Ricordando il Trio Lescano

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Aggiornamenti del sito - 2016

Comunicato del 4 Gennaio 2016

In ordine cronologico inverso.

30 Dicembre 2016
Mail di Debora Ponte [Paolo Piccardo]: «Rispondendo a Giorgio, è evidente che l’autore del testo è Nisa [], ma l’attribuzione a Deani sul mandolino mi fa pensare ad alcune possibilità:
a) Nisa era sotto contratto con altre case discografiche o musicali;
b) per qualche motivo ha ceduto i diritti a Leonardi, oltretutto editore. Così infatti figura alla Siae:

Titolo originale: Don Pasquà
Codice ISWC: T-005.579.218-1
Autori ed Editori / Qualifica / Codice IPI:
Concina Carletto / Compositore Musica (C) / 00005218033
Leonardi Piero / Autore del Testo (A) / 00017836279
Leonardi Edizioni S.R.L. / Editore Originale (E) / 00017835380 

Noto che l’autore delle musiche di Vogliamo cantare è Verneri [ | ]: chi era costui? Ogni ricerca sul sito della Siae non dà risultati utili.
Circa le matrici originali, i supporti metallici utilizzati dalle grandi case americane hanno permesso il riversamento su nastro di tutta la musica tra le due guerre, con risultati spettacolari. Ancora oggi si possono ascoltare orchestre di cui siamo in grado di apprezzare la freschezza, proprio come se stessero suonando davanti a noi.  Ecco a tal proposito uno splendido documentario: https://www.youtube.com/watch?v=9lJLBBHiIBo».

29 Dicembre 2016
Mail di Roberto Berlini : «Ieri, alla veneranda età di 99 anni, ci ha lasciato Italia Passatore, componente dell’omonimo trio vocale. La loro arte rimarrà eterna, e l’ascolto delle loro incisioni sarà il miglior strumento per la memoria [].
A proposito delle matrici originali dei vecchi dischi a 78 giri, Simone Calomino ci segnala che se ne possono ascoltare di splendide su YouTube, ad esempio questa: Ain’t Misbehavin’ - Louis Armstrong & His Orchestra - Okeh Metal Mother. All’inizio del videoclip viene mostrata una nitida foto di tale supporto metallico e, quanto alla sua resa sonora, la dicono lunga alcuni dei commenti postati: «Glorious! / Absolutely beautiful / Exquisite / Astonishing!  / Wow! And I don’t mean it lightly. This is amazing / Sounds great!  / A new experience - superb! / Pure Art. The transfer is so clear, as if it were recorded today. Well, maybe I shouldn’t say that because few engineers today are capable of getting the clarity and blend we hear on this recording».

27 Dicembre 2016
Mail di Giorgio Zoffoli: «Ho appreso con estremo piacere della bella novità del cofanetto di canzoni redatto da Ettore Geri e penso che ne farò richiesta, perché è veramente ben concepito. Per fortuna ogni tanto saltano fuori delle belle novità che stimolano a continuare le ricerche e gli approfondimenti.
A questo proposito allego il mandolino della canzone Don Pasquà, appena rintracciato, che non credo sia ancora noto. Curioso che sull’etichetta del disco delle Lescano il testo sia attribuito a Nisa, mentre sullo spartito viene segnalato C. Deani (pseudonimo di Piero Leonardi). Forse mi sfugge qualcosa? Se qualcuno riesce a chiarirmi la cosa gliene sarò grato.
Purtroppo, per mia negligenza, negli ultimi mesi non sempre ho segnalato l’acquisizione di nuovi mandolini legati al repertorio del Trio, specie quelli stranieri, ed ora dovrei fare un grosso lavoro per confrontare quelli già catalogati nel sito. Proverò a rimediare, anche se un motore di ricerca ad hoc sarebbe utile. 
Interessante il motore di ricerca della pagina FaceBook Cartoline dal ventennio, dove periodicamente propongo i miei mandolini, e che ha predisposto un sistema efficace per reperire i documenti che invio, oltretutto ad alta definizione».
Mail di Carlo Calzia: «Ho fatto masterizzare su cd tutti i dischi a 78 giri (circa 200) in mio possesso, relativi alle composizioni di mio padre, Eugenio Calzia. Inoltre ho terminato la raccolta dei manoscritti, mandolini e testi di quasi tutti i pezzi da lui composti (circa 600).
Gli studiosi della Canzone Italiana eventualmente interessati a tutto questo materiale possono mettersi in contatto con me via e-mail: »


24 Dicembre 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Cari Amici, vi auguro con tutto il cuore un felice Natale con chi più Vi é caro. Ultimamente qualche passo avanti significativo per le Nostre é stato fatto. Abbiamo avuto fruttuosi contatti con Steve Bonino, abbiamo finalmente visto adeguare la pagina di Wikipedia dedicata al Trio Lescano, abbiamo recuperato foto importanti del Trio in Sudamerica, nonché di alcuni compositori che da lungo tempo ci sfuggivano (tra i quali, concedetemelo, Golden e Kuller), col che siamo riusciti a completare la pagina degli autori stranieri, abbiamo inoltre ottenuto le immagini della tomba di Dea Garbaccio, riconquistato Alessandro Rigacci con la chicca finale della cerimonia di Torino. Auguriamoci che il prossimo anno sia altrettanto – o magari più – proficuo!
Quanto a Ettore Geri, bene fa a pubblicare il suo cofanetto e bene fa il sito a sponsorizzarlo, per conquistare nuovi appassionati. Io però penso di non acquistarlo, perché personalmente nutro al riguardo delle serie perplessità, condivise anche da Simone Calomino. [...].
Vi abbraccio fraternamente tutti, sperando in un prossimo meeting».
Mail di Vito Vita: «[…]. Per quel che riguarda l’iniziativa segnalata ieri dal Curatore del sito, il nome di Ettore Geri è una garanzia di serietà: conosco bene, infatti, e apprezzo molto i suoi lavori su Claudio Villa».
Abbiamo ricevuto, da parte dei fan delle Sorelle Lescano, numerose altre mail più o meno dello stesso tenore di quella di Vito.
Il 19 u.s. il nostro giovane collaboratore Roberto Berlini si è brillantemente laureato in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma. Ha discusso, avendo per Relatore il prof. Marco Ruffini, una tesi intitolata L’Arte tardoromana e la Scuola di Vienna. Roberto ci ha allegato il rilievo grafico, da lui realizzato per illustrare il proprio lavoro, del sarcofago di Costantina, oggi conservato nei Musei Vaticani, e una simpatica foto di gruppo, scattata per festeggiare il neo dottore, al quale vanno pure i nostri più sinceri rallegramenti e auguri per il suo futuro.


23 Dicembre 2016
Ettore Geri (v. le Notizie del 4 Febbraio 2011, mail di Renato P. Allison) ci ha scritto per informarci che sta per pubblicare, in tiratura limitata, un cofanetto di due CD, interamente dedicato al Trio Lescano. In seconda pagina di copertina sono chiaramente spiegati i motivi per cui tale cofanetto differisce sostanzialmente da tutti gli altri attualmente presenti sul mercato. Innanzi tutto le 36 canzoni incluse in questa selezione sono state scelte, diversamente dal solito, tra le meno note e sfruttate del Trio, pur essendo anch’esse dei capolavori; poi provengono tutte non da dischi a 78 giri, più o meno ben conservati, bensì esclusivamente dalle rispettive matrici originali, che Ettore è riuscito a recuperare: la resa sonora di tali file è di conseguenza quasi sempre sorprendentemente buona.
Geri è stato così gentile da inviarci il cofanetto in anteprima, cosicché abbiamo già potuto ascoltarlo per intero, apprezzandone l’effettivo livello qualitativo fuori del comune. Ci ha inoltre comunicato che il suo costo è di 20 €, più 3 € per le spese di spedizione; il pagamento va effettuato in anticipo tramite vaglia postale, indirizzando gli ordini direttamente a lui, con le coordinate che si trovano nella scheda preparata all’uopo. Ci ha precisato infine che «i cofanetti ordinati saranno spediti tutti assieme a fine Gennaio 2017, per evitare che vengano duplicati, vanificando così lo sforzo, soprattutto economico, che ho dovuto affrontare per l’acquisto delle matrici e la confezione del prodotto finito».  
Personalmente riteniamo che questi due nuovi CD rappresentino per tutti i lescanofili un must, vale a dire un’imperdibile occasione per conoscere e apprezzare sempre meglio, nella sua integrità, il lascito artistico delle magiche Sorelle, come pure dei tanti artisti di vaglia che le affiancarono nelle sale d’incisione della Parlophon-Cetra durante la loro breve – ma trionfale – carriera in Italia.

20 Dicembre 2016
Mail di Simone Calomino: «Dopo un anno dall’acquisto, sono riuscito a recuperare due fonovaligie elettriche che avevo mandato a riparare da Marco Basso a Spinea (Venezia): una della Lesa e una della ditta francese Teppaz. Con un particolare sistema di cavi realizzato da Marco, sono riuscito a collegare quest’ultima al PC e a registrare un disco a 78 giri. I dischi consumati, se suonati con la fonovaligia con punta d’acciaio, si sentono abbastanza bene! Di certo meglio che con la puntina Shure N78 che utilizzo di solito per digitalizzare. Ho cercato quindi di registrare la mia copia di Come rose del Trio Lescano, che è ossidata da qualche tipo di alcol e anche un po’ consumata. A parte qualche piccolo problema con i bassi ogni tanto, dovuto all’usura del disco e non al giradischi (che ha invece uno splendido suono), mi sembra che questa versione sia decisamente migliore di quella attualmente in circolazione. Da notare che non ho applicato nessun filtro. Ho solo cercato di aggiustare un po’ le frequenze» [].
Il risultato ottenuto da Simone ci sembra ottimo, specialmente se si confronta il file da lui inviatoci con quello utilizzato, ad esempio, per il videoclip di Enzo Fantini.

19 Dicembre 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Per caso ho rinvenuto questa etichetta Victor del 1936. Nella nostra ricerca spesso ci siamo lamentati degli errori riscontrati sulle etichette dei dischi Cetra-Parlophon... Ebbene, anche la Victor riesce a metterci del suo! Benny Goodman viene citato al clarinetto, ma in questa incisione suona il sax alto; Vido Musso viene riportato come “Russo”, Zeke Zarchey come “Zarch”, Ziggy Elman col suo vero nome di “Finkelman”, Chris Griffin come ”Griffen”, e infine il grande Gene Krupa come “Grupa”... Non male per una Casa così famosa...».
Eh sì, non male, decisamente! È il caso di ricordare agli Yankees il vecchio detto All that glitters ain’t gold!


16 Dicembre 2016
Mail di
Paolo Piccardo: «Vorrei commentare la mail di Lele, pubblicata ieri, a proposito delle orchestre “d’epoca”. In effetti si vedono da qualche anno nascere orchestre che ripropongono in maniera fedele le musiche del periodo che va dagli anni ’20 ai ’40. Il fenomeno si associa alla nuova passione per i balli di quelle epoche, senza dubbio musicalmente beate. Molte scuole di danza aprono regolarmente, e sempre più appassionati si affacciano a questi generi con grande dedizione. Molti artisti del passato vengono riproposti ed osannati, ad esempio la sublime Norma Miller che, a ben 97 anni, ancora canta e balla in giro per il mondo.
Anche in Italia c’è il netto ritorno a queste esperienze! Le Sorelle Marinetti, le orchestre anni ’20 di Red Pellini, il gruppo in cui milito io stesso, The Nine Pennies, e la NP Big Band partecipano di continuo a festival nazionali ed europei, che si svolgono a getto continuo. Ormai ogni grande capoluogo dà vita a manifestazioni di musica e balli d’epoca. Ricorderò in  lo Swing Crash Festival di Como, il Torino Swing Festival, il Rock That Swing di Monaco di Baviera, il Lubljana Sweet Swing Festival in Slovenia. È bello vedere tanti giovani che si vestono e pettinano come allora, mentre dei nuovi DJ si presentano con un repertorio che richiama in vita le vecchie Big Bands. Gli spettatori, dal canto loro, conoscono i titoli di certi motivi che credevamo dimenticati. Forse non tutto è perduto, dunque, e si spiega come ancor oggi chi ascolta per caso le Lescano o i nostri beniamini ne venga rapito e ne diventi fedelissimo.
Ebbene, possiamo far volentieri a meno di tutto il pattume che ci viene oggigiorno ammanito di continuo dalle tv e dalle radio. In ultimo aggiungerò che, per fortuna,  molti strumenti costruiti in quel periodo sono tuttora disponibili: anch’io ne ho qualche esemplare,  il che mi permette di ottenere il suono autentico dell’epoca, e questo si sente! Evviva la musica vera!».

15 Dicembre 2016
Mail di
Lele del Gatto: «Ogni tanto, fra tanta spazzatura, su YouTube ci s’imbatte anche in qualcosa di notevole, come una straordinaria orchestra slovacca di Bratislava che rifà – con notevole rigore stilistico e filologico – il repertorio leggero degli anni ’20 e ’30, impiegando strumenti d’epoca suonati con notevole maestria. Ecco qui un loro concerto completo: https://www.youtube.com/watch?v=OokqpxI3yos&t=3010s. Ma anche questa clip è, a mio parere, eccezionale: https://www.youtube.com/watch?v=LbxJQZBfgwc.
Da notare l’impiego di micofonazioni d’epoca e di un cantante solista che canta qualche ritornello, come usava ai tempi belli. Ancora degno di attenzione, l’impiego di un terzetto vocale femminile che, secondo me, è stato inserito pensando, se non proprio alle Lescano, a qualche analoga formazione coeva d’area mitteleuropea. Certo le Olandesine erano altra cosa, ma anche queste giovani si fanno apprezzare: si vedano i loro interventi ai minuti 21’ e 52’, oltre ad altri seguenti. Ma tutto il concerto ha punte altissime.

11 Dicembre 2016
Mail di
Giorgio Zoffoli: «Anche se sono risultato “latitante” per parecchi mesi, non ho mai smesso in verità di seguire gli avvenimenti che hanno accompagnato il riconoscimento all’opera delle Sorelle Lescano con la targa commemorativa, anche perché è stato un evento ampiamente illustrato e commentato sul sito. Penso che sia stata un’esperienza magnifica specialmente per il nostro Curatore, che in questi anni è stato l’artefice dell’opera (che direi doverosa) di approfondimento nei confronti delle splendide artiste. Avevo messo in conto di essere presente all’evento, soprattutto per conoscere tanti collaboratori del sito che (a parte Roberto Berlini) non ho mai incontrato personalmente, ma ottobre è stato per me un mese alquanto turbolento, anche se tutto si è poi concluso positivamente.
[…]
Per quanto riguarda la mia passione musicale c’è stato un importante rimpasto nella formazione della “Maramao band” (di cui accludo una foto aggiornata tratta dalla nostra pagina FaceBook), che promette di dare ottime soddisfazioni per il futuro.
Non ho poi mai smesso, nel tempo libero, di proseguire le mie ricerche nel campo della musica. Così, grazie all’acquisizione di importanti e copiosi documenti rintracciati nelle librerie e nei mercatini dell’usato, che visito con mia moglie, esse mi hanno permesso di creare una ricca libreria, con centinaia di saggi e volumi, e una collezione di spartiti d’epoca che vede catalogati circa tremila pezzi; ad essi si aggiungono quelli scansionati e restaurati dalla rete, che sono oltre diecimila. Sulla pagina FaceBook La bacheca di Chester mi diletto, quando posso, a proporre quello che più mi piace al momento.
Non ho dunque mollato la presa e mi diverto ancora molto. Sono tra l’altro reduce dal concerto delle Sorelle Marinetti di ieri sera, a Piangipane di Ravenna, che mi ha rinvigorito parecchio. Lì ho potuto salutare nuovamente Christian Schmitz, grandissimo musicista e responsabile, con Giorgio Bozzo, della diffusione delle canzoni degli anni Trenta in Italia.
Mi riprometto infine di inviarvi, anche se in maniera disordinata ed occasionale, tutto il materiale che potrebbe servire per tenere aggiornato il sito».

1° Dicembre 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Ecco una bella foto autografata di Gino Del Signore, in abiti di scena».


26 Novembre 2016
Reperita in rete una bella foto, risalente al Gennaio 1954, in cui si vedono Alberto Semprini, Cinico Angelini e il Quartetto Cetra, tutti sorridenti e in forma smagliante. Naturale che fosse così, dato che questi straordinari artisti erano allora ancora giovani e all’apice della carriera.  I due famosi Maestri avevano infatti rispettivamente 46 e 53 anni, mentre i Cetra avevano da poco superato la trentina [].

23 Novembre 2016
Paolo Piccardo ci ricorda che cade oggi il compleanno di Caterina Lescano, al secolo Catharina Matje Leschan, nata a Den Haag il 23 Novembre 1919 e deceduta a Caracas il 3 Ottobre 1965. È con queste toccanti parole che gli è venuto spontaneo pensare a Lei in questo giorno.


19 Novembre 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Richard Kuller [v. gli Aggiornamenti dell’8 Novembre scorso] ha purtroppo qualche difficoltà a reperire foto d’epoca di Golden e del padre, così ho ricavato i loro volti dalla foto di gruppo che ci aveva fornito in precedenza».
Abbiamo subito provveduto a inserire tali immagini nella pagina Autori stranieri A-L.


18 Novembre 2016
Mail di Paolo Benevelli: «Sono un lettore della rivista torinese “Torino Storia”. Sul numero di questo mese (novembre 2016), ho avuto la sorpresa di trovare un trafiletto dedicato allo scoprimento della targa. L’ho scansionato e lo allego, sperando che si possa utilizzarlo in qualche modo [].
Credo che tale mensile sarebbe felice di pubblicare un articolo sul Trio Lescano. L’ideale sarebbe qualcosa che condensi ciò che appare sul nostro sito. Naturalmente, essendo il periodico proiettato su Torino, dovrebbe essere un articolo che parli della Torino swing di quel periodo».

Quella dell’amico Paolo è un’ottima idea e studieremo il modo migliore per realizzarla quanto prima come da lui suggerito.

17 Novembre 2016
Abbiamo recuperato dal sito di una famosa agenzia fotografica americana una bella foto inedita di Alberto Rabagliati, ritratto nel 1959 nella sua elegante abitazione romana. Il nostro collaboratore Manuel Carrera, grande appassionato di questo inarrivabile artista (si veda il sito che gli ha dedicato: http://www.albertorabagliati.com/) nota che «pure nel suo caso, il decadimento fisico non l’ha risparmiato...». In effetti Rabagliati, che da giovane sfoggiava una straordinaria avvenenza, tanto da essere proclamato in un concorso mondiale il degno successore di Rodolfo Valentino, una volta superata la quarantina iniziò a ingrassare (era evidentemente quello che si dice “una buona forchetta”), fino a diventare ben presto quasi irriconoscibile. Morì di trombosi cerebrale a soli 68 anni, ma le sue precarie condizioni di salute erano più che evidenti nelle foto scattate poco prima del triste epilogo della sua vita (si vedano le ultime tre foto, eloquentissime, della pagina http://www.albertorabagliati.com/fotovideo/un-dolce-tramonto/). Un vero peccato – è il caso di dirlo – perché la sua voce non aveva perso quel fascino irresistibile che aveva sempre contraddistinto il Grande Raba, fin dagli inizi della sua trionfale carriera di cantante.

14 Novembre 2016

Mail di Paolo Piccardo: «Amici, ricorderete il messaggio di Anne Hardwell Celenza (v. gli Aggiornamenti del 1° Gennaio 2016) e il libro che avrebbe pubblicato prendendo molti dati dal nostro sito. Ebbene, sarà disponibile da marzo 2017:
http://www.cambridge.org/it/search?iFeelLucky=false&currentTheme=Academic_v1&query=Jazz&c=MainSearchBar.
Ne aspetto con ansia l’uscita. È un regalo che mi farò!».

12 Novembre 2016
Due mail di Paolo Piccardo:
«In attesa delle immagini di Golden e Kuller, vorrei sottoporvi altri piccoli ritrovamenti.
Da alcuni vecchi “Radiocorrieri” e da qualche archivio apprendiamo che Giovanni Trampus (1894-1962), violista del Quartetto Abbado-Malipiero, dal 1934 fu prima viola dell’ Orchestra Sinfonica dell’Eiar a Torino e anche traduttore dal tedesco di trattatistica e testi di opere musicali. Occasionalmente tradusse in tedesco anche testi di canzoni italiane: è il caso di Küss... küss... küsse... mich, meine Mädchen [Ba... ba... baciami piccina] e Die Sirenen von Capri [Là nell’isola di Capri], incise dal Trio Lescano verso il 1942 (DD 10103). Nonostante parecchio tempo impiegato nella ricerca, non ho trovato sue foto, ma solo una gustosa caricatura del 1930. Direi che con ciò cade definitivamente l’ipotesi di un Trampus straniero, essendo il Maestro sotto contratto Eiar. Incidentalmente Michelangelo Abbado era il padre del compianto Claudio, celebre Direttore d’Orchestra. Sempre da un “Radiocorriere” degli anni ’30 ecco una foto giovanile autografata di Giuseppe Rampoldi.
Infine alcuni ulteriori dati: Elton Box (?-1981)  Desmond Cox (1903-1966)». 
Abbiamo aggiornato sia le pagine dedicate agli Autori stranieri che quella in cui figura Giovanni Trampus.
Su segnalazione del sempre attento Massimo Menozzi, ecco una terribile versione dark di Come l’ombra in un video dei NoN, così recensito:
“Si chiama Come l’ombra il primo clip tratto da Sancta Sanctorum dei NoN. Il disco è uscito per Garage Records / I Dischi del Minollo. La canzone è nientemeno che una rilettura in chiave dark-folk di una canzone del Trio Lescano del 1942. Al clip sono state abbinate immagini che narrano una piccola fiaba misterica: ‘Fuori dalla casetta nel bosco, si aggirava l’Ombra. Si muoveva inquieta, alla ricerca di qualcosa che non aveva e che non sapeva, mentre, a sua insaputa, il Fato e il Destino ne decidevano il futuro, sfidandosi davanti ad una scacchiera. Solo il Giudizio la salverà, ergendosi al di sopra di Fato e Destino e interrompendo bruscamente il beffardo gioco. Potrà dunque l’Ombra avere le risposte che cercava, placare la propria irrequietezza ed incontrare finalmente la sua vera essenza?
I NoN presentano così il video. Il clip è stato girato dai videomaker Ancoziba e Jonassi, mentre Jonathan Chiti e il bassista della band, Massimiliano Leggieri, si sono occupati della fotografia; l’editing è invece di Costanza Ballerano.
Non ho parole. Mi vien solo da citare il testo di quella che per me è la più bella canzone in assoluto del Trio, Come l’ombra: “Nella vita cos’è che ti manca?”  Risposta a questo sciagurato: “L’intonazione!”».

11 Novembre 2016
Altre reazioni alla pubblicazione, avvenuta ieri, della foto – per noi del tutto nuova – delle Hermanas Lescano:
Il Curatore: «Azzeccatissime – come sempre – le osservazioni di Lele del Gatto sui diversi stati d’animo di Alessandra, Giuditta e Maria Bria quando si trovarono davanti all’obiettivo del rinomato fotografo Luigi Bertazzini, per preparare la foto-cartolina pubblicitaria da utilizzare in Sudamerica, ossia quella che abbiamo appena recuperato.  Per parte mia mi sento di aggiungere questo. Osservando una foto scattata nei mesi successivi a Buenos Aires, la «mesta stanchezza» sui volti delle due Lescano notata da Lele diventa un forzato sorrisino in Giuditta, che appare qui ulteriormente irrobustita (è ben noto che l’alcol fa ingrassare) e aperta angoscia esistenziale in Alessandra, con ogni probabilità vittima dell’impresario-amante Nino Gallizio, che aveva il vizio del gioco e stava dilapidando gran parte dei sudati guadagni delle povere Hermanas Lescano: sappiamo in effetti che le avrebbe presto ridotte sul lastrico. La Bria, invece, diventata nel frattempo Maria Lescano tout court, ostenta in questa foto un radioso sorriso, tipico delle giovani donne che hanno trovato l’Amore. Il quale aveva le fattezze dell’affascinante impresario Manuel Beiras, destinato a diventare il suo primo marito, nonché padre delle sue due adorate figlie, Alba e Diana.
Paolo Piccardo «Accidenti che bella questa nuova immagine delle ragazze! Maria è fresca e spensierata, ma già Giuditta appare appesantita e stanca... Temo che le dicerie che la dipingono amica della bottiglia non siano del tutto infondate. Ho provato a cercare, senza esito il nome dell’ammiratore argentino [Marcos A. Arcuas]. Comunque, tornando alla premessa, è vero che ogni tanto emergono novità inaspettate, ed è proprio per questo che continuiamo a battere il web assiduamente. Prima o poi saremo premiati!»
Virgilio Zanolla: « Stupenda! Complimentissimi, per me è senz’altro l’immagine più bella che ritragga il nuovo Trio».
Roberto Berlini: «Non commento perché non so che dire: guardo e contemplo».
Vito Vita: «Molto bella!»
Manuel Carrera: «Eh sì, riguardo la foto delle “Hermanas Lescano”, mi unisco al coro di quanti notano il decadimento di Sandra e Giuditta: psichico nella prima, fisico nella seconda. Maria Bria è certamente più allegra, ma... quanto sarebbe stato più bello se al posto suo ci fosse stata la meravigliosa Caterinetta?”.


10 Novembre 2016
Nel discorsetto che abbiamo pronunciato a Torino il 14 Ottobre scorso, abbiamo espresso l’auspicio che «per un inatteso colpo di fortuna, salti fuori dal nulla qualcosa di grosso, tale da lasciare tutti di stucco». Siamo stati subito accontentati, quasi a conferma che dall’Aldilà le Lescano devono seguire con simpatia il nostro lavoro, tanto da mandarci ogni tanto un segno tangibile della loro benevolenza. Tale segno si è materializzato questa volta in una stupenda foto-cartolina pubblicitaria mai vista prima d’ora; è intitolata Hermanas Lescano e fu realizzata a Torino da Bertazzini, anche se venne utilizzata – ce lo dice la dedica – a Buenos Aires (nome qui abbreviato in Baires) nel ’48. Con ogni evidenza essa appartiene ad una serie di foto promozionali di cui possediamo un altro esemplare, intitolato Lescano Sisters. Queste denominazioni del Nuovo Trio (cioè con Maria Bria al posto di Caterinetta Lescano) in varie lingue straniere sembrano indicare che ben presto Alessandra e Giuditta si resero conto che la loro carriera in Italia era ormai finita e che bisognava perciò pensare di cercar fortuna all’estero, come del resto avevano già fatto parecchi altri artisti del Ventennio fascista. Non è allora fuori luogo immaginare che Bertazzini abbia confezionato, a richiesta delle dirette interessate, analoghe foto intitolate – poniamo – Les Soeurs Lescano, Die Lescano Schwestern, De Lescano Zusters, ecc., in modo da consentire al Nuovo Trio di essere ben preparato per ogni destinazione. Speriamo che futuri ritrovamenti avvalorino tale ipotesi, allettante in quanto le foto realizzate in studio da Bertazzini sono tutte dei capolavori.
Quella appena recuperata è apparsa recentemente in una vendita all’asta internazionale, e a segnalarcelo è stato Simone Calomino; sfortunatamente il nostro giovane collaboratore non è riuscito ad aggiudicarsi l’originale (che sicuramente avrà spuntato un prezzo elevato), tuttavia la scansione a buona definizione che ha potuto scaricare ci consola di tale perdita; con un paziente lavoro di restauro (oltre al segno di una piegatura a metà e numerose macchie, c’era anche il pesante marchio del venditore proprio al centro della foto) l’abbiamo riportata al primitivo splendore e siamo ora lieti di condividerla con tutti i nostri affezionati lettori [].
Lele del Gatto, che è stato tra i primi ad ammirare la nostra ultima acquisizione, l’ha commentata così: «Davvero un bel colpo, questa nuova foto delle Lescano nella loro estrema formazione, con dedica collettiva in versione hispanica, vergata a Buenos Aires! C’è qualcosa, nel ritratto, che suggerisce una lettura che va al di là della generica posa fotografica. Il volto della Bria mostra un sorriso spontaneo, estroverso, persino trattenuto, e fa credere che la giovane ragazza fosse ben felice di quel che la vita in quel momento le destinava, ossia cantare in un gruppo vocale che era stato famosissimo. I volti delle due Lescano paiono invece esprimere una certa mesta stanchezza, come avvertissero l’inanità di quel supplemento di carriera destinato a concludersi di là a poco, senza aver riassaporato – nemmeno in parte – la grande fama di pochi anni prima.
Si acuisce con l’occasione la curiosità di sapere come cantasse il Trio in quegli anni, ma temo che salvo miracoli essa sia destinata a rimanere insoddisfatta. Accontentiamoci per il momento di questa gradita testimonianza visiva.
In particolare la foto della Bria ventenne mostra un tipino che deve essere stato vispo e frizzante la sua parte: ed è sorprendente come nelle foto di settant’anni dopo la stessa persona risulti – a onta delle inevitabili offese del tempo – ancora riconoscibile e non del tutto privata dell’originaria freschezza []. Onore e simpatia, dunque, a questa immarcescibile decana, estrema testimone di un tempo tanto lontano da sfumare ormai nelle regioni del Mito. Complimenti vivissimi, infine, per il restauro della foto, che, come so bene, deve avere richiesto una pazienza più che certosina».

8 Novembre 2016

Mail di Paolo Piccardo: «Ecco un primo messaggio di Richard Kuller [v. Aggiornamenti del 31 Ottobre scorso] che mi conferma l’origine ebrea di suo padre Sid, ragione per la quale il disco GP 92772 con la canzone Miao Pussy Pussy sparisce dal catalogo Cetra del 1942. A breve dunque conto di avere a disposizione foto idonee ai nostri database, benché già questa allegata sia un bel passo innanzi».

7 Novembre 2016
Roberto Berlini ci ha gentilmente informati che è da tempo in rete (esattamente dal 24 Ottobre scorso, ma non ne eravamo al corrente) la breve intervista – poco più di tre minuti – che un giovane cronista della GRP, La Televisione delle città del Piemonte, ha fatto al Curatore di questo sito. Purtroppo l’intervistatore, anche se cortesissimo, era professionalmente un po’ acerbo, perché poi, nella presentazione del filmato, che supponiamo stilata o dettata da lui stesso, ha trovato il modo di infilare degli spiacevoli errori, sia di forma che di sostanza, arrivando perfino a storpiare il cognome dell’intervistato. Hanno comunque fatto peggio di lui i ben pagati giornalisti della Rai, che hanno avuto il coraggio di ridurre una cerimonia di circa un’ora in un laconico (e insignificante) servizio della durata di meno di un minuto!

3 Novembre 2016
Mail di Simone Calomino: «Cari amici, vi segnalo che oggi alle 14.30, domani alle 18 e sabato alle 21 andrà in onda su “Radio Il Discobolo” la mia trasmissione La voce del padrone. La puntata in questione è per noi interessante: interverrà infatti il nostro Paolo Piccardo con i suoi sempre azzeccati commenti tecnici. Parleremo delle scopiazzature e dei piccoli plagi fatti da Barzizza e da Angelini negli anni musicalmente a noi cari!».


2 Novembre 2016
Notata nel sito https://www.walnutstreettheatre.org/ una nuova foto di Dino Di Luca. Siamo sempre in attesa di notizie certe sull’ubicazione della sua tomba: pare infatti ormai accertato che non si trovi a Livorno, come aveva affermato a suo tempo la nipote dell’artista, la quale risiede però stabilmente da molti anni negli USA.
L’unica persona che potrebbe darci indicazioni precise al riguardo è sicuramente la di lei madre, Maria Teresa Di Luca, figlia di Lilla Brignore e dell’indimenticabile interprete, assieme al Trio Lescano, della deliziosa canzone Son tutte belle (GP 92797a). La signora dovrebbe risiedere a Genova (dove i Di Luca sono tantissimi), ma purtroppo non siamo ancora riusciti a contattarla.

31 Ottobre 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Ho potuto recuperare ancora qualcosina sui fratelli Nick e Charles Kenny, ad integrazione di quanto già inviato. Spero prima o poi di scovare l’elusivo Sid Kuller, che mi sfugge da troppo tempo!»
Mail di Virgilio Zanolla: «Cari amici, è uscito il numero 44 di “Diari di Cineclub” con il testo sulla cerimonia di Torino da me scritto, anche se l’ho firmato con uno pseudonimo, Federico La Lonza. Il mio pezzo si trova a pag. 58, e spero vi piaccia».

29 Ottobre 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Ecco un altro degli autori stranieri mancanti. Si tratta di Charles F. Kenny, fratello di Nick, che già abbiamo in archivio».
Ricordiamo che i due fratelli Kenny sono gli autori della canzone Chiesetta tra i fiori [Cathedral In The Pines], incisa da Aldo Donà e il Trio Lescano verso il 1940 (IT 684a). Abbiamo già inserito la nuova foto nella pagina http://www.trio-lescano.it/autori_stranieri_A-L.html.

28 Ottobre 2016
Mail di Alessandro Rigacci: «Ho rivisto le pagine degli Autori italiani con gli aggiornamenti che avevo suggerito: tutto è perfetto e non ho nulla da integrare e/o correggere. Ho provato a cercare informazioni sul figlio di Fausto Tommei. La ricerca purtroppo ha portato ad un nulla di fatto, tuttavia invito gli amici del sito a riflettere su quanto segue:
1) la foto che ritrae Tommei assieme alla moglie Bebe appare sul «Canzoniere della Radio» n. 57 del 1° Aprile 1943;
2) se leggiamo attentamente l’intervista fatta a Fausto Tommei, pubblicata sul volume Tra le quinte della radio, Messaggerie Musicali, 10 Febbraio 1942, a pagina 78 il giornalista si congeda così “Grazie Fausto, saluti alla signora Bebe – a proposito a quando un bebè? [...]”.
Qual è dunque la verità? Il giornalista che l’ha intervistato non era sufficientemente informato sulla vita privata di Tommei? L’intervista era di gran lunga precedente all’anno di pubblicazione? Il bimbo che appare con i coniugi Tommei non è il loro figlio?
Chi fosse in possesso di informazioni al riguardo è pregato di intervenire».

26 Ottobre 2016

Su eBay / Lescano sono comparsi recentemente diversi annunci riguardanti degli “acetati”: il più interessante mi sembra quello che contiene tre canzoni lescaniane sulle quattro presenti. Abbiamo interpellato il nostro Simone Calomino, collezionista molto ben informato e sempre pronto (qualità questa decisamente rara tra i collezionisti di dischi) a condividere con tutti le sue migliori acquisizioni, per sapere cosa ne pensi di questo materiale. In particolare gli abbiamo chiesto se, a sua  conoscenza, i file audio che si possono ricavare da questi “dischi di prova” siano di buona qualità. In caso affermativo, infatti, essi diventerebbero per noi interessanti, in quanto troviamo qui alcune canzoni delle Nostre di cui possediamo solo copie assai deteriorate.
Ecco la risposta di Simone: «Come ormai è ben noto a tutti gli appassionati dell’era dell’Eiar, buona parte degli archivi della Cetra-Parlophon, così come le registrazioni su nastro delle trasmissioni dello stesso Ente radiofonico nazionale, hanno fatto una brutta fine durante la guerra. E ciò che non era andato distrutto durante i bombardamenti, è stato mandato al macero nei decenni successivi, anche grazie ad una pesante opera di selezione portata avanti da una commissione di presunti “esperti”, fra cui si dice che vi fosse il M° Tito Petralia. Quel poco che resta, quindi, è da considerarsi veramente una fortunata reliquia.
Eppure l’intero argomento è molto nebbioso e restano forti dubbi riguardo a cosa sia successo davvero. Per di più, da qualche tempo, circolano su eBay degli strani dischi a 33 giri che contengono delle registrazioni, fin troppo di alta qualità, di dischi delle più varie case discografiche. Qualcuno vocifera che si tratti di riversamenti dei master originali a 78 giri; in tal caso non si spiegherebbe la compresenza di pezzi incisi per le più varie case discografiche: dalla Fonit alla Odeon, passando per la Cetra-Parlophon. Quindi, per me, questa voce è interessante ma non veritiera.
Visto che sembra invece abbastanza certo che questi dischi provengano dall’archivio privato di un non meglio precisato impiegato di una famosa casa discografica, è più probabile che si tratti di riversamenti di dischi molto ben tenuti, magari per uso interno alla fantomatica casa discografica (produzione di raccolte o trasmissioni radiofoniche dedicate alle vecchie canzoni, in stile Toh, chi si risente) oppure ancora che si tratti dell’opera di raccolta di un bravo collezionista non tanto interessato al disco a 78 giri quanto piuttosto al suo contenuto. Quest’ultima ipotesi mi sembra la più probabile, soprattutto per il fatto che le registrazioni in questione sono state fatte su dischi di marca generica, molto simili alle registrazioni private amatoriali – seppur in tal caso assai ben fatte, quindi quasi sicuramente utilizzando apparecchiature professionali o semi-professionali.
Nessuno probabilmente potrà mai chiarire la reale natura di questi dischi; sento comunque di dover dire che sono dei pezzi abbastanza interessanti, soprattutto per l’alta qualità delle registrazioni in essi contenute. Allo stesso tempo non credo che si tratti di oggetti di gran valore collezionistico. Certo, se saltasse fuori qualcuno dei brani a noi mancanti, non sarebbe affatto male acquistarli...»

23 Ottobre 2016
A proposito del quesito posto ai nostri lettori venerdì scorso, Paolo Piccardo ci scrive: «Molto bene. riconosco che l’identificazione, fatta a suo tempo, di Poletto era stata un po’ forzata in quanto avevamo visto la sua supposta immagine su un mandolino. In effetti Poletto non assomigliava molto a Fragna []. Sono invece meno propenso a parlare di due persone diverse nel caso di Leonardi. Trent’anni possono in realtà fare una bella differenza sul volto di un uomo, e mi permetto di metterci – a titolo di esempio – qualche ricordo personale: mio Padre nel 1955 e parecchi anni dopo, ovvero il sottoscritto ritratto nel 1983 e nel 2016. Per inciso, ricordare mio Padre mi fa sempre piacere, e vi prego di notare il glamour che aveva nei suoi anni d’oro, alla Ramón Novarro...
Trovo infine che l’essenziale sia di avere nuovamente con noi Alessandro Rigacci che, parafrasando una nota pubblicità, “non ha prezzo”!

21 Ottobre 2016
Mail di Alessandro Rigacci: «Come promesso, inizio ad inviare un po’ di materiale che ho reperito in questi ultimi mesi. Recentemente ho dato una controllata alle varie pagine del sito e mi sono accorto che ci sono alcune cose da correggere o integrare. Inizio con gli Autori Italiani.
- Una bella immagine di Felice Abriani, da sostituire a quella, molto deteriorata, presente sul sito. La foto, con tanto di dedica, raffigura il Maestro Abriani assieme a Francesco Ferrari e proviene dal libro Una voce una vita. Lidia e la storia della canzone italiana di Lidia Martorana.
- Idem per Pier Emilio Bassi.
- Ho trovato su un “Radiocorriere” del 1950 un bell’articolo su Guido Cergoli: la qualità non è molto buona – le TecheRai hanno messo online quasi tutte fotocopie dei volumi in oggetto – ma almeno ci permette di avere un ritratto giovanile, sorridente e non di profilo, del bravissimo Maestro.
- Leo Di Marte, al secolo Matteo Marletta, è deceduto a Roma nel 1969. Questo compositore è ricordato e omaggiato in tutto il mondo in quanto autore della celeberrima Terra straniera, inno di tutti gli italiani all’estero.
- Un’immagine di Piero Leonardi, ritratto assieme al compositore Louiguy, presente su un “Canzoniere della Radio” del 1949. Noto che, rispetto alla foto pubblicata sul sito, il nostro autore appare molto diverso: che sia il caso di aprire un confronto e di chiedere un parere anche agli altri collaboratori?
- Una foto di Nino Piccinelli, tratta da un “Radiocorriere” degli anni Cinquanta: forse è il caso di sostituirla con quella presente.
- Una foto di Pinchi, decisamente migliore di quella, molto sgranata, pubblicata sul sito.
- Alla voce di Enzo Luigi Poletto appare una foto di Armando Fragna: probabilmente, considerando che i due hanno scritto diversi motivetti insieme, c’è stato uno scambio di immagine. Ho reperito una foto di Poletto in un “Canzoniere della Radio” e, come si può vedere, non ci sono dubbi che sia lui.
- Un’immagine di Antonio Pugliese, decisamente migliore di quella presente sul sito.
- Una foto giovanile di Nino Ravasini – sempre nel “Canzoniere della Radio” – che, a mio avviso, lo rappresenterebbe meglio nella tabella degli Autori.
- Consiglierei di inserire la data di nascita e di morte (1909-1999) di Tatina Salesi, dati che si possono evincere dalla tomba di famiglia, dov’è sepolto lo stesso Barzizza. Magari sul luogo di morte possiamo chiedere lumi a Freddy Colt, che ha buoni rapporti con la famiglia.
- Piero Trombetta, celebre autore di Kriminal Tango, è deceduto nel 1991.
- Antonio Valli era nato a Bologna nel 1910 ed vi è morto nel 1999. Fu collaboratore stretto di Carlo Moreno, il suo più grande successo è stato Giamaica, nell’interpretazione di Giorgio Consolini».
Quanto prima provvederemo a utilizzare tutto il copioso materiale inviatoci da Alessandro, che ringraziamo sentitamente.

19 Ottobre 2016
Paolo Piccardo ci ha inviato la sua recensione del libro di Mario Ogliaro, C’è una chiesetta, amor... (2013), dedicato al M° Cinico Angelini [v. gli Aggiornamenti del 6 Settembre scorso]. L’abbiamo pubblicata in fondo alla pagina http://www.trio-lescano.it/recensioni.html.
Mail di Virgilio Zanolla: «Chi volesse alloggiare a Torino, può farlo comodissimamente in un ottimo B&B, in zona Vanchiglia: superficie di 60 mq, composto di due stanze da letto, un bagno e una cucina; l’indirizzo: via degli Artisti 26, scala destra, terzo ed ultimo piano appartamento a sinistra… Sì, La casa del Trio Lescano! L’altro giorno, quando Claudia Manavella mi ha dato la relativa cartolina pubblicitaria, non avevo ben letto tutto il testo; l’ho fatto solo quand’era ormai troppo tardi, quand’ero sull’Intercity che da Torino mi riportava a Genova. Riassumendo, la cartolina è così fatta: in copertina il mandolino di Tulipan (che sarebbe poi Tuli-Tuli-Pan: sicché questa canzone ha almeno due titoli), con sopra la scritta: "Un soggiorno a Torino e un magico viaggio nel tempo: gli anni dello SWING ITALIANO!" e sotto quella "La casa del trio Lescano». Sul retro è riportata in alto la stessa scritta, seguita da questo testo: «Trascorri la tua vacanza, il tuo soggiorno per lavoro e altro a Torino nella centralissima e suggestiva casa dove vissero le sorelle Leschan, componenti del Trio Vocale Sorelle Lescano. Divenuto celebre al tempo dello swing italiano grazie a canzoni come Tulipan, e accompagnamenti a brani altrettanto famosi (Maramao perché sei morto, Ma le gambe, Pippo non lo sa…), il trio era un mito degli anni ’30 e ’40 ai tempi della radio EIAR (l’attuale Rai). Un successo giustificato da raffinati virtuosismi vocali e armonizzazioni swing e jazz, riscoperti oggi da giovani artisti come Simone Molinari» (i grassetti originali mostrano che l’estensore del testo ha gettato più di un occhio al sito Wikipedia a suo tempo redatto dal nostro Vito Vita). Segue quest’altro testo, affiancato da una mini-pianta della relativa zona di Torino: «A Torino, in Via Artisti, quartiere Vanchiglia, a 250 metri da P.za Vittorio e dai Murazzi, a due passi dalla Mole Antonelliana e dal Museo del Cinema, da P.za Castello, dai Giardini Reali e da Via Roma. Appartamento angolare (60 mq) appena ristrutturato composto da due camere, bagno e cucina abitabile, al primo piano con ascensore, con vista sulla collina torinese da una parte e sugli archi di Piazza Vittoria dall’altra». Ora, è evidente che quel «primo piano» mette subito sul chivalà, dato che il piano delle Lescano era il terzo, o se vogliamo il secondo rialzato; ma la «vista sulla collina torinese da una parte e sugli archi di Piazza Vittoria dall’altra» dal primo piano non la si ha di certo, per cui è pensabile una (grave) svista nel testo. In ogni caso, se non altro – poiché gli appartamenti d’angolo ai piani sono tutti eguali – sappiamo che le Lescano ed Eva vivevano in uno spazio esiguo: disponendo di sole due camere, immagino che in una dormisse Eva, nell’altra le tre sorelle, oppure due di qua e due di là, oppure ancora, tutt’e quattro in una. Questo lo dico per il fatto che, gli altri vani essendo un bagno ed una cucina, nell’appartamento in quel caso sarebbe mancato il soggiorno; e dato che è provato ricevevano, dove mai altrimenti avrebbero potuto farlo? Nella metà inferiore della pagina si trovano infine queste indicazioni [il simbolo preposto alle stesse è un tulipano, io ho messo quello che avevo a disposizione]: «♠ 4 comodi posti letto (singoli o matrimoniali); ♠ periodi da 1 a massimo 20 giorni (prenotazione almeno quattro giorni prima della data di inizio del soggiorno); ♠ uso della cucina attrezzata (utensili, pentole e stoviglie); ♠ biancheria da letto, da bagno, da cucina, fornita e compresa nel costo del soggiorno; ♠ servizio cucina su prenotazione (Piatti della tradizione e non, da gustare comodamente a casa); ♠ descrizione completa di foto e di condizioni di prenotazione e pagamento sul sito: www.homelidays.it (annuncio n° 1442971); ♠ info e prenotazioni (casalescano@tiscali.it, tel. 377.976.8771) []" .
Insomma, ecco qua. Sapevamo che il proprietario dell’appartamento aveva puntato molto, per questa sua iniziativa commerciale, sulla cerimonia di scoprimento della targa, e personalmente non gliene voglio certo per questo: ciascuno è libero di fare i suoi interessi, inoltre la sua idea mi pare tutt’altro che malvagia. Mi dispiace soltanto che non si sia fatto vivo con noi: da una parte, saremmo tutti stati curiosi di visitare l’appartamento, dall’altra, chissà, egli avrebbe magari trovato più d’un cliente. Premetto tuttavia di non aver visitato il sito sopra indicato, e quindi di esprimermi senza conoscere i prezzi per il soggiorno nell’abitazione».
Nel viaggio di ritorno a casa col comodissimo treno rapido Freccia Rossa, il Curatore ha incontrato una gentile signora ungherese con buoni studi e ha subito approfittato dell’occasione per chiederle come pronuncerebbe il cognome Leschan. Senza esitazione lei ha detto “lèjan” (con la consonante j pronunciata alla francese, come nel nome Jean), escludendo tassativamente che si pronunci “lèskan” o “lèscian”. Quanto al nome originale di Giuditta – Judik o Judith – la signora l’ha pronunciato rispettivamente “iùdik” e “iùdit”. Crediamo che tale testimonianza, del tutto attendibile, faccia finalmente chiarezza su un punto tuttora controverso.

18 Ottobre 2016
Mail di Alessandro Rigacci: «Torno a ribadire quanto la meravigliosa giornata del 14 ottobre u.s. sia stata oltremodo importante: non solo perché la targa in via degli Artisti rappresenta un traguardo significativo per il sito nonché per tutta la sua équipe (ognuno di noi collaboratori ne ha permesso la realizzazione con il proprio, anche piccolo, contributo) ma anche perché vedersi, scambiarsi opinioni, colloquiare anche del più e del meno davanti a un bel piatto tipico torinese, ha permesso a tutti noi di conoscerci meglio, di darci un volto, una voce, un’espressione e di lanciare - anche se per il momento solo a voce - nuove idee e nuove piste. […]». In una mail successiva, intitolata Aggiornamenti col botto!, Alessandro ci scrive: «Ho letto con attenzione gli ultimi Aggiornamenti e, come al solito, non ho integrazioni e/o correzioni da fare. Tutto è perfetto, ben descritto, trattato con garbo, compresa la critica fatta ai media, che condivido in pieno. Complimenti anche a Sonia per il servizio fotografico: il pdf con i nostri interventi e le immagini di tutti noi è davvero una chicca!».
Mail di Claudia Manavella: «Gentilissimi, vi invio di seguito il link del servizio del tg3 Piemonte andato in onda venerdì alle 19.30. Il pezzo relativo allo scoprimento della targa in via degli Artisti 26 si può vedere a circa 4 minuti dalla fine [esattamente da 15.10 a 16.00].
http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-78cf89ef-f7d7-448f-b4c6-73894fd45ae1.html#p=0».
Vito Vita, da parte sua, ci ha inviato il file separato del pezzo di nostro interesse “così non si deve vedere tutto il servizio”.
Mail di Lele del Gatto: «A proposito della cerimonia di venerdì scorso, ho avuto la sorpresa di apprezzarla in un inaspettato video su YouTube [Lele si riferisce a quello postato da Roberto Berlini]. Per una volta, va riconosciuto a un’Amministrazione Comunale di aver fatto le cose per bene, con tutti i crismi e le pompe che l’evento richiedeva e meritava. Sorprendente a dir poco la vivacità dell’ultra novantenne Maria Bria – che più che una vecchietta andrebbe definita una ragazzina attempata – la quale, nell’improvvisare “a cappella” il brano più tipico del canone lescaniano, ha fatto intuire di non avere perduto del tutto, dopo tanti anni, un senso del ritmo che tanti sedicenti cantanti professionisti d’oggidì non saprebbero non dico imitare, ma neppur concepire. Sono certo che voi fortunati presenti vi sarete emozionati quanto basta».
Mail di Virgilio Zanolla: «Carissimi amici, volevo ringraziarvi tutti per la partecipazione alla cerimonia di venerdì, che a mio modesto avviso, nonostante la pioggia, è stata toccante. Alessandro ha fatto un discorso bellissimo e ineccepibile, io più o meno me la sono cavata, Angelo ha svolto la sua funzione di curatore del sito come meglio non si sarebbe potuto: spettava a lui la parte più impegnativa, il ricordare il motivo della nascita del sito stesso e i suoi molti progressi svolti verso l’acquisizione di notizie, documenti, immagini e motivi: e ha detto proprio tutto ciò che c’era da dire. Inoltre, se posso aggiungere, mi ha commosso la signora Bria: vedere questa donna di novantun anni, minuta e ancora in gamba, intonare Tuli-Tuli-Pan mi ha ricordato lo spirito e la fragranza di quei tempi (politica a parte, come ho detto nel mio intervento)... Infine, l’atto di scoprire la targa è stato un altro momento magico: mi è parso come se in quell’attimo il sito Ricordando il Trio Lescano avesse acquisito un’ufficialità che gli spettava da tempo immemorabile; e riguardo alle Lescano e a Prato ho pensato: “Giustizia è stata fatta”. Non avete idea dei molti complimenti ricevuti sul sito, sull’iniziativa e sulla manifestazione lì a Torino: c’è stato un giovane militare che si è complimentato dicendo: - Era ora, alle Lescano una targa sarebbe dovuta toccare da tempo. - Franco D’Agostino, nipote di Duilio, il prof. Piero Vacca Cavalotto, le tre nipoti di Giuseppina Vernetti ed altri ancora hanno espresso tutta la loro soddisfazione, compresa la signora Imbesi che ha parlato per prima; insomma è stato un pieno successo. E avete visto il bar vicino al civico 26, tutto adorno di foto delle Lescano e di Prato? Hanno perfino scansionato un brano scritto da Alessandra a Prato in coda ad una lettera di Gallizio; quel bar è di due signori molto gentili, parenti della signora Guglielmino Palmanova: spero che qualcuno abbia fotografato le sue vetrine perché lo meritavano davvero.
Un fatto è certo: questa cerimonia e quest’incontro tra confratelli non potrà che incrementare le ricerche sulle Lescano, alla ricerca della soluzione dei loro ultimi misteri».
Mail di Simone Calomino: «Splendidi gli aggiornamenti di ieri! Come sempre, d’altronde... Mi è dispiaciuto molto non poter venire ma, nonostante avessi già da tempo presente la data, mi sono deciso a prenotare troppo tardi e i prezzi sono diventati proibitivi... In più si sono aggiunti diversi impegni, seppur non importantissimi, nei giorni in cui sarei stato a Torino, impegni che mi hanno invece tenuto fermo qui a Roma. Ma sono certo che troveremo un’altra occasione per conoscerci di persona, anche se magari non tutti insieme. Grazie ai vostri splendidi reportage, in compenso, è stato come essere lì con voi alla cerimonia! Complimenti dunque per il traguardo ottenuto! Speriamo di vedere ancora in futuro risultati simili che mantengano viva la memoria di quel periodo musicalmente tanto prolifico e di qualità indiscutibile, seppur storicamente tanto triste.
Approfitto dell’occasione per scusarmi della mia momentanea “scomparsa”: la mia nuova vita lontano da casa è più impegnativa di quella di prima, così ho davvero poco tempo da dedicare alla nostra comune passione. Tengo però sempre un occhio vigile. Infatti vi segnalo che è su eBay il disco Cetra DC 4433 con incisa Firenze, già uscita almeno due anni prima con codice IT 818. Il disco mi risulta citato nella nostra discografia ma, in quest’occasione, appare chiaramente leggibile la data di incisione, 28/11/1940, stampigliata sul disco. Allego le foto».
Mail di Paolo Piccardo: «In attesa di inviare il mio commento alla giornata di venerdì, allego la ben nota foto promozionale delle ragazze, con dedica originale al saxofonista Aldo Rossi, offertami dal nipote Marco []. Gli ho chiesto di mandarla in elevata qualità via mail, assieme ad una nota biografica sul musicista».
Mail di Freddy Colt (Sultan of Swing): «Caro Angelo, è stato un piacere per me conoscere te e la tua Signora nell’intensa giornata torinese. È stato davvero un bel tributo al grande Trio vocale, ad un esimio Maestro arrangiatore, e un’occasione per conoscere i collaboratori del vostro sito. Mi spiace di aver potuto collaborare ben poco in questi anni, ma spero di far meglio in futuro!...
Ho parlato con l’Assessore alla Cultura di Sanremo per mettere una targa in ricordo del M° Barzizza, magari all’interno del Casinò, da Pippo re-inaugurato con la Blue Star nel 1928. Mi sembrava subito favorevole, e potremmo farci tutti promotori della cosa: il Sultanato dello Swing, il sito Ricordando il Trio Lescano e Il Discobolo (che ha sede anch’esso a Sanremo). Che ne dici?
Penserei io ad avvisare Renzo ed Isa, ma prima bisogna capire il periodo (forse nei giorni del prossimo Festival?!...) E potrebbe anche essere un’occasione per fare un nuovo raduno/convegno di tutti gli studiosi della materia».

17 Ottobre 2016
Venerdì scorso, 14 Ottobre, si è svolta alle ore 10 a Torino, in via degli Artisti 26, la tanto attesa cerimonia (se ne parla da diversi anni, mentre la delibera di approvazione da parte della Giunta Comunale è datata 16 Luglio 2013!) di scoprimento della targa a ricordo delle Sorelle Lescano e del M° Carlo Alberto Prato, che vissero a lungo in quel palazzo a partire dal 1939. Il tempo non è stato clemente, tanto che è piovuto in continuazione durante tutta la mattinata, tuttavia i disagi per i partecipanti all’evento (un centinaio) sono stati minimi, grazie all’efficienza organizzativa della responsabile dell’Ufficio Manifestazioni del Consiglio Comunale torinese, Claudia Manavella. In effetti, per proteggere dalla pioggia sia i relatori che le delicate apparecchiature – fra cui due preziosi microfoni d’epoca, messi a disposizione dal locale Museo della Radio – è stato montato un gazebo nel cortile interno del palazzo, mentre le persone giunte sul posto per assistere alla cerimonia si sono sistemate, sia pure in piedi, nell’ampio androne dello storico edificio, signorile e ben tenuto.
Dopo aver ascoltato in religioso silenzio l’inno di Mameli, ha parlato per prima la rappresentante del Consiglio Comunale, Serena Imbesi, che ha messo in luce soprattutto il ruolo avuto dalle Lescano nell’alleviare con le loro canzoni le gravi preoccupazioni della gente, di ogni condizione sociale, nei difficili anni dell’entrata in guerra dell’Italia. È stato poi invitato a intervenire Alessandro Rigacci, collaboratore del sito tra i più brillanti e preparati fin dagli inizi; il quale ha saputo evidenziare i meriti precipui in campo musicale di queste artiste inarrivabili, meriti che giustificano il loro perdurante fascino anche ai giorni nostri. Ad Alessandro è seguito Virgilio Zanolla, altro collaboratore insostituibile e con al suo attivo una lunga serie di contributi di assoluto valore; egli ha tracciato un bel ritratto del M° Prato, definendolo “il Pigmalione delle Lescano” e sottolineando opportunamente anche le sue qualità di uomo buono e generoso, seppur severo ed esigentissimo nel lavoro. È stato quindi il turno di Angelo Zaniol, fondatore e curatore del sito, che ha ripercorso le tappe salienti della sua iniziativa e i lusinghieri risultati conseguiti in otto anni di attività, grazie all’apporto di tanti validi e disinteressati collaboratori.
Dopo le tre relazioni suddette, espressione del Comitato Direttivo del sito, è stata invitata a dire qualcosa davanti ai microfoni storici anche Maria Bria, la quale da giovane lavorò per diversi anni con Alessandra e Giuditta Lescano, sia in Italia che successivamente in Sudamerica, rimpiazzando Caterinetta nel Trio. La 91enne Maria, sempre meravigliosamente in gran forma e lucidissima, ha ripetuto cose già dette in tante altre occasioni, ma alla fine ha deliziato i presenti intonando, con voce ancora ferma, Tulipan: questo regalo inaspettato ha suscitato l’applauso scrosciante di tutti i convenuti. C’è stato da ultimo un sobrio intervento di Roberto Nepote, direttore del Centro di Produzione della Rai di Torino, dopo di che si è passati senz’altro allo scoprimento della targa, operazione che ha toccato momenti di autentica commozione.
Conclusasi con ciò la cerimonia vera e propria, ripresa da un tecnico della Rai, i convenuti si sono abbandonati alla più calorosa convivialità, fatta di abbracci e festosi riconoscimenti, dato che non pochi degli amici o collaboratori del sito presenti sul posto non avevano mai avuto in precedenza l’occasione di incontrarsi di persona. Ad esempio, il Curatore del sito non aveva mai visto in carne ed ossa alcuni dei suoi più vecchi e stimati collaboratori, come Paolo Piccardo, Virgilio Zanolla, Vito Vita, Paolo Benevelli e Freddy Colt: è dunque facile immaginare con quale gioioso trasporto si siano finalmente abbracciati dopo tanti anni di fraterna amicizia virtuale, che nel web sembra ormai essere diventata quasi la norma!
Oltre alle persone citate, hanno partecipato all’evento anche Roberto Berlini, attivissimo come fotografo e intervistatore dal travolgente entusiasmo giovanile (ha solo 22 anni, ma è entrato nella grande famiglia del sito quando ne aveva solo 15!), le tre nipoti del M° Prato, con in testa l’adorabile Marisa Guglielmino Palmanova, Gianna Montanari Bevilacqua, figlia dell’indimenticabile cantante Michele Montanari, Franco D’Agostino (che da bambino conobbe da vicino Caterinetta Lescano, apprezzandone la grande bontà d’animo e gentilezza) e vari altri. Sono stati assenti giustificati – di certo con loro sincero rammarico – altri collaboratori di primo piano del sito, quali Manuel Carrera, Simone Calomino, Gabriele Brunini (alias Lele Del Gatto) e Tito Zaggia. Altri collaboratori dello stesso calibro che ci aspettavamo di incontrare a Torino, anche perché vivono non troppo lontani da lì, non si sono invece fatti vedere né ci hanno spiegato i motivi della loro mancata partecipazione a un evento che per noi lescanofili era davvero imperdibile: è questa l’unica nota dolente di una giornata che si è svolta all’insegna della gioia e della vera amicizia.
Quanto alla cronaca dell’avvenimento, va segnalato innanzi tutto il comunicato, molto ben fatto, pubblicato nel sito CittAgorà - Periodico del Consiglio Comunale di Torino. C’è poi da dire che Roberto Berlini, appena tornato a casa, a Roma, ha scritto e immediatamente postato nel Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo un ottimo articolo sulla manifestazione, corredandolo di un bel filmato (visibile separatamente anche su YouTube) che mostra, abilmente montati, i suoi momenti salienti.
Per parte nostra abbiamo confezionato un pdf contenente i testi dei discorsi pronunciati durante la cerimonia dai tre rappresentanti del sito, più un servizio fotografico curato da Sonia Sonda von Gübert Zaniol, la gentile consorte del Curatore.
Decisamente deludente invece è stato il ruolo avuto in questa occasione dai media. Rai 3, nel suo telegiornale regionale delle 19.30 ha dedicato alla cerimonia, il giorno stesso in cui si è svolta, un insignificante miniservizio di meno di un minuto, mentre «La Stampa» del giorno seguente (15 Ottobre, pagine della Cronaca di Torino) l’ha ignorata del tutto. Ci spiace dirlo, ma ci sembra che abbiamo qui l’ennesima prova di quanto poco i media italiani, inclusi quelli più blasonati, si curino di valorizzare la Cultura, quando questa sia di nicchia e non legata a doppio filo a grandi interessi economici.
Mail di Victor Vegan: «Impossibilitato dall’influenza, non ho potuto affrontare il breve viaggio da Chivasso a Torino; da vegano non prendo tachipirina né medicinali, e con i farmaci omeopatici, non a base di prodotti animali e alcool, sto aspettando di guarire normalmente. Sono quindi davvero abbattuto per non essermi potuto incontrare finalmente con voi e presenziare all’evento, da tanto aspettato. Ho contato le ore e i minuti per di vedere il filmato del tg3 piemonte, sul quale ho dovuto scontrarmi con un’altra pecca: hanno infatti super riassunto il momento, senza far sentire le voci dei protagonisti. Avrei voluto conoscere anche le previste nipoti di Prato e far avere anche a loro una copia del mio film, che è tutt’ora in viaggio per 64 festivals nel mondo, in attesa di vincere – perché no? – anche qualche premio e arrivare alla distribuzione italiana, dopo il passaggio in tv di un anno fa.
Avevo letto anche che ci sarebbe stato qualche esponente della massoneria torinese e ol console dell’Olanda: è possibile avere riferimenti di chi c’era effettivamente? Grazie.
Questo il filmato che ho editato per il gruppo Trio Lescano per Sempre:
https://www.facebook.com/victorvegan/videos/1173038846116499/.
P.S. Fa spiacere vedere che nemmeno il Comune di Torino ha citato me e Gianna Molinar, che è stata una delle contribuenti a richiedere la targa insieme a voi. Pazienza, si sa che gli assenti non fanno mai testo...».


26 Settembre 2016
Da domani il sito chiude e riaprirà lunedì 17 Ottobre p. v.
Ricordiamo a tutti i fan delle Lescano la cerimonia che si svolgerà a Torino il 14 Ottobre prossimo e della quale abbiamo parlato in questa stessa pagina il 14 Settembre scorso. A tale importante evento interverranno, oltre al Curatore, alcuni dei principali collaboratori del sito, fermo restando che sarà oltremodo gradita la presenza di chiunque vorrà partecipare all’incontro, non fosse altro che per avere finalmente il piacere di conoscerci di persona!

17 Settembre 2016
Mail di Luca Costantini (v. il secondo degli Aggiornamenti del 7 Gennaio 2015 e quello del 13 Marzo 2015): «Caro Curatore, ti allego 4 mie opere che ho realizzato di recente e che riguardano le Nostre. Sarebbe un piacere per me se venissero pubblicate sul sito, per condividerle con tutti gli altri appassionati».
Siamo naturalmente lieti di esaudire la richiesta del nostro amico Luca, complimentandoci con lui per l’eccellenza dei suoi bassorilievi [].

14 Settembre 2016
Mail di Virgilio Zanolla: «Ormai la notizia è ufficiale: la cerimonia di scoprimento della targa dedicata al Trio Lescano e al M° Carlo Alberto Prato, il loro pianista preparatore, si terrà venerdì 14 Ottobre 2016 alle ore 10, nel cortile del palazzo torinese di via Artisti 26. Tutti gli ammiratori di queste grandi artiste, nonché dell’indimenticabile talent scout segusino, sono cordialmente invitati a partecipare. Tra chi non mancherà, ci saranno senz’altro le tre nipoti di Prato, una rappresentanza del consolato dei Paesi Bassi, una rappresentanza della Massoneria torinese e numerose altre personalità di spicco, legate – chi in un modo chi nell’altro – al mondo delle Lescano».


10 Settembre 2016
Ronald Garbaccio Gili (v. l’Aggiornamento del 6 u.s.) ha mantenuto la promessa e ci ha inviato le foto della tomba di famiglia e della targa dedicata alla sua congiunta: lo ringraziamo sentitamente per la sua disponibilità e cortesia. Per parte nostra abbiamo prontamente aggiornato la pagina http://www.trio-lescano.it/tombe.html.

6 Settembre 2016
Grazie all’interessamento di Paolo Piccardo, Ronald Garbaccio Gili, nipote della cantante Dea Garbaccio (che incise col Trio Lescano le canzoni Danza con me e Vieni in riva al mar) è stato così gentile da inviarci un’interessante documentazione sull’intitolazione alla celebre artista di una via nella sua città natale, Borgosesia []. Ci ha inoltre promesso di offrirci a breve una foto della targa nonché della tomba di famiglia, dove riposa la nostra indimenticabile Dea.
A proposito del libro di Mario Ogliaro, C’è una chiesetta, amor... (2013), dedicato al M° Cinico Angelini, saremmo lieti che qualcuno dei nostri collaboratori lo recensisse in modo approfondito, come senza dubbio il volume merita, data la serietà e la preparazione dell’Autore. Per procurarselo, basta seguire le indicazioni date dai nostri amici del Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo.

5 Settembre 2016
Mail di Paolo Piccardo: «
Amici, ecco un link interessante: http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=54730. Dunque a Borgosesia esiste una via Dea Garbaccio Gili: cercherò di ottenere una foto della targa, e possibilmente anche una della tomba dell’artista, che ancora ci manca».
Roberto Berlini ha pubblicato pochi giorni fa, nel suo canale di YouTube “Swingitaliano”, un nuovo filmato dedicato questa volta a Nell’oscurità, un ritmo allegro di Pietro Vidale. Lo interpreta il Duo Vocale Fiorenza, accompagnato dall’Orchestra Cetra diretta – come sempre – dal M° Pippo Barzizza. Il raro disco originale, Cetra IT 856 (matr. 50678) fa parte della ricca collezione di Sebastiano Rizzo ed è in ottime condizioni di conservazione: una fortuna, perché la canzone è molto piacevole e il Duo Fiorenza è qui semplicemente delizioso, per freschezza e affiatamento. Ci associamo dunque al commento di plauso postato da Gino Vandelli [].

3 Settembre 2016
Mail di
Paolo Piccardo: «Dal noto sito internazionale di aste AbeBooks [sezione tedesca] compare un interessante set di foto dello spettacolo di cui si è parlato ieri, con la seguente dicitura: “Note: lotto di 6 fotografie originale con Wanda Osiris e Carlo Dapporto dello spettacolo teatrale Sogniamo insieme tenutosi al teatro Quattro Fontane a Roma nel novembre 1943 con la Compagnia Rivista; si tratta del primo spettacolo di Wanda Osiris in coppia con Carlo Dapporto; le fotografie sono in formato 18x12 cm circa (5 fotografie) e 18x13 cm circa (1 fotografia) e sono degli studi fotografici di Roma Foto Gena e Foto Savio con timbri al retro; buoni ess. Buchnummer des Verkäufers” [].
Non si vedono purtroppo le Lescano, ma la data è interessante... E in barba al periodo veramente duro per Roma i costumi delle ragazze sono per il tempo piuttosto osés».


2 Settembre 2016
Mail di Massimo Robinson Farina: «Durante le mie ricerche sono incappato in questa notiziola apparsa, in data 11 Marzo 1943, sul quotidiano di Piacenza chiamato (all’epoca) “La Scure”. Si parla di una apparizione del Trio Lescano al Teatro Politeama di Piacenza, assieme alla Compagnia Dapporto-Osiri. Suppongo che la mancanza della s finale non sia un errore tipografico, ma l’italianizzazione del cognome secondo le regole dell’epoca (il calciatore istriano Colausig veniva chiamato Colaussi).
Se ricordo bene qualche tempo fa cercavamo informazioni sulle esibizioni del Trio, per poterne definire gli spostamenti. Ecco dunque un nuovo tassello []».

1° Settembre 2016
Mail di Roberto Berlini, datata 27 Luglio: «Grazie alla generosità di Aron Gazzarin (che mi ha fornito la digitalizzazione del disco) ho confezionato, e messo poco fa sul mio canale youtube, un video che presenta la soave interpretazione di Ba ba baciami piccina incisa dalle nostre Lescano [Cetra, DC 4143°, matr. 51638]. Il video è stato arricchito da preziosissimo materiale trovato negli anni e dedicato al film Una famiglia impossibile, da cui proviene la celebre canzone []». 

Mail di Paolo Piccardo, datata 8 Agosto: «In questa calda estate, tra concerti e lavoro. ho un piccolo aggiornamento per la nostra pagina degli Autori. Si tratta di Franco De Rosis. Ecco quanto mi scrive il figlio Giuseppe (Pino), da me contattato tramite i soliti sistemi di ricerca a tappeto.
“Caro Paolo, ti ringrazio per la tua segnalazione. Posso confermarti che mio padre, Francesco De Rosis, è l’autore della canzone [L’isola dei sogni, incisa dal Trio Lescano nel 1938, GP 92415b]; egli inoltre usava anche come sinonimo il nome di Elio Trasino. Nato a Corigliano Calabro il 7 Dicembre 1913 e spentosi a Roma il 17 Novembre 1994. La foto te la invierò al più presto possibile. Ringraziandoti ti faccio i migliori auguri per la tua attività artistica!”.
In attesa di una foto d’epoca, eccone una trovata sulla pagina facebook di Pino».
Mail di Francesco Nicola Di Pietro, datata 26 Agosto 2016: «Ho delle piccole ma interessanti novità. Innanzitutto una foto del nostro Trio che mi sembra di non aver mai visto: è poco più di un’icona, ma assai ben definita. L’ho trovata facendo una ricerca sul negozio di dischi del Cav. Angelo Alati, che si trovava a Roma, in Via Tre Cannelle, 16. Si tratta di una specie di Gioco dell’oca, risalente al periodo 1940/1941 e contenente, a scopo promozionale, un gran numero di immagini di artisti dell’epoca, parecchi di nostro primario interesse. Queste ultime foto ci sono per lo più note, ma mi risultano nuove (oltre alla suddetta foto del Trio Lescano) quelle di Enzo Aita e di Silvana Fioresi. Carino da leggere anche il Regolamento del gioco in cui sono menzionate, in tono scherzoso, anche le Lescano.
In secondo luogo, ci sono le etichette del disco Polydor 61206, vale a dire la stampa italiana di Joseph! Joseph! e Tu - Li - Tulip Time delle Andrews Sisters. L’incisione ormai la conosciamo, ciò che mi pare interessante sottolineare è che esistono due stampe di tale disco, una pre-Lescano e una post. La traduzione del titolo [del lato B] subisce infatti un vistoso cambiamento, da La stagione dei tulipani a Tulipan. Importante è anche sfatare il mito che in Italia, durante il Ventennio fascista, certa musica staniera non arrivasse proprio. Di certo non avranno stampato tutta la musica americana di quel periodo, ma etichette come la Polydor erano preposte appunto – da quello che ho potuto riscontrare per esperienza diretta – alla diffusione della musica inglese, tedesca, francese e anche americana.
In questo caso, allego la foto dell’etichetta del disco da me reperito, che sarebbe a mio parere la prima stampa (l’altro lato del disco rimane immutato); allego inoltre le foto delle due etichette del medesimo disco, ma con traduzione diversa, etichette che ho trovato in internet».


30 Giugno 2016
Da domani il sito chiude per le consuete ferie estive e riaprirà il 1° Settembre p.v. Auguriamo a tutti i nostri amici e collaboratori di trascorrere questi due mesi nel modo più sereno, magari ascoltando  come viatico per le vacanze Hawaï nous appelle, una fascinosa canzone degli anni Trenta interpretata dalla voce inconfondibile di Suzy Solidor, la più “trasgressiva” delle artiste francesi di quell’epoca irripetibile.

27 Giugno 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Ecco una bella foto dell’Orchestra Angelini nel 1951. Ho cercato di dare un nome a tutti gli orchestrali, con fatica. I nomi sono per sezione, da sinistra a destra dove il riconoscimento è stato possibile. Il quarto trombone da sinistra è il già citato Enzo Aita, omonimo del cantante di cui parlammo nel passato []».

13 Giugno 2016
Mail del M° Claudio Ríffero [v. gli Aggiornamenti del 22 Gennaio 2016]: « Se vi è cosa gradita, visitate il mio nuovo sito www.riffero.it. Nella pagina Libri didattici troverete la descrizione dell’ultimo mio libro pubblicato dalla Volonté & Co. (Mi); nella pagina Opere edite - Nuove composizioni potrete ascoltare le mie composizioni più recenti. Ringrazio anticipatamente per la vostra cortese attenzione».

12 Giugno 2016
Mail di Simone Calomino: «Sono entusiasta dell’ultima iniziativa di Lele Del Gatto: Aldo Donà è un artista che merita davvero di essere ricordato! Noto qualche piccola imprecisione nella discografia, ma vedrò di segnalarla a Lele al più presto o di intervenire io stesso. Intanto, per festeggiare l’avvenimento, ho pubblicato su YouTube un 78 giri che ho trovato qualche mese fa a Porta Portese, e ancora non avevo nemmeno ascoltato... Aldo Donà e Nella Colombo cantano Strimpellando il pianoforte di Pagano-Cherubini, con l’orchestra diretta da Carlo Zeme. Nel video ho inserito (com’è segnalato all’inizio) alcune delle foto pubblicate da Lele su Wikipedia, provenienti tutte dall’Archivio Donà, pubblicato nel nostro sito, insieme ad altro materiale reperito dal fornitissimo sito di Giorgio Zoffoli e dal sito Canzoni contro la guerra. Ho inoltre ritagliato una fotografia in mio possesso che dovrebbe risalire al 1942; il luogo è Torino, e ritrae tre donne che io ritengo essere Nella Colombo, Elsa Pejrone e la mia adorata Jone Caciagli. Spero di aver fatto cosa gradita agli amanti del genere!»

11Giugno 2016
Simone Calomino ha provveduto a mettere in rete, su Wikipedia francese, la nuova voce sul Trio Lescano predisposta dalla Redazione del nostro sito. La precedente era infatti del tutto insoddisfacente, in quanto striminzita all’eccesso. Presto dovrebbero essere disponibili le voci analoghe in inglese, spagnolo e olandese, mentre quella in tedesco è tuttora in via d’elaborazione.
Lele Del Gatto (al secolo Gabriele Brunini) ha messo mano, dal canto suo, alla voce di Wikipedia dedicata ad Aldo Donà, anch’essa in precedenza completamente inadeguata, in particolare riguardo alla Discografia – in realtà ricchissima – del bravo e versatile cantante veneziano. Ricordiamo che Donà incise, tra il ’39 e il ’42, tre canzoni col Trio Lescano [ ! | ].

6 Giugno 2016
Mail di un signore che ci contatta per la prima volta, firmandosi solo col suo “nomeutente”, ossia gioacchino69: «Salve, sono un vostro lettore, dato che mi piacciono sia le Lescano originali che quasi tutti i trii moderni che ne ripropongono il repertorio. Noto tuttavia con dispiacere che negli ultimi tempi il sito ha perso gran parte dell’entusiasmo e della capacità operativa che aveva un tempo: insomma si è come ammosciato… Non mi riferisco tanto al fatto che gli Aggiornamenti siano diventati sempre più rari, con lunghi periodi di inattività tra l’uno e l’altro; penso piuttosto alla crescente presenza, nell’unica pagina del sito rimasta saltuariamente attiva, di annunci non seguiti poi dai fatti, così da far nascere il sospetto che, in mancanza di meglio, si faccia ricorso a quell’annuncite che certi uomini politici nostrani praticano oggigiorno con estrema disinvoltura, al fine di guadagnar consensi a buon mercato.
Faccio qualche esempio. È da un bel po’ che si parla della targa che la città di Torino ha deciso di dedicare alle Sorelle Lescano; da allora però non si è saputo più nulla e io mi chiedo perché il sito continui a tacere su quest’argomento, per noi così significativo e importante: si ha forse paura di pestare i piedi a qualcuno? C’è poi la faccenda delle nuove piste di ricerca, presentate in passato, che avrebbero potuto o dovuto portare a risultati di spicco (la tomba di Dino di Luca localizzata a Livorno, la presenza a Genova della di lui figlia, Maria Teresa, magari con un bell’archivio di famiglia; l’intervista, da recuperare assolutamente, di Aldo Congiu ad Alessandra Lescano; l’archivio di Alberto Rabagliati, certamente cospicuo e a rischio di andare disperso, ora che la vedova è deceduta pure lei; i nuovi agganci in Venezuela che potrebbero fare finalmente luce sulla sorte toccata a Giuditta Lescano, ecc. ecc.): ebbene, di tutto ciò non si è più fatta parola negli ultimi Aggiornamenti, lasciando in un’inutile attesa quei lettori che, come me, hanno una buona memoria. Gradirei che qualcuno mi facesse capire ciò che sta succedendo…».

Risposta del Curatore: «Il cortese lettore – cortese in quanto, pur rivolgendoci delle severe critiche, lo fa con garbo e spirito costruttivo – ha assolutamente ragione! È infatti evidente che il sito, negli ultimi tempi, ha perso parecchio in fatto di grinta e operatività. Oltre alle ricerche menzionate da gioacchino69, tutte potenzialmente assai promettenti, ma tutte tristemente arenatesi senza produrre risultati di sorta, è il caso di ricordare il magnifico progetto lanciato da Virgilio Zanolla verso la metà dello scorso Febbraio (v. gli Aggiornamenti del 15 Marzo), progetto subito accolto con entusiasmo da Simone Calomino e altri “fedelissimi”; ebbene, a tutt’oggi le cose sono ancora nel limbo delle buone intenzioni, mentre si potevano realizzare compiutamente e comodamente in poche settimane…
Inutile e perfino ingeneroso additare a questo punto dei “colpevoli” di questi e altri consimili fallimenti, giacché il nostro sito è nato, cresciuto e ha dato in passato i memorabili frutti che tutti conosciamo solo ed esclusivamente grazie ad un lavoro di équipe basato sul volontariato, vale a dire senza compenso alcuno per i partecipanti che non sia l’intima soddisfazione per aver svolto il proprio compito in maniera disinteressata ed encomiabile. Se, a un certo punto, questo o quel collaboratore, che si era impegnato con noi a svolgere una determinata “missione”, non l’ha fatto è da escludere che si sia trattato da parte sua di cattiva volontà, stanchezza o pigrizia improvvise, o infine mancanza di parola. È chiaro invece che, se non ha potuto onorare gli impegni presi, avrà avuto le sue buone ragioni, che non sta a noi sindacare, quali che siano. Semmai, possiamo solo ringraziarlo una volta di più per i contributi che ci ha già offerto in passato, esprimendo la speranza che in futuro possa offrircene ancora e di pari valore.
Ci resta infine un’altra speranza, quella che arrivino presto nuovi collaboratori, magari giovanissimi, come erano Manuel, Roberto, Simone e altri quando ci contattarono per la prima volta, diversi anni fa. È a loro che affideremmo, con identica fiducia, quelle ricerche che risultano momentaneamente ferme, ma sono sempre pronte a ripartire di slancio verso il traguardo, non appena arrivi un nuovo ricercatore con quella passione e voglia di fare che spesso bastano da sole a rimuovere tutti gli ostacoli».
Mail di Paolo Piccardo: «Cari amici, ecco alcune mie considerazioni. Benché, ahinoi, le ricerche vadano senza dubbio a rilento, vi assicuro che io personalmente non sto con le mani in mano. Innanzitutto ho contattato un giovane collezionista olandese, al quale ho proposto di aiutarci a tradurre alcune parti del sito per offrirle ai molti suoi conterranei che conosco, e chissà che questo non ci porti al ritrovamento di nuovi documenti succosi. Sto effettuando inoltre la trascrizione di svariati spartiti scritti da Aristodemo Uzzi, che il figlio Raffaele mi invia e dai quali ricavo buoni files audio [ Guardando sui tetti | La metropolitana ]. La gratitudine che mi dimostra  nel veder riemergere le musiche del padre è per me molto gratificante. Lo stesso vale per Steve Bonino, con cui corrispondo spesso. È molto bello aver conosciuto tante ottime persone e aver fatto qualcosa per loro: mi piace dire che tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il nostro comune lavoro, che assume perciò una valenza ancora più  alta».
Mail di Massimo Farina []: «C’è un signore che conosco che ha dei dischi LP intitolati Fonografo Italiano 1890-1940, della Fonit-Cetra. Credo siano una ventina, ma non li ho contati con esattezza. Ho verificato che appaiono tutti in eccellenti condizioni (sia i dischi che le copertine). Vorrebbe sapere se sono dischi (in vinile) di un qualche valore e se magari qualcuno è interessato all’acquisto: in tal caso è pregato di contattarmi via e-mail.
Il noto commerciante valex46 ha messo in vendita su eBay a caro prezzo (€ 30,00 + 7,50 di spedizione) un’altra foto inedita di grande formato (cm 21x27 ca.) del M° Cinico Angelini. Essa risale agli inizi degli anni ’60 e lo mostra mentre sta conversando con Renato Rascel, tenendo tra le dita l’immancabile sigaretta []. Su questa e numerose altre foto inedite del Maestro crescentinese, apparse ultimamente su eBay e altri siti del genere, si veda quanto abbiamo scritto nel primo degli Aggiornamenti del 21 Dicembre 2015.

10 Maggio 2016
Per le ragioni spiegate nel Comunicato del 4 Gennaio scorso (v. sopra), questa pagina viene da oggi chiusa e riaprirà – salvo imprevisti – il prossimo 6 Giugno.


5 Maggio 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Al modico prezzo di € 9,90 ho acquistato il dvd del film del 1951 Il microfono è vostro. La storiella in sé non ha niente di particolare, ma si ha modo di vedere ed ascoltare, su un supporto ben restaurato e  dall’ottima resa acustica, un bel gruppo di artisti a noi cari. La colonna sonora, con il commento di Barzizza, presenta anche un ritornello cantato da un trio vocale, che sembra essere quello delle Capinere. Durante il film vi sono interventi interessanti di Rino Salviati, Gorni Kramer (che esegue L’Orchestra del cuore in quartetto), due spettacolose canzoni di Nilla Pizzi con l’Orchestra Angelini (che comprende molti musicisti della vecchia orchestra Cetra, imperdibile per strumentisti come me), e infine una bella versione del Quartetto Cetra di Vecchia America. Insomma, un bel numero di ghiottonerie, presentate da un Filogamo in forma strepitosa.
Allego alcune immagini da detto film, il cui copyright è della CG Home Video s.r.l., e una breve clip tratta dalla relativa colonna sonora.

4 Maggio 2016
Notate su eBay due nuove offerte di nostro interesse. La prima riguarda l’inserzionista antichecarte2012, che vende (a € 15 + 3,70 di spedizione) il n. 44 del 30.10.1955 di “Sorrisi e Canzoni”, sulla cui copertina campeggia una splendida foto in primo piano di Pippo Barzizza assieme alla figlia Isa, allora all’apice del successo; quest’immagine mette in risalto tutto l’affetto e l’ammirazione che la bella e brava attrice nutriva per il padre, il quale sembra dire: «Non mi merito forse una figliola così?» []. La seconda concerne una foto giovanile di grandi dimensioni (cm 24x30 ca.) di Alberto Rabagliati, realizzata in studio a scopo promozionale; essa mette perfettamente in luce l’armonia del volto e ancor più la profondità dello sguardo di questo straordinario artista. La vende (a € 35 più 7,50 di spedizione) il commerciante milanese valex46 [].

30 Aprile 2016
Mail di Manuel Carrera: «Le parole mancanti che chiede Dario Calvaresi sono, effetivamente, “a quei dì”. Riguardo invece alla strofa solista di Tulipan, Caterinetta dice così: “Odi tu il magico suon che vien dal cuore”».

29 Aprile 2016
Mail di
.
Milena Macchini: «Spettabile Redazione, innanzitutto mi complimento per il vostro bellissimo sito, che consulto spesso vista la mia passione per la musica tra le due guerre. Lo scorso anno mi sono laureata con lode in Scienze dei Beni Culturali con indirizzo musicologico; la mia tesi è stata un’analisi comparata della colonna sonora del film T’amero sempre di Mario Camerini per le edizioni italiana e francese del 1933 e il remake del 1943 (con Alida Valli e Gino Cervi), che contiene una canzone di Bixio Cherubini. 
Oltre agli studi, questa passione avviene anche nella pratica: ho fondato tre anni fa un trio vocale, di nome The McKeeney Sisters, che rievoca le “sisters” degli anni ’30/’40. Nel nostro repertorio ci sono infatti brani delle Boswell Sisters, delle Andrews Sisters e del Trio Lescano, ed è mia cura che gli arrangiamenti vocali siano fedelissimi agli originali (con molta fatica per quanto riguarda l’identificazione delle linee melodiche di Sandra...!). Ci esibiamo con un ottimo quartetto swing e le nostre platee ideali sono i ballerini di lindy hop, all’interno di belle serate che, per nostra fortuna, sono sempre più frequenti in area milanese.
Questi sono i riferimenti del trio:
http://www.mckeeneysisters.it/
https://www.facebook.com/McKeeneySisters/

A questo proposito vorrei chiedervi una delucidazione. Nel nostro repertorio c’è il brano Tulipan ma non ho trovato da nessuna parte un testo “ufficiale” dell’assolo. Tutto il web riporta la frase “oggi tu parli col suon che vien dal cuore pieno di languore”, ma la pronuncia è piuttosto incerta e io non sono sicura al 100% che sia corretta. Ho perciò bisogno della vostra autorevole approvazione, poiché mi è capitato di ascoltare molte incisioni di emuli del Trio Lescano con parole inventate di sana pianta, e non vorrei incappare nella stesso errore!
Grazie di tutto!»

26 Aprile 2016
Mail di Dario Calvaresi: «Ho trascritto il testo del brano Sposiamoci in bicicletta ascoltando la canzone, ma non riesco a capire una parola, che ho evidenziato in rosso nel file che allego. Se qualcuno riesce a capirla... mi farà davvero un grande favore!».
Per Lele Brunini (e il Curatore è d’accordo) il Grande Raba canta senza dubbio: “a quei dì”.

21 Aprile 2016
Mail di Lele Brunini: «Allo stato delle mie conoscenze, credevo non esistessero testimonianze della voce di Maria Bria. Questo inopinato ritrovamento (di cui va reso ampio merito allo scopritore) segna pertanto una vera sorpresa, e devo confessare che l’ascolto delle due registrazioni mi ha un poco sconcertato. Ho udito infatti una voce parecchio diversa da quella che mi sarei aspettato, soprattutto perché la Bria o Beiras, che dir si voglia, canta con voce schiettamente “impostata”: non dico al modo di un soprano leggero d’opera, ma quantomeno di uno d’operetta, diciamo quelle operette un po’ annacquate nella vocalità che si proponevano già dagli anni Cinquanta nei teatri minori.
Il fatto che la Bria fosse stata cooptata nel riformando Trio Lescano in sostituzione della rinunciataria Caterinetta, faceva implicitamente ritenere che la nuova entrata avesse una voce non voglio dire simile, ma perlomeno coerente con quella dell’ex titolare. Alla luce di questi ascolti, è invece inevitabile chiedersi come venisse inserita nelle armonizzazioni del Trio, parendo difficile che le fosse stato tout court assegnato il ruolo di Caterinetta Lescano, in ragione della decisa differenza delle due voci. Insomma, è credibile che con l’arrivo della nuova componente non poco fosse cambiato nel funzionamento del Trio: ma qui è d’uopo fermarsi, perché chiedersi come cantassero le Lescano tra la fine dei ’40 e i primi ’50 rischierebbe di scadere in uno sterile esercizio di fantasia. A noi lescanofili, che nel fondo del cuore crediamo ai miracoli, non resta che attendere il Miracolo definitivo, ovvero il ritrovamento di una seppur minima testimonianza audio del Secondo Trio, che sola potrebbe chiarire tante curiosità.
Tornando per concludere alla voce di Maria Bria, poco ho da aggiungere a quanto detto da Paolo Piccardo. La sua voce è certo di timbro gradevole, fresca e intonata; e l’interprete pare qua e là abbastanza spigliata ed espressiva. Un giudizio più circostanziato richiederebbe però l’ascolto di qualcosa di ben più probante di questa coppia di canzoncine vernacolari».


20 Aprile 2016
Mail di Mauro Berni, datata 6 Aprile: «Su Wikipedia risulta che Loredana, al secolo Loredana Padoan, è morta a Roma il 18 Gennaio 2016. Ci sono altri riscontri sul web».
Similmente a quanto abbiamo fatto di recente (il 16 Marzo) per Adriana Benetti, abbiamo subito aggiornato la nostra scheda su tale attrice.
Mail di Paolo Piccardo: «Ho ascoltato la Bria nelle due canzoncine piemontesi. Mi sembra di poter affermare che la ragazza aveva dei numeri, una bella intonazione ed un timbro fresco, addirittura più pieno rispetto a Caterina, ma sicuramente più “ingenuo”. Mi spiego. Maria canta spontaneamente, come una ragazza che emerge in un coretto di amici in gita, in quanto possiede evidentemente del talento. Manca però in lei (ma forse ciò è dovuto alle canzoni, tipicamente folcloristiche, che ha inciso) una nota sensuale, una vibrazione interiore che Caterina rivela nelle sue canzoni solistiche, e che la rendono più appassionata e godibile.
Non ho dubbi che Maria dia stata una perfetta voce conduttrice nell’economia del Nuovo Trio, probabilmente dotandolo di quel “corpo” sonoro che a volte mancava alla formazione originale. È quindi affermabile che, ammettendo questa premessa, fosse del tutto evidente che qualcosa era cambiato, e l’ascoltatore non avrebbe avuto difficoltà nel riconoscerlo.
Speriamo dunque che qualche registrazione del Nuovo Trio Lescano emerga prima o poi: sarebbe interessante fare un confronto che, dopo oggi, mi sembra accettabile.

*  *  *  *  *
Mi piace poi segnalare come alcuni discendenti dei nostri beniamini siano felici che il sito si ricordi di quanto grandi essi  fossero. Per qualcuno che mostra quasi un fastidio, altri – e parlo per esempio di Steve Bonino o Raffaele Uzzi – ne sono commossi e collaborano con noi, con grande piacere, nel fornire notizie e testimonianze preziose ed inedite.
Allego infine la trascrizione (eseguita col programma Finale 2012) da uno spartito, datomi da Raffaele Uzzi, di una bella canzone composta dal padre Aristodemo su testo di Nisa, Torna primavera. Fu incisa da Myriam Ferretti (Columbia DQ 3280), ma non la trovo in rete.
Addendum
È possibile che la Bria abbia utilizzato solo per motivi contrattuali un cognome diverso per le canzoni folk».

19 Aprile 2016
Mail di Paolo Piccardo, datata 31 Marzo: «Dopo alcune ricerche apprendo che il musicista e compositore Felice Abriani nacque a Lusiana (Vicenza) l’8 Maggio 1902. La figlia Mirella è un’affermata traduttrice dal portoghese ma temo, vista una certa freddezza nella sua risposta, che non vi sia da cavarne altro. Sono riuscito a trovarla attraverso il gruppo di Facebook intitolato alle orchestre di John Abriani, fratello di Felice».
Abbiamo subito aggiornato con i nuovi dati la pagina in cui figura Abriani, compositore di tre canzoni incise dalle Lescano: Canto hawaiano, Caro Camillo e Signorina Ticchetì.
Mail di Vito Vita, datata 4 Aprile: «Su Maria Bria c’è una cosa che non viene mai ricordata, e cioè che tornata in Italia [nei primissimi anni Cinquanta] partecipò a qualche disco di musica folk, usando come pseudonimo Maria Beiras, cioè adottando il cognome del padre delle sue due figlie, Alba e Diana. Uno dei dischi ai quali Maria Beiras ha partecipato è il Vol. II della serie Piemonte canta. Pur essendo su etichetta Parlophon, del gruppo La Voce del Padrone, si tratta di un disco che poteva avere una distribuzione solo locale, visto che il piemontese non è diffuso al di fuori della nostra regione. Due sono in tale disco le canzoni cantate dalla Beiras assieme a Savino Jannone: Ciribiribin e La biondina.
Chissà perché, comunque, Maria Bria non ha usato il suo vero cognome e non ha (credo) mai parlato di questi dischi... Un po’ come ha fatto Lidia Martorana: quando le ho chiesto direttamente notizie in merito mi ha risposto che non li ricorda volentieri perché, a suo dire, non è mai stata retribuita, come invece era stato stabilito quando firmò il contratto con Piovano».
Lasciamo ai nostri lettori il compito di valutare, sulla scorta di queste due rare incisioni procurateci da Vito e per le quali gli siamo quanto mai grati, le qualità vocali e interpretative di Maria Bria/Beiras, quand’era suppergiù trentenne, e di provare inoltre ad immaginare come sarà stato il sound del Nuovo Trio Lescano con lei – in incognito – al posto di Caterinetta. Pubblicheremo volentieri gli interventi di quanti vorranno scriverci a tal proposito.


18 Aprile 2016
Nel sito dell’Ansa c’è una bella foto, mai vista prima, di Nunzio Filogamo, risalente agli anni della sua piena maturità. È accompagnata da questa didascalia: «L’ex presentatore Rai Nunzio Filogamo mentre presenta il Festival di Sanremo. Fu il primo presentatore del Festival, nel 1951. Complessivamente presentò Sanremo cinque volte, l’ultima nel 1957».
Simone Calomino ha reperito su eBay un’inserzione per noi molto interessante, oggi però scaduta. Essa riguarda l’edizione completa della Turandot di Giacono Puccini, pubblicata dalla Cetra nel 1938 in due volumi, contenenti complessivamente 16 dischi a 78 giri. Gli interpreti sono tra i migliori di quel periodo (Gina Cigna, Francesco Merli, Magda Olivero e Luciano Neroni), e anche il direttore d’Orchestra, Franco Ghione, è una figura di primo piano. Insomma un’incisione senz’altro storica del capolavoro pucciniano. Il suo particolare pregio per noi sta nel fatto che tra gli interpreti minori figurano due cantanti che hanno collaborato con le Lescano: Gino Del Signore, qui nel ruolo del gran cuciniere Pong, e Armando Giannotti, in quello dell’imperatore della Cina Altoum.
Di entrambi questi eccellenti artisti – e specialmente di Giannotti – possediamo poche immagini, oltretutto di modesta qualità. È stata dunque per Simone (e beninteso per  tutti noi!) una graditissima sorpresa scoprire che nel libretto che accompagna l’opera ci sono anche le foto di questi due cantanti: foto molto belle ed espressive in quanto realizzate in uno studio fotografico. Sfortunatamente l’illustrazione del lotto, inserita dal venditore nel suddetto annuncio, è stata verosimilmente ottenuta alla buona con uno Smartphone, e risulta perciò sbilenca e sfocata. Di conseguenza, malgrado un paziente lavoro di recupero, i due ritratti di Del Signore e Giannotti ci consentono solo di avere un’idea approssimativa della loro reale qualità []. Ma non disperiamo di riuscire a ottenere, prima o poi, un’impeccabile scansione di questa pagina, per noi così importante, del libretto originale. In attesa che ciò avvenga, abbiamo comunque deciso di sostituire provvisoriamente, nella pagina Cantanti che hanno collaborato col Trio Lescano, la vecchia foto di Giannotti, assai insoddisfacente, con la nuova.
Va da sé che ci auguriamo inoltre, proprio per rendere piena giustizia a tale artista, oggi ingiustamente dimenticato, di riuscire finalmente a recuperare anche i suoi dati anagrafici, che continuano a mancarci del tutto.

24 Marzo 2016
Per le ragioni spiegate nel Comunicato del 4 Gennaio scorso (v. sopra), questa pagina viene da oggi chiusa e riaprirà – salvo imprevisti – il prossimo 18 Aprile.


23 Marzo 2016
Altra chicca imperdibile – sempre su eBay – per i collezionisti di rarità cartacee del tempo delle Lescano. Il reputato negoziante vinili_in_vendita offre, a un prezzo ragionevole (recentemente lo ha anche abbassato del 20%), la raccolta di 20 spartiti musicali per canto e pianoforte  Radiosuccessi, 3° fascicolo, del 1940. Questo il contenuto: Grandi Magazzini, Ritorna a Napoli, Cara Giuseppina, Luce lontana, Canto di pastorello, Autunno, Per favore uno swing, Se l’amore fugge, Danzando sotto la pioggia, Lontano, Nel bazar di Zanzibar, Tutto finisce nel nulla, Nostalgia, Ti lascio un fior, Ho ritrovato Scianghai-Lill, Notte sul Danubio, Lo vedi come sei ?!, Pazzi di gioia, Suona tzigano, Fra tanti gusti. Le dimensioni dell’album sono cm. 27 x 33 e le pagine 43.
Come si vede, quattro di tali canzoni sono state incise dalle  nostre beniamine (GP 93060, GP 93065, IT 669 e IT 732), e i relativi spartiti mancano nel nostro archivio: questa raccolta presenta dunque per noi un interesse speciale, per cui ci auguriamo che ad acquisirla sia un nostro collaboratore o almeno simpatizzante.


22 Marzo 2016
Interessante nuovo lotto su eBay! La Libreria Vecchi Libri (affidabilità top) vende, con la formula “Compralo subito”, un periodico del ’38 in cui si parla delle Lescano. Ecco come è descritto dal venditore: «(Fascismo\Periodici) EXCELSIOR. 27 aprile 1938. Articoli o foto: Acqua (coperta). Troppo bella novella di Luigi Pralavorio. Vittorio Emanuele III alla Fiera Campionaria di Milano. Uno schiaffo al bambino novella di Wanda Bontà. Altalena sull’onda altanelante di Dilli. Non sola novella di Margherita Grandis. Edoardo Spadaro. Sorelle Lescano. Maestro Barzizza. La verità cattiva novella di Vittorio Villarboit. Favalli. Katie la monella novella di Thomas Burke. etc. pp. 16. Euro 15,99».
Purtroppo non è dato sapere cosa ci sia sulle Nostre (articolo? intervista? trafiletto con foto?), ma riteniamo che valga la pena di approfondire la cosa, trattandosi pur sempre di una fonte antica, di cui ignoravamo finora l’esistenza.


18 Marzo 2016
Paolo Piccardo ha reperito lo spartito per canto e pianoforte della bella canzone Il canto del bosco di Ciarda-Rio, magistralmente incisa nel ’41 da Caterinetta Lescano (voce solista e in Trio assieme alle sorelle), con l’accompagnamento dell’Orchestra Angelini [ | ]. Di questo brano possedevamo lo spartito per canto - mandolino e fisarmonica, ma tale acquisizione ci è comunque assai gradita, dato che va ad arricchire in modo significativo il nostro archivio.
A proposito di spartiti delle canzoni incise dalle Lescano, riceviamo quasi ogni giorno richieste di questo o quel pezzo, a dispetto del chiaro avviso che abbiamo posto (in caratteri bianchi su sfondo nero) all’inizio della pagina Spartiti e testi. Non riusciamo a capire il motivo di tanta inutile insistenza, ma ribadiamo una volta di più che gli spartiti che abbiamo in archivio non possono per nessun motivo essere da noi ceduti a terzi, in quanto trattasi di materiali coperti da ferrei copyrights, che non intendiamo violare. Per procurarsi legalmente tali spartiti gli interessati devono rivolgersi alle Case editrici che li hanno pubblicati a suo tempo (molte di esse sono ancor oggi attive) oppure alle Biblioteche pubbliche (BN di Firenze, Sormani di Milano, ecc.) che li conservano; possono anche acquistarli in rete, per esempio su Ebay o Delcampe, quando vengono offerti in vendita, di solito a prezzi modici.


17 Marzo 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Ho sfogliato i “Canzonieri della Radio” pubblicati dal Discobolo nella seziome Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo. Ho così recuperato il testo di Tu sei per me [v. gli Aggiornamenti del 14 Marzo scorso], mentre ho una tenue traccia per Torna primavera, cantata da Miriam Ferretti. Incidentalmente, vi sono in tale periodico molti testi e qualche spartito, anche delle canzoni incise dalle Lescano.
Un bel colpo di fortuna l’ho avuto sfogliando il n. 47, del 1° Novembre 1942: è infatti emersa una foto di Severin, l’autore di Baciami. Trattasi di Emilio Vittorio Severin, noto soprattutto per aver composto la musica di Giacomino il bello, portato al successo nel ’43 da Natalino Otto al top della forma []. L’autore dei testi di queste canzoni di Severin, Gì-Erre, non era – come erroneamente credevamo – Renato Grimaldi, bensì nientemeno che Goffredo Parise! Ci sono varie fonti autorevoli che lo attestano, ad esempio queste tre:
- Leone Piccioni, Maestri e amici, Rizzoli, 1969;
- “L’approdo Letterario”, Edizioni Rai, 1972, p. 92;
- Luciano Simonelli, Un romanzo nel cestino, Simonelli Editore, 2014.
Per averne la conferma definitiva ho contattato telefonicamente un curatore della “Casa di Cultura Goffredo Parise” di Ponte di Piave (TV). Il funzionario è letteralmente caduto dalle nuvole, ma ha detto che non sarebbe strano se Parise, uso alle burle, si fosse spacciato per un enfant prodige (nel ’41, anno in cui fu pubblicato lo spartito di Giacomino il bello, aveva infatti solo 12 anni!). Tuttavia ha promesso di sentire alcuni conoscenti dello scrittore per saperne di più.
Segnalo infine che il “Canzoniere della Radio”, specialmente nei numeri del 1942 pubblicati dal Discobolo, si rivela pieno di amenità, in particolare fotografiche ma anche di colore, con la rubrica La posta di Zio Radio, in cui appaiono pettegolezzi e notiziole interessanti».
Abbiamo subito aggiornato le pagine pertinenti della sezione Collaboratori del Trio Lescano.


16 Marzo 2016
Mail di Paolo Piccardo: «Dopo essermi consultato con Virgilio, ho compilato un breve saggio in due parti, che a volte possono sembrare in contraddizione. L’ho intitolato Le Boswell Sisters versus il Trio Lescano e mette a confronto i tre gruppi vocali di nostro maggior interesse (le Boswell, le Andrews e le Lescano), nella speranza di chiarire definitivamente chi furono le vere ispiratrici delle nostre beniamine.
Virgilio non ha dubbi, e nemmeno io, tranne alcune riserve. È assodato che le Lescano non si ispirarono alle Andrews, avendo iniziato la loro carriera ben prima; ma non si può negare che in qualche caso le abbiano copiate. Beh, amici, consideriamo questo mio piccolo lavoro come una tappa sulla strada della “verità” (magari avessi subito tutte le risposte!)».
Abbiamo inserito il pregevolissimo contributo del troppo midesto Paolo nella pagina Arte del Trio Lescano: tecniche e stili vocali, anch’essa eccellente opera sua: per accedere a detto saggio, cliccare sul titolo, collocato in fondo alla pagina.
Mail di Mauro Berni: «Gentile Curatore, il 24 Febbraio scorso a Roma è mancata Adriana Benetti. Lo ha rivelato il necrologio della figlia, Caterina Selvaggi Onnis, sul quotidiano “La Repubblica” del 26 Febbraio, reperibile anche on line. Poichè il vostro sito aveva già accennato all’attrice ferrarese, mi sembra giusto segnalarlo qualora non ve ne foste accorti.
Cordialmente, con gli apprezzamenti per l’ottimo lavoro».
Risposta del Curatore: «Egregio sig. Berni, la ringrazio sentitamente per la sua segnalazione, che sarà pubblicata domani mattina nella pagina degli Aggiornamenti. Ci resta di Adriana Benetti lo splendido ricordo di una donna e un’attrice assolutamente fuori del comune, ma ci rimane pure il rammarico che non abbia mai voluto incontrare un nostro incaricato per realizzare un’intervista sul modello di quella concessaci dalla compianta Lilia Silvi, sua quasi coetanea, che al contrario accettò subito con entusiasmo il nostro invito (v. http://www.trio-lescano.it/pdf/Una_ragazza_con_argento_vivo.pdf).
La prego di trasmettere alla figlia dell’attrice le nostre più sentite condoglianze».
In una mail successiva Mauro Berni ci ha scritto: «Purtroppo non sono in grado di trasmettere le condoglianze alla figlia di Adriana Benetti, perchè non la conosco. Ieri mattina ho scorso la rubrica delle lettere sul “Secolo XIX”. Un certo signor Pittaluga segnalava il recente decesso dell’attrice. Poco dopo ho trovato le notizie che le ho inviato navigando su internet nella biblioteca di Genova Rivarolo».


15 Marzo 2016
Mail di Virgilio Zanolla: «Amici, avete visto la pagina di Wikipedia in lingua inglese dedicata alle nostre beniamine? Sarebbe da dargli una bella ‘spolveratina’, soprattutto per espungere ogni riferimento a Le ragazze dello swing, oppure per prenderne le debite distanze».
Dopo aver dato una rapida occhiata alla pagina citata da Virgilio, ci siamo subito resi conto della fondatezza delle sue osservazioni e raccomandazioni. Perciò, sentito il comitato di Redazione del sito (quello formato dai collaboratori più fedeli e attivi), abbiamo deciso di fare tutto il possibile affinché il Trio Lescano non sia più trattato in modo scorretto o riduttivo – giusto per usare dei blandi eufemismi – nelle versioni correnti di Wikipedia in inglese, olandese, francese e tedesco. Da notare che per la “Free Encyclopedia” in spagnolo, portoghese, ungherese (il paese d’origine di Alexander Leschan…) e russo (dove, a quanto pare, non mancano gli appassionati della nostra musica leggera degli anni Trenta e Quaranta) il nostro Trio non ha addirittura alcuna voce: al suo posto c’è solo il consueto invito a crearla di sana pianta, nel caso che qualcuno abbia voglia di farlo. Considerate le varie opzioni a nostra disposizione, si è deciso di tradurre noi stessi, nelle quattro lingue dianzi citate per prime, la voce italiana di Wikipedia. Un tempo questa era semplicemente obbrobriosa, ma ora risulta del tutto soddisfacente perché ad occuparsene è il nostro collaboratore Vito Vita, con la supervisione di Virgilio, il nostro biografo ufficiale delle Sorelle Lescano.
Simone Calomino ha subito aderito con entusiasmo a tale iniziativa con questa mail: «Sì, posso occuparmene io. Avrò qualche problema con il tedesco e il francese, però. Per l’eventuale traduzione in spagnolo so a chi chiedere (un po’ lo parlo anch’io). L’inglese lo conosco bene e, in più, mia madre è una traduttrice di professione... Farò dunque controllare da lei la mia traduzione, per garantire una forma perfetta e scorrevole.
Credo anch’io che tradurre la voce curata da Vito Vita sia la migliore soluzione e suggerisco che il nostro Curatore, francesista di prim’ordine, la traduca lui stesso in francese. Ci penserò poi io ad allestire le varie pagine nel web».
Il Curatore ha naturalmente accolto di buon grado la proposta di Simone e ha subito eseguito la “missione” affidatagli. Le traduzioni saranno on-line quanto prima.

Altra mail di Virgilio Zanolla: «Interessantissimi gli articoli ripescati da Paolo Piccardo. Quello su Giuditta sanguinante, poi, riporta particolari non citati nell’omologo de “La Stampa”» [].

14 Marzo 2016

Grazie ai buoni uffici di Paolo Piccardo, nostro attivissimo collaboratore fin dalla creazione del sito (il suo primo contatto con noi risale al 1° Novembre 2008!), Steve Bonino, figlio del grande Ernesto Bonino, da noi commemorato il 16 Gennaio scorso, ci ha inviato un commosso ricordo del padre, allegando anche sette foto per noi assolutamente nuove. Il documento è scritto in inglese, perché Steve è nato negli Stati Uniti e ivi risiede, ma Paolo, che conosce molto bene tale lingua, ha provveduto a tradurlo in italiano a beneficio di quanti avessero difficoltà a leggerlo – e soprattutto a gustarlo! – nell’originale. Abbiamo ritenuto opportuno inserirlo nella pagina Oggi parliamo di..., da cui è possibile aprirlo e prenderne visione.
A Steve, encomiabile esempio di incondizionata devozione filiale (purtroppo tutt’altro che frequente nel mondo degli artisti), e a Paolo vada l’espressione di tutta la nostra gratitudine per l’acquisizione di questa importante e toccante testimonianza.
Per inciso Paolo ricerca con una certa urgenza le seguenti tre canzoni:
- Torna primavera di Nisa - A. Uzzi, radiodiffusa nel 1940 dall’Orchestrina diretta dal Maestro Carlo Zeme.
- Tu sei per me di G. Colombi - A. Uzzi, radiodiffusa nel 1941 dall’Orchestra diretta dal Maestro Saverio Seracini.
- Non hai cuore di Nisa - A. Uzzi, edita nella raccolta Piedigrotta 1941/42-XIX di Pisano-Cioffi, Edizioni S. A. “La Canzone”.
Chi le possedesse o avesse notizie su di esse è pregato di contattarlo via e-mail: un grazie di cuore in anticipo!
Manuel Carrera è stato (come sempre) di parola e ci ha inviato le scansioni ad alta definizione delle due foto provenienti dall’Archivio Marchi-Fioresi, che sono state recentemente acquisite da Simone Calomino [v. l’ultimo degli Aggiornamenti del 22 Dicembre 2015]. Tali foto, scattate nell’Ospedale Militare Territoriale di Modena dal fotografo modenese Bandieri (la dedica sul retro è datata 18.2.’941-XIX), appaiono in non buone condizioni di conservazione, per cui abbiamo deciso di restaurare – ed è stato tutt’altro che facile! – solo i dettagli di nostro diretto interesse, vale a dire le Lescano e gli artisti che, a vario titolo, hanno collaborato con loro: Paolo Piccardo ha puntualmente provveduto a identificarli con sicurezza nelle due foto. Tutto questo materiale è quindi confluito in un pdf, intitolato Due foto dall’Archivio Marchi-Fioresi, che abbiamo collocato nella nostra Fototeca.
Commento di Simone: «Mi permetto di dire che, a mio avviso, la seconda di queste foto ci offre una delle più belle immagini di Giuditta, ritratta in una posa naturale, con un’espressione profondamente assorta e piena di fascino. Alla faccia di chi dice che era brutta!».
Mail di Paolo Piccardo: «Vi informo che ho iniziato a consultare l’Archivio Storico del “Corriere della Sera”, ora disponibile online. Va subito detto che non ci sono informazioni notevoli per ciò che concerne le nostre ragazze. Tuttavia viene riportato l’articolo del 1946, riferito al rinvenimento di Giuditta sanguinante sul pianerottolo di casa, e poco altro. Interessante il trafiletto del 1° Novembre 1979, perché ricorda i vecchi tempi e, riferendosi alle sorelle Lescano, dice testualmente: “...morirono Giuditta e Caterina, sopravvive solo Alessandra...”; se non altro sfatiamo così il vecchio mito di Giuditta defunta nel 2007!
A proposito di castronerie, si distingue senz’altro l’articolo di Maurizio Porro, del 28 Agosto 2009: assolutamente clamorosa è in particolare l’errata identificazione delle Lescano nella famosa foto in cui vestono la mantilla. Dal 2009 in poi ogni riferimento al Trio è in relazione alle Sorelle Marinetti.
Vi sono infine alcuni trafiletti minori sulla scomparsa di Norma Bruni, Nuccia Natali, Angelini e di alcuni compositori tra cui Mario Consiglio e Francesco Ferrari.
Ma ecco l’elenco, in ordine cronologico, delle cose più rilevanti che ho trovato:
- Una donna sanguinante stesa sul pianerottolo, 18 Maggio 1946. p. 1.
- Ricordiamo «Ciribiribin», 8 Luglio 1963, p. 11.
- È morto Alberto Rabagliati, 8 Marzo 1974, p. 11.
- Ricordando il caro Trio Lescano, 4 Febbraio 1987, p. 24.
- I misteri del Trio Lescano, 28 Agosto 2009, p. 41.
Il nostro amico e collaboratore Gabriele Brunini, in arte Lele del Gatto, sta cercando di compilare una discografia di Natalino Otto, che al momento raccoglie circa 1800 titoli. Chi fosse interessato può scaricarla al seguente link:
https://mega.nz/#!CBU2jbTB!SiSQjQbox5FlPzewfEIfr2gM_b8j2kRBAmVfjxRalNI.
Lele ci ha fatto sapere che gli saranno gradite integrazioni, correzioni e quant’altro utile a integrare questo suo lavoro: indirizzare per favore le mail a lelio.brun@yahoo.it, grazie!
Mail di Roberto Berlini: «Luca Costantini ed io abbiamo voluto ricordare con questo video l’80° anniversario della prima incisione del Trio Lescano».
Giorgio Zoffoli ci ha inviato le foto della tomba di Mario Bonavita, in arte Marf, accompagnate da un bel ritratto dell’artista, risalente a pochi mesi prima della sua morte, a soli 52 anni, più un toccante documento in sua memoria, scritto con ogni probabilità dalla sorella e dai nipoti, cui era legatissimo. Ricordiamo che Marf scrisse i testi di ben 10 canzoni incise dalle Lescano, fra le quali spiccano capolavori come Anna, Io conosco un bar, Senza parlare, Tu che mi fai piangere e Una notte a Madera.
Abbiamo inserito tutto questo materiale di gran pregio nella pagina della Fototeca dedicata alle ultime dimore dei nostri Artisti, da dove è possibile visionarlo.  
Diamante Gallina, studentessa del Conservatorio G. B. Martini di Bologna e iscritta al terzo anno del Corso di Canto Jazz, ci ha informati di essere attualmente impegnata a elaborare la propria tesi di laurea dal titolo La vocalità nel jazz italiano: Il Trio Lescano e il Quartetto Cetra. Relatore è il prof. Stefano Zenni, musicologo e presidente della Società Italiana della Musica Afroamericana. La discussione di tale tesi è prevista per il prossimo Aprile.

23 Gennaio 2016
Per le ragioni spiegate nel Comunicato del 4 Gennaio scorso (v. sopra), questa pagina viene da oggi chiusa e riaprirà – salvo imprevisti – il prossimo 14 Marzo.


22 Gennaio 2016
Mail
del M° Claudio Ríffero; «Gradirei sapere dove posso trovare le singole parti staccate delle 3 voci di vari brani incisi dalle Lescano. Dovendo organizzare una cover del Trio preferirei trovare le parti staccate già fatte, anziché mettermi lì ad armonizzarle tutte! Anticipatamente ringrazio».
Questa la nostra risposta: «Magari avessimo gli spartiti originali (manoscritti) degli arrangiamenti vocali utilizzati dalle Lescano per le loro mirabili incisioni! Non sappiamo neppure se questi preziosi documenti siano mai esistiti (non se ne trovano di completi neppure nell’Archivio del M° Carlo Prato, che fu il loro scopritore e preparatore, archivio da noi recuperato e pubblicato integralmente nel sito); ma se anche la risposta fosse affermativa, essi non si sono purtroppo conservati. È possibile che si trovassero negli archivi cartacei dell’ex-Eiar, mandati stolidamente al macero, negli anni ’70, dagli “illuminati” dirigenti della Rai di allora [...].
Visto che lei è un qualificato compositore professionista, ci piacerebbe sentire il suo autorevole parere su una questione tuttora aperta riguardo alle Lescano: chi sia il vero Autore dei loro arrangiamenti vocali. In passato ne abbiamo discusso a lungo nel sito, ma senza poter giungere a conclusioni definitive, per la mancanza di prove realmente convincenti. Il punto di partenza delle ricerche è una dichiarazione del M° Angelini (che era persona estremamente seria, poco incline a far complimenti, e conosceva le tre sorelle molto bene e da vicino), che lei può ascoltare tra i Documenti sonori []: il momento più interessante è alla fine, dove Angelini afferma senza mezzi termini che le Lescano (cantanti istintive, verosimilmente sprovviste di basi teoriche) erano in grado di armonizzarsi da sole, cioè di improvvisare un arrangiamento a tre voci di ogni nuovo pezzo. Per inciso, sia Angelini che Loffredo commettono qui un errore, riferendosi – come termine di paragone – alle Andrews Sisters, ancora sconosciute in Italia nel ’35-’36. Veda a tal proposito la mail di Lea Vergesi negli Aggiornamenti del 30 Dicembre 2015.
Le domanda che le poniamo è la seguente: lei ritiene che tre ragazze olandesi, provenienti dagli ambienti dei circhi popolari, potessero essere in grado di improvvisare, come per magia, arrangiamenti di taglio jazzistico tanto perfetti e ammalianti, anche dando per scontato che il loro mentore, il M° Prato, dopo averli uditi e apprezzati, li abbia poi perfezionati, in modo che si incastonassero a meraviglia nell’arrangiamento dell’orchestra che le accompagnava?».
Ed ecco cosa ci ha scritto ancora il M° Ríffero: «Il mio modesto parere è che con uno studio musicale teorico e pratico-vocale delle triadi, quadriadi (settime secondarie, seste), none, ecc. e di un’attenta analisi dell’armonizzazione di una linea vocale (quindi anche l’ascolto di altri interpreti), un individuo tecnicamente dotato di vocalità e soprattutto di musicalità (orecchio musicale) riesca assolutamente ad “autoarmonizzarsi” non solo con altre due voci ma anche con altre tre o più; le garantisco inoltre che quelle ore di studio citate nell’intervista (10-12 al giorno e spero che i giorni siano stati parecchi!) siano state necessarie per raggiungere quel risultato che, a dire il vero, trovo sorprendente ma non più di tanto. Naturalmente, come detto prima, a forza di cantare con la tecnica “close chord” si arriva al punto di autoarmonizzarsi senza alcun problema, ammesso che i cantanti formanti il gruppo musicale abbiano ben presente quale sia l’armonizzazione (sigle degli accordi, es. Cmaj, Dm7, G9, C6, ecc.) della melodia.
Questo ovviamente è il mio pensiero, frutto di un’attenta analisi di esperienze avute negli anni, ascoltando gruppi musicali soprattutto non professionisti che, dopo un periodo di “educazione al canto corale”, sempre affiancato da pillole di armonia classica e jazz, hanno raggiunto risultati che sono sempre riusciti, poco o tanto, a stupire.
La ringrazio per avermi chiesto un mio parere: la cosa mi onora».

19 Gennaio 2016
Reperita in internet una foto promozionale di Alberto Rabagliati, particolarmente espressiva. Essa ci era già nota, in quanto figura nel libretto, da noi pubblicato integralmente tra i Documenti, di I. Ribolzi, Nel Regno della Radio, Casa Editrice “Nuova Aurora”, Gennaio 1943-XXI; tuttavia la copia testé acquisita si è rivelata, dopo un accurato restauro, più nitida e di migliore qualità della precedente []. Quando questo ritratto fu realizzato il cantante milanese, all’apice del successo, aveva 35 o 36 anni.

18 Gennaio 2016
Mail di Alessandro Rigacci: «
Riguardo alla domanda posta da Vito Vita circa la tournée del duo Carosone-Bonino, merita precisare una cosa: l’amicizia fra i due, benché non sia mai stata approfondita in nessuna delle esaurienti biografie di Carosone, era cosa molto nota. Si erano conosciuti alla Radio, nel 1956, quando entrambi erano stati chiamati a partecipare alla rubrica radiofonica “Cantate con noi”, assieme a Jula De Palma, Cristina Jorio e le orchestre Brigada e Kramer. L’amicizia che ne nacque fu decisamente intensa tant’è che quando nel 1958 Bonino rientrò dall’America per la terza volta, fece la sua prima apparizione pubblica proprio all’interno del programma “Music Hall”, presentato per l’occasione da Carosone e il suo sestetto. Infine, dopo la fortunata esperienza sanremese del 1962, i due intrapresero una tournée insieme, che toccò varie città europee: tuttavia il mattatore del concerto era Bonino, il quale eseguiva ad un certo punto Gondolì Gondolà, chiamando sul palco Carosone che, a sua volta, non senza farsi pregare, intonava un paio di canzoni del suo repertorio. Ma il suo nome non figurava sul cartellone. Del resto, anche se Carosone si ritirò ufficialmente dai palcoscenici italiani nel Settembre 1959, non mancò di esibirsi ancora in America nel Maggio del ’60 o di tornare in sala di incisione nel ’63, per un paio di sfortunati 45giri».

17 Gennaio 2016
Numerose sono state le reazioni alla pubblicazione dell’Omaggio a Ernesto Bonino. Per lo più si è trattato di brevi mail di plauso, qualcuna inoltre segnalava (dandoci così un aiuto quanto mai utile e gradito) la presenza nel pdf di alcuni piccoli errori, sfuggiti a ogni controllo e che abbiamo immediatamente corretto. Queste due mail contengono considerazioni di interesse più generale ed è per tale motivo che le pubblichiamo:
Gabriele Brunini: «Il risultato è decisamente positivo, e possiamo dire senza piaggeria che Bonino è stato ricordato più che adeguatamente. Questo sistema di “ricordo a più voci”, così variegato, ha un punto di forza nel fatto che l’artista viene esaminato sotto diverse angolature, e tra i diversi punti di vista – anche se qua e là meno coerenti o magari un po’ contrastanti – ne esce in qualche maniera un ritratto a tutto tondo. In un certo senso, è il metodo di visione che Canova aveva pensato per certe sue sculture particolarmente complesse, che aveva predisposto in modo che gli spettatori potessero rimirarle all’ingiro, talora persino posandole su piedistalli girevoli. Un piedistallo, del resto, Bonino lo merita senz’altro; e l’avervi girato intorno in così tanti – e così interessati – amici, credo abbia rivelato molti dei tratti più peculiari della sua personalità umana e artistica».
Vito Vita: «Sono soddisfattissimo del risultato, grazie anche alle immagini (di Dylan e dei Beatles) che il Curatore ha inserito nel mio testo. Ho letto poi con molta curiosità gli altri interventi, che mi sono sembrati tutti ben fatti, e ho letto anche la biografia di Bonino scritta da Alessandro Rigacci: non sapevo della sua tournée con Carosone, e la cosa mi ha stupito, perché sapevo che quest’ultimo si era ritirato alla fine del ’59 – se ricordo bene. Ho provato quindi a cercare nelle varie biografie che ho di Carosone qualche notizia in merito, ma non ho trovato nulla (né in quella di Giannelli per Curcio, né in quella di Mollica per Lato Side, né in quella di Vacalebre per Sperling & Kupfer… A meno che non mi sia sfuggito qualcosa).
Cambiando discorso, sto effettuando le scansioni di un libro di Nunzio Lusso e Toni Bonavita, Almanacco della Canzone (edito da Trevi di Roma e pubblicato nel 1969); le prime pagine sono occupate da una breve Storia della Canzone Italiana, e a pagina 18 vi è un accenno al Trio Lescano (con una foto che c’è già nel sito): ne allego la scansione».

16 Gennaio 2016
Siamo lieti di annunciare che ben 11 persone hanno accolto il nostro invito di una settimana fa a scrivere qualcosa per rendere omaggio a Ernesto Bonino nel 94° anniversario della sua nascita. Sono, come è giusto che sia, contributi di impostazione e taglio assai diversi (alcuni sono finanche un po’ critici), e noi – per il rispetto che è dovuto a ogni opinione personale, purché motivata ed espressa con garbo – li abbiamo pubblicati tutti così come ci sono giunti, limitandoci ad apportare, dove necessario, solo dei lievi aggiustamenti formali, come del resto facciamo da sempre. L’Omaggio a Ernesto Bonino è stato opportunamente collocato nella pagina http://www.trio-lescano.it/oggi_parliamo_di....html, da dove si potrà aprire.
Tra i contributori figura anche Alessandro Rigacci, uno dei cofondatori del sito e attivissimo nostro collaboratore per parecchi anni. Dopo il conseguimento della Laurea Magistrale ha dovuto, esclusivamente per motivi di lavoro, rinunciare a continuare la sua collaborazione con noi, ma, da quel grande fan di Bonino che è, non poteva non aderire alla presente iniziativa. Ci ha dunque prontamente inviato il suo contributo, dandoci anche l’autorizzazione a pubblicare la sua eccellente biografia dell’artista, redatta parecchio tempo fa, ma sempre valida [http://www.trio-lescano.it/pdf/A._Rigacci,_Ernesto_Bonino.pdf].
Va da sé che siamo tutti felicissimi di questo ritorno, anche se – per comprensibili ragioni – dovesse rimanere occasionale, e gli auguriamo di cuore di ricevere dalla vita tutte le gratificazioni che merita ad abundantiam, per la serietà, la preparazione e l’impegno assolutamente esemplari di cui ha sempre dato prova in ogni circostanza.

12 Gennaio 2016
Ci è stato segnalato da più parti un problema nel funzionamento del sito. Quando annunciamo in questa sede di aver aggiornato questa o quella pagina (e in tali casi non trascuriamo mai di modificare anche la data dell’operazione, posta in alto dopo il titolo), accade a volte che chi va ad aprire tale pagina non veda apparire quella appena aggiornata, bensì la versione precedente, memorizzata nel proprio computer. Sembra che tale inconveniente si verifichi specialmente se si utilizza come browser Mozilla Firefox, mentre sarebbe assai più raro con altre applicazioni, come Chrome oppure Opera. Quali che ne siano le cause tecniche, il rimedio è semplice e di effetto immediato: basta ricaricare la pagina “pigra” premendo il tasto F5 (Refresh your cache).

9 Gennaio 2016
Sabato prossimo, 16 Gennaio 2016, Ernesto Bonino, se fosse ancora con noi, compirebbe 94 anni. E c’è da scommettere che li porterebbe molto bene, proprio come appariva una decina d’anni fa, quando stava ormai per lasciarci per sempre: un eterno giovanotto dai capelli candidi, che impressionava tutti con quel suo inossidabile ottimismo e quella sua contagiosa gioia di vivere. Qualità, queste, che emergono con ogni evidenza dai documenti sonori a lui dedicati che abbiamo pubblicato nel sito, in particolare dal Ricordo di Ernesto Bonino trasmesso dalla Radio Svizzera Italiana 1 pochi giorni dopo la sua morte (si ascolti ad esempio il punto in cui egli afferma, con legittimo orgoglio, di aver imparato da solo a parlare e scrivere in maniera impeccabile in cinque lingue, fra le quali l’anglo-americano e il portoghese-brasiliano: le frasi che pronuncia con perfetta naturalezza in tali lingue ne sono la miglior prova…)
Noi, fan delle Sorelle Lescano, siamo per così dire obbligati ad ammirarlo in modo tutto speciale, perché Bonino incise con loro ben 20 canzoni (anche se per una, Baciamoci in giardino, DC 4012a, la presenza del Trio, data per certa dagli esperti, non è avvalorata dall’etichetta del disco né dai cataloghi discografici coevi). Ne incise insomma più di ogni altro cantante solista che abbia collaborato con le Nostre, per di più rimanendo al loro fianco fino al termine della loro attività discografica, cioè sino alla fine del ’42. Aveva allora solo vent’anni, ma aveva già raggiunto la piena maturità artistica.
Per questo – e per tanti altri motivi – riteniamo giusto tributare a Ernesto Bonino, alias “Mr. Swing”, un omaggio corale, al quale tutti sono invitati a partecipare, in piena libertà: a tal fine basta inviare al Curatore il proprio contributo entro le ore 12 di venerdì prossimo.

5 Gennaio 2016
Recuperate in internet (da eBay) cinque nuove foto di Ernesto Bonino, che lo ritraggono negli anni in cui, quarantenne quanto mai affascinante, era ancora all’apice del successo, sia in Italia che negli Stati Uniti. Quattro di tali foto, di grandi dimensioni e di pregio (“tirage argentique”), sono poste in vendita, a prezzi elevati, da photovintagefrance, che vanta un catalogo di quasi mezzo milione di articoli, per lo più foto d’annata.
Anche qui, come nel caso delle foto inedite del M° Angelini (v. gli Aggiornamenti del 21 Dicembre 2015) ci si chiede quale sia la provenienza di queste foto di Bonino, mai viste prima d’ora. La risposta più plausibile è che facessero parte dell’archivio personale del cantante, che deve essere stato disperso dopo la sua morte, avvenuta a Milano il 29 Aprile 2008, nella Casa di Riposo per Artisti “Giuseppe Verdi”. Dovrebbe saperne qualcosa l’unico figlio di Bonino, da lui avuto nel 1957 dall’attricetta americana Roz Vallero (il matrimonio, celebrato a New York nel ’55, non durò a lungo), ma Steve Bonino, cantante rock e attore, da noi contattato anni fa, ci ha comunicato di non avere notizie in merito.
Un’altra bella foto di Ernesto Bonino agli inizi della sua folgorante carriera, l’abbiamo trovata nel noto sito londinese di immagini Listal, precisamente nella sezione Late 1930s / Early 1940s Italian Radio. Tale foto ci era già nota, però malamente ritagliata; l’esemplare appena reperito è invece perfetto.

4 Gennaio 2016
Comunicato della Redazione del sito.

2 Gennaio 2016
Reazioni (in ordine di arrivo) al messaggio di Anna Harwell Celenza, pubblicato ieri:
Paolo Piccardo: «Che questo riconoscimento sia di buon auspicio e di incoraggiamento per il nostro lavoro, in onta ai “tromboni”, occupati a covare le loro dannunziane “gloriuzze”».
Simone Calomino: «Che splendido elogio! Meno male che qualcuno sa apprezzare l’immenso lavoro portato avanti da anni e al quale noi collaboratori contribuiamo con molto piacere, ogni volta che ci è possibile! Speriamo che tutto ciò sia di buon auspicio e chissà che il 2016 non sia l’anno di Giuditta... ».
Roberto Berlini: «Che soddisfazione! Sono felicissimo di poter osservare come all’estero il nostro lavoro sia apprezzato. Riguardo al passato... è dal lontano 2010 che collaboro con il sito, un vero onore farne parte attiva. Ricordo quando venne pubblicata una notizia a conferma del fatto che il canale Swingitaliano su YouTube era veramente l’opera di un quindicenne: erano in pochi a crederci! Grazie al lavoro di divulgazione e valorizzazione che sto intraprendendo negli ultimi anni, mi trovo ad essere in contatto con un pubblico sempre più attento e curioso. Ultimamente la platea si è inaspettatamente allargata, coinvolgendo anche molti stranieri, in particolare del Nord Europa. Il fatto interessante è che questo pubblico risulta molto più disponibile ad accettare determinate costatazioni di tipo critico: la più importante, a mio avviso, è quella che in Italia vi sia stato del jazz durante il fascismo, e che quel jazz sia diverso rispetto a quello odierno perché eseguito con swing. La ricerca italiana (quella di questo sito) deve essere consapevole della sua importanza. La questione è che, perlomeno nel nostro paese, vi è una forte distanza tra chi ricerca e conosce e chi divulga e valorizza. Con questo non voglio affermare che il ricercatore debba essere anche (fisicamente) il valorizzatore, ma perlomeno tra queste due figure vi deve essere una comunicazione. Non si dovrebbe parlare di argomenti di cui si conosce solo superficialmente la storia. Ne è testimone, a malincuore, buona parte della saggistica che tratta la “nostra” musica, giusto negli ultimi due-tre anni, perché illuminati dal nostro lavoro, le cose sono migliorate: si veda il lavoro pulito e professionale di Tiziano Tarli in Op Op trotta cavallino. Chi si è occupato di divulgare e far conoscere questa musica, vissuta sotto l’infausta dittatura fascista, ne ha spesso parlato solo in funzione politico-sociale e non volendone affrontare la primaria sfera musicale-artistica. L’esempio più significativo, di questo approccio, è la fiction Rai dedicata alle Lescano, col relativo libro. In conclusione: nel momento in cui mi trovo a dialogare con il pubblico italiano, non solo osservo una scarsa conoscenza sull’argomento (che comprendo e capisco) ma soprattutto vedo un pregiudizio nato da una falsa conoscenza (o pseudo conoscenza). Spero che questo 2016 possa aprirsi all’insegna della consapevolezza del nostro ruolo.
Quella pubblicata ieri è una bellissima notizia! Non mancherò di farla girare».
Virgilio Zanolla: «[...]. Il buon vino richiede tempo per diventare tale: l’uva deve fermentare nel mosto, eppoi si sa, se l’annata è buona più il tempo passa e più la qualità migliora. Questo è quello che accade al nostro sito, una vera città nella città, dove si può trovare proprio di tutto sulle Lescano e sul loro tempo. Il lavoro onesto, come si vede, paga. E non c’è dubbio che il libro della signora Celenza contribuirà a indirizzare sullo stesso argomento tanti nuovi amatori d’Oltreoceano. Dico piuttosto che bisognerà ringraziarla: sono certo che si sarà subito provveduto, ma voglio farlo anche da parte mia, e assicurarla (ove mai ce ne fosse bisogno) che nessuno di noi ha “gettato la spugna”, anzi. Il primo lavoro che intendo riprendere e ampliare è la Storia delle Sorelle Lescano, perché vi sono integrazioni doverose da apporre in più parti.
Colgo l’occasione per augurare alla Redazione e a tutti i confratelli un felice 2016: che sia un anno lescaniano per eccellenza, giacché festeggiamo con esso gli ottant’anni del loro ingresso nell’Eiar, col conseguente avvio della splendida carriera musicale delle nostre tre Olandesine».
Gabriele Brunini: «Una bella soddisfazione davvero, cari amici. Ancora auguri al Curatore e al sito medesimo, auspicando che esso trovi spunti di rinnovata vitalità nell’anno entrante, che per altri aspetti s’annuncia nebuloso come raramente prima. Non resta che sperare in quel poco di Cultura alla quale possiamo ancor attingere (e offrire in prima persona) e... nell’aiuto del Cielo – o della Fortuna, come meglio avrebbero detto gli Antichi...».


1° Gennaio 2016
Mail di Anna Celenza (oltremodo gradita, specialmente in un giorno speciale come questo!):
«Gentilissimi Redattori di “Ricordando il Trio Lescano”,
Vi scrivo per augurarvi un felice Anno Nuovo, e ringraziarvi per il sito fantastico che avete creato. Ho letto il vostro lavoro per molti anni, e ho imparato così tanto dalla vostra ricerca. Grazie! Grazie! Ho appena finito la prima stesura di un libro sul jazz italiano, che verrà pubblicato il prossimo anno dalla Cambridge University Press. Il titolo del mio libro è: Jazz Italian Style: From Its Origins in New Orleans to Fascist Italy and Sinatra. 
Naturalmente, il Trio Lescano svolge un ruolo importante nel libro, e vorrei ringraziare sia voi che i vostri collaboratori per l’archivio così accurato sul Trio Lescano, cantanti incredibilmente importanti. Nel libro, il vostro sito viene spesso citato. Credo che esso sia uno dei migliori esempi di archivio web-based che abbia mai incontrato.
Con molto rispetto e gratitudine,
Anna Harwell Celenza, PhD
Thomas E. Caestecker Professor of Music
Georgetown University
108 Davis Center, 37th & O Streets NW
Washington, DC 20057
office: 202-687-3691
cell: 202-570-0554».




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