Ricordando il Trio Lescano

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Aggiornamenti del sito - 2017

Aggiornamenti del 2016

In ordine cronologico inverso


Questa pagina resta inattiva da domani, venerdì 10 Marzo, a domenica 9 Aprile.
Durante tale periodo il Curatore è contattabile tramite la posta elettronica.

9 Marzo 2017
Mail
di Giorgio Zoffoli: «Beh! Sul Quartetto Vocale Cetra un bel po’ di dibattito l’abbiamo fatto e forse anche un po’ di chiarezza. Abbiamo identificato e ridicolizzato la bufala del quartetto americano The Four Aces e abbiamo fatto delle ipotesi interessanti. Forse con qualche aiutino in più di qualche collaboratore si arriverà a dare una risposta al mistero dell’identità dei quattro componenti del nostro Quartetto Vocale Cetra. A questo punto converrebbe fare una sintesi delle varie tesi: potremmo così modificare anche la pagina di Wikipedia e fare il punto sugli aggiornamenti. L’importante è che il dibattito si svolga attraverso il sito e non in tanti rivoli su FaceBook o altrove. Allego a tal proposito due immagini [ | ] con la didascalia “...e se fossero loro?”, tratte dalla mia pagina di FB, dove Paolo Piccardo aveva postato una foto.
Infine, quando avrò concluso la scansione degli ultimi duecento mandolini che mi rimangono da archiviare (su una partita di settecento circa, che ho acquistato ad un mercatino) andrò a spulciare l’elenco dei mandolini e spartiti mancanti nell’archivio del sito, e magari qualche bella sorpresa salterà fuori».
Tra i meriti che può vantare «La Stampa», il prestigioso quotidiano torinese (con le sue edizioni del mattino e della sera), spicca senza dubbio la decisione, presa nel 2010, di digitalizzare il proprio archivio dal 1867, anno di fondazione del periodico, al 2006 e di renderlo consultabile gratuitamente online. Noi stessi abbiamo dato a suo tempo ampio risalto a tale iniziativa, di grande valore culturale, e più volte abbiamo consultato tale archivio alla ricerca di articoli, dati, foto e altro di nostro primario interesse. Ora il nostro collaboratore Gabriele Brunini, in arte Lele del Gatto, ha deciso di effettuare uno spoglio sistematico di tale immenso archivio, al fine di scaricare e catalogare le pagine per noi rilevanti, rendendole così immediatamente visionabili. Per ora egli ci ha inviato le prime 24 pagine di un lavoro che resta un work in progress, come si dice [].
A commento del materiale finora reperito e pubblicato, Lele ci ha scritto: « Tra le cose più notevoli noterei come nel 1948 il Trio (con Maria Bria al posto di Caterinetta) fosse ancora in piena attività nei locali torinesi, e come nel 1960 la Rai avesse invano cercato le Sorelle per un programma rievocativo. Chissà, se fossero riusciti a trovarle forse sarebbero tornate più o meno all’onor del mondo, invece di scomparire nel nulla come avvenne».

8 Marzo 2017
Mail di Paolo Piccardo: «Beh, visto che abbiamo tirato in ballo The Four Aces, conosciamoli meglio attraverso una loro foto promozionale con dedica. Li possiamo anche ascoltare in diversi video postati su YouTube, ad esempio in Stranger in Paradise, con Al Alberts alla prima voce».
Vito Vita ci ha inviato pure lui una recensione del volume di Enzo Giannelli, Nilla ultima regina, che abbiamo subito inserito, nella pagina pertinente, dopo la recensione di Alessandro Rigacci.

7 Marzo 2017
Mail di Simone Calomino: «Ottimo il contributo di Giorgio Zoffoli, come sempre ricco di molto materiale interessante: il suo archivio è una vera miniera! Ci sono però alcuni punti che non condivido, e perdonatemi se mi permetto di segnalarveli.
Innanzitutto non credo affatto che il Quartetto Cetra fosse una formazione casuale, composta cioè da orchestrali scelti di volta in volta. Il fatto che fosse una formazione stabile lo dimostra l’ascolto delle incisioni a loro accreditate: il sound di questo quartetto è perfettamente distinguibile da quello del generico “Quartetto Vocale” che canta con Osella in Un giorno ti voglio bene ed un altro no o Serenata del coccodrillo. Sono dotati di una certa personalità che li rende così identificabili che all’ascolto di una Rina Franchetti in Vorrei saperlo prima, dove in etichetta non viene accreditato nessun quartetto, risulta evidente che accanto a lei ci fosse proprio il Quartetto Cetra (e non quattro coristi presi a caso).
La foto ritrovata avvalora la tesi che si tratti di una formazione stabile: se fossero stati quattro allegri orchestrali scelti di volta in volta, non credo che si sarebbero fatti fotografare e pubblicare... E il fatto che si veda Storaci da un lato ci riporta alla vecchia storia del Quartetto Cetra dei Gai Campagnoli: la maggior parte delle prime incisioni del Quartetto fu infatti registrata con l’orchestrina dei Gai Campagnoli diretta da Egidio Storaci. Si vede che, ottenendo un certo successo, il Quartetto decise poi di sopravvivere come entità a sé stante, distinta dall’Orchestrina di Storaci. E fu così che militò a lungo nell’Orchestra Barzizza. Possiamo ascoltare un loro simpatico intervento anche al fianco di Spadaro in Conferenza sulla punteggiatura, diretti da Petralia. 
Poi bisogna guardare le date... C’è l’incisione del 1941di un “Quartetto Vocale” che canta con Lucio Ardenzi Luisella. A me non sembrano i nostri quattro sconosciuti, però non ne sono convinto a tal punto da escludere che si tratti effettivamente di loro; magari, in questo caso, con qualche cambiamento in organico (non per nulla, in etichetta è accreditato un generico Q. V.).
Come si fa a distinguere i nostri Gai Campagnoli? Hanno un modo di cantare tutto loro: abbastanza “strascicato”, con un’armonizzazione non perfetta in cui la lead voice non è quasi mai la voce più alta (come spesso avviene nelle formazioni vocali maschili). Marcato accento nordico, evidente soprattutto nella pronuncia delle “s”. Voci assolutamente non liriche (il che li distingue dal Quartetto che canta con Osella), evidentemente non professionisti della canzone, ad eccezione della voce che ogni tanto fa gli assoli. Ecco, questo particolare mi resta un momento poco chiaro: ero convinto che nel Quartetto cantasse Pavesio, a volte mi sembra di sentirlo, ma a quanto pare non è così!
Ultimo dettaglio: escluderei che questo Quartetto abbia iniziato la sua carriera prima del 1937, come dimostra la loro attività discografica. Oserei dire addirittura che hanno iniziato nel 1938!
[Altra incisione allegata da Simone: Quartetto Cetra e Orchestrina dei Gai Campagnoli, Quel mazzolin di fiori].
Del Trio Vocale Cetra mi sono occupato a lungo negli anni scorsi. Passate in rassegna tutte le incisioni di questo Trio, effettuate per la Parlophon esclusivamente con Angelini e accreditato nelle maniere più disparate (Trio Cetra, Trio Vocale Maschile, Trio Pavesio-Casasco-Gilardenghi), risulta evidente che si tratta anche in questo caso di una formazione stabile. Per ogni altro dettaglio rimando a questa scheda biografica..
Su tutto il resto non posso pronunciarmi: non sono capace di riconoscere gli orchestrali dalle foto, talento che invece ha il nostro Paolo Piccardo».
È ben noto che Wikipedia non è sempre un modello di affidabilità, per cui occorre prendere sistematicamente con le pinze ciò che vi si trova. Ne abbiamo un clamoroso esempio nella pagina dedicata al Quartetto Vocale Cetra, dove la foto inserita, tratta da una rivista d’epoca e per di più accompagnata da una dettagliata didascalia, è platealmente sbagliata. Se n’è però subito accorto il nostro Paolo Piccardo che in quattro e quattr’otto, da quell’impareggiabile cibernauta che è, ha identificato il vero nome del quartetto vocale spacciato per quello della Cetra [], Ma chissà quanti altri hanno preso per buone le identificazioni fatte alla leggera dall’autore della pagina anzidetta, la quale è stata per inciso modificata (e quindi anche revisionata) per l’ultima volta solo un paio di settimane fa. Da non credere!

6 Marzo 2017
Alessandro Rigacci ci ha inviato la sua recensione del volume di Enzo Giannelli, Nilla ultima regina (v. gli Aggiornamenti del 3 Marzo scorso). L’abbiamo già inserita nella pagina http://www.trio-lescano.it/recensioni.html.
Mail di Paolo Piccardo: «Ottimo il lavoro dell’amico Giorgio Zoffoli, anche se andava precisato che parte delle foto e delle identificazioni sono state fatte da noi tempo addietro. Inoltre la foto del Quartetto Vocale Cetra non è accettabile, avendo i quattro cantanti un look decisamente d’oltreoceano, più che italiano degli anni Quaranta. L’identificazione di Piero Pavesio, in particolare, è improponibile. Egli era infatti tarchiato e di piccolissima statura, più basso di Barzizza e del duo Fasano; inoltre il contrabbassista Luigi Casasco sembrava... l’orco delle favole!
D’altra parte ho scovato una rara foto del Quintetto Campestre Cetra, nella quale sembra in effetti di riconoscere Corino alla fisa, forse D’Ovidio alla tromba, ma sicuramente non Gilardenghi al violino. Propongo inoltre, dal “Radiocorriere” n. 49 del 1939, p. 8, uno specchietto che illustra la composizione delle principali orchestre dell’Eiar: peccato che non ci siano i nomi propri dei musicisti, sarebbe stato per noi un vero tesoro! E poi vediamo che c’era già allora un’orchestra televisiva!».

5 Marzo 2017
Mail di Giorgio Zoffoli: «Caro Curatore, bella la citazione negli Aggiornamenti di ieri dello spartito che ti ho mandato e intrigante la proposta di identificazione dei componenti del Quartetto (vocale) Cetra anche sulla base della nuova foto nella collezione di Enzo Giannelli, citata da Simone Calomino.
Ritengo che sia pressoché impossibile fare completa chiarezza su questo fantastico gruppo vocale, dal momento che non era una vera e propria formazione costituita ed autonoma, ma solo un nucleo di musicisti che di volta in volta si prestavano con grande maestria a supportare le incisioni di diversi artisti, e solo sporadicamente come titolari.
Un po’ come succedeva col Quintetto del Delirio che si avvaleva di volta in volta di musicisti e cantanti diversi, a seconda di situazioni molto eterogenee, pur convogliando il tutto in un’unica etichetta, o come accadeva in Francia nelle formazioni di Ray Ventura, che utilizzava per le parti cantate solo i suoi eclettici strumentisti e senza mai citarne il nome.
Anch’io ho provato a dipanare la matassa della formazione che nei miei appunti segnalo sempre con la denominazione di Quartetto Vocale Cetra, per evitare pasticci con le prime incisioni della formazione successiva al Quartetto Egie (tutta un’altra splendida e ben più longeva storia), del Quartetto Campestre e del Trio Vocale Cetra, probabilmente una costola dello stesso entourage di musicisti. Questo mio approfondimento è dovuto al fatto che esistono due incisioni di Marf che coinvolgono il Quartetto, e precisamente Serenata del coccodrillo (con Giacomo Osella e l’Orchestra Cetra di Pippo Barzizza)e Vado in Cina e torno (con il Trio Lescano accompagnato sempre dall’Orchestra Cetra di Pippo Barzizza).
Ritengo dunque appassionante e comunque divertente cercare di collocare i tasselli di questo puzzle che lascerà però inevitabilmente spazi mancanti e curiosità irrisolte, proprio perché l’utilizzo che i vari direttori d’orchestra facevano di questi splendidi musicisti prestati al canto era casuale o estemporaneo. Mi immagino la domanda che avrebbero potuto fare agli orchestrali, al momento dell’incisione, Pippo Barzizza, Saverio Seracini, Illuminato Culotta, Gino Filippini, Egidio Storaci o Cinico Angelini: “Allora, oggi bisogna supportare il (o la) cantante con un bel coretto. Chi se la sente di fare una cantatina alzi la mano! Beh! oggi manca qualcuno fra quelli che si sono fatti avanti l’ultima volta e lo sostituiremo con.... Mi raccomando l’intonazione, ricordatevi che non siete dei cantanti, ma degli strumentisti!”. 
Ecco, potrebbe essere andata così e comunque provo a dare il mio contributo allegando alcune foto (in parte già note) e un paio di biografie approssimative e fantasiose, realizzate arrampicandomi sugli specchi. Il completamento del quadro che potrebbe venir fuori lo lascio al contributo di tutti [],
Una cosa è certa, gli interventi vocali di queste formazioni furono sempre veramente deliziosi e sempre appropriati allo spirito della canzone che di volta in volta si andava ad incidere: interventi mai prevaricanti rispetto al cantante titolare e anzi funzionali ad una valorizzazione dell’atmosfera che si voleva ottenere. Diciamo che coloravano il brano con l’utilizzo della voce nello stesso modo con cui avrebbero utilizzato il proprio strumento musicale. Splendido!».

4 Marzo 2017
Giorgio Zoffoli ci ha offerto le scansioni ad alta definizione di un altro mandolino della sua ricca collezione. Si tratta questa volta del fox trot La ragazza del giornale, versione italiana, incisa da Dino Di Luca e il Trio Lescano, GP 92321 [], de The Girl On The Police Gazette, una delle deliziose canzoni composte da Irving Berlin per il film La Signora della Quinta Strada (in originale On the Avenue, USA 1937).

3 Marzo 2017
Riceviamo dal Museo Virtuale del Disco e Dello Spettacolo questa mail: «Gentili ascoltatori, come alcuni di voi già sapranno, è uscito da qualche settimana Nilla ultima regina, il primo di cinque volumi, nati dalla penna di Enzo Giannelli, sulla biografia della Regna della canzone, Nilla Pizzi. Questo primo volume parte dal 1918 per arrivare al 1943. Il libro, edito da “Il Discobolo Edizioni” è in vendita al prezzo di 50 € (comprese le spese di spedizione) ed è acquistabile inviando una mail a questo indirizzo. Potete pagare con bonifico o tramite Poste Pay. Al momento dell’ordine vi forniremo gli estremi e, una volta ricevuto il pagamento, procederemo all’invio del volume. Saluti, la Redazione»
In passato ci siamo occupati più volte (in particolare nelle Notizie del 12 e 13 Febbraio 2010) della primissima formazione del Quartetto Cetra, giacché il Trio Lescano incise con essa ben 6 canzoni. Ora su tale argomento Simone Calomino ci scrive questa mail, contenente importanti novità: «Dopo l’ultimo lungo periodo d’assenza, torno a farmi vivo con una vera chicca che mi è capitata sottomano. Probabilmente saprete che, da qualche tempo, collabora con il Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo il bravo Enzo Giannelli. Ultimamente gli sto dando una mano per sistemare del materiale in suo possesso e mi è capitato un libretto delle edizioni Silmar, sfogliando il quale ho trovato una foto del Quartetto Cetra della Parlophon, quello che ha inciso con le Lescano: il libretto riporta le canzoni delle edizioni Silmar del 1938-1939, quindi ben due anni prima del debutto radiofonico del più noto Quartetto Cetra con Savona, Gentile (e poi Chiusano), De Angelis e Giacobetti, e un anno prima del debutto del Quartetto Egie (con Jacomelli al posto di Savona). Quindi si tratta senza dubbio dei quattro artisti che hanno cantato con le Nostre canzoni come Vado in Cina e torno e Papà e mammà.
Il libretto verrà pubblicato interamente sul sito del Museo, per ora invece vi mando le foto di nostro interesse, così che magari qualcuno possa iniziare a dirci chi sono questi quattro artisti... Magari Paolo Piccardo vi riconoscerà quattro orchestrali: a me sembra di riconoscere Egidio Storaci all’estrema destra! Finalmente abbiamo la foto del Quartetto Cetra!». 
Paolo Piccardo, chiamato in causa, ha subito espresso la sua opinione: «Allora, tempo addietro avevamo stabilito che i componenti del Quartetto Vocale Cetra erano quattro orchestrali del gruppo “I Gai Campagnoli” di Storaci  (probabilmente gli stessi del Quintetto Campestre Cetra). Concordo che uno sia Storaci. Il secondo da destra potrebbe essere il fisarmonicista Michele Corino, e forse Ettore Pierotti, che si esibiva all’ocarina. Tra parentesi vi sorprenderò: Michele Corino, già orchestrale con Angelini, è deceduto negli Stati Uniti il 15 Gennaio 2017, alla bella età di 98 anni... Averlo saputo prima!»
Per parte nostra aggiorneremo quanto prima la pagina Cantanti che hanno collaborato col Trio Lescano

27 Febbraio 2017
Come annunciato il 23 scorso, Lele del Gatto ci ha inviato la sua recensione del CD La Famiglia Canterina, che sarà posto in vendita dalla P-Nuts lunedì prossimo, 6 Marzo. L’abbiamo prontamente inserita nella pagina delle Recensioni.

26 Febbraio 2017
Giorgio Zoffoli ci ha inviato un’altra versione – a nostro avviso quanto mai suggestiva – del mandolino di Ultime foglie, l’indimenticabile slow-fox di Umberto Bertini, inciso nel ’39 da Gianni Di Palma e il Trio Lescano, accompagnati dall’Orchestra Cetra diretta da Pippo Barzizza []. A proposito del testo di questa stupenda canzone, colpisce l’elisione dell’articolo “le” davanti al plurale femminile “foglie”, perché (come si legge nella Grammatica italiana della Treccani) «l’elisione è possibile, anche se ormai rara e da evitare per via del gusto arcaizzante che caratterizza queste scelte, con gli articoli plurali gli davanti a parola che inizia per i (gl’indigeni) e con le davanti a una parola che comincia con una qualsiasi vocale (l’eliche)». Noi pensiamo che si tratti qui di un regionalismo, giacché nell’Italia centrale (e Bertini era un perfetto “romano de Roma”) questi tratti linguistici, per altro non privi di charme, sono comuni anche oggigiorno.

23 Febbraio 2017
La ben nota Casa di produzione P-Nuts S.r.l., fondata nell’Ottobre del 2002 a Milano da Giorgio Bozzo, ha annunciato che il 6 Marzo p.v. uscirà il primo CD de La Famiglia Canterina, lo spettacolo musicale che tanto successo ha riscosso ovunque fin dalla sua creazione, nel 2014. Ricordiamo che il testo e la regia sono dello stesso Bozzo, la direzione musicale è del M° Christian Schmitz, mentre il cast comprende le Sorelle Marinetti, Francesca Nerozzi e Jacopo Bruno (cantanti solisti), più Christian Schmitz (pianoforte), Adalberto Ferrari (clarinetto / C-melody-sax) e Francesco Giorgi (violino).
Nei nove anni di vita del sito Ricordando il Trio Lescano abbiamo sempre intrattenuto, sia con Giorgio che con Christian, ottimi rapporti di amicizia e proficua collaborazione, per cui abbiamo avuto il privilegio di essere tra coloro che hanno ricevuto il CD in anteprima. Abbiamo così già potuto ascoltarlo e riascoltarlo, e – per quanto ci riguarda – lo abbiamo trovato superlativo da ogni punto di vista: eccellente la presentazione grafica, azzeccata la scelta dei 18 brani e, last but not least, impeccabile la loro interpretazione, così briosa e ricca di eleganti preziosità vocali, per non parlare del brillante apporto dei tre strumentisti.
Abbiamo subito consegnato il CD a un nostro collaboratore di fiducia affinché lo recensisca in modo particolareggiato: appena il suo contributo sarà pronto ne daremo notizia qui. Per parte nostra ringraziamo sentitamente l’amico Giorgio per averci citati, in evidenza, nei Credits. .

21 Febbraio 2017
Giorgio Zoffoli ci ha inviato i mandolini e gli spartiti (che ci mancavano) del fox-swing Topolino, parole e musica di Enzo Poletto, e del tango Villanella, parole e musica di Dino Olivieri []. Quanto prima inseriremo queste belle nuove acquisizioni nel nostro Archivio.

18 Febbraio 2017
Mail di Alessandro Rigacci: «Invio, in allegato, una breve relazione sul convegno di studi Barzizziani, tenutosi la scorsa settimana a Sanremo. Ho cercato di fare una ricostruzione più oggettiva possibile poiché l’evento non ha avuto purtroppo l’esito sperato: una decina di spettatori al mattino e poco più di venti il pomeriggio, perlopiù tutti amici del buon Freddy Colt, il quale, credetemi, ha messo tutto se stesso nell’organizzazione di questo evento. Ad aggravare il tutto anche le defezioni, all’ultimo minuto, dei due relatori più famosi ed attesi. Speriamo almeno che l’ambizioso progetto di dedicare una targa, all’interno del Casinò di Sanremo, a Pippo Barzizza vada in porto []».


14 Febbraio 2017
Mail di Roberto Berlini: «Ecco il mio intervento nel 3° Convegno di Studi Barzizziani, tenutosi a Sanremo l’8 Febbraio 2017. Ho parlato del M° Dino Olivieri affrontando i suoi lavori disneyani, che mi hanno permesso un confronto sia con Barzizza che con Angelini. In questa rapida disamina ho affrontato temi che ritengo fondamentali, tra cui: la fortuna critica e il concetto di evoluzione, la struttura della canzone tra gli anni Trenta e Quaranta e le diverse modalità di arrangiamento []. Buona visione!».


5 Febbraio 2017
Mail del Centro Stan Kenton di Sanremo: «Siamo lieti di invitarvi al Convegno nazionale di studi sulla canzone vintage intitolato al M° Pippo Barzizza, che si terrà mercoledì prossimo, 8 febbraio, a Sanremo.
In allegato il programma e i dettagli. Vi attendiamo!
Il comitato promotore».


2 Febbraio 2017
Mail di Giorgio Zoffoli al Curatore: «Ho appena visionato gli Aggiornamenti di ieri, con parecchi argomenti interessanti, e ti faccio i complimenti per come hai valorizzato il materiale che ti avevo invece inviato in maniera sconclusionata. Sei sempre il numero uno! Pezzettino dopo pezzettino, e con la collaborazione di tanti, la scena musicale di quegli anni è documentata in maniera ordinata e organica, perché tutti possano condividerla.
Molto bene, dunque, e grande emozione per lo spartito originale della Canzone del boscaiolo che Paolo Piccardo ha analizzato al microscopio in maniera eccellente.
Ora sto andando a registrare con la Maramao Italian Swing Band la partecipazione ad una trasmissione televisiva di Videoregione, una rete televisiva locale dell’Emilia-Romagna, con sede a Forlì. Il 9 febbraio, poi, parteciperemo ad una cena-convegno del Lyons Club di Forlì in onore al grande Marf.
Anche noi continuiamo e proviamo a divulgare e a mantenere vivo l’interesse sul periodo musicale degli anni Trenta».

1° Febbraio 2017
Paolo Piccardo ci ha inviato un’interessantissima serie di acute osservazioni sul manoscritto originale dell’arrangiamento per orchestra della Canzone del Boscaiolo di Morbelli-Barzizza, del quale abbiamo parlato il 21 Gennaio scorso. È un contributo assolutamente imperdibile per tutti gli ammiratori del M° Pippo Barzizza, musicista di cui non si finisce mai di scoprire la grandezza in ogni ambito della sua professione, per non parlare poi delle sue straordinarie qualità umane, di cui sono buoni testimoni Isa e Renzo Barzizza, i suoi amatissimi figli [].
Giorgio Zoffoli sta riordinando la sua ricca collezione di spartiti e mandolini d’epoca e ci ha chiesto di fargli avere le nostre mancoliste aggiornate relativamente a tali documenti, al fine di inviarci quelli di nostro interesse tuttora assenti nel nostro archivio. Come è suo costume, Giorgio ha accompagnato la richiesta con un primo lotto di ottimi materiali, tutti scansionati a regola d’arte e ad alta definizione: insomma un contributo coi fiocchi, che va ad aggiungersi ai tantissimi ricevuti in passato e ci fa pregustare la gioia di ammirare gli altri che verranno. Lo ringraziamo perciò di vero cuore a nome dell’intera comunità dei fan delle Lescano!
Ecco nel dettaglio la lista dei documenti testé ricevuti:
Due nuovi mandolini, Oh! Mamma! e Valzer della Fisarmonica.
Spartito di Oh! Mamma!  
Corposa documentazione sulla canzone americana The Butcher Boy [Oh! Ma-Ma!].
Mandolino di Op og ned med Veronika, versione danese del Valzer della Fisarmonica, più l’etichetta del disco con l’incisione di tale versione. Su YouTube si trova però attualmente quest’altra incisione d’epoca: https://www.youtube.com/watch?v=gtKwonUrCsM.

23 Gennaio 2017
Dopo averci offerto il mandolino de Il valzer della fotografia, Giorgio Zoffoli ci ha inviato anche il relativo spartito, che ci mancava. Abbiamo quindi prontamente aggiornato la pagina Spartiti e testi, inserendovi anche gli importantissimi documenti offertici, in tempi diversi, dal M° Gianfranco Iuzzolino.
Ricordiamo che questa sezione del nostro Archivio è accessibile solo ai nostri collaboratori più fedeli e attivi, ed esclusivamente per motivi di analisi e studio, non per finalità pratiche. Si veda a tal proposito la seconda delle Notizie del 15 Aprile 2013.

22 Gennaio 2017
Mail di Giorgio Zoffoli: «Caro Curatore, ti allego il mandolino de Il valzer della fotografia, fra l’altro di ottima definizione, che fa parte di un pacchetto di 400 spartiti rintracciati la settimana scorsa da un commerciante di Faenza. Se ne trovo altri di tuo interesse te li invio certamente».
Ricordiamo che questo grazioso valzer di Panzeri-Rastelli fu inciso nel 1940 da Gilberto Mazzi e il Trio Lescano, accompagnati dall’Orchestra Radio (disco Parlophon GP 93115b, matr. 154741). Ottimo il videoclip di tale brano, postato tre anni fa da Melodieantiche (canale su YouTube di Fausto Cartoni), in collaborazione col nostro sito.

21 Gennaio 2017
Il M° Gianfranco Iuzzolino [v. le Notizie del 2 Maggio 2011], tenendo fede ad una promessa fattaci in cambio di un piccolo favore che gli abbiamo reso qualche tempo fa, spedendogli la scansione ad alta definizione – che gli serviva – dello spartito completo di Ciao Turin proveniente dall’archivio del M° Prato, ci ha offerto questa volta un’altra preziosità della sua ricca collezione: lo spartito manoscritto originale (presumibilmente di pugno dello stesso compositore) de La canzone del Boscaiolo di Morbelli-Barzizza. Si tratta di una cartella (anche questa originale e proveniente dall’Archivio dell’EIAR, Sede di Firenze; numeri di catalogo 485 e 01516) contenente 20 fogli di musica a 12 righi, così suddivisi: 1 foglio col frontespizio, 14 fogli con lo schema dell’arrangiamento orchestrale della canzone, 1+4 fogli con la parte per il pianoforte conduttore [].
Particolarmente interessanti sono le correzioni, perché ci consentono di “assistere in diretta” alla nascita di un capolavoro, con i ripensamenti dell’Artista che tende alla perfezione. Valgono per questo spartito barzizziano le stesse osservazioni fatte sei anni fa per quello di Tuli-Tuli-Pan.

15 Gennaio 2017
Giorgio Zoffoli ci ha inviato il mandolino del fox-trot di Piero Pizzigoni Senti l’eco, inciso due volte dal Trio Lescano nel ’39: una prima volta da solo (GP 92864) e una seconda volta con Laura Barbieri (GP 93055). Avevamo già in archivio un mandolino di tale brano, ma quello offertoci da Giorgio è diverso e decisamente più suggestivo. Abbiamo già aggiornato la nostra pagina http://www.trio-lescano.it/mandolini.html.

7 Gennaio 2017
Mail di Lele del Gatto: «Gli ultimi aggiornamenti sono tutti di qualche interesse, ma ovviamente spicca il breve filmato del 1930, che mostra un manipolo di balde ragazze che ballano ed evoluiscono con molta energia (ma non sempre con pari grazia) in un posto decisamente inconsueto, quale la terrazza di un alto edificio. Che tra le vigorose giovinette si trovasse qualcuna delle Lescano, mi sentirei però di escluderlo; al massimo si potrebbe ravvisare qualche vaga somiglianza con Sandra nella spilungona che a metà filmato osserva da presso la compagna che ne tiene sollevata un’altra. In ogni caso, un davvero succoso documento d’epoca».
Mail di Paolo Piccardo: «Interessante il mandolino reperito da Simone Calomino! Tuttavia ho qualche dubbio. Il catalogo Cetra del 1948 riporta solo la versione di Si chiama Boogie Woogie interpretata dalla Garbaccio, mentre dalla discografia delle Lescano e del Quintetto Hot il brano non risulta inciso. Presumo quindi che gli Artisti citati nel mandolino servano solo ad attrarre il pubblico, ma non siano gli effettivi esecutori del brano. “Lanciano”  è quindi probabilmente un sinonimo per “presentano / introducono / sponsorizzano”».
Commento del Curatore: «Che le Lescano abbiamo smesso di incidere alla fine del ’42 (o, secondo altre fonti, nei primi mesi del ’43) è ormai assodato; ma perché escludere che abbiamo cantato ancora alla radio? Forse varrebbe la pena di spulciare a fondo il “Radiocorriere” dei primissimi anni del dopoguerra... Potrebbero inoltre aver cantato il boogie woogie di Seracini-Chiosso in spettacoli itineranti di varietà».

6 Gennaio 2017
Mail di Simone Calomino: «Stavo ripulendo la libreria fotografica del mio cellulare e mi sono imbattuto in una foto che avevo salvato in previsione di vederla valorizzata negli Aggiornamenti. Si tratta di uno spartito del 1946, relativo al “nuovo successo” Si chiama Boogie Woogie, con musica di Saverio Seracini, storico maestro e arrangiatore [compose anche tre canzoni incise dalle Lescano: Canzone d’Haway, Malinconia e Questa sera da me], nonché membro dell’Orchestra Cetra, e testo del bravissimo Leo Chiosso [ / /], che passerà alla storia come autore dei più grandi successi di Fred Buscaglione.
Il brano in questione è noto soprattutto nella versione di Dea Garbaccio, che mi risulta essere stata incisa due volte, una con l’orchestra Barzizza per la Columbia (ci sarebbe da rispolverare anche la storia dei dischi Columbia incisi nel ’46 dagli artisti dell’EIAR) e una di poco successiva con l’orchestra Mojetta per la Cetra, che è poi quella che si può ascoltare sul web. Marco Basso potrebbe essere più preciso in merito, in quanto possiede le due copie in questione.
Il mandolino che allego non menziona affatto Dea Garbaccio come interprete di successo del brano, bensì fa riferimento al Quintetto Vocale Hot (di cui era membro lo stesso Chiosso) e – udite, udite! – al Trio Lescano! Si tratta quindi dell’ennesima conferma che nel 1946 il Trio era ancora in piena attività ma, essendo quello un periodo piuttosto confuso, le testimonianze al riguardo sono poche e incerte. Sono inoltre menzionati in copertina Barzizza e Mojetta (direttori d’orchestra nelle versioni della Garbaccio), nonché Gaetano Gimelli, il Louis Armstrong italiano a noi noto per i suoi bellissimi assoli (come in Strada deserta di Kitty).

5 Gennaio 2017
Mail di Paolo Piccardo, intitolata Piccolo tassello: «Ecco un importante invio da Gwen van Iersel: non mi pare di vedere le Nostre, se non forse Sandra, in piedi vicino a Dickson []. Che ne dicono i lescanofili fisionomisti? A proposito, se ripensiamo al corposo saggio di Virgilio Zanolla, Portino, Eva, il Dickson Ballet e le Sunday Girls, da una foto già nota appartenente al periodo del Dickson Ballet abbiamo una piccola conferma dei nostri dati, e cioè che nel Natale 1928 le ragazze erano all’Empire di Parigi, come giustamente annotato da Virgilio a pag. 14 del suo contributo».
Questo il messaggio inviato da Gwen a Paolo: «Dear Paolo, hope that you entered the new year with music and surrounded with friends & family. The Dickson Girls were on tv here in a docu about the Swinging Twenties, this is the fragment from 1930 and I wonder if the Lascano Sisters are there too. My mother is the 2nd one on the left. The man is Simon Dickson Dekker. […]. With love from Amsterdam».

4 Gennaio 2017
Renzo Barzizza, come sempre cortesissimo e solerte con tutti, ha immediatamente risposto in questi termini alla mail di Virgilio Zanolla:
«Caro Zanolla,
grazie per la sua bella lettera e per le sue iniziative. Sarei felicissimo che lei ottenesse quanto a suo tempo, quasi vent’anni fa, proponemmo al Comune di Genova, sindaco Giuseppe Pericu, le stesse cose. Fummo ricevuti, Isa e io, con grande cordialità, ascoltati attentamente, lodati anche per l’iniziativa; ma alle parole non seguirono i fatti. Quasi contemporaneamente a Sanremo, con l’insediamento di una nuova giunta, fu sospeso e accantonato il premio Barzizza, un appuntamento annuale di costo modestissimo, a fronte di quanto Freddy Colt (all’anagrafe Faris La Cola) riusciva a organizzare e a mettere in scena con successo. In calce troverà un link
che la porta direttamente ad una pagina in cui si parla di questa iniziativa, in sonno ormai da molti anni.
Come lei sa, il nostro papà è nato a Genova, precisamente in Salita dell’Incarnazione. Copio e incollo una nota di mio padre: “Sono nato a Genova il 15 maggio del 1902, al n°… della ‘Salita dell’incarnazione’. Mia mamma, Fortunata Battaglieri, era sarta; il mio papà, Luigi, ebanista. Pochi anni fa, in occasione di una mia gita a Genova, ho potuto rivedere la mia casa natale. Tutto intorno i bombardamenti del ’43 avevano raso al suolo la casa di fronte a noi, e poi un maestoso convento, il Convento delle Suore Turchine e altre costruzioni adiacenti; ma l’edificio in cui sono nato è ancora lì, tale e quale, e come io l’ho sempre ricordato nel corso della mia lunga vita”.
Mio padre non scrive il numero civico, probabilmente cambiato; ma la casa in cui è nato è ancora lì, in perfette condizioni. Eccola, la trova in questo mini servizio fotografico: è a sinistra nella seconda fotografia, ed è chiaramente visibile anche nelle due ultime immagini, sulla destra, color rosso mattone. Tali foto sono recenti, essendo state fatte meno di un anno fa. Il numero non lo ricordo, del resto per me non aveva una particolare importanza. Le altre fotografie che le allego riguardano il percorso che papà faceva per andare a scuola. Penso che tali immagini l’aiuteranno a trovare la casa in cui il nostro papà è nato.
Spero davvero di averla ‘illuminata’... Grazie ancora; mi farebbe molto piacere leggere il suo articolo. E poi: ha letto la pagina di Wikipedia dedicata a papà? E il ‘Barzizza Channel’, lo conosce? A presto, con l’augurio che, lei genovese e con le giuste motivazioni, possa vincere l’inerzia di certe burocrazie comunali.
Cordialmente,
Renzo Barzizza».

3 Gennaio 2017
Virgilio Zanolla ci ha informati di aver inviato a Renzo Barzizza [/] il seguente messaggio:
«Gentile signor Renzo,
buongiorno, sono Virgilio Zanolla del sito Ricordando il Trio Lescano. Come appassionato di tale Trio e delle canzoni dell’epoca, dei ritmi e dei brani diretti e talvolta anche composti da suo padre, e finalmente come genovese, con l’avallo del Curatore del sito stesso, ho pensato che sarebbe ora che la mia città si ricordasse di uno dei suoi figli più illustri. Ho già proposto a vari periodici locali un articolo sulla figura di suo padre e so che prima o poi verrà accettato; vorrei però anche proporre al Comune l’intitolazione al M° Pippo Barzizza di un luogo pubblico (una via, una piazza, un giardino, ecc.); e soprattutto, vorrei che sul luogo in cui egli nacque, il 15 Maggio 1902, venisse apposta una targa commemorativa, un po’ come abbiamo fatto a Torino il 14 Ottobre 2016 col Trio Lescano.
Il problema è che non so esattamente dove sia nato suo padre: a Genova, d’accordo, ma dove? In quale via e casa (sperando che esista ancora), o in quale ospedale? Lei probabilmente mi può aiutare. Se fosse così gentile da farmelo sapere, io scriverei subito al Comune di Genova, in modo da avere una risposta (senz’altro favorevole) prima possibile.
La ringrazio della cortese attenzione e resto in fiduciosa attesa di una risposta illuminante.
Cordiali saluti,
Virgilio Zanolla».


2 Gennaio 2017
Mail di Gioia Bozzaotre al Curatore: «Sono una pronipote del M° Rodolfo de Martino, e solo grazie a voi abbiamo saputo dove era sepolto il nostro prozio. Abbiamo anche ritrovato i suoi due figli, che vivono in Argentina. Al cimitero il Maestro risulta essere stato deposto da ignoti. Potrebbe gentilmente dirci com’è venuto a conoscenza della sua tomba? Qualcuno le ha dato qualche informazione? La ringrazio moltissimo! Sono passati così tanti anni, ed è ora che la famiglia si riunisca».
Il Curatore ha così risposta alla signora Bozzaotre: «La foto della tomba del M° Rodolfo de Martino la scattai io stesso nel Febbraio del 2011, durante una visita al Cimitero Monumentale di Torino, “a caccia” appunto di tombe di nostro interesse. Quella del suo prozio la scoprii per caso, messo però sulle sue tracce da un anziano custode del Camposanto, amante delle canzoni del bel tempo che fu ».
Ricordiamo che Rodolfo de Martino è stato il coautore delle canzoni Con tutta l’anima e Canto di pastorello, incise dal Trio Lescano, assieme ad altri cantanti, rispettivamente nel 1939 (GP 93040) e nel 1940 ca.
(IT 732).

1° Gennaio 2017



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