gentile come sempre, nel manifestarci il suo caloroso apprezzamento per le nostre ultime acquisizioni, ci ha inviato due splendide foto inedite di Norma Bruni, con l’autorizzazione a pubblicarle. Lui stesso le ha ottenute in questi giorni da una parente dell’artista, il cui nome abbiamo subito inserito nella pagina dei Ringraziamenti. Egli aggiunge: «Chissà cosa ne pensano di queste immagini i fan di Norma: sarei curioso di avere un loro parere, perché quella con lo scialle (?) mi sembra davvero... originale!».

14 Settembre 2014
Grazie alla liberalità del nostro nuovo collaboratore, l’importante collezionista Franco Garagnani, abbiamo potuto fare un altro significativo passo avanti nel recupero ottimale – o almeno accettabile – di tutto il lascito artistico delle Sorelle Lescano in campo discografico. Egli ci ha infatti fornito un bel po’ di incisioni incluse nell’elenco di quelle già presenti nel nostro archivio ma in copie scadenti, e perciò bisognose, per diventare presentabili, di essere sostituite con altre di migliore qualità. Ben 6 di questi files sono risultati in effetti assai soddisfacenti, specialmente dopo che Simone Calomino li ha egregiamente restaurati; ne consegue che abbiamo immediatamente provveduto ad archiviarli al posto dei precedenti. Eccone l’elenco:
Luna dimmelo tu, Ernesto Bonino e Trio Lescano, DC 4085 [anteprima]
Malinconia, Trio Lescano, GP 92393a [anteprima]
Parole gaie, Trio Lescano, GP 92324 [anteprima]
Rosso e nero, Aldo Masseglia e Trio Lescano, GP 92186a [anteprima]
Se tu mi parli, Otello Boccaccini e Trio Lescano, IT 732 [anteprima]
Ti sognerò stanotte, Silvana Fioresi e Trio Lescano, DD 10001 [anteprima]
Va da sé che è stato con vero piacere che abbiamo aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf. La situazione attuale è dunque la seguente: delle 345 incisioni lescaniane finora recensite, 290 si possono ascoltare liberamente su YouTube (54 delle quali le abbiamo postate noi nel canale ufficiale del sito); di 37 (25 appartenenti alla Discoteca di Stato, più 12 conservate in collezioni private) si possono ascoltare delle significative anteprime attraverso la nostra pagina http://www.trio-lescano.it/youtube_1.html, in fondo; 11 ci mancano ancora del tutto e infine 7 le abbiamo sì in archivio, ma purtroppo in pessime condizioni o incomplete.

13 Settembre 2014
L’archivio del sito si è arricchito di un nuovo mandolino, inviatoci dal nostro ottimo collaboratore Giorgio Zoffoli: si tratta di Non si fa l’amore quando piove…, lo spiritoso ritmo moderato di Sciorilli-Rastelli-Panzeri, magistralmente inciso verso il 1942 da Fausto Tommei e il Trio Lescano, accompagnati con la consueta bravura dell’Orchestra Barzizza (IT 947). Abbiamo subito aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.

10 Settembre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «A proposito degli show pubblicitari, le Big Bands americane tenevano regolari programmi radiofonici per pubblicizzare grandi marchi. Così la Band di Glenn Miller trasmise per anni facendo la pubblicità alle sigarette Chesterfield. Ecco qualche esempio, sia con le Andrews Sisters che col cantante regolare della Band, Ray Eberle:
http://www.youtube.com/watch?v=j2yIlctrxIM
http://www.youtube.com/watch?v=SCJfd59iNhU
http://www.youtube.com/watch?v=cjTYFT3alV

Notate la perfezione del suono, a distanza di 70 anni... Esistono in circolazione intere trasmissioni dello show, anche su YouTube».

9 Settembre 2014

Botto sensazionale! In un mercatino rionale Franco Garagnani ha fatto «un’incredibile e inaspettata scoperta» (parole sue): ha reperito il rarissimo disco GP 93122 che contiene sul lato a una canzone prima d’ora sconosciuta del nostro Trio, il “fox swing” Campar cent’anni, inciso da Gilberto Mazzi e il Trio Lescano accompagnati dall’Orchestra Cetra diretta da Pippo Barzizza (anteprima). Grazie ai buoni uffici di Simone Calomino e Paolo Piccardo, abbiamo prontamente ottenuto da Franco – che per fortuna appartiene all’eletta schiera dei collezionisti gentili e sempre ben disposti a condividere con altri i propri tesori – una documentazione completa su tale brano, nonché il permesso di pubblicarla in questa sede.
Ecco come Paolo descrive Campar cent’anni: «Si tratta, come sospettavo, della canzoncina pubblicitaria del Rabarbaro della ditta ABC di Terni, il che spiega come non ci sia traccia di essa nei cataloghi discografici del tempo. Tale ditta richiese il brevetto per il suo prodotto nel Febbraio 1939 (G.U. 16 Novembre 1939). Gli autori del brano sono il compositore Edmondo Fortini (a noi già noto per aver firmato per le Lescano, assieme a Ettore Fecchi, la canzone Luna dimmelo tu, DC 4085) e Apolloni: quest’ultimo è tale Franco F. Apolloni, che ha lasciato ben poche tracce del suo lavoro di autore di testi. L’incisione risale al Maggio 1940 (numero di matrice 154739), tuttavia nei cataloghi del 1941 il disco GP 93122 è già stato eliminato. Consultando cataloghi e “Radiocorrieri” non risulta in effetti nulla...».
Abbiamo prontamente inserito il nome del generoso donatore nella pagina dei Ringraziamenti inoltre provvederemo quanto prima ad aggiornare tutte le nostre pagine relative alla discografia delle Sorelle Lescano, le cui incisioni finora catalogate ammontano adesso a 345.


2 Settembre 2014
Mail di Marco Clerici, in risposta alla nostra del 18 Luglio u.s.: «Grazie per la precisazione. In effetti è da qualche tempo che, in famiglia, stiamo prendendo in considerazione l’idea di recarci a Roma per la sistemazione della lapide [di Alda Mangini] e della foto che si sta sgretolando al suo interno».

Mail di Simone Calomino: «Buone notizie riguardo alla tomba di Vivi Gioi! Tempo fa, telefonai ad un suo nipote e lo invogliai a riscoprire l’immagine della zia, che stava pian piano sprofondando nell’oblio. Ebbene, questo signore, che si chiama Walter Trumphy, si è così tanto appassionato all’argomento “Vivi Gioi” che ha raccolto a sue spese un magnifico archivio fotografico, attingendo a tutti i siti possibili di compravendita on-line... Ma a parte quest’impresa onerosa, che continua tutt’ora, Walter ha provveduto ad applicare sulla tomba di Vivi Gioi una foto, scegliendo quella, particolarmente bella ed espressiva, della cartolina ASER n° 54. Mancherebbe ora soltanto la dicitura “In arte Vivi Gioi”... ma ritengo che questa sia una faccenda più complicata. Ad ogni modo, credo che Walter abbia fatto una cosa encomiabile».
Siamo pienamente d’accordo con Simone e, da parte nostra, abbiamo prontamente provveduto ad aggiornare le immagini relative al sepolcro di Vivi Gioi.


1° Settembre 2014
Mail di Paolo Piccardo: «Massimo Menozzi mi segnala che la “Gazzetta di Mantova” del 28/8/2014 ha pubblicato a pag. 33 questo trafiletto, intitolato Il Trio Lescano all’Esperia di San Martino: “Un’altra puntata di Scatti di una volta, appuntamento settimanale con le foto d’epoca dei lettori. Oggi tra le altre segnaliamo la fotografia del Trio Lescano a San Martino dall’Argine e un’altra con Mino Reitano a Volta Mantovana, con una copia della “Gazzetta” in mano.
Ricordiamo che le fotografie devono essere di buona qualità e che devono essere corredare con i nomi, le date e il paese dei protagonisti. L’indirizzo è
lettere.mn@gazzettadimantova.it oppure per posta alla Redazione, piazza Mozzarelli 7, 46100 Mantova».
In realtà si tratta dell’ennesima bufala, ad opera di ignorantoni o amanti degli scherzi di cattivo gusto. A dir poco deplorevole è inoltre la faciloneria della Redazione del suddetto periodico nell’assecondare prontamente e senza alcuna verifica una tale buffonata.

25 Agosto 2014
A nome di tutti gli appassionati del Trio Lescano, il Curatore del sito esprime al fraterno amico Antonio Mastrorocco, il decano dei nostri collaboratori, le più sentite e affettuose condoglianze per la perdita, oltremodo dolorosa, dell’amatissima Consorte, la cara signora Antonietta, deceduta a Bari il 14 u.s.
Mail di Paolo Piccardo datata 22 Agosto e intitolata Caterina 1947:
«Ecco un programma di Radio Sardegna del 20 Aprile 1947 (“Radiocorriere”, n. 16, p. 7) in cui Caterina Lescano (fondo pagina, al centro) prende parte ad una trasmissione di canzoni senza le sorelle».
Commento di Simone Calomino:
«Effettivamente avevo letto che Caterinetta, dopo essere “sparita” per un po’ di tempo, era riapparsa a Radio Sardegna circa un anno dopo che Giuditta veniva ritrovata semisvenuta e sanguinante nelle scale del suo appartamento torinese [in via Cesare Battisti, 3], perché caduta bruscamente, per fortuna senza gravi conseguenze [v. la prima delle Notizie del 10 Novembre 2010: ]. La fonte è un articolo di un “Canzoniere della Radio” nell’Archivio di Giorgio Solinas».
Mail di Roberto Berlini, datata 20 Agosto:
«Intorno alle 23:00 ho incontrato sul canale Channel 24 Digitmedia il film cortometraggio No Gezz - La vera storia di Maramao di Gianluca Corinaldesi. Non l’ho potuto vedere fin dall’inizio, ma certamente aveva un non so che di onirico-assurdo, che francamente mi ha spiazzato. Qualcuno ha visto il film per intero ed è così in grado di esprimere un aprrofondito giudizio su di esso?».
Mail di Marco Basso, datata 20 Agosto:
«Cari amici, vi informo con la presente che faremo a fine mese un Festival Vintage a Spinea, in provincia di Venezia. Sarà una cosa carina e ci sarò anch’io: monterò impianti elettroacustici degli anni ’50. Naturalmente saranno presenti tanti altri collezionisti delle cose più disparate. Dunque, siete tutti cordialmente invitati a questa manifestazione, di cui allego il volantino».

Su eBay la Libreria Grandangolo vende una copia autografata – una delle tante in circolazione – della famosa cartolina pubblicitaria del Trio Lescano detta “col lunotto” o “con la mezzaluna”: ricordiamo che la foto impiegata per confezionarla fu realizzata a Torino da Enea Mangini verso il 1938. Il maggior pregio di tale esemplare sta nel fatto che nel lunotto compare un microfono – particolarità questa che, a quanto ci risulta, non figura in nessuna delle altre copie conosciute di detta cartolina, ben descritta dal venditore. Un documento, perciò, di notevole interesse. Peccato solo che il prezzo richiesto (40 € più le spese di spedizione) sia, a nostro giudizio, alquanto eccessivo.
Mail di Roberto Berlini, datata 15 Agosto:
«Facendo delle ricerche per il libro che sto scrivendo, mi sono appena imbattuto in un articolo de “La Stampa”, datato Sabato 9 Aprile 1938, p. 4. Esso contiene una foto, mai vista prima, in cui appaiono le tre sorelle mentre provano con Carlo Prato (?) al pianoforte.
Mail di Paolo Piccardo datata 9 Agosto e intitolata Curiosità su Tu-Li-Tulip Time:
«Amici carissimi. ho reperito alcune partiture per piccola orchestra risalenti agli anni ’30, e grande è stata la mia sorpresa nel trovare una versione di Tu-Li-Tulip Time [in versione italiana: Tuli-Tuli-Pan] arrangiata a tempo di valzer. È possibile che all’inizio questo fosse il suo tempo originale, ossia come l’aveva pensato la sua autrice, Maria Grever, ma non sono riuscito a trovare dati certi nei cataloghi di Copyright. Tuttavia in alcuni di essi il brano viene definito “Carrousel Music”, ovvero quel tipo di composizioni usate nelle giostre di un tempo; in altri è chiaramente definito come valzer: v. il Chappell’s Album of Popular Vocal Waltzes 1946. Alcune orchestre lo incisero in questa versione (v. 1975 Decca 64440: Tu-Li-Tulip Time [sound recording] / Maria Grever - Jack Lawrence. [performed by] Henry Busse and his orchestra. Waltz vocal chorus by Don Huston). Si veda anche anche il disco Victor 26013-A.
Mi son preso lo sfizio di far suonare l’arrangiamento appena reperito come midi file e ve lo propongo, assieme alla scansione della parte per Primi Violini».
In una mail successiva Paolo scrive: «Ecco il ritornello della versione che ritengo originaria di Tu-Li-Tulip Time, eseguito dall’orchestra di Horace Heidt, con Larry Cotton vocal; nello stesso cd c’é anche Ti Pi Tin, del 1938, che suona molto simile, nella parte maschile, a quella del Trio».
Commenti:
Roberto Berlini: «Molto interessante, molto! Questa scoperta (a mio parere sensazionale) spiegherebbe una parte iniziale molto monotona, che a mio gusto, non mi è mai piaciuta. Ascoltando il midi file, più che in una sala da ballo anni ’30 sono piombato con la fantasia a Versailles. Che storia avvincente, che forse batte quella di Giovinezza! Cosa ti devo dire... bravo Paolo! E grazie per aver condiviso con noi questa scopertona!».
Simone Calomino: «A mio avviso, ascoltando la versione sonorizzata da Paolo, la canzone è nata così: se ben arrangiata, dev’essere piacevole [vero, osserva Paolo: su iTunes c’è una versione di Tu-Li-Tulip Time di Horace Heidt a tempo di walzer, e non è affatto male]. Certamente, proprio come canzone, Tuli-Tuli-Pan è orrenda... Ci sono canzoni molto meno note che sono mille volte più belle e non mi spiego come possa aver avuto tanto successo! Che poi questo valzerone sia stato arrangiato a tempo di Fox non mi sorprende: la stessa operazione è stata fatta con Ciribiribin, che da leziosa aria d’operetta in 3/4, si è trasformata in un bellissimo ritmo svelto. Complimenti Paolo!».
Mail di Paolo Piccardo datata 5 Agosto e intitolata Esile possibilità in Venezuela:
«Cari amici, non illudiamoci ma potrebbe esserci una fonte dalla quale partire per rintracciare le Lescano in Venezuela. Ecco cosa mi scrive un tale, al quale ho francamente rotto le scatole per settimane:
“Si le recuerdo. Lamentablemente para llevar adelante esa investigación (sobre los Pinto, también existe ese apellido en la Lengua Española) se requiere de tiempo y poder moverse por esta peligrosa e inhóspita ciudad, muy querida y bella, pero se ha tornado difícil desplazarse en ella. Por otro lado, me he tornado en extremo alérgico al polvo que hay en los archivos documentales, en los appeles viejos. Y aunque quiero visitarlos, trato de limitar mis visitas a los mismos. Lo ideal es que usted – o un conocido suyo acá – le lleve a cabo esa investigación. Use la página www.sologenealogia.com y similares. Es posible que halle alguna pista que seguir. Hacen falta algunos datos más... Saludos y éxitos”.
Allora, vi invito a scavare nella pagina anzidetta, che a quanto sembra raccoglie dati genealogici tratti da registri parrocchiali, sperando di trovar traccia delle nozze delle Nostre».
Mail al Curatore di Manuel Carrera, datata 3 Agosto:
«[...] ne approfitto per mandarti un bel regalo che mi ha fatto Giacomo Schivo. Si tratta di un articolo di “Sorrisi e Canzoni” del 1955 (non mi ha specificato il numero), contenente foto per noi nuove di Norma Bruni che mi sarebbero state molto utili per il mio libro! Ma Giacomo le ha scovate solo ora. Poco male, possiamo comunque diffonderle sul web».
Mail di Roberto Berlini, datata 30 Luglio:
«Proprio adesso ho finito di scansionare delle foto di Luigi Bertazzini, che ho trovato per caso a Porta Portese. In una delle ragazze ivi ritratte mi par di riconoscere una giovanissima Thea Prandi [che fu una delle componenti del Trio Primavera, attivo agli inizi degli anni Quaranta, contemporaneamente al Trio Lescano]. Quanto al signore che figura nella prima foto, la sua faccia non mi è nuova, ma non so associarle alcun nome. Mi piacerebbe sentire al riguardo il parere degli amici lescanofili. La foto con l’ombrellone mi ricorda molto quella delle Lescano apparsa sulla copertina del “Canzoniere”».
Mail circolare di Franco “Dago” D’Agostino, datata 29 Luglio e intitolata Casa Trio Lescano a Torino:
«[...] saluti a tutti Voi; sono Franco D’Agostino, il “quasi nipote… di Caterinetta (Kitty, Ketty) Lescano, e allego la documentazione inviatami da Graziella Silipo relativa alla casa da loro occupata a Torino dal 1939 al 1945. Graziella, che ci legge in copia, da me conosciuta giorni or sono tramite un mio cugino, mi ha confermato che l’apposizione di una targa-ricordo delle Lescano sulla casa è già stata approvata in Comune e manca solo la parte operativa che lei e i condomini premono perché avvenga al più presto, poiché chiaramente ci tengono tutti. Inoltre allego foto e documentazione del mio emozionante incontro avvenuto con Maria Bria, che sostituì appunto Caterinetta, e con sua figlia Alba Beiras (guarda caso nata a Caracas), avvenuto in occasione della presentazione del suo libro I miei Tu-li-pàn. Mamma cantava nel Trio Lescano. Allego anche la fotocopia delle dediche di entrambe sulla controcopertina del libro.
Se venite a Torino e dovete soggiornarci tenete quindi per Voi e i vostri amici e conoscenti in gran conto la possibilità di poter abitare per qualche giorno nella stessa casa dove sono state le ragazze dello swing! I contatti con Graziella, che invito a visitare il sito “Ricordando il Trio Lescano”, sono: tel. 3779768771 e mail casalescano@tiscali.it. Per maggiori informazioni e per vedere le foto della casa andare su www.homelidays.it e inserire il n. di codice 1442971.
A presto, spero, a Torino per l’affissione della targa. W le mitiche Lescano!».
In tutta franchezza, questa iniziativa (privata?) di trasformare in una residenza per turisti a caccia di emozioni speciali l’appartamento che fu per diversi anni una delle residenze torinesi delle Lescano, non ci entusiasma per niente. Quanto più bello sarebbe stato se tale appartamento l’avesse acquistato il Comune di Torino per farne la sede di un piccolo museo dedicato al magico Trio: noi avremmo fatto del nostro meglio per contribuire al suo arricchimento e siamo certi che avrebbero fatto lo stesso molti collezionisti o depositari di preziosi cimeli lescaniani, a cominciare dalla famosa valigetta contenente i più cari ricordi di Sandra Lescano, tuttora in attesa di una congrua sistemazione (v. le Notizie del 2 Gennaio 2013: ) [NdC].

Mail di Giorgio Zoffoli, datata 27 Luglio:
«Ho trovato il mandolino di Non è lillà, fox-trot di Sandra Asti su testo di Nisa, inciso dal Trio Lescano nel ’39».
Mail di Marco Clerici, datata 18 Luglio e intitolata 60 anni senza Alda Mangini:
«Cari Amici della Musica,
domani 19 luglio 2014 ricorre il sessantesimo anniversario della scomparsa di mia nonna, l’attrice Alda Mangini, che lavorò al fianco di Totò e Gina Lollobrigida sotto la regia di Monicelli, Comencini e Steno. Alda sposò nel 1940 mio nonno, il cantante vigevanese Alfredo Clerici, e dalla loro unione nacque mio papà Dario. In allegato un mio articolo a ricordo di lei (*), tratto dal giornale “L’Informatore”, che ringrazio di cuore».
All’amico Marco abbiamo risposto così:
«Ci fa molto piacere sentire che è ancora vivo in famiglia il ricordo di tua nonna parterna, Alda Mangini, purtroppo scomparsa quand’era ancora così giovane, e ci auguriano che vogliate approfittare dell’occasione per far restaurare la sua tomba. Infatti, quando l’abbiamo visitata e fotografata, nel 2009, aveva l’aspetto di un loculo abbandonato da tempo al più triste degrado (v. http://www.trio-lescano.it/tombe/alda_mangini.pdf; da notare che i fiori di plastica furono sistemati in quell’occasione dal nostro collaboratore, il buon Sandro Peppoloni)».
(*) In tale articolo Marco si è scordato di menzionare la collaborazione di Alda Mangini col Trio Lescano: insieme incisero infatti nel 1940 il grazioso ritmo svelto di Mariotti-Borella Ci credo e non ci credo (GP 93140a, matrice 154774).

Dal 1° Luglio al 24 Agosto 2014 non sono previsti aggiornamenti,
perché in tale periodo il Curatore si trova fuori sede, all’estero.

30 Giugno 2014
Aron Gazzarin ci ha inviato le scansioni delle due etichette del disco GP 92317. Le avevamo già entrambe in archivio, ma queste sono di qualità nettamente migliore, per cui la loro sostituzione ci è particolarmente gradita.
Colpo grosso di Simone Calomino, che lui stesso ci descrive così: «Ho comprato 51 dischi a un buon prezzo, da un signore che ha ereditato un’enorme collezione. Questi dischi devono essere stati inoltre un fondo di magazzino, perché sono per lo più nuovi, cioè come se fossero appena usciti dagli stabilimenti discografici di allora! E come suonano... Fra i tantissimi dischi (più di 9000!) in possesso di questo signore, ne ho potuti spulciare virtualmente soltanto un terzo... e fra questi c’era anche qualcosa delle nostre fantastiche Sorelline olandesi e, devo dire, pezzi degni di nota che avevamo in qualità bassa, come Balliamo il passo Lambeth. Gli altri brani sono tutti noti, ma la qualità è davvero sorprendente: quasi niente fruscio dovuto ad usura. Purtroppo si sente benissimo come cambia in peggio la qualità nei pezzi più recenti (come in Bionda in viola), a causa della pasta più grezza di cui erano fatti i supporti. Un plauso particolare a Walter che ha rimesso a posto davvero brillantemente alcuni brani! […].
A parte, invece, mi è arrivato il disco DD 10005 con T’amo ancor di Caterinetta Lescano, pezzo – come si sa – ricercatissimo e fino ad ora mai ritrovato. Un vero peccato, perché è un brano stupefacente, con una Caterinetta fantastica, perfettamente intonata e dalla voce particolarissima... veramente una magnifica sorpresa [Anteprima]. La canzone è di Piero Pasero, il grande maestro di canto a noi noto per aver inciso col Trio Lescano la Canzone d’Haway.
Invio come “omaggio” anche una fantastica incisione di Dea Garbaccio, lato B del disco di T’amo ancor che (mannaggia!), al contrario della canzone di Kitty, si sente proprio bene. Si tratta di Grigio è il ciel, sempre di Pasero: una canzone di una bellezza sconvolgente, con un’orchestra Angelini irriconoscibile... [Anteprima]. Mi chiedo come sia stato possibile far cadere nel dimenticatoio una canzone così!
Tornando alle incisioni del Trio Lescano, ecco le mie impressioni su alcuni dei brani allegati. Forse tu è ufficialmente la mia canzone preferita delle Sorelline ed ascoltarla così per me è un’emozione indicibile, anche perché l’arrangiamento di Pippo Barzizza è a dir poco speciale, con l’assolo di Giuditta come ciliegina sulla torta. E come si sente bene l’assolo di chitarra... Nel restauro de L’amore in tandem forse mi sono fatto un po’ prendere la mano nello schiarire i toni [a noi non sembra], comunque sono abbastanza soddisfatto del risultato ottenuto, giacché non avevo mai sentito così chiaro e limpido l’assolo di Caterinetta. Stesso discorso per Ma perché. Per farla completa, allego anche le etichette dei dischi».
Tutti i lescanofili non ringrazieranno mai abbastanza il giovane Simone, la cui passione, unita a un attivismo senza precedenti, sta portando a risultati sensazionali: è grazie a lui che il numero delle incisioni lescaniane tuttora mancanti all’appello è sceso a 11 solamente, come risulta dalla pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf, che abbiamo già aggiornato, col massimo piacere. Idem per la pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/etichette_in_archivio.pdf.

26 Giugno 2014
Quando, il 15 Aprile scorso, la pianista e arrangiatrice Agnese Sanna ci scrisse una garbatissima mail per dirci che stava preparando, presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, una tesi di laurea su Pippo Barzizza e i suoi arrangiamenti per orchestra, comprendemmo subito che si trattava – a differenza di altri casi simili – di una studiosa seria, molto preparata e animata dalle migliori intenzioni. Perciò ci mettemmo a sua disposizione, fornendole non solo le informazioni che ci aveva richiesto, ma anche tutto il materiale sul M° Barzizza in nostro possesso. Fiducia ben riposta, giacché il 12 Giugno scorso Agnese ci ha scritto per informarci di essersi laureata col massimo dei voti. A nostra richiesta, inoltre, la neo dottoressa ci ha inviato la sua tesi completa in formato pdf, che siamo ora lieti di pubblicare, inserita nella pagina Oggi parliamo di…È un documento piuttosto pesante (55,4 MB), a causa delle molte illustrazioni che contiene, ma vale la pena scaricarlo per poterlo leggere con comodo sul proprio computer o tablet: aspettiamo dunque le reazioni degli esperti, come Piccardo, Brunini, Schmitz, Carrera, Calomino, ecc.

23 Giugno 2014
Giorgio Umberto Bozzo, che ringraziamo sentitamente, ci ha offerto una splendida foto del compositore Luigi Spaggiari, in arte Giari, autore delle canzoni Non sai tu e C’è sempre un ma..., incise dalle Lescano rispettivamente nel ’39 e nel ’42 (quest’ultima assieme ad Aldo Donà). Ecco con quali parole il nostro amico ha accompagnato il suo dono: «Sto facendo un po’ di pulizia nelle centinaia di fotografie del fondo di Rodolfo De Angelis. Mi sono infatti dedicato da un po’ di tempo alla ricerca su questo meraviglioso artista. I miei sforzi, parzialmente, sono visibili qui: ho trovato questa fotografia di Luigi Spaggiari (Giari), autore di cui le Sorelle hanno inciso un paio di pezzi. Sul retro c’è anche l’informazione che ha accompagnato Rodolfo e la moglie (sua è la calligrafia) in Argentina nel 1948».
Giorgio Zoffoli ci ha offerto un altro mandolino che ci mancava, quello della canzone Oggi si sposa mia sorella, incisa dal Trio Lescano nel 1941. Anche a lui vadano i nostri calorosi ringraziamenti.

18 Giugno 2014
Segnalazione di Paolo Piccardo: «
Incappo in un’inattesa novità nel “Radiocorriere” del 1936: le nostre ragazze son partite col botto e già il n. 11 del periodico riporta, a pag. 15, la loro partecipazione alla rivista Centomila Donne di Nizza-Morbelli, trasmessa alle ore 17, sulla Rete Nazionale, l’otto Marzo (!) di quell’anno (“Centododicesimo giorno dell’assedio economico”). Certo che se i governanti di allora avessero potuto interpretare diversamente il “Bollettino Presagi”, chissà se la storia sarebbe cambiata! Della rivista in oggetto nessuna traccia, purtroppo...».

16 Giugno 2014
Aron Gazzarin, che si presenta come “un giovane appassionato del Trio Lescano, che ho conosciuto grazie al vostro sito”, ci ha inviato le scansioni di 14 etichette, relative ai dischi GP 92088, 92840, 92888, 93091, 93112, 93160 e IT 933. Tutte queste etichette sono già presenti nel nostro archivio, tuttavia di due (GP 93091b e GP 93160a) avevamo solo copie scadenti e poco leggibili, per cui la loro sostituzione è per noi una gradita acquisizione, che ci permette di migliorare ulteriormente la pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/etichette_in_archivio.pdf.
Ringraziamo dunque il nostro nuovo simpatizzante per la sua cortesia e lo invitiamo a continuare ad esplorare il ricco menu del sito, seguendone gli aggiornamenti tramite questa pagina.

12 Giugno 2014
Simone Calomino ci ha offerto del materiale assai pregiato, proveniente dalla sua collezione personale. Si tratta delle etichette di Ho ritrovato Scianghai Lill (GP 93060a, matr. 154681) e Autunno (GP 93065b, matr. 154627): la prima ce l’avevamo già, ma di bassa qualità; la seconda, invece, ci mancava del tutto. Di questi brani Simone ci ha inoltre inviato i file mp3, ricavati dai dischi originali in suo possesso mediante le sofisticate apparecchiature di cui dispone, in particolare la nuova testina con relativa puntina del giradischi. Il risultato è a dir poco stupefacente – gli anglofoni direbbero senz’altro breathtaking... – per corposità e presenza del suono su tutta la gamma delle frequenze e dei timbri: vien da pensare che sia la prima volta che si ascoltano queste mirabili incisioni del ’39 in tutto il loro originario splendore, giacché non è realistico immaginare che a tanto potessero giungere i grammofoni dell’epoca delle Lerscano, inclusi quelli più costosi.
È sta aggiornata la pagina
http://www.trio-lescano.it/discografia/etichette_in_archivio.pdf.

9 Giugno 2014
Giorgio Zoffoli ci ha inviato il mandolino, che ci mancava, della canzone A cuore a cuore... (a bocca a bocca) di Quattrini-Raviolo, incisa nel 1938 dal Trio Lescano, splendidamente accompagnato dall’Orchestra diretta dal M° Pippo Barzizza. (GP 92415a, matr. 153377). Abbiamo prontamente inserito tale mandolino nel nostro archivio, aggiornando nel contempo la pagina http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.

5 Giugno 2014
Recuperati in internet altri tre mandolini, che ci mancavano, di canzoni incise dal o col Trio Lescano: Bambina innamorata, Nostalgia d’amore e Tornerai (quest’ultimo con foto, per noi nuova, del M° Dino Olivieri). Aggiornata la pagina http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.

4 Giugno 2014
Giorgio Zoffoli ci ha offerto altri due mandolini di canzoni lescaniane, che abbiamo subito inserito nell’archivio del sito, aggiornando contemporaneamente la relativa pagina.
Simone Calomino ci ha donato una magnifica foto di Emilio Livi mentre sta incidendo una canzone con l’Orchestra diretta dal M° Dino Olivieri. Essa è nuova per noi, in quanto diversa da quelle scattate nella medesima occasione e già in nostro possesso (v.
http://www.trio-lescano.it/fototeca/album_fotografico_emilio_livi.pdf, pp. 3 e 4).
Simone ha voluto darci al tempo stesso un saggio della sua abilità di restauratore di immagini, inviandoci, oltre all’originale di tale foto, anche l’eccellente risultato del suo intervento di recupero della stessa.

3 Giugno 2014
Giorgio Zoffoli è stato così gentile da inviarci il mandolino, che ci mancava, della canzone La cicala e le formiche, incisa nel ’40 con la partecipazione del Trio Lescano (GP 93155). Abbiamo di conseguenza aggiornato la pagina
http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.

1° Giugno 2014
Manuel Carrera ci ha inviato una nuova bellissima foto pubblicitaria di Alberto Rabagliati, che a suo giudizio appartiene con ogni probabilità «allo stesso set fotografico, del 1926».

31 Maggio 2014
Segnalazione di Simone Calomino: «Hanno messo in vendita su eBay una cartolina pubblicitaria della CETRA raffigurante Enzo Aita che canta davanti a un microfono. La foto è molto particolare e non credo che sia mai stata vista prima, ma il suo prezzo è proibitivo: ben 29 €, più le spese postali! Se almeno fosse autografata, sarebbe un altro discorso...».

30 Maggio 2014
Colpo grosso di Paolo Piccardo, davvero instancabile, che ha reperito nel “Radiocorriere”, n. 8, del 24 Febbraio - 2 Marzo 1957, p. 39, la foto di Alessandro Derevitzky (scritto anche Derewitsky), che cercavamo inutilmente da molto tempo. Ricordiamo che questo ottimo compositore napoletano ha firmato due splendide canzoni incise con la partecipazione del Trio Lescano: Fascino slow e Lungo il margine del fiume. Abbiamo di conseguenza aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_D-L.html.
Nella medesima pagina del “Radiocorriere” si trova anche una foto del compositore padovano Luigi Poletto, che vediamo per la prima volta. A dire il vero non è molto somigliante alla foto da noi reperita in precedenza su un mandolino, ma Paolo, che è un eccellente fisionomista, non ha dubbi che si tratti della stessa persona, ritratta però a distanza di parecchi anni.


29 Maggio 2014
Altro materiale reperito da Paolo Piccardo:
- “Radiocorriere”, n. 39, 23-29 Settembre 1956, p. 26; foto, per noi nuova, di Michele Montanari.
- “Radiocorriere”, n. 41, 7-13 Ottobre 1956, p. 35; foto, molto bella e per noi nuova, di Angelo Brigada. Questo pianista, compositore (sue sono le canzoni, incise dalle Lescano, Il mio cuore e Tu sei bella), autore di testi e direttore d’Orchestra, compare anche in altri fascicoli del “Radiocorriere”, dove viene definito «arrangiatore per 8 anni dell’Orchestra Cetra»: particolare molto interessante. Aggiornata la pagina
http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_A-C.html.
- “Radiocorriere”, n. 43, 21-27 Ottobre 1956, p. 15; foto, che ci mancava, del compositore D’Arena, nome d’arte di Francesco Grassi, autore di Nella gabbia d’or.
Aggiornata la pagina
http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_D-L.html.

26 Maggio 2014
Giorgio Zoffoli ci ha inviato del materiale molto interessante sugli autori di nostra pertinenza, materiale ricavato dal «Radiocorriere», n. 21 del 1931. Lo abbiamo riunito in un pdf, collocato nella pagina http://www.trio-lescano.it/documenti_vari.html, che è stata prontamente aggiornata.

25 Maggio 2014
Paolo Piccardo ha reperito nel n. 3 del «Radiocorriere» del 1956 (p. 17) un interessante trafiletto dedicato a Norna Buni; esso è accompagnato da una foto, a noi già ben nota (v. il pdf
http://www.trio-lescano.it/fototeca/album_fotografico_norma_bruni.pdf, terza foto di p. 3), ma qui pubblicata ad alta definizione.
Interessante anche l’articolo, sempre segnalato da Paolo, che si trova alle pp. 8-10 del n. 7 del medesimo periodico e della stessa annata. Pregevoli in esso le foto dei compositori interpellati da Riccardo Morbelli, specialmente quella di Carlo Concina, per noi nuova, che abbiamo inserito, al posto della precedente, nella pagina
http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_A-C.html.

22 Maggio 2014
Paolo Piccardo ha reperito nel n. 31 del «Radiocorriere» del 1954 una foto di Alberto Rabagliati, già notevolmente appesantito, in compagnia di Lelio Luttazzi e di Emilio Pericoli (p. 22), più un trafiletto (p. 32) sulla scomparsa di Alda Mangini, con una foto della cantante e attrice, mai vista altrove. Ricordiamo che la tomba di questa brava e versatile artista si trova da molto tempo in condizioni pietose, nell’indifferenza generale.

18 Maggio 2014
Il nostro buon amico Raffaele Uzzi (v. le Notizie del 20 Febbraio 2014), figlio dell’autore della canzone Cucù… cucù…, incisa nel 1939 da Lina Termini e il Trio Lescano, ci ha inviato, tramite Paolo Piccardo, la foto della tomba del padre. Li ringraziamo entrambi e siamo lieti di inserire tale documento nella sezione della nostra Fototeca denominata L’ultima dimora dei nostri Artisti, aggiornando nel contempo la pagina http://www.trio-lescano.it/tombe.html.

14 Maggio 2014
Recuperata da Paolo Piccardo, nel n. 5/1955, p. 22, del “Radiocorriere” la foto del napoletano Matteo Marletta, che ci mancava. Ricordiamo che questo compositore, con lo pseudonimo di Leo De Marte, fu l’autore, assieme a Giuseppe Garofalo (pure lui napoletano), della canzone Col treno delle tre, incisa nel 1940 dal Trio Lescano con l’Orchestra Barzizza (GP 93159a, matrice 154789).
Abbiamo già aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_D-L.html.

13 Maggio 2014
Altro materiale reperito da Paolo Piccardo:
- “Radiocorriere”, n. 12, 25-31 Maggio 1952, p. 10; trafiletto sul Trio Lescano, commentato così dal nostro collaboratore: «
Finalmente qualcuno si ricorda delle Lescano, con foto e didascalia che, per una volta, non presenta errori grossolani. Il programma di riferimento è del giovedì 20 Marzo 1952, Secondo Programma, dalle 19.00 alle 19.15, con canzoni del Trio Lescano e Gino Del Signore. Importante è la frase “furono tra i pionieri delle forme vocalistiche del jazz italiano”!  Ci rendiamo conto che per la prima volta qualcuno parla delle Nostre come di interpreti jazz?».
- “Radiocorriere”, n. 22, 16-22 Marzo 1952, p. 10; trafiletto con foto (che ci mancava) dell’autore di testi Alvaro Ferrante De Torres (sue sono le deliziose canzoni, incise dalle Lescano,
Cantando sotto la luna e Il solletico). Abbiamo perciò aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_D-L.html, inserendovi tale foto, purtroppo a retinatura molto larga e quindi di infima qualità.
- “Radiocorriere”, n. 5, 1-7 Febbraio 1953, p. 17; bella foto di gruppo, dove sono presenti due formazioni vocali scoperte e preparate (fino alla sua prematura scomparsa) dal M° Carlo Prato: i Radio Boys (qui col giovane Gino Bramieri) e il Quartetto Stars.

12 Maggio 2014
Paolo Piccardo
ha reperito nel n. 5 del “Radiocorriere” del 1952 del materiale interessante, che descrive così: «In un servizio dedicato al 2° Festival di Sanremo due foto ritraggono dei componenti dell’Orchestra della Canzone diretta dal M° Cinico Angelini; probabilmente senza rendersene conto, il cronista ci regala l’immagine di una delle possibili formazioni del Quartetto Vocale Cetra [quello che incise col Trio Lescano nel ’38/’39], indicato nella didascalia come “le prime parti” della suddetta Orchestra. Abbiamo qui per la prima volta una foto del violinista Telesio (Ortensio?) Gilardenghi (1° da sinistra), poi Quercioli, Polverino e D’ovidio, i quali in tale foto stanno evidentemente provando, cantandola, una canzone».
Abbiamo ritenuto opportuno aggiornare la pagina
http://www.trio-lescano.it/cantanti.html, inserendo, con le precisazioni del caso, tale foto.

10 Maggio 2014
Paolo Piccardo, attivo come sempre, ha reperito nell’annata 1950 del “Radiocorriere” le foto, che ci mancavano, di due autori di nostro diretto interesse, dato che alcune loro canzoni sono state incise dal o col Trio Lescano. Il primo di tali autori (nel n. 37 del settimanale) è Franco Ansaldo, il secondo (nel n. 49) è Luigi Pagano. Abbiamo già aggiornato le pagine pertinenti del sito, aggiungendo le suddette foto; links:
- http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_A-C.html

- http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_M-P.html
.
Aggiornata anche la pagina
http://www.trio-lescano.it/altri_trii.html perché il trio The Longuettes ha cambiato formazione: Daniela Puggioni, infatti, si è trasferita all’estero e al suo posto, come lead voice, è entrata Giorgia Serra, la quale – oltre a cantare – suona anche il violino.

7 Maggio 2014
Paolo Piccardo ci ha inviato due foto reperite nel “Radiocorriere”. La prima mostra  Odoardo Spadaro in compagnia del M° Tito Petralia, la seconda il M° Carlo Prato assieme a Vivi Gioi. Quest’ultima foto ci era già nota, in quanto presente nell’archivio del Maestro segusino, da noi pubblicato integralmente tra i Documenti; tuttavia l’immagine offertaci da Paolo è interessante per via della didascalia, che possiamo leggere qui integralmente per la prima volta. Paolo ha subito notato che colpisce in essa la clamorosa omissione delle Sorelle Lescano tra i cantanti scoperti, istruiti e lanciati dal M° Prato: come dire che è stato ignorato il suo maggior titolo di gloria! Banale dimenticanza – comunque deplorevole – o deliberata cancellazione dalla memoria di tre artiste divenute nel frattempo troppo “scomode”? Trattandosi del periodico ufficiale della Rai dei primi anni Cinquanta, allora più che mai bacchettona e conformista, a pensar male (come insegnava Andreotti) si è quasi sicuri di non sbagliare…

6 Maggio 2014
Simone Calomino ci ha dato un’altra prova tangibile della sua gentilezza e generosità inviandoci prontamente, su nostra richiesta, anche le due etichette del disco GP 92147 (di cui abbiamo parlato ieri), etichette che ci mancavano entrambe. Ci è stato così possibile appurare che The General’s Fast Asleep si trova sul lato a del disco e ha come numero di matrice 151844, mentre Vivere, sul lato b, ha il numero 151846. Abbiamo di conseguenza aggiornato la pagina del sito con l’elenco delle etichette conservate nel nostro Archivio.

5 Maggio 2014
Simone Calomino (che ringraziamo calorosamente a nome di tutti gli appassionati del Trio Lescano) ci ha offerto le due canzoni del disco GP 92147, incluse nell’elenco di quelle a noi mancanti. Si tratta del fox di Cesare Andrea Bixio Vivere [anteprima] e della versione italiana, intitolata Il generale dorme, del fox-trot di Kennedy-Carr The General’s Fast Asleep [anteprima]. Le due canzoni sono state incise entrambe nel 1937 dal Trio Lescano, accompagnato dall’Orchestra “Cetra” diretta dal M° Pippo Barzizza.
Ecco con quali opportune precisazioni Simone ha accompagnato il suo dono: «Vivere, come ben sappiamo, è una canzone famosissima, interpretata dai più grandi tenori del tempo, da Tito Schipa a Carlo Buti. Le Olandesine ne fanno un’interpretazione unica e gradevolissima, discostandola da quell’aura classicheggiante che le avevano impresso i due artisti anzidetti, per trasformarla in una canzone di musica leggera. Notevole l’assolo di chitarra di Aldo Tonini, che riprende la melodia della strofa che le Lescano, ahinoi, non cantano mai. L’Orchestra Barzizza è ancora alle prime armi (e si sente), ma nel complesso si tratta di un’ incisione apprezzabile.
The General’s Fast Asleep, dal canto suo, costituisce per noi una piacevole sorpresa, sia perché non è la stessa incisione realizzata da Aldo Masseglia col Trio Lescano e intitolata Il piccolo generale si è addormentato (GP 92186), sia perché è interamente cantata in scat: le Nostre fanno un intervento piuttosto breve, ma senza dubbio degno di nota. Quando Roberto Berlini l’ha sentita, ha esclamato: “sembrano delle bambine che si divertono sull’altalena”.
Spero che queste due nuove canzoni lescaniane appena recuperate piacciano a tutti!».
Da parte nostra abbiamo già aggiornato la pagina relativa alle canzoni che ancora ci mancano del tutto e sono adesso solo 12!


29 Aprile 2014
Paolo Piccardo ci segnala che nel sito ufficiale del compositore romano Carlo Alberto Pizzini (1905-1981) c’è una foto, risalente al 1943, dove lo si vede assieme al M° Pippo Barzizza e ad altri due personaggi non identificati. Quello all’estrema sinistra potrebbe essere Nazzareno Raineri del Quartetto Jazz Funaro: una certa rassomiglianza non si può negare, ma permangono margini di dubbio. Simone Calomino osserva a tal proposito che «Raineri aveva un nasone non indifferente, mentre quello della foto ha un... nasino».

28 Aprile 2014
Modificata la pagina http://www.trio-lescano.it/altri_trii.html con l’inserimento di un nuovo trio vocale femminile, The Longuettes, animato da Michela Mura. Il pianista che accompagna le tre ragazze è Andrea Schirru.
Con una mail dall’oggetto eloquente (“Orrore!”), Simone Calomino ci informa che su YouTube è stata perpetrata l’ennesima – e, se possibile, ancora più becera delle precedenti – profanatio memoriae delle povere Lescano. L’autore dell’ignobile post è stato prontamente redarguito dal nostro Paolo Piccardo, ma c’è da scommetere che per un galantuomo che si indigna davanti a codesta sconcia bravata ci saranno legioni di idioti/e che la troveranno “divertente”. È assai probabile che oggigiorno il Sommo Poeta scriverebbe diversamente il suo famoso verso (Purgatorio, VI, 76), mettendo al posto di “dolore” la parola “demenza”
.
Recuperate nuove foto di autori, le cui canzoni sono state incise dal Trio Lescano, da solo o assieme ad altri cantanti
.

24 Aprile 2014
Grazie all’encomiabile sito http://www.radiocorriere.teche.rai.it/Default.aspx abbiamo potuto arricchire il nostro Archivio di due foto apparse sulla copertina di altrettanti numeri (18/1948 e 13/1951) del «Radiocorriere». L’interesse di tali foto risiede per noi soprattutto nelle rispettive didascalie, giacché ci precisano quando la Rai, mettendo fine ad anni di ostracismo, decise di reintegrare nei propri palinsesti due artisti di prima grandezza come Angelini e Rabagliati. Dopo la Liberazione, infatti, il primo era stato oscurato a causa della sua presunta adesione alla RSI, mentre il secondo (al pari di vari altri artisti, tutti in qualche misura “compromessi” col passato regime) fu costretto, per continuare a guadagnarsi da vivere cantando, a emigrare in Sudamerica. Lo stesso, in fondo, dovettero fare Sandra e Giuditta Lescano.
Su eBay susyduck vende una bella cartolina promozionale autografata, per noi nuova, di Alberto Semprini, risalente agli anni in cui il famoso pianista e compositore anglo-italiano lavorava per la Fonit (suo è tra l’altro il tango Due chitarre, inciso dal Trio Lescano nel ’37, GP 92320). Anche la casa d’aste delcampe offre una foto pubblicitaria di Semprini dello stesso periodo, anch’essa mai notata in precedenza.

22 Aprile 2014
Aggiornata la pagina
http://www.trio-lescano.it/archivio_documenti.html perché vi abbiamo inserito, nella sezione Documenti sonori, la trasmissione dedicata al Trio Lescano che Roberto Berlini, assieme a Nicolò Sperandei, ha realizzato per “Radio Galileo” in data 19 Aprile 2014.
Recuperate nuove foto di Vivi Gioi, la bellissima attrice e cantante che col Trio Lescano incise nel 1942 Ritmo nel cuor (IT 1116).

17 Aprile 2014
Manuel Carrera ha acquisito – ed è stato così gentile da passarcela per la nostra Fototeca – una foto di Alberto Rabagliati risalente alla fine degli anni Venti, quando un concorso internazionale lo proclamò il sosia di Rodolfo Valentino, il grande divo del cinema muto morto prematuramente nel ’26, a New York.

16 Aprile 2014
Il M° Christian Schmitz ci ha dato l’ennesima prova di amicizia offrendoci il file di un’altra canzone lescaniana a noi mancante. Si tratta questa volta dell’one-step di Blanco-Avanzi Lo studente di Praga, inciso nel 1938 (GP 92342) da Aldo Masseglia e il Trio Lescano [
anteprima]. Ecco il commento con cui Christian ha accompagnato il suo graditissimo dono, per il quale non finiremo mai di ringraziarlo: «[...] noto che questa appartiene a quel gruppo di canzoni delle nostre Sorelline che chiamerei “bruttine stagionate”, cioè caratterizzate dallo stile popolare ruspante dei balli nei cortili polverosi e nelle aie. Canzoni insomma strapaesane, alquanto lontane dalle mie orecchie (penso anche a Rosabella del Molise, Micaela, Rosalia e tante altre più o meno simili). Sono canzoni spesso ben fatte e accattivanti per una bella modulazione o un bel giro di frase, ma, tutto sommato, non le trovo memorabili». Giudizio del tutto condivisibile, magari con la precisazione che anche in queste canzoncine senza pretese le Lescano cantano divinamente, a ulteriore riprova della loro inappuntabile professionalità.
Abbiamo naturalmente subito provveduto – e con grande piacere! – ad aggiornare il pdf
http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf.
Aggiornata anche la pagina http://www.trio-lescano.it/bibliografia.html, dato che abbiamo ritenuto opportuno inserirvi (anche se non si tratta di un saggio, bensì di un documentario) l’importante lavoro di Manuel Carrera Norma Bruni - Il sogno di una diva autarchica.
Recuperate altre nuove foto di cantanti che hanno inciso con le Lescano.

14 Aprile 2014

Nuove acquisizioni avvenute durante la pausa dal 22.3 al 13.4:

Mandolino più spartito di È scomparsa una ragazza e di Firenze sogna, offerti da Paolo Piccardo.
Recuperate nuove foto di cantanti che hanno inciso con le Lescano e altre di autori che hanno collaborato con loro.
Ricostruito, partendo dall’incisione originale, il testo di Addio Tulipan: lavoro piuttosto impegnativo effettuato, nell’ambito del Forum 78 giri, da Manuel Carrera in collaborazione con Simone Calomino e Marco Gilardetti.
Nuova recensione, a firma di Marco Ranaldi, del libro di Manuel Carrera, Norma Bruni - Una “voce di carne” nell’Italia in guerra.
Recuperata, grazie alla cortesia e generosità di Bruno Carazzato, Casetta mia [anteprima], una delle 16 canzoni del Trio Lescano mancanti nel nostro Archivio sonoro.

Pagine del sito aggiornate in data odierna in conseguenza delle suddette acquisizioni:
http://www.trio-lescano.it/mandolini.html
http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_Q-Z.html [v. Piero Trombetta]
http://www.trio-lescano.it/spartiti_e_testi_catalogo.html [v. Appendice]
http://www.trio-lescano.it/recensioni/Norma_Bruni.html [v. fondo pagina]
http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf
Nei prossimi giorni presenteremo altre novità di spicco.

Dal 22 Marzo al 13 Aprile 2014 non ci sono stati aggiornamenti,
perché il Curatore era fuori sede, all’estero.

21 Marzo 2014
È stato finalmente attivato il Forum di cui si è parlato alla fine nel Comunicato del 1° Marzo scorso. Invitiamo tutti gli appassionati che ci seguono a visitarlo e – qualora ne apprezzino le finalità e l’impostazione datagli da Marco Gilardetti e Simone Calomino – a iscriversi e animarlo coi propri post.

Nella pagina http://www.trio-lescano.it/altri_trii.html è stato inserito il Trio Sorelle ’900, di cui fa parte la nostra cara amica e collaboratrice Lisa Kant.

18 Marzo 2014
Recuperate tre foto: una di Norma Buni, risalente al 1956, quando cantava coi Parker’s Boys, una di Alberto Rabagliati e una di Fausto Tommei. Quest’ultima ci era già nota, ma quella appena acquisita presenta una migliore leggibilità.
Recuperata anche l’etichetta de La canzone del platano (GP 93160a); a differenza della copia che avevamo in Archivio, essa è in ottime condizioni, cosicché è ora possibile appurare che il numero di matrice esatto di questa incisione è 154820 e non già 154420 ~, come eravamo indotti a pensare. La pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/etichette_in_archivio.pdf è già stata aggiornata.
A proposito di recenti acquisizioni di nuove foto si vedano i due pdf:
http://www.trio-lescano.it/fototeca/Nuove_immagini_del_Trio_Lescano.pdf
http://www.trio-lescano.it/fototeca/Nuove_immagini_dei_collaboratori.pdf

17 Marzo 2014
Simone Calomino ci ha offerto le registrazioni (ottimamente restaurate da Walter) di otto dischi lescaniani (GP 92206, 92350, 92527, 92540, 92864, 92924, IT 1061 e DC 4144), con le relative etichette. Tutte canzoni già presenti nell’Archivio del sito, ma queste sono di qualità decisamente migliore, in particolare Nord Espresso. Anche quattro etichette sono andate a sostituire le precedenti, essendo – a differenza di queste – pressoché perfette.
Recuperate quattro nuove foto di Alberto Rabagliati.

13 Marzo 2014
Mandolino di Tu!... (GP 92490) offerto da Simone Calomino.

11 Marzo 2014
Mandolino di Autunno (GP 93065) offerto da Giorgio Zoffoli.

8 Marzo 2014
Completata la nuova pagina che raccoglie le recensioni da noi pubblicate dal 2009 a oggi.

5 Marzo 2014
Cartolina pubblicitaria del Trio Lescano, probabilmente la prima a essere realizzata e recante sul retro un timbro molto interessante, più una foto pubblicitaria del tenore Gino del Signore: materiali offerti da Simone Calomino.

4 Marzo 2014
Mandolino di Rose, rose... (GP 93076b) offerto da Giorgio Zoffoli.

2 Marzo 2014
Il Menu del sito si arricchisce di due nuove sezioni: le Recensioni [ancora in allestimento] e, appunto, questa con gli Aggiornamenti.

1° Marzo 2014
Mandolino e spartito di Mani di velluto ( IT 987b) offerti da Roberto Berlini.


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