Ricordando il Trio Lescano

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Aggiornamenti del sito
relativi al periodo Aprile-Dicembre 2015

Aggiornamenti pregressi:
v. Archivio delle Notizie, fondo pagina


Avviso importante
A causa di nuovi e inderogabili impegni del Curatore, a partire dal 1° Aprile 2015 gli aggiornamenti del sito non saranno più effettuati in tempo reale, bensì solo periodicamente, secondo questo calendario di massima, relativo all’anno in corso: 13-18 Aprile, 11-16 Maggio, 8-13 Giugno, 1-4 Luglio, 1-5 Settembre, 1-3 Ottobre, 2-4 Novembre, 21-23 e 28-30 Dicembre .

Nuovi materiali iconografici relativi ai collaboratori delle Sorelle Lescano

In ordine cronologico inverso.

30 Dicembre 2015
Mail di Lea Vergesi: «Bella –  non c’è che dire!  – la definizione del sistema di armonizzazione vocale del Trio Lescano reperita da Paolo Piccardo. Peccato solo che nel pregevole blog di Véronique Chemla, da cui è presa, siano nominate le Andrews Sisters ma non le Boswell Sisters, che avevano tutto il diritto di esserlo e in grande evidenza. Queste ultime, infatti, non erano delle semplici cantanti istintive, bensì musiciste colte e preparatissime, tanto che a loro viene comunemente riconosciuto il merito di aver messo a punto e applicato per prime, nei loro mirabili arrangiamenti vocali, la tecnica basata sulla  “Close Harmony” (si veda a tal proposito https://www.youtube.com/watch?v=ARjFwu3hHOk). Non c’è dubbio che le Lescano, agli inizi della loro carriera in Italia come trio vocale femminile, si ispirarono proprio  ai dischi incisi dalle Boswell Sisters fin dalla prima metà degli anni Trenta e, con ogni probabilità, fatti loro ascoltare dal M° Prato. Le Andrews Sisters, per contro, conquistarono una notorietà internazionale solo verso la fine degli anni Trenta, e quindi non possono essere state il “modello” iniziale delle Lescano. Ma questa è una verità che molti sedicenti esperti fanno ancora fatica ad accettare, incatenati come sono ai luoghi comuni, anche i più triti e inconsistenti».
Mail di Marco Basso: «Scrivo queste poche righe circa il mio pensiero in merito all’incisione misteriosa [Silenzioso slow cantata da Alberto Rabagliati, disco Cetra IT 692b] da attribuirsi o meno al Trio Lescano. A mio parere (per quel che vale), non dovrebbe trattarsi del nostro Trio, per una serie di motivi che elencherò qui di seguito.
Sappiamo innanzi tutto che nel periodo di incisione di tale canzone, le Lescano erano in un periodo di pausa. Poi, de auditu, colgo che i primi vocalizzi del coretto sono eseguiti con tecnica di mascheratura vocale, ovvero con voce impostata (lirica), e gli scats, per quanto fatti in maniera leggera, sono troppo compatti armonicamente, e un pochino “neutri”. Sappiamo infatti che le Lescano, praticamente sempre, durante gli scats usavano molte “flexe”, ovvero mordenti eseguiti con modulazioni inferiori al semitono, e qui non sono presenti. Oltretutto, il Trio Lescano, che nel 1940 era all’apice della propria carriera artistica, sarebbe sicuramente stato sminuito nel non venir riportato in etichetta…
Considerato il periodo e l’artista in questione (Rabagliati) verrebbe da pensare che il gruppetto vocale in oggetto possa essere il Trio Triestino, ipotesi però scartata subito poiché la compattezza armonica non coincide e il timbro risultante dai battimenti armonici delle tre voci non è comparabile.
Ho pensato allora al Trio Capinere, ma in quel periodo incidevano per la Columbia e La Voce del Padrone come Trio Villalba; mentre il loro padre, Pierino Codevilla, registrava invece già per la Fonit con la sua “Grande Orchestra Argentina di Tanghi”. Le Codevilla erano entrate nella scuderia Cetra con il nome di Trio Capinere appunto solo nel 1942 circa (poi, nel 43, si ricorda la famosa concitata “denuncia”  razziale attribuita alle Capinese nei confronti delle Lescano, di cui sarebbero state oltremodo gelose).
L’unica ipotesi cui riesco a dar credito, per tutte le considerazioni sopra riportate, è che si possa trattare quasi certamente del Trio Aurora, gruppo vocale molto amato da Rabagliati e con il quale ha collaborato in diverse occasioni). Esso è entrato nella scuderia radiofonica dell’Eiar e quindi alla Cetra nel 1940, anno in cui è stata incisa questa versione di Silenzioso Slow. Si prenda come esempio la canzone Piccolo naviglio, incisa nel 1942 con Ernesto Bonino: se non fosse per la presenza di tutte le parole con le doppie e la pronuncia perfettamente italiana, si potrebbe pensare, in certi passaggi, che possa trattarsi del Trio Lescano, per il tipo di compattezza armonica, la spiccata leggerezza vocale, i battimenti acustici e gli scats molto simili. Considerando anche il fatto che le tre componenti del Trio Aurora sono tutte di provenienza lirico-teatrale, questo spiegherebbe l’impostazione in maschera di certi passaggi. Per cui considero appieno che si tratti di una buona imitazione eseguita dal Trio Aurora, anche se – come ripeto – la mia è solo una discutibilissima opinione».

A RISENTIRCI NEL 2016!

29 Dicembre 2015
Mail di Paolo Piccardo: «Ho fatto un rapido giro nei consueti siti di ricerca sugli immigrati statunitensi, ovviamente senza riscontri. Per caso sono però inciampato in un blog francese che commenta lo sceneggiato di Zaccaro sulle vite delle Nostre ragazze [Le ragazze dello swing / Les demoiselles du swing]. E qui trovo un’affermazione che spiega una volta per tutte il sistema di armonizzazione vocale del trio, finalmente in maniera pressochè corretta: “Le trio Lescano a pratiqué la close harmony, technique restrictive, mais sophistiquée, de chant dans lequel toutes les voix, sauf la basse, demeurent dans une seule octave – chaque chanteur peut utiliser une octave différente. La close harmony a été utilisée par des groupes célèbres: quatuors Barbershop, les Andrews Sisters, Simon et Garfunkel et les Beach Boys”».
Vito Vita ci ha inviato la sua recensione del libro di Lidia Martorana, Una voce una vita. Lidia e la storia della canzone italiana, uscito nel Settembre scorso presso le Neos Edizioni di Rivoli. L’abbiamo subito inserita nella nostra pagina Recensioni.

28 Dicembre 2015
Mail di Simone Calomino: «Ricordate il video dove appaiono tre cantanti che vengono scambiate spesso per il Trio Lescano e cantano Maramao perché sei morto?, versione che, in realtà, è quella del Trio Triestino (Parlophon GP 93064b)? Ecco spiegato il motivo della falsa attribuzione in questo trafiletto del 1961, tratto da “Bolero Film”.
Da notare le notizie strane riportate sul Trio e la fantomatica morte di una delle componenti... Ma, data l’improbabilità delle città riportate in cui avrebbero dovuto abitare le sorelle (Las Vegas e New York), dubito che ci sia qualcosa di vero».
Questa notizia ci è stata inviata anche da Manuel Carrera: «Scrivo per segnalare questo strano trafiletto, in vendita su eBay. Mi sembrano idiozie, ma magari può andare in bibliografia».
Crediamo anche noi che il trafiletto contenga solo le esilaranti sparate del solito “giornalista” da strapazzo, che – quando non sa – inventa senza alcun ritegno. Riteniamo perciò inutile includerlo nella nostra Bibliografia. Ricordiamo che nel 1961 le Lescano erano tutte e tre vive e vegete (anche se probabilmente Caterinetta soffriva già del male inesorabile che l’avrebbe condotta alla tomba quattro anni dopo), e si trovavano in Venezuela: Sandra e Caterinetta a Caracas, Giuditta a Maracaibo.

23 Dicembre 2015
Mail di Paolo Piccardo: «Bella la nuova foto di gruppo pubblicata ieri. Vi ho riconosciuto le tre Lescano, Silvana Fioresi, Fausto Tommei, il M°Angelini,, Norma Bruni, Dea Garbaccio, Michele Montanari. Altre identificazioni?».
Mail di Simone Calomino: «
Da tempo ormai conoscevo questa versione di Silenzioso slow, cantata da Rabagliati, grazie al buon Manuel Carrera che me la fece ascoltare qualche anno fa, nonostante la possedesse di qualità molto bassa. Il Discobolo ha ora pubblicato questo video, dove la registrazione è nitida e... sorpresa! Indovinate chi si sente in sottofondo a fare il coretto? Io credo proprio che siano le Nostre, con il loro inconfondibile scat.
Forse potremmo fare un confronto di matrici e vedere se c’è qualche disco cantato dalle Lescano prossimo a questo... In tal caso non avremmo dubbi che si tratti proprio di loro!
Ad ogni modo, che siano loro o no, si tratta senza dubbio di un’incisione interessante e piacevole da ascoltare.
http://www.youtube.com/watch?v=-dHPb3lwRpY&sns=em
Attendo il parere in merito degli esperti, e intanto auguro a tutti un Buon Natale!».
Nota del Curatore - Nel sito del nostro amico Massimo Baldino è precisato che questa incisione di Rabagliati, risalente al 24 Febbraio 1940, proviene dal disco Cetra IT 692 (lato b) e ha come numero di matrice 50376-3; il coretto si collocherebbe perciò tra Cuore contro cuore (IT 690a, matr. 50359) e Se tu mi parli (IT 732a, matr. 50453), ossia in un periodo di apparente “vacanza” per le Lescano, quanto a incisioni discografiche. Questo sembrerebbe deporre a sfavore dell’eventuale loro presenza nell’incisione in oggetto.
Commento di Paolo Piccardo: «Ritengo possibile che le Lescano facciano parte del coretto che si ascolta in background, ma non da sole. Infatti se lescaniano è il “wawawa”, il vocalizzo fa pensare a Silvana Fioresi... Purtroppo il disco IT 692 venne eliminato dal catalogo Cetra 1942, per cui non si possono verificare le fonti, e qui si ferma la nostra ricerca, temo.
Detto ciò mi associo con rammarico al commento su Facebook. Inserire qua e là una voce che dice “Radio il Discobolo” fa pensare a un espediente per disturbare il download della canzone, anche se magari non era quella l’intenzione dell’ascoltatore. Mi piace ricordare che il sito “Ricordando il Trio Lescano” ha pubblicato numerosissime canzoni senza restrizione alcuna, ma con studiato e dovizioso corredo di immagini e commenti.
Un’ultima annotazione, infine. Nei pochi passaggi in radio del 1940 la canzone venne annunciata come Abbassa la tua radio: ovviamente slow era allora un termine proibito».

Roberto Berlini e Sebastiano Rizzo hanno offerto a tutti i lescanofili uno splendido dono di Natale, col quale siamo oltremodo lieti di chiudere in bellezza questo 2015, che non è certamente stato avaro di soddisfazioni con noi appassionati delle Olandesine. È con queste poche e semplici parole che Roberto ci ha dato l’annuncio dell’entusiasmante novità: «Eccovi, grazie alla generosità di Sebastiano Rizzo, la rarissima Swingmania! Allego pure la foto dell’etichetta e la digitalizzazione del brano, con un mio restauro.
Ho inoltre fatto un video su YouTube, dove presento la canzone:
https://www.youtube.com/watch?v=fI4B7spNR5g&feature=youtu.be».



Il Curatore augura di vero cuore a
collaboratori, amici e simpatizzanti tutti
di trascorrere un SERENO NATALE
e un GIOIOSO CAPODANNO.


22 Dicembre 2015
Uno dei pregi del sito Maramao Italian Swing Band, curato dal nostro buon amico Giorgio Zoffoli, è l’abbondanza di materiali iconografici, specialmente nella sezione Repertorio. È proprio qui che abbiamo reperito parecchie foto per noi nuove e di nostro primario interesse, foto che abbiamo perciò collocato, una volta sistemate secondo i nostri parametri, nella pagina Nuovi materiali iconografici relativi ai collaboratori delle Sorelle Lescano, da dove si possono aprire e ammirare. Tra queste foto ci piace segnalare il bel ritratto giovanile del compositore e direttore d’orchestra Mario Mariotti, del quale le Lescano, tra il 1937 e il 1940, incisero (da sole o assieme a dei cantanti solisti) cinque canzoni: Ci credo e non ci credo, Gioventù… la tua canzone non può morire, La canzone d’Alabama, La sardina innamorata e Quella di Cortina. Sono tutte assai graziose, ma daremmo alla prima qualche punto in più per via del testo di Borella, decisamente arguto, che si sposa a meraviglia con l’allegro motivetto cucitogli sopra da Mariotti; quanto alle interpreti – Alda Mangini e il Trio Lescano – esse ci appaiono qui assolutamente al di sopra di ogni elogio.
Dato che di Mariotti possedevamo in archivio solo una foto di modesta qualità (più un’altra in cui è ormai anziano), l’abbiamo sostituita, nella pagina Autori italiani le cui canzoni sono state incise dal o col Trio Lescano - Lettere M-P, con quella appena recuperata.
Parecchie altre sono le foto che abbiamo reperito in rete negli ultimi due mesi, foto riguardanti soprattutto gli Autori che hanno collaborato con le Lescano. Invitiamo gli interessati a visionare tali novità cliccando, nella succitata pagina, sui nomi evidenziati con un asterisco rosso (*). Segnaliamo infine che le foto recuperate a tutt’oggi sono complessivamente 223, mentre all’epoca della creazione della  pagina in questione (8 Giugno 2015) erano una settantina: un risultato che ci sembra decisamente notevole, essendo stato conseguito in appena sei mesi di ricerche da parte della Redazione.
Mail di Paolo Piccardo: «Amici, per caso mi sono imbattuto [nel sito Family Search] nella genealogia di Alexander Leschan, con interessanti riferimenti. Purtroppo non ci sono tracce della sua discendenza...».
Mail di Simone Calomino: «In questi mesi romani le Lescano continuano a sembrare sparite nel nulla, con delle sporadiche apparizioni: fra queste, una in particolare è degna di attenzione.
Ho acquisito un altro scatolone proveniente dall’Archivio Marchi-Fioresi e finalmente attribuibile alla sola Silvana. C’era in particolare un album contenente materiale del periodo Eiar, che è risultato decisamente interessante. Sfogliando le pagine, sono saltate fuori due foto [del fotografo modenese Bandieri], che ritraggono anche le Lescano: una foto di gruppo e una, ancora più interessante, che raffigura la Fioresi e le Lescano intorno al letto di un ferito di guerra. La qualità non è ottima, ma la foto resta ugualmente notevole.
Non avendo attualmente con me lo scanner, ho pregato Manuel Carrera di scansionarle ad alta definizione appena gli sarà possibile».

21 Dicembre 2015
Negli Aggiornamenti del 1° Luglio u.s. abbiamo parlato diffusamente dell’archivio personale del M° Cinico Angelini, che sicuramente doveva essere assai corposo, data la lunga carriera (1920 ca. - 1964) di questo famoso musicista. Come si ricorderà, abbiamo avanzato l’ipotesi che dopo la scomparsa della sua seconda moglie, Mimma Sanvito, avvenuta a Milano nel Marzo del 2010, tale archivio sia stato venduto dagli eredi – indiretti, giacché Angelini non ebbe figli, né dalla prima né dalla seconda moglie – a qualche antiquario o rigattiere, che in seguito deve averlo smembrato e disperso: gli indizi in tal senso sono in effetti abbastanza numerosi.
Recentemente ne è spuntato un altro, particolarmente significativo. Nel noto sito asiatico https://yooniqimages.com/, creato nel 2013, figura infatti attualmente un bel pacchetto di foto del Maestro, a quanto ci risulta mai viste in precedenza e scattate tutte nel 1961 nell’intimità del suo lussuoso appartamento romano: è per questo che siamo indotti a pensare che provengano proprio dal suo archivio personale. Ne abbiamo scelte nove e le abbiamo sistemate in bell’ordine in un pdf, che abbiamo ora il piacere di offrire in visione agli ammiratori dell’indimenticabile direttore d’orchestra crescentinese [].
Il sessantenne musicista (cui evidentemente non dispiaceva farsi fotografare da un bravo professionista) è ritratto in varie pose e talvolta in atteggiamenti scherzosi: da solo o col suo amatissimo cagnolino o ancora con la bella moglie, più giovane di lui di ben 25 anni. In una di tali foto lo vediamo mentre esamina con occhio critico un manoscritto musicale, forse di un nuovo brano da eseguire con la sua orchestra, mentre alla sua sinistra si intravede su una scaffalatura parte del suo archivio di spartiti, dischi, nastri e altro. Non finiremo mai di rammaricarci che un cotale tesoro, frutto di una vita interamente spesa al servizio di una musica leggera di indiscutibile pregio, non si sia conservato nella sua integralità a futura memoria, e questo per l’umana insipienza o – peggio ancora – per la bramosia di guadagni facili e immediati in coloro che dovevano custodirlo, evidentemente senza meritarlo.
Simone Calomino ci ha inviato il 15 Novembre scorso le scansioni complete delle etichette di sette canzoni lescaniane. I dischi originali a 78 giri da cui provengono, da lui recentemente acquisiti, sono nel complesso in buone condizioni di conservazione [].Sei di queste etichette le avevamo già – ma di Baciamoci in giardino la copia in nostro possesso era poco leggibile, per cui c’era molta incertezza sul numero di matrice: ora ogni dubbio è fugato –  mentre ci mancava del tutto quella di Ti sognerò stanotte. Abbiamo di conseguenza aggiornato la pagina Etichette dei dischi originali a 78 giri del o col Trio Lescano presenti nell’Archivio del sito, correggendo i vecchi dati imprecisi e inserendo quelli nuovi.
Mail di Giorgio Serafini Prosperi (v. le Notizie del 27 Ottobre 2013), intitolata Si comincia!: «Caro Curatore, come dice Pirandello, “chi tarda ma non manca non si chiama mancatore”. Finalmente ho potuto mettere mano al testo teatral-musicale sulle nostre amate sorelle e adesso ne abbiamo una prima versione. Il testo tiene conto delle notizie biografiche reali, cerca di non dare adito, come mi avete saggiamente suggerito, a leggende eccessivamente fantasiose, e soprattutto cerca di collocare le Lescano all’interno dell’epoca in cui operarono. Le piccole licenze che mi sono concesso sono esclusivamente temporali, nel senso che ho posticipato qualche avvenimento e ne ho anticipato qualche altro, ma in sostanza senza minimamente tradire, credo, la Verità storica.
Il taglio non è naturalistico, risente della loro provenienza familiare, il circo. L’arco di tempo preso in esame è quello che va dalla separazione tra Alexander ed Eva alla partenza (senza Kitty) della tournée in Sudamerica. Quello che mi interessa è mettere in luce il fatto che, forse per la prima volta in Italia, delle artiste siano state trattate come un prodotto di consumo ante litteram: sedotte dal successo e poi dimenticate.
Sono indeciso sul titolo. Ho pensato a qualcosa del tipo: Tre meravigliose ragazze: apoteosi e caduta del Trio Lescano. Ma non so...
Volevo ringraziarvi per l’assistenza che mi deste quando l’idea era a malapena comparsa in me».

4 Novembre 2015
Mail di Lele Del Gatto, datata 7 Ottobre 2015: «Allego i link che permettono di scaricare dal web la maggior parte dei video delle canzoni del o col Trio Lescano che a suo tempo inserii nel mio canale di YouTube, poi oscurato d’imperio, e dei quali avevo per fortuna serbato copia. Detti file sono depositati nel mio cloud personale presso Mega, da dove solo io posso cancellarli (cosa che ovviamente non ho la minima intenzione di fare). Ritengo che non sarebbe una cattiva idea inserire questi link in qualche sezione del sito, nel caso in cui qualcuno degli amici frequentatori desiderasse rivederli».
Abbiamo naturalmente accolto subito – e con vivo piacere! – la proposta di Lele []. I link che ci ha inviato sono accessibili anche dalla pagina Canzoni del Trio Lescano in Internet.
Altra mail di Lele Del Gatto, datata 20 Ottobre 2015: «Ieri sera mi sono casualmente imbattuto, su Radio 3, nella recensione del volume di Andrea Malvano L’arte di arrangiar(si). Trascrizioni e adattamenti storici dell’Archivio Musicale Rai. Il volume si preannuncia di qualche interesse, riguardando tra le altre cose anche il periodo musicale a noi caro, e relativi personaggi. Si veda http://lim.it/nuovosito/scheda.php?id=803&ritorno=home.php».
Il libro, di 278 pagine, promette effettivamente di essere all’altezza delle aspettative di quanti lo acquisteranno al non modico prezzo di copertina (30€; per fortuna lo si può trovare in rete per assai meno…).
La cantante e attrice sarda Lia Origoni, nata a La Maddalena nel 1919 (e quindi coetanea di Caterinetta Lescano!) è senza dubbio una delle ultime artiste famose negli anni Quaranta ad essere ancora in vita e, quel che più conta, sempre in splendida forma. In passato ce ne siamo occupati varie volte pure noi, in particolare nella 5a delle Notizie del 10 Dicembre 2010. Ora il nostro Virgilio Zanolla, prendendo spunto da un fatto di cronaca capitato di recente alla Origoni (fatto in sé non eclatante, ma nondimeno assai significativo), si lancia in una serie di amare considerazioni sulla Rai attuale. Noi le condividiamo in pieno, per cui le proponiamo ai nostri lettori affinché riflettano, ognuno per proprio conto e in totale libertà di giudizio, su ciò che succede oggi in quello che un tempo si fregiava – magari con qualche ragione – del titolo di Belpaese [].


3 Novembre 2015
Nella nostra pagina Nuovi materiali iconografici relativi ai collaboratori delle Sorelle Lescano abbiamo recentemente inserito altre 9 foto di Alberto Rabagliati reperite in vari siti web, In parte ci erano già note, ma queste ultime ci sono parse., specialmente dopo averle sottoposte a un accurato restauro digitale, di qualità migliore delle precedenti.
Quanto alle restanti aggiunte del mese scorso si tratta dei maestri Angelini (2 foto), Barzizza (2), Filippini (1) e Petralia (1), dei cantanti Dino Di Luca (7 foto; una di queste, risalente ai primi anni ’40 e mai vista in precedenza, è particolarmente suggestiva), Luciana Dolliver (1) e Nunzio Filogamo (4), e infine, tra gli autori, Cosimo Di Ceglie (1) e Francesco Ferrari (2).
Mail di Giorgio Zoffoli: «Ecco un minuscolo contributo…».
Minuscolo ma oltremodo gradito, come tutto ciò che ci viene da un caro e fedele amico come Giorgio. Abbiamo prontamente aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.


2 Novembre 2015
Mail di Roberto Berlini, datata 4 Ottobre: «Dopo 3 anni ho avuto risposta, tramite mail, dall’Associazione Quartetto Cetra in merito alle mie ricerche sul film Pazzo d’amore. È confermata senza ombra di dubbio la presenza del Quartetto Cetra nel film, ancora incerta (dal punto di vista delle fonti) è invece quella del Trio Capinere. Stanno uscendo altre “perle” cinematografiche interessanti dal punto di vista musicale, che stanno meritando tutta la nostra attenzione».
Paolo Piccardo ha avuto modo di visionare il film Firmamento nerostellato, girato da Loris Fiore (in arte Victor Vegan). Queste le sue impressioni:
«A dire il vero, si tratta effettivamente di un lavoro senza una trama ben definita, in cui si mischiano il Grande Torino, il Casale Calcio, Maria Bria, le Lescano, Renzo Barzizza, Lidia Martorana e un’improbabile macchina del tempo, che permette di visualizzare filmati del passato. Ma l’unica clip autentica è in realtà la scena di Oh! Ma-ma! da Ecco la radio! (1940). L’altro filmato, quello che dovrebbe mostrare Maria Bria nel 1946, è invece una ricostruzione.
Ma andiamo con ordine. Le riprese sono abbastanza curate, e la colonna sonora comprende diverse canzoni lescaniane, da Nebbia a Uno-due-tre jep. Gli interpreti, a parte il protagonista, recitano come possono, da volonterosi dilettanti. Il soggetto vede lo stesso regista alla ricerca di notizie sulla carriera calcistica del nonno Angelo Fiore, aspirante calciatore e conoscente di Maria Bria. Con tale motivazione il regista approfitta per raccontare qualche aneddoto sulla vita delle Lescano, ricorrendo anche all’ex carabiniere palermitano Umberto Mendola [v. le Notizie del 2 Settembre 2012], che non si lascia scappare l’occasione per pubblicizzare la sua Agenzia Investigativa.
Detto ciò, vediamo cosa veramente ci sia di interessante nel film:
- Lidia Martorana racconta l’incontro che ebbe con le Lescano davanti al pianoforte del Maestro Carlo Prato (che lei chiamava papà). Dunque egli faceva cantare Sandra e le sorelle, e immediatamente faceva ripetere alle ragazze del Trio Aurora in modo che imparassero l’espressione e i trucchi del canto armonizzato. Ecco quindi che le Lescano sono state le vere Maestre delle Aurora. La Martorana ci dice ancora di come Prato insegnasse i tecnicismi degli arrangiamenti, e di come sfruttasse le note emesse da questo o quello strumento per “centrare” correttamente la tonalità di una canzone (All’imbrunire ce ne offre un bell’esempio). Questo è interessantissimo, perché in qualche modo spiega come Bartzizza, nei suoi arrangiamenti, facesse sempre ripetere la linea del canto da una sezione di strumenti, solitamente i violini, in modo da aiutare i cantanti meno dotati.
- Renzo Barzizza annuncia che prossimamente vaglierà gli archivi di Cinecittà, alla ricerca di filmati sull’Orchestra Cetra, il padre Pippo ed eventualmente le Lescano. Inoltre conferma che suo padre si esercitava nell’arrangiamento copiando i dischi americani, cosa che ho sottolineato più volte ascoltando certi suoi passaggi orchestrali letteralmente “rubati” a Glenn Miller o Benny Goodman.
- Il protagonista visita un Negozio di Antiquariato di Torino, tuttora esistente. La titolare mostra una foto di Kitty e Giulio Epicureo, purtroppo da lontano. Tuttavia mi sembra quella con i due affiancati, in piedi, con Caterina vestita di bianco (pagina 7 del saggio di Virgilio Zanolla Caterinetta 1945-1955).
- Due momenti commoventi. Nel primo la vedova di Virgilio Maroso detto “Cit”, terzino sinistro del Grande Torino, rievoca i tempi e la vita di un calciatore del secondo dopoguerra, costretto comunque ad avere un altro lavoro per mantenere la famiglia (!); nel secondo momento c’è una visita al luogo dello schianto dell’aereo del Torino presso la basilica di Superga, con una piccola folla che porge omaggio ai caduti».
Altra mail di Paolo Piccardo, datata 1° Novembre: «Ricevo da Max Menozzi la segnalazione della morte di Nino [Giovanni] Abis, che compose, giovanissimo, da vero enfant prodige, la canzone La Pensione Do Re Mi, incisa nel 1942 da Ernesto Bonino col Trio Lescano (IT 1103b). Come si ricorderà lo contattammo qualche anno addietro. Probabilmente era l’ultimo di quella generazione che ebbe a che fare col nostro Trio».
Mail di Simone Calomino, datata 6 Ottobre: «A proposito della rivista Wunder Bar, di cui si è parlato negli Aggiornamenti del 3 Settembre scorso, ecco un documento in cui mi sono imbattuto: è la pubblicità di Alati Roma dei dischi Columbia, con incise le canzoni tratte proprio da tale spettacolo».
In una mail successiva Simone ci informa che ilbauledicliobrescia vende su eBay la Cartolina Aser n. 07 del Trio Lescano (foto Locchi, Firenze, 1943), spedita da Sandra Lescano, con un biglietto di accompagnamento, a un ammiratore alla fine del 1985. Il testo in stampatello della dedica è con ogni evidenza opera di un’altra persona (probabilmente la badante italiana di cui si è parlato negli Aggiornamenti del 1° Settembre scorso), mentre la firma (“Sorelle Lescano”), che appare eseguita con mano alquanto malferma, è senza dubbio di Sandra [].
L’interesse del documento è notevole, ma forse non tale da giustificare il prezzo, decisamente esoso, richiesto dal venditore. È più che probabile che questo Signor Zangara si sia rivolto a Sandra Lescano, per avere una foto autografata del Trio, dopo aver letto le due interviste all’anziana artista apparse su «La Repubblica» e su «Gente», rispettivamente il 26 Ottobre e il 22 Novembre di quell’anno. Prima di allora, infatti, ben pochi in Italia sapevano che Sandra Lescano era ancora in vita e da diversi anni, dopo essere rimasta vedova, si era ritirata a Salsomaggiore Terme, in un modesto appartamento ubicato in via Cervara 3a.  

3 Ottobre 2015
Mail di Paolo Piccardo: «Desidero fa notare che, per Firmamento nerostellato, è presente su YouTube un trailer di 4 minuti. Nei titoli di coda è citato il nostro sito, ma l’unico contributo video sembra essere Ecco la radio!. Appaiono le Lescano, ma di Maria Bria non c’è traccia nel trailer: è ben vero che a 1:21 compare la scritta “Maria Bria”, ma la persona che appare non è lei.
Passando ad altro ho trovato in rete un bel video in cui compare l’Orchestra Angelini nel 1951. Abbiamo così modo di vedere e ascoltare “dal vivo” i meravigliosi musicisti che la componevano in quel momento, ossia gli stessi che si vedono nella foto di cui ho parlato ieri. Che emozione, ragazzi!».
Mail di Gianluigi Saveri al Curatore: «Come promesso, le invio la scansione della lettera che il giornalista Aldo Congiu della Rizzoli Editore inviò nel Marzo del 1974 a Sandra Lescano, quando ancora abitava in Liguria.
Dal testo si comprende  che la lettera accompagnava un nastro con le registrazioni delle canzoni di due LP editi dalla Cetra l’anno precedente (Dai microfoni dell’Eiar); in calce alla lettera è accluso anche l’elenco dei titoli di tali registrazioni)».
Particolarmente interessante è la chiusa della missiva, là dove Congiu parla di un’intervista che egli stesso intendeva fare a Sandra, in collaborazione col M° Pippo Barzizza. Su questa nuova pista, potenzialmente assai promettente, sta indagando Paolo Piccardo, il nostro ricercatore più solerte e qualificato.
Ricordiamo che nel 1974 la maggiore delle Lescano – a parte i momentanei problemi di salute cui si accenna nel quarto paragrafo della lettera – doveva vivere uno dei periodi più sereni della sua esistenza, in quanto abitava col marito, l’agiato ex albergatore Guido Franceschi, a Vallecrosia, una ridente cittadina affacciata sul  Mar Ligure. Tale serenità si rispecchia bene nella foto recentemente recuperata grazie ai buoni uffizi di Gianluigi, foto risalente con ogni probabilità a quel periodo [v. Nuove immagini delle Sorelle Lescano acquisite di recente, ultima foto di p. 7]. In essa Sandra, che è assieme al marito e a un gruppo di amici o di parenti di quest’ultimo, appare ancora una bella donna, sorridente e in ottima forma; lo stesso si può dire di altre sue foto presumibilmente dello stesso torno d’anni, inclusa la prima delle tre da noi selezionate, quella che è stata poi collocata sulla sua lapide, forse per rispettare una delle ultime volontà di Sandra.
Se l’intervista ebbe effettivamente luogo nel 1974 è dunque ipotizzabile che Sandra, parlando con un giornalista come Congiu, buon conoscitore del mondo della musica leggera, e in presenza del vecchio e buon amico Pippo Barzizza, abbia forse detto cose ben diverse da quelle che sciorinò a ruota libera nelle interviste concesse negli anni 1980-1985 [ e ] a giornalisti purtroppo non sempre – chi per un motivo, chi per un altro – all’altezza del proprio compito.
In quel periodo, in effetti, Sandra, ormai anziana, di salute cagionevole e intristita dalle difficoltà economiche subentrate alla repentina scomparsa del marito, avvenuta nel 1976, assecondò senza più alcun ritegno la sua naturale propensione a raccontar frottole (v. la mail di Lea Vergesi nelle Notizie del 1° Dicembre 2009), vuoi per abbellire il suo passato, che non fu sempre un letto di rose, vuoi per riempire alla meglio i vuoti di memoria che verosimilmente cominciava ad avere.
Auguriamoci dunque che tale intervista esista davvero, sia stata pubblicata da qualche parte e si riesca così, prima o poi, a recuperarla: è ben possibile che essa getti nuova luce sulla biografia, questa volta finalmente veritiera, delle tre sorelle e della loro famiglia.

2 Ottobre 2015
Mail di Paolo Piccardo: «Ho apprezzato moltissimo le ultime foto reperite delle Lescano [v. Nuove immagini delle Sorelle Lescano acquisite di recente, pp. 6-7], che ci mostrano altri momenti della vita di queste straordinarie artiste. Devo dire che preferisco quelle che ritraggono le tre sorelle insieme, piuttosto che con altre persone. Mi piace anche poter confrontare le varie epoche della loro vita e vedere come la maturità si dipinga sui loro volti, che restano pur sempre sereni e dolci...
Ho poi tentato di identificare i componenti dell’Orchestra Angelini nella foto attualmente in vendita su eBay che, secondo me, è riconducibile al Settembre 1951. Ho riportato i nomi su di essa [], e mi sentirei di aggiungere il vibrafonista Mario Ammonini che si trova alla sinistra, o per lo meno compaiono le bacchette del suo strumento. Il trombonista Enzo Aita in altre foto compare come Luigi Aita (ne parlammo anni addietro, precisamente nelle Notizie del 13 Gennaio 2010).
Da ultimo una nota triste. Apprendo con sincero cordoglio che il Prof. Giuseppe Schezzi, già membro dell’Orchestra Zeme negli anni ’40 [v. l’ultimo degli Aggiornamenti del 5 Settembre u.s.], è spirato il 19 Settembre. Se ne va così uno degli ultimi superstiti di quel periodo».
In una mail successiva Paolo ci scrive, sempre a proposito della foto degli orchestrali di Angelini: «Il saxofonista Mario Di Cunzolo suonò per anni il violino con la stessa orchestra. Sergio Querciol, invece, fu l’uomo di punta della sezione sax di Barzizza, nell’Orchestra Cetra e in quella Cora. Da notare che i saxofoni, perlomeno i due contralti ed il tenore di Di Cunzolo, sono evidentemente strumenti americani della ditta Conn, segno che in ogni caso anche in tempi “proibiti” in qualche modo giungevano in Italia prodotti d’Oltreoceano. Va detto che i musicisti compaiono in foto prebelliche con gli stessi strumenti: certamente seguivano la stessa via dei dischi delle orchestre americane che effettuavano la traversata oceanica sui meravigliosi Liners della Società Italia, che – non dimentichiamo – rimasero in servizio transatlantico fino al Maggio 1940».
Stando a un recente articolo a firma di Anna Barbaro, è finalmente uscito il film-documentario Firmamento nerostellato, di cui abbiamo più volte parlato in passato nelle Notizie, giacché vi figurano anche le Sorelle Lescano con Maria Bria. I nostri soci hanno per ora cercato inutilmente questo lavoro sul web, giacché anche il sito sarebbe interessato a recensirlo: chiediamo perciò se qualcuno può gentilmente passarcelo tramite il nostro contatto.
Mail di Simone Calomino: «Apprendo con piacere da un post su Facebook di Roberto Aita, figlio del tenore a noi noto per canzoni come Ma le gambe con le Nostre, che è stata dedicata a questo eccellente artista una via nel quartiere Chiaiano di Napoli. È grazie a iniziative come questa che possiamo sperare che nomi come quello di Enzo Aita non svaniscano del tutto dalla faccia della terra, ma restino tangibilmente riscontrabili da chiunque. Allego il post di Roberto e la foto della targa».
Mail di Virgilio Zanolla: «Segnalo che dall’elenco dei film in cui sono presenti motivi delle Lescano, cantati dalle medesime, va aggiunto Scemo di guerra di Dino Risi (1985), con Beppe Grillo. La canzone è Maramao perché sei morto?».


1° Ottobre 2015
Mail di Simone Calomino: «Ho finalmente acquisito l’Archivio di Silvana Fioresi che, ahimè, si è rivelato in realtà essere quello del suo compagno, Ugo Marchi. Probabilmente quello di Silvana è stato “distribuito” dal Marchi a vari parenti o da Silvana stessa, durante i suoi ultimi anni di vita. Ho una pista sudamericana, il nome di una probabile erede di parte del materiale, tale Silvanina. Indagherò quanto più possibile per recuperare qualcosa.
Purtroppo, nelle molte foto che ho acquisito (peraltro di discreto interesse), non c’è assolutamente nulla che riguardi il Trio Lescano. C’è qualche foto di Norma Bruni che ho provveduto ad inviare a Manuel e moltissime foto di e con Bonino. Credo di aver intuito quali fossero i rapporti Bonino-Marchi-Fioresi... In altra occasione, magari appena riuscirò ad organizzare bene tutto il materiale, renderò pubblica la mia teoria. 
Frattanto, ho contattato Giorgio Chiappo. La chiacchierata con lui è stata lunga e istruttiva. La persona che l’aveva contattato prima di me, probabilmente, aveva capito male le cose e si era soffermata su un certo Dionigi Chiappo, zio di questo Giorgio, e che “probabilmente” aveva avuto una relazione sentimentale con una delle Lescano.
La persona di nostro interesse, compositore di canzoni come Lo studente passa e responsabile del complesso “Jazz Sinfonico Chiappo” diretto da Cinico Angelini, non era Dionigi bensì Enrico Maria Chiappo, padre di Giorgio. Ecco spiegato il motivo per cui il cognome Chiappo appare spesso senza alcun riferimento ad un nome preciso: erano più parenti a operare nell’ambiente musicale sotto lo stesso cognome. Le tracce di Dionigi si perdono in Spagna e non resta alcuna foto di lui. Giorgio invece mi ha detto di avere diverso materiale riguardante suo padre tra cui una foto del summenzionato “Jazz Sinfonico Chiappo”. Mi ha invitato ad andare a visionare il tutto nella sua abitazione torinese. Purtroppo però mi sarà molto difficile farlo. Vedrò se qualcun altro sarà disposto ad andarci.
Infine, ho da poco acquistato una rivista interessante con uno splendido ritratto a matita del Trio Lescano, tratto da una celebre foto in nostro possesso. Nell’articolo, di scarso interesse ma comunque molto piacevole da leggere, appaiono anche tre disegni raffiguranti Luciana Dolliver, Maria Jottini (da foto pubblicitaria Cetra) e Meme Bianchi, la mia beniamina».
L’articolo in questione è intitolato Dive al microfono ed è tratto da “Il Mattino di Napoli”, n. 40 del 2-9 Ottobre 1939. L’abbiamo sistemato in un pdf in modo da facilitarne al massimo la lettura e l’abbiamo quindi collocato nella pagina http://www.trio-lescano.it/documenti_vari.html [].
Guido Cambieri ha mantenuto la promessa fattaci a suo tempo [v. il primo degli Aggiornamenti del 1° Settembre u.s.] e ci ha inviato diversi documenti relativi a suo padre, l’autore di testi Erminio Cambieri (suo è quello della canzone Se tu mi parli, incisa da Otello Baccaccini col Trio Lescano). Guido ha accompagnato il dono con queste belle parole:
«Caro Curatore, innanzitutto desidero ringraziarLa per la pazienza dimostrata, sono comunque pronto a trasmetterLe una breve biografia di mio padre, preparata con le limitazioni dovute alla mancanza di una conoscenza diretta. Tuttavia Le confesso che questa iniziativa, da Lei suggerita, mi ha dato modo e occasione, nel corso della preparazione, di rivedere documenti, rivisitare fotografie, rileggere lettere ricevute e copia di quelle inviate; tutto questo mi ha aiutato a comprendere meglio i pensieri e le vicissitudini del tempo, nonché le emozioni vissute da mio padre con l’espressione dei valori ritenuti prioritari, quali l’amore e l’amicizia. Allego quindi la biografia in questione, pregandoLa di rivederla o ridurla qualora lo ritenesse necessario; allego inoltre una serie di documenti e fotografie (compresa quella scattata nel giorno del matrimonio), una fotografia con autografo, libretti, locandine con i testi di alcune canzoni, etc.; ovviamente Lei è libero di utilizzare, come meglio ritiene opportuno, tutto questo materiale per la pubblicazione nel Suo sito».
Dopo aver sistemato per il meglio tutto il materiale inviatoci da questo encomiabile figlio di un artista a noi caro, in quanto collaboratore delle Sorelle Lescano, lo abbiamo collocato in bell’ordine in un pdf, intitolato Ricordo di Erminio Cambieri, mio padre, che ha trovato posto in fondo alla pagina Oggi parliamo di...: da qui è possibile aprirlo e prenderne visione.
Il 7 Settembre scorso Lele Del Gatto si è recato a Spinea (Venezia), per assistere al concerto delle Sorelle Marinetti [v. il penultimo degli Aggiornamenti del 1° Settembre u.s.] e anche per salutare il Curatore del sito, presente pure lui all’evento con la moglie Sonia e il figlio minore Simone [v. http://www.trio-lescano.it/recensioni/Get_on_Board.html].
Con calma il nostro collaboratore ha poi scritto una bella recensione dello spettacolo, che ora siamo lieti di offrire ai nostri lettori []. Chi desiderasse documentarsi seriamente sulle Sorelle Marinetti potrà farlo visionando questi due filmati (il primo risale al 2007, cioè all’inizio della loro storia, il secondo al 2011):
- https://www.youtube.com/watch?v=pecsXd_9bEQ
- https://www.youtube.com/watch?v=Jb4YGfg3-fU
Anche la nostra cara amica Silvia Amadio, pure lei presente al concerto delle Sorelle Marinetti, ci ha inviato le sue impressioni sulla serata: un punto di vista completamente diverso da quello di Lele, ma ugualmente piacevole da leggere [].
Mail di Paolo Piccardo, datata 10 Settembre: «Tramite il mio amico Marco Parodi, chitarrista della nostra orchestra [la NP Big Band], ho ottenuto il libro di Marco Basso, Torino la città del Jazz. Dopo averlo letteralmente divorato, ne ho scritto la recensione, da pubblicare nell’apposita pagina del nostro sito».

5 Settembre 2015
Reperita nel “Radiocorriere” (n. 20 dell’11-17 Maggio 1941-XIX, p. 11) una foto di gruppo di artisti dell’Eiar, in cui figurano anche le Lescano. Tale documento ci era già noto, ma in copie di scarsa qualità; qui, invece, è un po’ più leggibile, per cui abbiamo operato la sostituzione nel pdf http://www.trio-lescano.it/fototeca/trio_lescano_in_concerto.pdf, p. 6.
Ecco una rapida carrellata di altri materiali per noi interessanti, reperiti nel suddetto periodico nei numeri successivi, fino all’ultimo – il 53 – del 1941. Negli altri numeri, non citati qui sotto, non abbiamo trovato nulla di particolarmente rilevante.
«Radiocorriere», n. 21, 18-24 Maggio 1941-XIX, p. 11. Trafiletto non firmato, intitolato L’«Eiar» per i feriti di guerra. È accompagnato da due foto: nella prima si vede in primo piano una cantante di spalle davanti al microfono (si direbbe Norma Bruni), mentre il M° Barzizza dirige l’Orchestra con gesto pacato; nella seconda si distinguono nell’ordine, tra i feriti di guerra, Lina Termini, Dea Garbaccio, Norma Bruni e Silvana Fioresi. La prima e l’ultima appaiono sorridenti, mentre Dea e Norma, che forse dovevano avere più cuore delle precedenti, hanno l’aria pensierosa e triste [].
«Radiocorriere», n. 22, 25-31 Maggio 1941-XIX, p. 8. Foto, sfortunatamente poco nitida, del solito spettacolo propagandistico del Regime. In essa si vedono le Sorelle Lescano cantare davanti al microfono, mentre campeggia accanto a loro la sagoma di un mulino a vento, simbolo del paese d’origine delle tre artiste []. Per fortuna il particolare con le Nostre e il M° Angelini, più alcuni orchestrali, ci era gia noto da altra fonte e con buona definizione; v.
http://www.trio-lescano.it/fototeca/trio_lescano_in_concerto.pdf, p. 4, in alto a destra.
«Radiocorriere», n. 24, 8-14 Giugno 1941-XIX, p. 20. Bel paginone promozionale, di discreta leggibilità, intitolato Angelini e la sua Orchestra in una serie di impressioni fotografiche. Le foto sono otto e contengono diversi pregevoli primi piani di vari orchestrali, tutti fra i migliori del loro tempo [].
«Radiocorriere», n. 25, 15-21 Giugno 1941-XIX, p. 24. Grande locandina pubblicitaria, intitolata I maggiori successi Cetra nel campo della canzone. Contiene le foto di otto famosi cantanti, di nostro primario interesse avendo tutti inciso col Trio Lescano. Fra questi ritratti meritano particolare attenzione, per la loro rarità, quelli, assai belli, di Norma Bruni e di Fausto Tommei. In effetti, se non andiamo errati, figurano solo in quest’unica fonte [].
«Radiocorriere», n. 29, 13-19 Luglio 1941-XIX, p. 8. Altro splendido paginone promozionale, intitolato L’Orchestra Cetra []. Esso ci era già ben noto grazie ad una scansione dell’originale, eseguita a colori e ad alta definizione e poi offertaci a suo tempo da Manuel Carrera (l’abbiamo pubblicata in http://www.trio-lescano.it/documenti_vari.html); abbiamo tuttavia ritenuto opportuno offrire agli appassionati anche quest’altra copia, in bianco e nero e discretamente leggibile, per metterli in grado di confrontare due versioni dello stesso documento.
«Radiocorriere», n. 32, 3-9 Agosto 1941-XIX, p. 24. Locandina pubblicitaria del tutto simile a quella apparsa a p. 24 del n. 25 [v. sopra], ma di scarso interesse per noi a causa della minor qualità della stampa o forse della digitalizzazione poco soddisfacente []. Inoltre tutte le foto visibili nel documento sono assai note, in particolare quella del Trio Lescano, per di più riprodotta qui assai male: si tratta della famosa foto “col lunotto”, capolavoro di Enea Mangini realizzato a Torino verso il 1938, e poi servito da modello all’illustratore Baggiolini per creare la sua celebre (e riuscitissima!) copertina per il 24° fascicolo de “Il Canzoniere della Radio”, del 15 Novembre 1941.
«Radiocorriere», n. 35, 24-30 Agosto 1941-XIX, p. 9. Paginone promozionale simile ai precedenti e intitolato L’allegro dinamismo dell’Orchestra diretta dal Maestro Carlo Zeme. In bella evidenza Oscar Carboni, accompagnato alla chitarra da Celso Picconetto [].
«Radiocorriere», n. 47, 16-22 Novembre 1941-XX, p. 12. Serie di 9 foto di giovani cantanti emergenti, intitolata Eiar: nuovi artisti della canzone. Fra essi Lucia Mannucci e Ivan Giachetti, che avevano allora rispettivamente 21 e 19 anni. Si tratta di ritratti di indiscutibile fascino, a riprova che col bianco e nero i fotografi di allora ci sapevano fare, eccome, specialmente quando lavoravano nella calma dei loro studi e con artisti che avevano di norma un bell’aspetto [].

Ultim’ora - Mail di Paolo Piccardo: «Stavo guardando le foto tratte dal “Radiocorriere”. In quella dell’Orchestra Zeme compare un trombonista dal viso tondo e molto stempiato. Si tratta del prof. Giuseppe Schezzi di Genova, per anni 1° trombone nell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, insegnante, direttore d’orchestra ed appassionato di bande musicali che ha diretto ed in cui ha militato... e tuttora milita. Egli è infatti vivente, in buona salute, di mente freschissima e ancora in grado di suonare a 95 anni! Purtroppo, nonostante tutti i miei sforzi per contattarlo telefonicamente, non sono più riuscito a parlargli in quanto ha traslocato e ora non ha un telefono fisso. Ma ci riproverò: chissà quante cose potrebbe raccontarci…».
Mail successiva: «Ho consultato un amico. Il prof.Schezzi, nato effettivamente nel 1920, è in questi giorni malauguratamente ricoverato all’Ospedale di Genova, anche se non in gravi condizioni. Speriamo che presto si ristabilisca completamente! Ecco un’altra sua immagine giovanile, sempre con l’Orchestra Zeme, nel 1942».

4 Settembre 2015
Mail di Virgilio Zanolla: «Segnalo una curiosità: nel film di Fellini Roma (1972) c’è una scena in cui in un teatrino d’avanspettacolo l’attore Alvaro Vitali si esibisce in un breve assolo di tip-tap. Ebbene, la scenografia dello sfondo è fatta con disegni arabescati e ritagli di teste tratte da foto riguardanti artisti dell’epoca: tra di loro c’è anche, e s’intravede per qualche secondo, quella di Caterinetta Lescano».
Mail di Paolo Piccardo:«Amici, vi segnalo un gustoso duetto tra Mario Riva e Odoardo Spadaro: https://m.youtube.com/watch?v=zu783RrPmlI».
Mail di Vito Vita: «[…] Ho trovato in un libro sul jazz a Torino, scritto da Marco Basso, un giornalista de “La Stampa”, un riferimento a Catarinetta Lescano [siamo nel Marzo del ’46 e allora si faceva chiamare così]. Vi si parla della sua “Orchestra Dinamite” in cui suonavano Germonio, Mazzanti ed altri. Allego la scansione della copertina e della pagina del libro contenente la notizia di nostro interesse. Non ho però avuto ancora tempo di verificare se essa sia a noi già nota oppure no».
Nel suo approfondito saggio Caterinetta 1945-1955 Virgilio Zanolla vi accenna a p. 7, ma ciò non toglie che il contributo di Vito sia lo stesso molto interessante, anche perché attira la nostra attenzione sul libro di Marco Basso, uscito nel Maggio scorso e tuttora in attesa di una nostra recensione.

Come preannunciato martedì scorso, le 34 canzoni lescaniane rare, postate a suo tempo da Lele Del Gatto nel suo canale di YouTube, ora oscurato per intero, sono di nuovo liberamente ascoltabili, seguendo le istruzioni contenute nella pagina Le canzoni del o col Trio Lescano in Internet. Come si ricorderà, ognuna delle suddette canzoni era stata corredata da un’ottima presentazione dello stesso Lele, e spesso ulteriormente arricchita da validi commenti di altri nostri collaboratori. Tutti questi contributi storico-critici di incontestabile pregio sarebbero andati irrimediabilmente persi con la chiusura d’imperio di tutto il canale (ma di tale insulto alla Cultura importerà qualcosa ai padroni di YouTube?), se Lele non avesse avuto la previdenza di salvarli dal primo all’ultimo nel pdf Zibaldone lescaniano, poi pubblicato nella nostra pagina Oggi parliamo di... Osserviamo per inciso che, per ragioni che ci sfuggono, i numerosi links inseriti in tale pdf funzionano a dovere con Internet Explorer, ma non con Mozilla Firefox; non sappiamo cosa succeda con altri browsers.

3 Settembre 2015
Mail di Paolo Piccardo: «Ecco alcune piccole novità che ogni tanto compaiono nei miei scavi nella rete: innanzitutto una partecipazione radiofonica del nostro Trio, risalente al 28 Maggio 1936. In essa le ragazze, assieme a ben noti attori, si esibiscono in una riduzione radiofonica della rivista Wunder Bar [ | ] del compositore austriaco Robert Katscher (Vienna, 1894 - Los Angeles, 1942). Temo che ben difficilmente esista una registrazione dello spettacolo, vista l’origine ebraica del compositore, che difatti nel 1938 emigrò negli Stati Uniti. Per inciso le canzoni note dell’opera sono: Il re dei bar, Lisetta va alla moda, L’ultimo perdono, Con un poco d’oro e Come rosa sboccia amore []. Alcune di tali canzoni sono state incise dall’orchestra De Risi nel 1931 (Columbia CQ 500 et al.).
Il 24 Febbraio 1941 la Compagnia Cetra propone all’ospedale Careggi di Firenze uno spettacolo per i feriti di guerra, al quale partecipano le Lescano. Emerge dal “Radiocorriere” (n. 11 del 9-15 Marzo 1941, p. 5) una foto, purtroppo non chiara, in cui si possono vedere le ragazze all’opera. Non so se l’avessimo reperita prima: il sito di tale periodico, a volte, per evidenti problemi di scansione ottica, chiama le ragazze “Leccano” o “Lessano”, facendoci così perdere dei preziosi riferimenti. Ad occhio mi sembra di riconoscere alcuni elementi dell’orchestra Angelini (D’Ovidio, Anzalone, Ortuso).
Commento di Simone Calomino: «Interessantissimi questi ultimi ritrovamenti! Lisetta va alla moda è stata incisa anche da Cristy Solari (alias Franco Lary), tenore dalla bella voce squillante, perfetta per l’incisione. Anche  Il re dei bar è un brano noto... Ricordo di averlo riscontrato più volte. Che dire poi delle foto? Peccato che siano così rovinate! E chi saranno i cantanti delle altre foto?».
Da un altro fascicolo del “Radiocorriere” della stessa annata 1941, precisamente il n. 10 del 2-9 Marzo, spunta una bella immagine di Lina Termini vista di profilo []. La Termini fu non solo una delle cantanti più dotate ed espressive degli anni d’oro dell’Eiar, ma anche una donna affascinante, che rimase tale fino a ben oltre la sessantina. Solo negli ultimi anni della sua lunga vita le cose cambiarono, come risulta dalla foto collocata sulla sua tomba, nella quale appare pressoché irriconoscibile (si veda il suo Album fotografico).


2 Settembre 2015
Mail di Giuseppe Milano, che ci contatta per la prima volta: «Tra le varie informazione e documenti che ho trovato sul Trio Lescano, vorrei aggiungere un particolare che forse potrebbe esservi d’aiuto (almeno spero…). Nell’estate del 1974 a Radio Rai (a memoria, Radio Rai 2) Mike Bongiorno conduceva una trasmissione radiofonica mattutina, chiamata Alta stagione. Ricordo che durante una puntata (siamo a Giugno o inizio Luglio di quell’anno) ci fu un collegamento telefonico e relativa intervista ad una delle sorelle (onestamente non ricordo quale) del Trio Lescano. Mi ricordo di tale dettaglio perché venne nominato il Comune di Valperga (io risiedo a Favria, in Canavese); inoltre ricordo che durante l’intervista la componente del celebre Trio disse che non cantava più da molto tempo, avendo la voce assai compromessa dalle sigarette. Non so se esistano ancora delle registrazioni di tale trasmissione radiofonica, ma forse varrebbe la pena di provare a fare una ricerca…».
Il nostro solerte Paolo Piccardo si è subito attivato, ed ecco il risultato delle sue ricerche: «Dal “Radiocorriere” dell’11 Luglio 1974 risulta, nell’estate di quell’anno, la radiotrasmissione citata da Giuseppe Milano, precisamente ogni mattina dalle 10.35 alle 12.10, ma non viene menzionato alcun ospite []. Inoltre nelle Teche Rai non esiste purtroppo traccia di questa trasmissione».
Invitiamo i nostri lettori a visitare la pagina http://www.trio-lescano.it/nuove_foto.html, giacché l’abbiamo recentemente arricchita con diverse aggiunte. Le nuove immagini dei nostri beniamini (intendiamo dire tutti coloro che collaborarono, in un modo o nell’altro con le Sorelle Lescano) reperite in internet e da noi scaricate, restaurate e catalogate in base alla fonte di provenienza, erano infatti 96 all’inizio di Luglio, mentre adesso sono 124. Le ultimissime aggiunte sono state evidenziate con un asterisco rosso [*].

A proposito di quanto abbiamo pubblicato nell’ultimo degli Aggiornamenti di ieri, Lele del Gatto ci ha inviato questa mail, dandoci il permesso di inserirla negli Aggiornamenti di oggi: «È accaduto che qualche giorno fa, all’improvviso, mi sono accorto che nel mio canale YouTube compariva la dicitura “questo canale gode di cattiva reputazione”, avviso che comporta la disattivazione dei principali servizi (come ad es. caricare video più lunghi di 15’). Figuratevi quale piacere può dare leggere una tale scritta offensiva da parte di chi, come me, ha fatto della correttezza e dell’onestà, in ogni aspetto della vita, una condizione irrinunciabile (il che mi è costato gravi danni personali in vari momenti della mia esistenza, ma questa è un’altra storia).
Ho presto appurato che dei sedicenti “titolari di diritti” del dimenticatissimo artista di varietà triestino Angelo Cecchelin avevano inviato delle segnalazioni di violazione del diritto d’autore riguardo a 7 post, relativi ad altrettante canzoni. Da notare che all’ottava segnalazione parte la disattivazione totale del canale, per cui a quel punto non mi è restato che chiudere tutto dignitosamente, e mandare al diavolo il mondo intero. Questo è il premio che si ricava dal perseguire la diffusione della Cultura e dal condividere gratis et amore dei circa due migliaia di documenti musicali. Si noti peraltro che i brani del Cecchelin, ricavati da dischi a 45 giri da me regolarmente acquistati nei remoti anni Sessanta, avevano si è no totalizzato una dozzina di accessi in oltre un anno (il che non vuole neanche significare ascolti completi). Consideriamo dunque quali danni un tale palese disinteresse potesse avere arrecato a questi sedicenti “detentori di diritti”, i quali, ammesso e non concesso che intraprendano un giorno qualche forma di iniziativa editoriale o discografica riguardo al Cecchelin, avrebbero piuttosto dovuto inviarmi messaggi di compiacimento per avere io cercato di risvegliare l’interesse per codesto artista. Resta da chiedersi cosa possa spingere simili soggetti a fare del male a persone che nemmeno conoscono, e – palesemente – contro il loro stesso interesse. Io penso che la risposta sia una sola: perché ricavano un sottile e ineffabile piacere al pensiero di aver danneggiato qualcuno.
Molto altro ci sarebbe da dire ancora sui furti perpetrati, a danno degli inserzionisti YouTube, da individui o organizzazioni che scaricano file musicali messi generosamente a disposizione di tutti da appassionati collezionisti, e che poi finiscono negli elenchi di Deezer e altre miriadi di siti che offrono download  a pagamento o che ricavano lucro dall’immancabile pubblicità. Aggiungiamo i furbastri che compilano malamente “CD virtuali” dopo aver saccheggiato siti come quelli di Manuel Carrera, facendoli poi chiudere. Questa bella cricca fa pensare a quei poveracci che rovistano nell’immondizia dei cassonetti e sono perlomeno giustificati dal loro stato di estremo bisogno.
Altro non mi sento per ora di dire. Per la cronaca, aggiungo solo che i bei tomi che mi hanno chiuso il canale portano il vago nome di “Record SNC” e per l’e-mail hanno l’indirizzo recordischi@hotmail.it».
Mail di Paolo Piccardo, a commento di quanto è successo a Lele: «Ancora un intero canale di YouTube cancellato, dunque. Ma ciò che sembra una pura e semplice cattiveria cela in realtà una manovra ben più sottile e subdola. In questi giorni il quotidiano “La Repubblica” ci informa di quanto segue:
“ROMA - Tornano a circolare le voci di YouTube a pagamento. Secondo il blog di tecnologia The Verge la popolare piattaforma video che ha oltre un miliardo di utenti si prepara a lanciare due servizi in abbonamento entro fine 2015. Si tratterebbe, in pratica, dell’estensione della formula già applicata a YouTube Music Key (un servizio per lo streaming musicale in abbonamento lanciato a Novembre scorso) e di un altro servizio al momento senza nome che farà pagare gli utenti per alcuni contenuti. “In questo modo - fa notare The Verge - YouTube sarebbe un mix di contenuti gratis, supportati da annunci, e contenuti a pagamento, fruibili con un abbonamento”.
È evidente che pagine di musica particolare, o molto gettonata, facciano gola, e Google, proprietaria di YouTube, ci si tuffa a capofitto. Possiamo invece stare tranquilli per i nostri link: “I giudici di Lussemburgo, infatti, hanno messo nero su bianco un principio sin qui niente affatto scontato: incorporare nel proprio sito internet - quale che esso sia - un video pubblicato online su un altro sito attraverso un link [c.d. embedding] non significa ‘comunicarlo al pubblico’ e non richiede, pertanto, nessuna autorizzazione o licenza da parte dell’autore. (“L’Espresso”, 4 Nov. 2014)”.
Speriamo in tal modo di poter continuare ad offrire la musica delle nostre beniamine a quanti vorranno godersela».
Altra mail di Paolo Piccardo, in risposta a un interrogativo posto ieri da Manuel Carrera:
«Carlo Masutti è stato un compositore degli anni ’40/’50. Di lui si ricorda la canzone Senza di te, cantata da Nilla Pizzi con l’orchestra Angelini e Otto Strumenti. Fonte: Il Discobolo».
Circa le nuove foto delle Lescano da noi pubblicate ieri, Paolo ci scrive: «Sto ancora languendo sulle belle immagini delle nostre ragazze. Mi piace vedere nei loro visi le tracce della maturità, ma anche tanta serenità. Per loro il dolore era in quel momento ancora di là da venire...».
Mail di Simone Calomino: «Splendidi gli Aggiornamenti di ieri: la pagina ha riaperto alla grande e c’è da sperare che le cose continuino così! Che dire poi delle due magnifiche nuove foto pubblicitarie delle Lescano? Quella dove sono disposte a scaletta è spettacolare... In questo periodo io le trovo, se possibile, ancora più belle! La più “sciupata” sembra Sandra, che però mantiene anche qui il suo fascino unico (a mio avviso era la più avvenente delle tre)».

1° Settembre 2015
Mail
di Guido Cambieri, datata 9 Luglio 2015: «Ho avuto modo di entrare casualmente nel vostro sito dedicato al Trio Lescano, constatando che tra i vari autori e compositori viene citato mio padre, Erminio Cambieri, con lo pseudonimo di Sergio Mara. Vi invio con piacere la sua foto in allegato e, vista la mancanza delle rispettive date, vi segnalo che è nato nel 1901 e morto nel 1946. Ho disponibilità di ulteriore materiale, quale spartiti e pubblicazioni; dovrei solo controllare se questo comprende in particolare collegamenti col Trio Lescano. Segnalatemi pure eventuali testi o spartiti di altre canzoni di mio padre interpretate dal Trio, oppure vi risulta solo il titolo riportato nel sito (Se tu mi parli)?».
Dopo averlo debitamente ringraziato per la sua cortesia e disponibilità, abbiamo precisato al nostro nuovo collaboratore che ci risulta un’altra canzone, Forse tu, incisa dalle Lescano e composta da Cambieri. Si tratta però di Eugenio Cambieri e non Erminio; anche i dati anagrafici dei due autori sono diversi: 1907-1967 per il primo e  1901-1946 per il secondo. In una mail successiva Guido Cambieri ci ha precisato che, a sua conoscenza, non c’è alcun legame di parentela fra suo padre ed Eugenio Cambieri.
È stata aggiornata la pagina http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_M-P.html.
Mail di Manuel Carrera, datata 10 Luglio e intitolata Raba... cameratesco: «Ecco una foto molto nota di Rabagliati, ma con una dedica assai particolare. Chissà chi era questo Carlo Masutti… L’ho trovata su eBay []».
Sul medesimo sito si possono acquistare attualmente altre due belle foto pubblicitarie del Grande Raba: anch’esse sono ben note, ma le copie messe in vendita appaiono, a differenza di quelle da noi acquisite in precedenza, di qualità impeccabile []. Decisamente simpatica anche un’istantanea che mostra il cantante in piedi su una decappottabile, con le braccia alzate in segno di saluto e il suo irresistibile sorriso stampato sul viso []: è venduta per 15 + 7 € dal solito valex46.
Abbiamo dunque aggiornato anche la pagina http://www.trio-lescano.it/nuove_foto.html.
Mail di Gianluigi Saveri, datata 11 Luglio e intitolata Finalmente il video!: «È passato parecchio tempo dall’ultimo nostro scambio epistolare [v. gli Aggiornamenti del 10 e 12 Dicembre 2014] e siamo qui, oggi, per “annunciare ufficialmente” che abbiamo terminato il video A Salso, sfogliando i tuli-tuli tulipan.  Non abbiamo dimenticato la cortesia con la quale avete risposto in passato alle nostre mail e nemmeno i preziosi consigli che ci avete fornito. […]. Spero che il risultato sia sufficiente, ma ricordiamo a tutti che siamo solo degli appassionati dilettanti. Per favore non siate dunque troppo severi con noi!».
Osservazioni del Curatore - Il video si presenta in realtà come un pregevole lavoro della durata di poco meno di mezz’ora, realizzato con cura e buon gusto, una definizione più che accettabile (pesa infatti 794 Mb) e un occhio di riguardo al famoso film-documentario di Tonino Boniotti e Marco De Stefanis Tulip Time, da noi recensito a suo tempo.
I testi (così come la voce narrante, ben impostata) sono dello stesso Gianluigi, che si è liberamente ispirato per redigerli a una serie di interviste e articoli apparsi in vari periodici italiani tra il 1963 e il 1985. Sarebbe dunque fuori luogo cercare in questo documentario notizie biografiche inedite sulle Lescano e la loro famiglia, posto che l’Autore dichiara (con encomiabile onestà) di aver consultato per realizzarlo solo le fonti bibliografiche disponibili quando Sandra era ancora in vita, con tutte le lacune e inesattezze che tali fonti contengono e che noi oggi conosciamo bene, grazie alle approfondite ricerche a tutto campo condotte dal 2008 in poi dai nostri numerosi collaboratori. I pregi del lavoro vanno dunque individuati altrove e, a nostro avviso, si trovano soprattutto nell’abbondante messe di immagini, sia d’epoca che moderne, che scorrono sullo schermo mentre si ode la voce del narratore, ovvero si ascolta un’ampia selezione delle più belle canzoni incise dal magico Trio, tutte sfumate accortamente, al fine di evitare ogni brusca interruzione della musica tra un brano e l’altro.
Tra queste foto è ovvio che rivestano ai nostri occhi un interesse primario quelle relative alle sorelle Lescano, e fra esse – sorpresa, sorpresa! – ce ne sono ben sei che costituiscono per noi una piacevolissima novità (tre di loro, poi, sono stupende); una settima foto risulta già presente nel nostro archivio, ma a bassa risoluzione, mentre qui è bella nitida. Abbiano subito chiesto a Gianluigi dove mai abbia scovato queste preziosità, ed egli ci ha prontamente informati che provengono tutte dal piccolo archivio personale della signora che fu molto vicina ad Alessandra (una specie di “dama di compagnia”), nei suoi ultimi anni di vita. Egli ha aggiunto a tal proposito che «un certo giornalista si era fatto “prestare” da detta signora gran parte delle foto in suo possesso, le quali sarebbero servite per scrivere un libro sulle Lescano. Gli accordi prevedevano la restituzione finale delle foto alla loro legittima proprietaria e, una volta pubblicato il libro, una sua copia in omaggio alla medesima. Il giornalista non ha però rispettato i patti [immaginiamo chi sia costui, ma, in mancanza di prove certe, non possiamo fare qui il suo nome - NdC] e così molte fotografie sono andate perse. La signora è diventata pertanto molto diffidente nei confronti di chiunque».
Proprio per questo motivo Gianluigi ci ha pregati di non rivelare l’identità della signora, oggi molto avanti con gli anni, onde risparmiarle l’insopportabile fastidio di essere “assediata” da torme di collezionisti e commercianti, tutti oltremodo smaniosi di portarle via, a qualunque costo, gli ultimi ricordi tangibili della sua vita. Il nostro amico ci ha tuttavia assicurato che avrebbe fatto il possibile per ottenere da lei almeno il permesso di scansionare tutte le sette foto anzidette. Se l’operazione andrà in porto non mancheremo di condividere con tutti queste nuove ammalianti immagini delle nostre beniamine. Intanto ci auguriamo che Gianluigi riesca presto, magari col patrocinio del Comune di Salsomaggiore, a pubblicare il suo documentario in un bel dvd, che tutti gli appassionati potranno acquistare e visionare senza problemi. In attesa di ciò è comprensibile che egli non desideri, almeno per ora, divulgarlo.

In una mail successiva, datata 21 Agosto, Gianluigi ci ha annunciato di essere riuscito a portare a compimento la delicata missione che gli avevamo affidato e ci ha perciò inviato delle impeccabili scansioni, a risoluzione ottimale, delle foto in questione. Le abbiamo accuratamente restaurate (in realtà avevano solo bisogno di essere ripulite dai segni del tempo, come macchie, graffi e piccole pieghe) e ora, ammirandole così, rimesse a nuovo, possiamo assicurare che queste foto inedite delle Lescano sono veramente uno splendore, in particolare quella, fatta in studio, dove le tre sorelle sono disposte diagonalmente “a scaletta”, con Caterinetta in basso a sinistra e Sandra in alto a destra; a occhio e croce si direbbe che risalga all’estate del ’45. Ma molto bella è anche la foto, pure questa promozionale, realizzata senza alcun dubbio dal fotografo fiorentino Locchi nel ’43, dato che è del tutto simile alle cartoline Aser nn. 07 e 021, da lui firmate, anche se qui la posa delle sorelle è diversa e, a nostro avviso, ancora più suggestiva delle altre due; in effetti essa mette in luce molto bene la personalità, assai diversa, di ognuna delle tre artiste, soprattutto attraverso il loro sguardo: trasognato in Caterinetta, sbarazzino in Giuditta, dolce ma un po’ malizioso in Sandra.
In conclusione siamo oltremodo felici di pubblicare queste immagini nella nostra Fototeca, adottando per esse (come abbiamo fatto per tutte le altre) un piccolo formato che, pur senza sminuire troppo la leggibilità e i pregi di ogni foto, non invogli i malintenzionati di turno a utilizzare di straforo tale materiale a mero fine di lucro [v. Nuove immagini delle Lescano acquisite di recente].
Come si vedrà, le foto pubblicate sono solo sei, dato che la settima, anch’essa inedita, non può essere mostrata per volontà della proprietaria, a ciò indotta da motivi personali che comprendiamo e intendiamo rispettare nel modo più assoluto. Noi siamo infatti agli antipodi del “giornalista” di cui sopra, autentico campione di ingratitudine e disonestà.
Simone Calomino ci ha inviato, come promesso (v. l’ultimo degli Aggiornamenti del 1° Luglio 2015) le scansioni ad alta definizione delle due foto, di Sandra e di Giuditta, da lui acquistate (a carissimo prezzo!) da Delcampe. Ora le rispettive dediche si possono leggere con chiarezza. Quanto alla terza foto, quella di Maria Lescano (in realtà Maria Bria), il suo costo proibitivo – ben 69,99 € – ne scoraggia decisamente l’acquisto: peccato, perché le tre foto costituiscono un set, destinato a conservare nel tempo tutto il proprio valore – anche collezionistico/monetario – solo se completo, un po’ come avviene per le serie di francobolli.
A proposito di tale set Simone ci ha inviato, in data 12 Luglio, queste interessanti considerazioni: «Guardavo le foto recentemente acquisite e mi sono reso conto che quello che credevo un pellicciotto sulla spalla di Alessandra è in realtà una ciocca di capelli ricci. Così ho guardato la foto di Giuditta e mi sono reso conto che anch’essa, sulla destra, presenta dei dettagli strani, appositamente sfocati dal fotografo. Ho così unito le due foto con quella di Maria Bria e... magia: è comparsa una nuova (?) foto del Trio Lescano, seconda versione, che mostra una notevole somiglianza con le foto promozionali delle Andrews Sisters. Purtroppo mancano i due angoli in basso a destra e a sinistra, ma ho fatto il possibile per rendere il tutto “compatto”. 
Quanto alle foto in sé, sono incollate su un cartoncino, una a fronte e una sul retro, e non oso provare a separarle: ci vorrebbe un bisturi finissimo, ma tremo all’idea di poterle rovinare. Le lascerò così…».
Mail di Walter Trumpy [v. http://www.trio-lescano.it/tombe/vivi_gioi.pdf], datata 14 Luglio: «Come da suggerimento del comune amico Simone Calomino, Vi giro la scansione di una cartolina pubblicitaria degli anni ’40, che nella mia continua ricerca di documentazione sulla prozia Vivienne Trumpy [in arte Vivi Gioi], ho avuto la fortuna di incontrare e recuperare. Spero che Vi possa essere di gradito interesse. Le sue misure sono cm 23,1 x 16,5 [].
A lato della fotografia, è riportano un elenco di dischi della “Cetra”; l’atra faccia della cartolina riporta la pubblicità di un’industria tessile che produceva gli impermeabili “Lince”.
Vi porgo distinti saluti, e Vi ringrazio anche per la pubblicazione dell’aggiornamento riguardante il luogo di sepoltura di Vivi Gioi, che Simone mi aveva a suo tempo segnalato. Adesso i fiori non mancano mai…».
Così fosse per l’ultima dimora di tutti gli Artisti che ci sono cari! Verso di loro abbiamo un debito inestinguibile di gratitudine per le tante emozioni che ci hanno regalato e continuano a regalarci ancor oggi; malgrado ciò le loro tombe mostrano purtroppo non di rado i segni dell’oblio e talvolta perfino del più triste abbandono: è il caso, da noi ricordato il 4 Luglio scorso, della tomba di Odoardo Spadaro [NdC].
Sabato 1° Agosto u.s. Roberto Berlini è stato ospite di Radio Galileo a Terni e ha parlato a lungo di Alberto Rabagliati, proponendo agli ascoltatori molti dei maggiori successi del Grande Raba, inclusi alcuni fra i sette brani incisi col Trio Lescano.
Ecco il link per ascoltare l’intera trasmissione: https://www.youtube.com/watch?v=q7TFu9_iCzw.
Mail di Marco Basso del 10 Agosto 2015, intitolata Comunicato Stampa Evento Storico Speciale: «[...]. Prego vogliate tenere in considerazione l’allegato comunicato stampa per un evento di particolare interesse artistico e storico, che avrà luogo a Spinea (VE) in occasione della tradizionale Fiera di Settembre e del “Festival del Vintage”. Per qualsiasi altra informazione, resto a completa disposizione (cell. 349/44.10.413)». 
Si tratta effettivamente di un’occasione da non perdere, e non solo per i fan delle Lescano, ma anche per tutti gli appassionati della musica leggera di quell’epoca indimenticabile e irripetibile. I cantanti e gli strumentisti si esibiranno infatti davanti a un microfono Geloso del ’38, collegato a un paio di gigantesche trombe del ’34 della medesima marca, due grandi coni della Prevost di fine anni ’40 e infine un impianto originale a valvole dello stesso periodo. Per quanto concerne in particolare il microfono, un Geloso 355, Marco ci ha precisato che si tratta proprio di quello che arriva dall’Eiar e che gli ha fatto pervenire il nipote di Germini, fornitore della Geloso per la radio del Regime. È con questo microfono che hanno cantato le Lescano (vedasi la famosa foto delle Sorelle vestite da spagnole); ovviamente l’esemplare in oggetto è stato completamente restaurato e rimesso in tal modo in piena efficienza. In conclusione gli spettatori avranno la possibilità di fare un vero e proprio tuffo nel passato, come se assistessero dal vivo a un concerto di settant’anni fa!
Per saperne di più gli interessati possono consultare i due siti: http://www.p-nuts.it/home | http://www.lesorellemarinetti.it/main/news/la-famiglia-canterina-il-prossimo-7-settembre-spinea-canta-con-il-microfono-delle-lescano
Lo scrivente parteciperà all’evento, e spera così di incontrare di persona molti – o magari tutti – gli amici lescanofili che abitano in zona o non troppo distanti da Spinea.  
Ultim’ora - Un controllo occasionale effettuato proprio ieri ci ha permesso di accertare – con nostra indicibile sorpresa e amarezza – che il canale su YouTube del nostro amico e collaboratore Lele del Gatto (nome d’arte di Gabriele Brunini) non è più disponibile, cioè non esiste più: spariti d’incanto circa 2000 (sì, avete letto bene, duemila!) video, rimpiazzati tutti da un macabro avviso. In altre parole è stato fatto a Lele lo stesso orribile scherzo toccato 10 mesi fa a Manuel Carrera (v. gli Aggiornamenti del 2 Novembre 2014 e poi del 31 Marzo 2015): entrambi questi due corposi e pregevolissimi canali, frutto di un enorme lavoro di ricerca, elaborazione dati e accurata presentazione di ogni brano, sono stati azzerati di colpo, cancellandone in blocco tutti i post, dal primo all’ultimo, senza alcuna eccezione e senza alcuna esauriente spiegazione.
In presenza di comportamenti del genere da parte dell’enorme e ultrapotente piattaforma web statunitense, non sappiamo che dire se non che troviamo più che giustificati i rilievi che le vengono mossi nella voce YouTube di Wikipedia, in particolare nel 4° punto della sezione 5 - Critiche. Ad ogni modo cercheremo di far sì che le 34 canzoni incise dal o col Trio Lescano e postate a suo tempo da Lele siano ancora ascoltabili in rete e liberamente scaricabili dal nostro sito, analogamente a quanto è stato fatto per le 26 già postate da Manuel e poi brutalmente oscurate su YouTube. Chiediamo solo ai nostri visitatori di avere un po’ di pazienza.

4 Luglio 2015
Recuperato dal “Radiocorriere” del 1951 un interessante articolo su Alberto Rabagliati, allora rientrato da poco in Italia dopo il suo lungo soggiorno in Sudamerica.
Reperite su eBay due etichette di altrettanti rari dischi Parlophon incisi dal Trio Lescano: quella di Contemplazione (GP 91978a) e quella di Lasciamoci con un sorriso (GP 92317a) []. Le avevamo già entrambe in archivio, ma un po’ meno ben conservate di queste. Tali dischi, descritti dal venditore, pepitopi60, in “quasi buone condizioni”, sono offerti al prezzo cadauno di € 67,99 + 11,10 di spedizione. Non è poco, senza dubbio, ma bisogna considerare il fatto che i due dischi, provenienti da una collezione privata (che potrebbe contenere altre rarità lescaniane...), si trovano nelle loro copertine originali, ovviamente usate, ma “in discrete condizioni”: per un collezionista esigente questo è un dettaglio nient’affatto trascurabile.
Paolo Piccardo ci segnala che è in vendita da Delcampe.net «una simpatica serie di foto di Odoardo Spadaro, molto giovane». Le foto sono davvero divertenti, a riprova della genuina vena comica questo poliedrico artista, ed essendo inoltre per noi in gran parte nuove le abbiamo subito inserite al loro posto nella pagina da poco creata all’uopo.
Oggi, purtroppo, anche Spadaro è pressoché dimenticato, specialmente nella città natale, dove la sua tomba giace in condizioni di vergognoso degrado [v. le Notizie del 2 Febbraio 2011]. Il 26 Giugno scorso ricorreva il 50° anniversario della morte di colui che compose e portò in trionfo, in giro per il mondo, la canzone La porti un bacione a Firenze; non ci risulta tuttavia che qualcuno del posto abbia avuto l’idea di commemorare per l’occasione questo grande fiorentino, né di provvedere una buona volta al restauro della sua ultima dimora, nel Cimitero Monumentale delle Porte Sante di Firenze. Sic transit gloria mundi

2 Luglio 2015
Mail di Paolo Piccardo: «In merito a Swingmania (o Ritmomania che dir si voglia) mi piacerebbe avere lo spezzone audio che non ho in archivio, soprattutto per capire se è una canzone di origine americana (chi sarà mai questo Smith indicato come coautore?). Alla radio la canzone, col titolo Swingmania, passò poche volte tra il ’39 ed il ’40 (8/11/39, 14/12/39, 16/3/40, 15/5/40) e mai col nuovo titolo. Nel Catalogo Cetra-Parlophon 1941 viene indicata come Ritmomania, in quello dell’anno seguente  rientra nell’elenco dei dischi posti fuori produzione. In base alla matrice e alla serie, l’incisione è databile tra Giugno e Settembre 1939, mentre il film Le sorprese del divorzio, nella cui colonna sonora la canzone fu inserita, uscì il 31 Marzo 1939».
In una mail successiva Paolo ci precisa che «Swingmania è senza alcun dubbio una canzone italiana, i cui tre autori sono Mancini-Morini-Smith; il terzo è quasi certamente Tomaso Smith, sceneggiatore di film col nome di Tomaso Fabbri (pseudonimo azzeccato, dato che “fabbro” in lingua inglese si traduce con blacksmith), autore di testi e politico, per il quale rimando gli interessati alla relativa voce di Wikipedia».

Abbiamo subito aggiornato le pagine degli Autori italiani..., lettere M-P e Q-Z.
Mail di Simone Calomino: «Ottime news, complimenti! Io credo che le foto del M° Angelini vengano dall’Archivio di qualche giornale, perché lo stesso commerciante vende, sempre ad un prezzo esagerato, molte altre foto di artisti e personaggi vari. Chissà invece che fine ha fatto l’appetibilissimo Archivio Angelini, interessante in quanto attraversa tutte le epoche della canzone italiana, dal megafono ai microsolco... Mah!».

1° Luglio 2015

Il nostro amico e collaboratore Sebastiano Rizzo [v. gli Aggiornamenti del 13 Aprile scorso] ha organizzato nell’ambito della Sagra di Pincara (Rovigo) una mostra intitolata Swing italiano!, molto ben curata specialmente sul piano iconografico, che è poi quello che fa maggiormente presa sul pubblico: riuscitissimo ci sembra in particolare il manifesto-fotomontaggio Autarchia / Solo swing italiano 1930-1959. La mostra si è svolta dal 13 al 24 Giugno e ad essa era presente Roberto Berlini. È stato girato per l’occasione un piacevole videoclip illustrativo, puntualmente postato su YouTube nel suo canale.
Link: https://www.youtube.com/watch?v=c8AvaHtnq08.
Grazie alle puntuali segnalazioni di vari simpatizzanti (che ringraziamo di cuore), abbiamo potuto arricchire notevolmente la nuova pagina della nostra Fototeca, quella inaugurata l’8 Giugno scorso. Dalla settantina di foto recuperate all’inizio (relative – ricordiamolo – agli artisti che collaborarono a vario titolo con le Sorelle Lescano e risultano per noi nuove o migliori di quelle precedentemente in nostro possesso), siamo già passati adesso, in poche settimane, a quasi cento! Tra quelle mai viste prima d’ora spiccano 12 foto del M° Angelini messe in vendita su eBay – purtroppo a caro o carissimo prezzo – dai venditori valex46 (3 foto) e photovintagefrance (9 foto). Molto bella, tra queste ultime, la foto in primo piano e di grandi dimensioni (17x24 cm) del Maestro crescentinese intento a ritoccare a penna il manoscritto di uno spartito, con aria assorta e l’immancabile sigaretta accesa tra le dita della mano sinistra [p. 7 del pdf Cinico Angelini]. Tale immagine sembra provare che Angelini non si limitava a essere un ottimo talent scout e un energico band leader, ma provvedeva anche a supervisionare personalmente gli arrangiamenti delle canzoni che eseguiva alla radio o incideva su disco. La composizione di tali arrangiamenti era invece affidata di solito a collaboratori di sua completa fiducia, il più noto dei quali fu Luigi Astore, autore tra l’altro della deliziosa e celeberrima canzone Ba... ba... baciami piccina, immortalata da Alberto Rabagliati e tanti altri valenti interpreti, fra cui anche le nostre Olandesine.
Queste pregevoli foto del M° Angelini, mai ammirate in precedenza, ci inducono a pensare che provengano dal suo archivio personale, sicuramente importante, data la brillante e lunghissima carriera di questo famoso musicista. Il Maestro morì in effetti nel 1983, ottantaduenne e senza figli, mentre la sua seconda moglie, Mimma Sanvito, più giovane di lui di venticinque anni, gli sopravvisse a lungo. Alla sua scomparsa, avvenuta a Milano nel Marzo del 2010, è probabile che l’archivio di famiglia sia stato venduto dagli eredi a qualche antiquario o rigattiere, che in seguito deve averlo smembrato e disperso. A tale riguardo è significativo il fatto che, a quanto ci risulta, il Teatro Comunale “Cinico Angelini” di Crescentino, dove il suddetto archivio avrebbe potuto – e dovuto! – trovare, nella sua integralità, una degna sistemazione, conservi solo pochi documenti originali dell’artista di cui porta il nome. Ad ogni modo ci resta sempre la speranza che, prima o poi, altre foto inedite di Angelini vengano offerte su eBay dai due summenzionati commercianti (o da altri venditori dello stesso tipo), e magari spunti tra queste, per un bel colpo di fortuna, anche qualche nuova foto del Maestro in compagnia delle Lescano, che egli tanto apprezzava [].
Ci sono poi diversi altri archivi privati che potrebbero riservare a noi lescanofili delle sorprese quanto mai gradite: i principali sono quelli di Alberto Rabagliati, della stessa Sandra Lescano (alludiamo alla famosa valigetta contenente i suoi ricordi cartacei più cari…) e del M° Cosimo Di Ceglie. In passato, nelle Notizie e in altre pagine del sito, abbiamo parlato più volte di questi tre archivi: non è dunque il caso di ripeterci qui; possiamo solo auspicare che i collaboratori che abbiamo incaricato a suo tempo di occuparsene riescano finalmente a portare a buon fine le ricerche, miranti in via prioritaria a ottenere dai rispettivi proprietari il permesso non solo di visionarli, ma anche di fotografarli (o, meglio ancora, scansionarli ad alta definizione), in modo da metterne al sicuro almeno i contenuti culturali, che in fondo sono quelli che più ci stanno a cuore.
Così è stato in passato per gli archivi ai quali abbiamo potuto avere accesso o che, in qualche caso, ci sono stati donati affinché li custodissimo nel migliore dei modi: tutti sono stati da noi catalogati e digitalizzati con la massima cura, e quindi pubblicati nella Fototeca o nell’Archivio dei Documenti del sito, a libera disposizione di ogni interessato. Fra tali archivi si distinguono, per la loro importanza, quelli (in ordine alfabetico) di Renzo Barzizza, Vittorio Belleli, Isa Bellini, Aldo Donà, Lidia Martorana, Ginetta Torre e dei Maestri Eugenio Calzia, Giovanni D’Anzi (scelta) e Carlo Prato.
Reperite su eBay due etichette che ci mancavano: La notte è un attimo con te, GP 92228a, matr. 153009 e Swingmania [poi Ritmomania], GP 92925b, matr. 50267. Abbiamo di conseguenza aggiornato la pagina Etichette dei dischi originali a 78 giri del o col Trio Lescano presenti nell’Archivio del sito.
Segnaliamo che nel nostro Archivio sonoro possediamo il primo brano in un file di bassa qualità (come quello pubblicato su YouTube, che è inoltre incompleto), mentre il file del secondo è di qualità ancora più scadente. Sarebbe perciò importante e urgente acquisire questi due dischi originali, nel caso che siano effettivamente ben conservati, e questo malgrado il loro elevato prezzo di partenza, stabilito in € 50 + 15 di spedizione per ognuno di essi. Il venditore è per entrambi chanka76.
Mail di Manuel Carrera: «Cari amici, ogni tanto, inaspettatamente, spuntano dal web [in questo caso da http://www.delcampe.net/] cose decisamente interessanti. Guardate un po’ l’allegato...».
Penso che siamo tutti d’accordo nell’assegnare a Manuel un bell’attestato, conquistato sul campo, di “Internauta di Prima Classe” [NdC]. Simone Calomino, allertato da Manuel, ha subito provveduto ad acquistare le foto di Sandra e Giuditta, di cui ci invierà quanto prima delle scansioni di alta qualità. Dalle dediche si evince che tali foto furono realizzate subito dopo l’arrivo del Nuovo Trio Lescano (con la Bria al posto di Caterinetta) in Argentina, nell’estate del ’48. Le tre artiste avevano allora nell’ordine 38, 35 e 23 anni. Quanto a Maria Bria, è chiaro che fu indotta a firmarsi “Maria Lescano” per far credere che fosse effettivamente una delle “Hermanas Lescano”.

13 Giugno 2015
Abbiamo aggiornato la pagina Le canzoni del o col Trio Lescano in Internet perché ci siamo accorti che due dei videoclip in essa elencati risultavano non più disponibili: uno di Ingacer con la canzone Il pinguino innamorato, l’altro di Nicola Gelmi con Ultime foglie. Li abbiamo perciò sostituiti con altri videoclip, rispettivamente di Giuseppe Fersini e di grzegorz240252, che non presentano problemi, almeno per ora. Abbiamo di conseguenza modificato anche la pagina Canali di YouTube che includono canzoni del o col Trio Lescano.
Mail di Paolo Piccardo:
«Sono perfettamente d’accordo nel denunciare il fatto ai nostri lettori [la mancata apposizione, a ben due anni dall’annuncio, della targa in Via Artisti 26, a Torino]. Temo che il ritardo sia soprattutto burocratico, ma la cosa più importante è che ho preso visione della relativa delibera, dalla quale emerge un fatto interessantissimo: per la prima volta si cita infatti la morte di Giuditta come avvenuta in Venezuela nel 1976! Da quale fonte autorevole la Giunta Comunale, che ha stilato e approvato in ogni sua parte tale documento ufficiale, datato 16 Luglio 2013 (mentre l’ultimo aggiornamento del Compendio biografico del nostro Virgilio Zanolla risale al 29 Dicembre 2014), avrà mai tratto questo dato anagrafico che per noi è della massima importanza? Le ricerche proseguono su tutti i fronti e con ogni mezzo…».

12 Giugno 2015
Un lettore ci chiede se ci sono novità riguardo all’apposizione della famosa targa commemorativa a Torino, in Via Artisti 26, dove vissero le Lescano dal ’39 al ’45 (eccettuati i mesi in cui si rifugiarono in motagna). Di tale encomiabile iniziativa, presa nel 2013 (!) dalla Commissione Toponomastica del Comune di Torino, si è parlato più volte in questo sito: l’ultima è stata negli Aggiornamenti del 25 Agosto 2014 (mail di Franco D’Agostino). Da allora, però, non si direbbe che agli annunci siano seguiti i fatti concreti, come pare essere di moda oggigiorno, né ci è dato sapere quali siano i motivi tecnici di tanto ritardo nella semplice applicazione di una piccola targa sul muro esterno di un condominio. E dire che la Giunta torinese presieduta dall’On. Piero Fassino ha fama di essere una delle più efficienti d’Italia e anche delle più sensibili alle istanze della Cultura…
Sia come sia, resta intanto il fatto che gli attuali proprietari dell’appartamento – precisamente quello all’ultimo piano che fu occupato settant’anni fa dalle mitiche Sorelle – hanno pensato bene si sfruttare il loro nome per fini meramente commerciali: su questa miserevole fine di un luogo per noi carico di memorie si veda la pagina dedicata a Casa Lescano nel sito di Homelidays: in casi come questo ogni commento ci sembra davvero più che mai superfluo, dato che la cosa si qualifica da sola!

10 Giugno 2015
Mail di Paolo Piccardo: «Ecco ciò che ho scritto di recente ai figli di Giovannino Guareschi, rapporto che continuo a curare con dedizione (il tono della mia mail è volutamente ispirato ai “manifesti” di Peppone):
 “Carissimi, sono il solito ricercatore del sito dedicato al Trio Lescano. Sono a chiedervi se, delle volte, fosse riemersa la famosa Intervista col Trio Lescano del 1938 [v. Mailing list n. 7, 30 Dicembre 2010, pp. 3-4]. Nel frattempo mi è gradito segnalarvi alcune pagine del “Radiocorriere Tv”, disponibili online sul sito del periodico. Spero di sentirvi presto, ecc.”.
Questa è stata la pronta e cortese risposta dei due interessati: “Caro Paolo, grazie di cuore per il materiale radiofonico! Niente di nuovo, purtroppo, sul fronte GG-Lescano, ma non demordiamo. Un cordiale saluto,
Alberto e Carlotta
www.giovanninoguareschi.com”».

8 Giugno 2015
È attiva da oggi la pagina linkata qui sopra, aperta alla collaborazione di tutti.
Paolo Piccardo ha reperito una nuova foto in cui si vede un’affascinante ballerina, forse Riëmke van der Voort (v. il saggio di Virgilio Zanolla, Portino, Eva, il Dickson Ballet e le Sunday Girls) sorreggerne un’altra, in una posa molto suggestiva []. Egli si chiede se quest’ultima non possa essere Alexandrina Leschan (la futura Sandra Lescano), quando si faceva chiamare Sally Sandro e faceva parte, assieme alla sorella minore Judith (Jetje Sandro), del Dickson Ballet.
Virgilio, subito interpellato, è del parere che tale identificazione sia possibile, ma non ne è affatto sicuro; dal canto suo Simone Calomino scrive: «Un non so che di “lescaniano” lo ha, però quel naso così pronunciato non mi convince... Non saprei proprio dare un giudizio definitivo! Se avessimo la foto originale, con un banale zoom allo scanner, sarebbe molto più facile dare un parere».
A proposito del succitato saggio di Virgilio sull’“archeologia” delle sorelle Lescano, Paolo Piccardo, con una mail datata 1° Giugno e intitolata Piccolo tassello, ci segnala che su eBay è in vendita una cartolina, appartenente al periodo del Dickson Ballet, la quale ci fornisce la prova che nel Natale del 1928 le ragazze erano effettivamente all’Empire di Parigi, come aveva sostenuto Virgilio a p. 14 del suo importante contributo.
Mail di Paolo Piccardo, datata 24.5 e intitolata Articoli Archivio Storico “Unità”:
«Cari amici, stamani scopro due articoli interessanti. Il primo, del 17 Luglio 1998, ci apre possibilità affascinanti, e spiega in parte l’ostracismo rivolto verso le nostre ragazze dalla metà del ’42 (imperdonabile però quel “Giulietta”!). Il secondo, del 3 Febbraio 1987, è meno importante, ma testimonia se non altro che alla data della morte di Sandra le sue sorelle erano “scomparse da tempo”. Chissà se c’è modo di accedere a queste “veline”?».
Simone Calomino si è chiesto a questo punto se non sarebbe il caso di contattare il prof. Sergio Raffaelli, citato nel primo articolo. Paolo, subito attivatosi, ha però verificato che questo eminente storico è deceduto nel 2010. Egli aggiunge tuttavia: «Non resta che far visita all’Archivio Centrale dello Stato, nei cui fondi si trovano tutte le veline che ci interessano...».
Mail di Manuel Carrera, datata 27.5: «Scrivo per segnalare che su Delcampe è apparso un numero del “Mattino Illustrato” del 1941 (non è specificata la data precisa) in cui c’è un articolo sui dischi Cetra che potrebbe rivelarsi molto interessante per noi. Oltre alla vivace descrizione de Il gallo della Checca, mi sembra degna di nota la menzione di un brano [interpretato dal Trio Lescano] che non mi pare di aver mai sentito: Soltanto le pozzanghere. Di cosa potrebbe trattarsi? Un errore o un titolo alternativo di una canzone esistente (che io non conosco)? O addirittura un disco che non fu mai più pubblicato? Urge il parere degli esperti!».
Paolo Piccardo, come al solito, non ha perso tempo e si è immediatamente dato da fare per chiarire la faccenda. Ecco il risultato delle sue indagini: «Sembrerebbe essere in realtà Saltando [e non Soltanto!] le pozzanghere di Consiglio-Casiroli (come Il pinguino innamorato), almeno secondo vari numeri del “Radiocorriere” del 1941 e 1942. Ma, al di là delle tracce reperite qui, non si trovano altri riscontri di incisioni di tale canzone con l’Orchestra Angelini; quanto alle Lescano, che ne sarebbero state le brillanti interpreti, il periodico dell’Eiar non le menziona. Esiste invece una versione cantata da Natalino Otto nel ’42, con l’Orchestra Semprini, pubblicata dalla Riviera Records, in origine Fonit 8703. Trattandosi di un brano chiaramente americaneggiante (dato desunto da un trafiletto pubblicato su “L’Osservatore Politico Letterario” del 1968, Vol. 14, Ediz. 3, p. 100), sospetto che sia stato prontamente eliminato dalla faccia della terra.
È ora auspicabile che qualche collezionista possa e voglia aiutarci, perché sia Piangere a dirotto [v. Aggiornamenti del 20 Gennaio 2015] che Saltando le pozzanghere sono due canzoni che varrebbe veramente la pena recuperare, sempre che, ovviamente, esistano ancora da qualche parte».
Simone Calomino aggiunge di suo: «Peccato per questa introvabile Saltando le pozzanghere... Però mi viene da pensare che se il bollettino delle novità menziona il disco come già pubblicato (altrimenti come avrebbe potuto ascoltarlo il reporter?), con tanto di orchestra, allora sarà esistito e ne sarà pur stata prodotta qualche copia: se ritrovassimo il bollettino mensile dei dischi Cetra del mese di pubblicazione dell’articolo, forse troveremmo menzionato il disco in questione. Non disperiamo, dunque!».
Mail successiva (del 28.5) di Paolo Piccardo: «Secondo il “Radiocorriere” la canzone Saltando le pozzanghere passa la prima volta in radio il 1° Gennaio 1941, durante un Concerto Cora diretto da Alberto Semprini, quindi presumibilmente dal vivo. Ripassa poi, sempre in quell’anno, il 6 Luglio (assieme a Camminando sotto la pioggia e Batticuore), il 23 Luglio, in un programma serale con l’Orchestra Angelini (che esegue 12 brani in 50 minuti, intervallo compreso, quindi secondo me nuovamente dal vivo), il 5 Agosto e il 28 Settembre (Concerto Buton). Nel ’42 è riprogrammata il 3 Febbraio, il 14 Aprile (Concerto Cora con Semprini), il 31 Agosto (con l’Orchestra Angelini), il 24 Settembre (id.), il 23 Ottobre (id.), il 14 e 20 Novembre, poi mai più. Tutte le trasmissioni con l’Orchestra della Canzone di Angelini sono serali o nel primo pomeriggio, e fanno parte di un set di musiche di 45/50 minuti, con intervallo: in nessun caso si parla di Trio Lescano o di altri cantanti.
Circa l’incisione per la Fonit di Natalino Otto / Semprini, essa è reperibile su iTunes.
A mio parere, se esiste un disco con la canzone Saltando le pozzanghere interpretata dal Trio Lescano, esso deve far parte di quelli durati pochissimo, in quanto nel Catalogo Cetra 1942 non ne esiste traccia. Penso tuttavia che un tale disco non sia mai stato prodotto, non per nulla il redattore del “Mattino Illustrato” [tale a. p.] confonde disinvoltamente Soltanto con Saltando e Garbasso con Garbaccio. Ciò sembra indicare che in realtà costui non abbia veramente mai ascoltato, né tanto meno visto con i suoi occhi, il disco in questione».

16 Maggio 2015
Recuperata in internet una nitida foto dell’etichetta di Quando passo per la via (disco Cetra IT 999a), di qualità migliore di quella reperita in precedenza. Abbiamo così avuto la conferma che il numero di matrice di tale incisione è 51037. Ricordiamo che Quando passo per la via, canzone di Castorina-Morini inserita nella colonna sonora del film di Josef von Backy La sposa scomparsa, fu incisa nel ’42 da Ernesto Bonino e il Trio Lescano accompagnati dall’Orchestrina Zeme. Essa è stata postata su YouTube nel 2009 dal nostro collaboratore Massimo Menozzi, con un corredo di foto di donne abruzzesi, scattate negli anni ’30 da Hilde Lotz-Bauer [].
In vendita da Delcampe una delle più belle foto promozionali giovanili di Silvana Fioresi (Aser - 0011), eseguita in studio dal fotografo torinese Vicari, probabilmente nel 1939. Tale foto-cartolina ce l’avevamo già in archivio, ma meno fresca della copia acquistabile ora a soli 5 €. Ricordiamo che Vicari, sul quale mancano purtroppo notizie biografiche, ha firmato anche la splendida foto di Michele Montanari, inclusa nell’Archivio fotografico di Aldo Donà, da noi pubblicato integralmente nel 2011. Che peccato che le Lescano non si siano mai fatte ritrarre – a quanto ci consta – anche da Vicari: siamo certi che ne sarebbe risultato un capolavoro, paragonabile alle magnifiche foto pubblicitarie delle Nostre realizzate negli stessi anni da quel grande artista della fotografia in studio che fu Enea Mangini.
Paolo Piccardo ci ha inviato il mandolino di Coccodè (Alba nel cortile) / Canta usignolo, due belle canzoni lescaniane composte rispettivamente da Pizzigoni e Trombetta-GiErre-Sussain [].
Mail di Roberto Berlini: «Ecco un breve testo sul Trio Nino. Sarebbe interessante inserirlo nelle letture della sezione Oggi parliamo di..., che vedo da quasi un anno inattiva. Allego anche le scansioni delle etichette». 
Lo abbiamo accontentato, perciò chi desiderasse leggere il contributo di Roberto su questo misconosciuto trio femminile, contemporaneo delle Lescano, è invitato ad aprire la suddetta pagina, che è stata aggiornata.

14 Maggio 2015
Mail di Roberto Berlini: «Ecco il video che immortala l’esposizione che ho fatto il 12 Maggio scorso, a Roma, nell’evento  Swingissimo presso “Vinile”, Via Giuseppe Libetta, 19. Invitato dagli organizzatori, Arpad Vincenti e Lalla Hop, ho esposto alcuni spartiti/mandolini della mia collezione privata. L’esposizione ha attirato una folla di curiosi interessatissimi a conoscere la canzone dell’era delle Lescano. Vi sono state da parte del pubblico molte domande, tutte stimolanti. Nel video si potrà ascoltare la parte strumentale della rarissima interpretazione Fonit di Mille lire al mese, ad opera di Angelo Servida (nome d’arte di Nino Amorevoli) e Gorni Kramer con i suoi solisti».

12 Maggio 2015
Paolo Piccardo ci segnala che nella voce aggiornata di Wikipedia su Lina Termini, curata dal nostro valente collaboratore Vito Vita, è precisato per la prima volta che la bella e brava cantante siciliana si chiamava in realtà Carmela Felatrice. Nella pur eccellente biografia dell’artista preparata per noi da Alessandro Rigacci nel 2010 il suo vero nome risultava essere Carmela Termini.

11 Maggio 2015

Recuperata l’etichetta del lato a del disco Parlophon GP 92212, in parte diversa e un po’ più leggibile dell’esemplare che avevamo in archivio []. È stato così possibile appurare che il numero di matrice esatto di tale incisione, risalente al 1937, è 151989. Di conseguenza abbiamo aggiornato la pagina Etichette dei dischi originali a 78 giri del o col Trio Lescano presenti nell’Archivio del sito. Ricordiamo che si tratta della canzone one step di Mariotti-Fouché-Cassano Gioventù... la tua canzone non può morire, interpretata da Aldo Masseglia e il Trio Lescano con l’Orchestra Barzizza.
La nota Casa antiquaria Delcampe vende tre belle cartoline promozionali, per noi nuove, di artisti che sono stati tra i maggiori collaboratori delle Sorelle Lescano: esse raffigurano le prime due il M° Angelini (una con dedica autografa) e la terza il M° Pippo Barzizza [].
Mail al Curatore di Simone Calomino: «[…]. Per quanto riguarda la nostra passione, non ho grandi novità. Ho ricevuto un disco di Caterinetta Lescano, Strada deserta, che è come nuovo. Te lo girerò con un po’ di calma. Intanto ti mando una chicca che dimostra quanto fossero avanti le Sorelle Lescano rispetto ai loro contemporanei, legati ancora ad un genere musicale ormai sulla via del tramonto. Si tratta di Sei troppo piccola nella versione di Fernando Orlandis con l’Orchestra Semprini, incisa su dischi Fonit []. La Fonit aveva una qualità di incisione nettamente inferiore rispetto alla Parlophon e non ho assolutamente idea del perché!».
Altra mail di Simone: «Ho trovato e acquistato con immenso piacere una splendida cartolina Cetra col ritratto di Silvano Lalli. Oltre ad essere una foto che io non ho mai visto prima, credo sia anche migliore di quelle prese dal “Canzoniere della Radio” che abbiamo in Archivio. Era un bel ragazzo, il povero Silvano, oltre ad avere una bellissima voce: peccato che abbia fatto la fine che sappiamo [v. la sua Biografia]!
Ricordiamo che Silvano Lalli incise nel ’42 col Trio Lescano e l’accompagnamento dell’Orchestra Barzizza il fox di Ravasini-Ammirata Gira gira (DC 4220a).
Mail dal Trio Vocale femminile swing ‘Les Babettes’: «Siamo in attività da qualche anno sul territorio nazionale e non solo. Alleghiamo una piccola brochure di presentazione.
Abbiamo in repertorio brani swing italiani e stranieri e ci chiedevamo se fosse possibile accedere agli archivi degli arrangiamenti vocali dei brani cantati dal Trio Lescano. Già abbiamo ricavato ad orecchio molti arrangiamenti, ma la possibilità di accedere a quelli originali ci aiuterebbe moltissimo a completare il nostro repertorio in maniera ancora più filologica, specialmente in vista di date sempre più importanti!».
Abbiamo subito apprezzato la professionalità e il brio con cui queste tre ragazze, validamente accompagnate da ottimi strumentisti, si esibiscono. Invitiamo perciò tutti i nostri lettori a visitare i contatti indicati nella loro brochure, al fine di farsene direttamente un’opinione precisa, che saremo poi lieti di pubblicare qui, se vorranno comunicarcela nei prossimi giorni.
Quanto  agli spartiti degli arrangiamenti vocali originali dei brani incisi dal Trio Lescano, abbiamo ricordato alle Babettes che a tutt’oggi non è stato possibile ritrovarne neppure uno, tanto da far sorgere il dubbio che in realtà non siano mai esistiti. Secondo la ben nota testimonianza del M° Angelini (decisamente avaro di complimenti con chicchessia – è bene ricordarlo), le Olandesine – cantanti istintive ma jazziste nate, e di prim’ordine – erano infatti perfettamente in grado di improvvisare tali mirabili arrangiamenti a tre voci non appena udivano un nuovo motivo. Ci pare dunque lecito dedurre da tale affermazione, attendibile e importante, che il M° Prato, lo scopritore e pianista preparatore delle Lescano, ovvero gli arrangiatori di fiducia delle varie orchestre che le accompagnarono nelle loro incisioni discografiche si sarebbero limitati a ritoccare qua e là e sul momento le loro improvvisazioni vocali, in modo che potessero inserirsi al meglio nel tessuto orchestrale. Ciò spiegherebbe la mancanza di spartiti, anche in forma di semplici abbozzi, trattandosi appunto di arrangiamenti estemporanei, in pratica fissati solo nei dischi incisi dalle Lescano stesse tra il ’36 e il ’42. Per fortuna questi ultimi ci sono rimasti e noi ne abbiamo già recuperato il 97%, con la concreta speranza di arrivare, prima o poi, al recupero integrale del lascito artistico di queste fantastiche sorelle canterine, che sono state e tuttora restano ineguagliate e ineguagliabili.
Mail di Giorgio Zoffoli: «Allego un mandolino interessante anche se molto compromesso». Si tratta del ritmo moderato di Falpo-Mari Povera Titina [aka Cerchiamo la Titina], inciso nel 1942 dal Trio Lescano, accompagnato dall’Orchestra Angelini (IT 1175).
Il mandolino, posto in vendita su e-Bay a 6 €, è stato effettivamente fotografato alla buona e obliquamente, ma un accurato intervento di restauro digitale gli ha ridato un aspetto accettabile [], col quale lo abbiamo inserito nel nostro Archivio, aggiornando nel contempo la pagina http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.
Mail di Paolo Piccardo: «Continuando a setacciare la rete, per caso sono incappato in una foto interessante, che avevamo già in archivio, ma solo in parte. È tratta da un fotogramma di Rai Dixit, per cui non è molto a fuoco, e Sandra è rimasta tagliata [].
Ora, io riconosco la Termini, Montanari (inconfondibile); ma chi sono le altre ragazze, specialmente la meravigliosa fanciulla a destra? L’orchestra sembra essere quella di Angelini, dato che si riconosce il chitarrista Michele Ortuso. Che ne pensano i lescanofili?».

18 Aprile 2015
Mail di Paolo Piccardo, sullo stesso argomento trattato ieri: «Problema chiarito: come sospettavo, il vocal della canzone I’m Afraid of You, incisa nel 1928 da Ray Ventura et ses Collégiens, è eseguito da alcuni orchestrali. Come si vede, la matrice WL 1317/1 viene cantata da Coco Aslan (CA), Edouard Stanton Foy (ESF), Philippe Montegut (PM) e John Arsanian (JA), quest’ultimo fratello di Coco Aslan.
Va detto che questo tipo di formazione e vocal si rifà molto a quella di Jean Goldkette dei primi anni ’20, che comprendeva artisti del calibro di Bix Beiderbecke. È anche notevole l’uso del sax basso, strumento tanto affascinante quanto ingombrante (ma pieno di buon umore), ormai un po’ decaduto. Credo infatti di essere l’unico in Liguria a suonarlo ancora. Ecco a mo’ d’esempio un pezzo dell’epoca con il sottoscritto appunto al sax basso e il grande Fabiano Pellini al sax baritono: https://www.youtube.com/watch?v=C0I2iYEDYWw.
Segnalo infine un pezzo del 1926 di Goldkette, con Beiderbecke alla cornetta e le Keller Sisters al vocal: https://www.youtube.com/watch?v=G5PbTO3jyos. (NB - Il ritornello vocale è stato ripreso “a cappella” anche dai Manhattan Transfer, grande quartetto americano dei giorni nostri).
Altra mail di Paolo Piccardo: «Per concludere questa parentesi, mi piace ricordare che in quegli anni trii e quartettini vocali composti da orchestrali erano molto diffusi. Ecco ad esempio I’ve Got be a Rugcutter, con un sensazionale Duke Ellington del 1937, e Cheatin’ on Me con l’Orchestra di Jimmie Lunceford, della stessa epoca. In entrambi i casi gli orchestrali cantano efficaci chorus, facilitati dalla loro musicalità e dall’abitudine di eseguire polifonie».


17 Aprile 2015
Per vie traverse è pervenuto al Curatore un bel brano, la cui particolarità per noi interessante è che il ritornello è cantato da un eccellente trio vocale maschile. Purtroppo esso è giunto privo di qualsivoglia indicazione discografica: dal testo (in inglese) si desume che il titolo della canzone potrebbe essere I’m Afraid of You, mentre lo stile dell’arrangiamento orchestrale rimanda ai primissimi anni ’30; inoltre l’incisione non sembra essere stata realizzata negli USA e neppure in Gran Bretagna, a giudicare almeno dalle piccole imperfezioni che si riscontrano nella pronuncia del testo [].
Dato che il Curatore non ha mai ascoltato in precedenza tale gradevole incisione, si è rivolto incuriosito ai nostri massimi esperti in materia per avere lumi. Al suo appello hanno subito risposto questi due solerti e informatissimi collaboratori:
Paolo Piccardo: «Si tratta effettivamente della canzone americana I’m Afraid of You, interpretata dall’Orchestra francese di “Ray Ventura et ses Collégiens”, in un’incisione del 1928. Il trio vocale è quasi certamente composto da membri della band, uno dei quali potrebbe essere il batterista Grégoire “Coco” Aslan.
Ne approfitto per segnalare agli appassionati un famoso trio vocale maschile dell’epoca, parte della celebre Orchestra di Paul Whiteman. Si tratta dei Rhythm Boys, i cui componenti erano Al Rinker, Harry Barris e nientemeno che Bing Crosby. Ecco un breve videoclip dove si esibiscono, tratto dal film King of Jazz del 1930: https://m.youtube.com/watch?v=hhavZ71EUkk.
Gabriele Brunini [Lele Del Gatto]: «Sono colpito dalla rapidità con cui Paolo ha individuato il brano inciso da Ray Ventura – tra l’altro bellissimo. Ma in quegli anni, e anche dopo, di canzoni così pregevoli se ne scrivevano e incidevano a migliaia ogni anno. E oggi...?».
Oggi in Italia, oltre alle chicche sanremesi presentate dall’ineffabile Carlo Conti e seguite da milioni di persone in estasi, abbiamo “canzoni” come Sono cazzi miei! o Poliziotto. Il meno che si possa dire di siffatta roba è questo: se c’è qualcuno che si dà la pena di comporla e poi “cantarla” ingoiando il microfono, ci dev’essere per forza chi l’ascolta, presumibilmente a tutto volume e beandosene da matti. Parafrasando un vecchio proverbio, potremmo concludere così: dimmi cosa ascolti e ti dirò chi sei… [NdC].

16 Aprile 2015
Un lettore ci informa che su eBay è in vendita all’asta, partendo da 7 €, una bella cartolina viaggiata, per noi nuova, raffigurante Odoardo Spadaro e Tito Petralia in cordiale e scherzoso colloquio, il cui motivo è spiegato nella didascalia []. Ricordiamo che questi due artisti fiorentini sono di nostro diretto interesse, in quanto hanno collaborato entrambi con le Lescano: il primo come compositore e cantante nelle due canzoni realizzate assieme (Firenze e Invito alla caccia), il secondo come direttore d’Orchestra in sei incisioni (v. http://www.trio-lescano.it/direttori.html) e come compositore (Prima che il gallo canti e Sogno blu).

15 Aprile 2015
Mail di un nuovo estimatore: «Gentile Curatore di Ricordando il Trio Lescano, da giovane appassionato delle canzoni degli anni ’30 e ’40, mi capita spesso, e con molto interesse, di leggere i contributi proposti dal suo sito. Considerando la mia ricerca di buone letture su tale argomento, ho una domanda da porle: conosce e, se sì, quale giudizio dà del libro di Everardo Dalla Noce, Solo me ne vò per la città, Augusto Ferrara Editore, 1997? L’ho trovato menzionato in http://www.galleriadellacanzone.it/canzoni/anni40/schede/chemusetto/chemusetto.htm, dove si parla della musica di quegli anni, ma non sono poi riuscito a reperire altre informazioni sul suo contenuto. Nel ringraziarla per il suo benemerito lavoro, le porgo cordiali saluti.
Luca Frildini».
Risposta del Curatore: «Caro Luca, grazie per le sue amabili parole di apprezzamento su ciò che io e i miei tanti validissimi collaboratori stiamo facendo dal 2008 per preservare la memoria di tanti artisti della canzone del passato, che stavano ingiustamente – chi più chi meno – sprofondando nel più totale oblio. Possiedo nella mia biblioteca personale il volume da lei citato del bravo giornalista e scrittore Everardo Dalla Noce e, avendolo letto e riletto più volte con genuino piacere e interesse, non esito ad attribuirgli un bel 10 e lode. La esorto quindi a procurarselo (lo vendono attualmente su eBay a 14,99 €) e a leggerselo dalla prima all’ultima pagina, con la certezza che non ne rimarrà deluso. Intanto ho il piacere di allegarle, a mo’ di anteprima, le pagine ivi dedicate alla nostra cara amica Lidia Martorana, dove si accenna anche alle Sorelle Lescano. Con la più viva cordialità, ecc.».

14 Aprile 2015
Mail di Paolo Piccardo su Torna piccina: «Interessante la storia della “coda di registrazione”! Voglio soltanto osservare che in quel periodo (Ottobre 1936: secondo Mazzoletti, Il Jazz in Italia, pagg. 486-490, il disco GP 92148 venne inciso in quella data) il chitarrista di Barzizza era Saverio Seracini, e non già Aldo Tonini che entra in orchestra solo nel Novembre 1938».
Mail di Gabriele Brunini [Lele Del Gatto]: «Ho seguito con interesse il video di Roberto Berlini e il suo amico Sebastiano Rizzo dedicato al ritrovamento di Torna piccina, con l’insolita coda. Il fatto che intercorressero alcuni secondi tra la fine del pezzo e l’involontario supplemento, ha fatto probabilmente sì che al riascolto della matrice, preliminare alla stampa, l’incisione venisse data per “buona”. Intendo dire che l’addetto all’ascolto, appena udite le ultime note eseguite, fermò tutto e passò il materiale ai tecnici. È chiaro che poi, a dischi stampati, qualcuno si sarà accorto dell’accaduto, ma non si giudicò fosse il caso di rifare tutto. Comunque sia, una piacevole stranezza davvero».

13 Aprile 2015
Ricordiamo che le 26 canzoni lescaniane, postate a suo tempo da Manuel Carrera nel suo canale di YouTube Archivio Rabagliati (oscurato d’autorità il 2 Novembre 2014 dagli Amministratori della Piattaforma Web di Google, a nostro avviso pretestuosamente), sono ora di nuovo ascoltabili cliccando sui rispettivi titoli nella nostra pagina Le canzoni del o col Trio Lescano in Internet.
Con una mail avente per oggetto L’epifania al microfono!, Roberto Berlini ci ha informati di aver postato sul suo canale di YouTube un altro videoclip, intitolato Dietro le quinte dell’Eiar. Realizzato in collaborazione col suo amico e collezionista Sebastiano Rizzo, esso consta di un’ampia disamina a due voci del lato a del disco GP 92148, quello che contiene il tango slow di Cesare Andrea Bixio Torna piccina, inciso nel 1937 dal Trio Lescano con l’Orchestra Cetra diretta dal M° Pippo Barzizza. Il pregio di tale disco – che Sebastiano ha reperito, con un bel colpo di fortuna, in un mercatino dell’usato e ora costituisce uno dei pezzi più pregiati della sua collezione – sta innanzitutto nella rarità, associata ad uno stato di conservazione pressoché perfetto: per rendersene conto si confronti l’anteprima dell’unico file (decisamente pessimo) – di Torna piccina che avevamo in archivio con quella tratta dalla registrazione offertaci da Roberto, realizzata appunto col disco in questione [Anteprima 1 / Anteprima 2].
Ma, al di là della grande soddisfazione per quest’altro importante passo in avanti nella puntuale conoscenza di tutto il lascito artistico delle Nostre, il summenzionato lato a del disco possiede una particolarità, probabilmente unica, che ne aumenta innegabilmente l’interesse, almeno ai nostri occhi. Ed è proprio su tale “anomalia” che si soffermano Roberto e Sebastiano, con argomentazioni senz’altro accattivanti. A questo punto, però, lasciamo la parola ai due diretti interessati, invitando i nostri lettori a visionare il videoclip Dietro le quinte dell’Eiar, all’url https://www.youtube.com/watch?v=DvHuTsDSrq4&feature=youtu.be. Saranno ben inteso graditi commenti e altre ipotesi circa la presenza di questa strana “coda” alla fine dell’incisione originale di 78 anni fa.
Avvisiamo infine che, in conseguenza dell’acquisizione, grazie agli amici Roberto e Sebastiano, del file di qualità impeccabile di Torna piccina, abbiamo aggiornato le seguenti pagine:
- http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf
- http://www.trio-lescano.it/youtube_1.html.
Luca Costantini [v. Aggiornamenti del 13 Marzo 2015] ci ha informati che la lavorazione del bassorilievo dedicato al Trio Lescano procede alacremente nel suo studio, allegando alla sua mail una foto che lo ritrae mentre è al lavoro. Ci ha anche comunicato che, nel poco tempo libero di cui dispone, sta portando avanti l’analisi di tutte le foto lescaniane realizzate a Torino da Enea Mangini: speriamo di poter pubblicare presto i risultati di quest’altro lavoro di Luca, che si annuncia quanto mai interessante.  
Dopo i siti amici http://www.albertorabagliati.com/ di Manuel Carrera e http://triivocali.weebly.com/ di Roberto Berlini e Francesco Paci anche http://www.sentimental.it/, che ospitava svariate canzoni lescaniane, ha chiuso i battenti, lasciando in rete (a differenza dei primi due, che attualmente appaiono solo “congelati”) un’unica pagina “commemorativa”. La chiusura è avvenuta il 31 Gennaio scorso, ma, onestamente, ce ne siamo accorti solo pochi giorni fa e per puro caso. Abbiamo allora chiesto al suo fondatore e curatore, Giulio R., i motivi della sua decisione ed egli, corretto e gentile come sempre, ce li ha subito spiegati in una mail. Eccone la parte più significativa:
«... non succede niente di particolare, solo che il tempo passa, si maturano altri interessi e diventa difficile poterli portare avanti, quando diventano tanti e richiedono tutti energia, attenzione e passione. Quindi bisogna fare delle scelte e, a volte, delle rinunce. Sentimental è una di queste, eppure è stato bello quando c’è stato, perché ha fatto sentire a tante persone le belle canzoni di una volta. Però il mercatino che avevo creato per tenere in piedi i costi del sito pian piano si è svuotato – anche per le carenze di energia di cui sopra – e il sito è diventato un costo ed un pensiero. E siccome non voglio questi pensieri ho preferito rinunciare al sito».


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