Ricordando il Trio Lescano

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Aggiornamenti del sito - 2018

Aggiornamenti del 2017


In ordine cronologico inverso

25 Aprile 2018
Mail di Paolo Piccardo (e p.c. a Gwen van Iersel): «Cari  amici, scavando negli archivi dei vecchi periodici emerge talvolta qualcosa. Allego una pagina de “La Vanguardia” del 1° Novembre 1930, dove si legge il nome del numero di Sally/Alexandrina Leschan con Riemke van der Voort (ricordate la bella foto di coppia che tanto ci fece commentare?). Il giornale cita Loce Me e suppongo che si tratti di Love Me di Aivaz-Lenoir, dal musical Dejà del 1927.

23 Aprile 2018
Nota del Curatore - Azzeccate e del tutto condivisibili le considerazioni di Simone Calomino riguardo al ritratto in primo piano di Emilio Livi da lui reperito e assolutamente nuovo per noi. In effetti questa foto promozionale ha tutta l’aria di essere la prima realizzata su di lui nell’ambito della musica leggera. Il cantante fiorentino aveva allora 35 anni, ma esibiva davanti all’obiettivo del fotografo un piglio più maturo, forse per il fatto di avere già alle spalle una brillante carriera di tenore lirico. A mio parere la voce di Livi interprete di “canzonette” è stata la più convincente e ammaliante rispetto a quella dei tanti altri cantanti lirici di quell’epoca prestati al genere “minore”.
Abbiamo già inserito questo magnifico documento nell’Album fotografico di Emilio Livi, in Fototeca / Collaboratori del Trio Lescano / Cantanti.

21 Aprile 2018
Mail di Simone Calomino: «Mi sono imbattuto, facendo qualche ricerca su eBay, in una rara fotografia di Emilio Livi, che appartiene a quella serie di cartoline pubblicitarie che fra il 1936 e il 1938 la Cetra-Parlophon realizzò e diffuse. Della stessa serie, fanno parte anche varie fotografie delle Lescano (ne conosco almeno tre, sebbene io ne possegga solo una).
Questa foto, in particolare, è datata 1937 e ci mostra un Emilio Livi un po’ diverso da quello che siamo abituati a vedere (si vedano a tal proposito le foto che mandai qualche tempo fa).
Altra cosa che mi ha fatto sorridere e pensare, è lo strano modo di firmare che aveva Livi: è evidente che non doveva essere molto abituato a rilasciare autografi, se si firmava con la formula molto burocratica cognome-nome! []».

19 Aprile 2018
Mail di Antonio Mastrorocco:«In merito a quanto pubblicato ieri su due film di Alberto Rabagliati introvabili ho il piacere di comunicarvi che quale appassionatissimo  fan del vecchio cinema italiano  (oltre che delle canzoni) ho la mia bella raccolta di quanto ho potuto registrare nel corso degli anni dalla TV. Alcuni di questi film li ho fatti passare su DVD ed ora fanno bella mostra di sé nella mia cineteca. Di Rabagliati “cantante” ho: La vita è bella, In cerca di felicità, Partenza ore 7 e Natale al campo 119. Mentre di Rabagliati “solo attore” ne ho degli altri. Avendoli passati su DVD mi sono liberato dei vari VHS (che ho gettato via volta per volta). Se li avessi conservati avrei potuto benissimo passarveli».

18 Aprile 2018
Virgilio Zanolla ci informa di aver visto il film Lascia cantare il cuore, completo e di buona qualità, alcuni anni fa su YouTube, assieme ad un altro film interpretato da Alberto Rabagliati ed Elena Luber, In cerca di felicità (1943, regia di Giacomo Gentilomo). Il fatto che entrambe tali pellicole siano poi completamente sparite dalla famosa piattaforma web non ha nulla di straordinario né di sorprendente, essendo prassi comune di Google, attuale proprietario di YouTube, sopprimere all’improvviso e senza alcuna giustificazione credibile qualunque cosa che, per un motivo o per l’altro, non vogliano più far vedere ai propri utenti. I casi di cancellazioni del genere non si contano e, per limitarci a ciò che ci interessa più da vicino, ricordiamo il brutale oscuramento in blocco dei canali di Manuel Carrera e di Lele Del Gatto, tutti e due di grande pregio culturale (v. la Presentazione della pagina Canzoni delle o con le Sorelle Lescano in Internet).
C’è ora solo da sperare che qualche appassionato di vecchi film italiani in bianco e nero non si sia limitato a vederli a suo tempo su YouTube, quando ciò era possibile senza problemi, ma abbia anche avuto l’idea di salvarli nel proprio archivio personale.

17 Aprile 2018
Mettendo a profitto le risorse – apparentemente inesauribili – della Rete, abbiamo confezionato un documento su due film di Alberto Rabagliati girati nei suoi anni d’oro, con la speranza di ravvivare il ricordo di questo grande Artista, oggi indubbiamente pressoché dimenticato. Ne sono segni evidenti non solo il “congelamento” del sito a lui dedicato, che da temporaneo si sta purtroppo sempre più rivelando definitivo, ma anche il fatto che dei due film da noi rievocati (La scuola dei timidi e Lascia cantare il cuore) pare proprio che si siano perse le tracce. A tal proposito ci scrive Paolo Piccardo: «Ad una prima occhiata non sembra che questi due film siano stati ritrovati, restaurati e passati su dvd. Ho infatti consultato invano l’Archivio della Cineteca Nazionale ed alcune altre fonti: se tali film fossero conservati in qualche posto, ne avrei sicuramente trovato menzione. Comunque continuerò a cercare». Ovvio che se qualcuno avesse notizie più precise in merito ci farebbe tutti felici e contenti comunicandocele.
Il documento in oggetto è apribile dalla pagina Oggi parliamo di…

13 Aprile 2018
Mail di Giorgio Zoffoli: «Desidero aggiornarvi su un evento che si svolgerà a Forlì. Nell’ambito di una rassegna denominata Gaddi Festival che si tiene ogni anno in questa città, verrà ricordata appunto nel pomeriggio di domenica 20 Maggio la figura del compositore forlivese Marf, al secolo Mario Bonavita (1894-1946). Poiché nel Museo del Teatro Romagnolo, che ha sede nello storico Palazzo Gaddi, sono conservati importanti documenti manoscritti appartenuti a questo Autore, si è pensato di ricordarli e valorizzarli creando un appuntamento apposito che servirà a chiarire il suo fondamentale contributo alla musica leggera italiana tra le due guerre mondiali. Oltre alla introduzione del promotore dell’iniziativa, il preparatissimo aiuto regista forlivese Filippo Tadolini, sono stato incaricato come relatore di presentare l’opera musicale di Marf. Seguirà un concerto della Maramao Italian Swing Band che eseguirà brani di Marf e canzoni degli anni Trenta. A corollario dell’iniziativa verrà allestita una corposa mostra con foto inedite del compositore forlivese, documenti originali manoscritti e decine e decine di spartiti musicali illustrati [“Mandolini”] che lo riguardano.
Per chi volesse partecipare allego la locandina, col programma completo della rassegna, e sono a disposizione col mio cellulare (388/99.89.950) di chi potrebbe necessitare di chiarimenti particolari».

12 Aprile 2018
A proposito del quesito che abbiamo posto ieri, Manuel Carrera ci scrive: «Riguardo all’identità dell’autore della foto di Dino Di Luca posta in vendita su eBay, posso dire che ho trovato online (su Google Libri) un paio di riferimenti a tale “Tito Venturini, fotografo alla moda con studio in via Veneto” [Roma]. Non sono però sicuro che l’informazione sia corretta, nel senso che lo scrivente potrebbe aver confuso il Venturini fotografo col Venturini storico e restauratore. A meno che il Nostro non fosse tutte queste cose insieme… Spero che amici di collaudata competenza, come Virgilio Zanolla, ci possano dare una risposta chiara».
Su questa stessa foto ci scrive anche Simone Calomino (che ne possiede nella sua collezione una assai simile): «La bella foto di Di Luca l’avevo già vista su eBay qualche giorno fa, ma il prezzo è decisamente proibitivo [
€ 70 + € 5 di spedizione]. Non ho notizie di Venturini, ma ho visto molte altre foto scattate da lui...».

11 Aprile 2018
Mail di Manuel Carrera: «Segnalo a tutti gli appassionati di essermi appena imbattuto, su eBay [venditore nonsolofumetto], in quella che credo sia la foto più chiara mai vista del bravo Dino Di Luca».
Manuel ha senz’altro ragione e abbiamo perciò immediatamente inserito questa magnifica foto in http://www.trio-lescano.it/fototeca/album_fotografico_dino_di_luca.pdf, p. 3. Qualcuno è per caso in grado di precisarci il nome e cognome - Venturini? - di questo eccellente fotografo, dandoci magari anche qualche sua notizia biografica? Di lui abbiamo in archivio solo pochi lavori, fra cui un’altra foto di Dino Di Luca e una, assolutamente splendida, di Alida Valli al culmine del suo magico fascino [NdC].

9 Aprile 2018
Le ultime fruttuose ricerche di Roberto Berlini ci hanno permesso di approfondire la conoscenza del Trio Primavera, una delle formazioni vocali femminili più valide e interessanti tra quelle spuntate come funghi tra la fine degli Anni Trenta e l’inizio dei Quaranta. Si sforzavano tutte di offrire un’imitazione autarchica del Trio Lescano, il quale rimase però sempre irraggiungibile e ineguagliabile. Il  Trio Primavera ebbe purtroppo vita breve (meno di due anni), a causa della prematura defezione di Isa Bellini, ma fece comunque in tempo a partecipare a due film, entrambi ben diretti e con degli ottimi cast: Una famiglia impossibile di Carlo Ludovico Bragaglia (seconda metà del 1940) e Totò allegro fantasma [aka L’allegro fantasma] di Amleto Palermi (1941). Il primo resta sfortunatamente a tutt’oggi irreperibile (a parte il manifesto dell’edizione spagnola, una locandina col Trio Primavera in primo piano, qualche fotogramma, l’incisione di Alberto Rabagliati di Ba ba [/ ] e il mandolino di una delle canzoni incluse nella colonna sonora), mentre del secondo sappiamo e abbiamo tutto (lo si può vedere completo e di discreta qualità anche su YouTube: ).
Mettendo assieme il materiale raccolto da tutte le fonti attualmente disponibili, abbiamo confezionato delle schede sulle cantanti-attrici del Trio Primavera, ossia Isa Bellini, Thea Prandi e Wilma Mangini, schede che – con l’approvazione di Virgilio Zanolla – abbiamo inserito nella pagina Attrici (Sezione 6 / Cantanti), da lui ideata e realizzata anni fa (con infinito amore – è il caso di dirlo!). Abbiamo altresì inserito nella pagina Attrici ‘dimenticate’ il nome di Leonilde Montesi, una caratterista tanto brava quanto… bruttina che abbiamo ammirato nel film Tutta la città canta (aka 6 x 8 = Quarantotto, 1943-1945), fortunosamente recuperato dal nostro Berlini. Una volta di più Roberto ha dimostrato sul campo di essere encomiabilmente instancabile nella caccia ai Tesori Culturali del Passato che, senza i Treasure Hunters del suo stampo, rischierebbero di sparire per sempre nel buco nero della più colpevole indifferenza e dell’oblio.

7 Aprile 2018
Mail di Lele Del Gatto: «Roberto Berlini è veramente un pozzo di scienza, specie in ragione della sua giovane età! Resto sempre senza parole quando interviene su questo o quell’argomento, con una competenza che ci si aspetterebbe da un sessantenne almeno, con decenni di letture e ascolti alle spalle. C’è da aspettarsi – credo – ancora molto da lui».
Mail di Luca Costantini al Curatore: «Non so se ne sei al corrente, ma ieri ho pubblicato su fb una nota per manifestare la mia indignazione nei confronti della Rai. Come al solito, quando in Rai si parla delle Nostre, anche solo un accenno, si commettono errori gravissimi: Nella trasmissione pomeridiana di Rai Due Detto fatto, Caterina Balivo lancia un filmato d’epoca sul Trio Lescano, con tanto di didascalia, ma non sono loro! Nel filmato si vedono tre ragazze davanti al microfono, in vestiti d’epoca, che cantano in playback Maramao perché sei morto? del Trio Triestino, quindi una rievocazione farlocca delle Lescano! Sono rimasto sconcertato da tale scempio. È inconcepibile che nel 2018 vi sia ancora tanta ignoranza all’interno della Rai, un bene pubblico pagato dallo Stato per propinarci false notizie, mentre noi portiamo in luce  la verità, senza scopo di lucro – tra l’altro. Ho invitato pertanto i professoroni della Rai a dare un’occhiata al nostro sito, nella speranza che non avvengano più simili errori/orrori».

Nota del Curatore - Quello che noi del sito Ricordando il Trio Lescano pensiamo – per ben fondati motivi – di quel carrozzone lottizzato, politicizzato al massimo (nel senso più deteriore del termine) e sperperatore di enormi risorse pubbliche che è la Rai lo abbiamo detto chiaro e tondo in molte occasioni, ma specialmente recensendo lo scemeggiato televisivo Le Ragazze dello Swing. Non è quindi il caso di ripetere cose già dette e ridette. Semmai possiamo aggiungere qui che saremmo stati oltremodo sorpresi (e, per una volta, favorevolmente) se la bella e grintosa conduttrice del programma Detto fatto, dovendo parlare del Trio Lescano in occasione della presentazione dell’ultimo CD delle Sorelle Marinetti, Parole d’amor, avesse avvertito l’esigenza, onde evitare brutte figure, di documentarsi un po’ sulle Olandesine. Bastava poco: una rapida scorsa alla voce di Wikipedia (attualmente curata da due nostri collaboratori), con relative immagini, e l’ascolto della celeberrima e onnipresente incisione originale di Maramao perché sei morto?... Un quarto d’ora in tutto e avrebbe schivato le penose topiche segnalate da Luca!

4 Aprile 2018
Qualche tempo fa il sig. Flavio Zambelli, Referente del sito Artarchivio, finalizzato a «salvare dal “vergognoso oblio” la vita degli artisti presenti nel nostro paese dal 1850 al 1950», ci ha contattati per avere un parere circa una foto promozionale (v. più avanti) realizzata da Luigi Bertazzini, la quale mostra un bell’uomo di mezza età (forse l’attore Umberto Melnati, all’epoca poco più che quarantenne) attorniato da 13 belle ragazze con l’uniforme bianca di un collegio o gruppo sportivo. Egli ci chiedeva se in tale foto «in basso a sinistra, riconosciamo eventualmente le Sorelle Lescano e/o il personaggio maschile in centro». Naturalmente ci siamo subito attivati chiedendo ai nostri collaboratori più esperti e autorevoli in fatto di identificazioni di esprimere la loro opinione. Tutti sono stati d’accordo nell’escludere la presenza certa in tale foto delle tre Lescano; Paolo Piccardo non ha tuttavia escluso che una delle ragazze possa essere Caterinetta. Quanto alle altre persone presenti nella foto i pareri sono stati così vari e difformi che ci siamo sentiti in dovere di comunicare al nostro nuovo amico che sulla loro identità «si possono formulare solo delle vaghe ipotesi, che lasciano il tempo che trovano. Magari potremmo essere più precisi al riguardo se conoscessimo la provenienza della foto stessa e – meglio ancora – anche il luogo e l’anno in cui fu realizzata».
Ora Roberto Berlini ritorna sull’argomento con questa mail: «In merito alla foto di gruppo di Bertazzini, recentemente acquisita grazie alla cortesia del sig. Zambelli, vorrei ricordare il caso che presentai al sito e fu pubblicato negli Aggiornamenti del 30 Luglio 2014. Qualche settimana dopo, tornai a Porta Portese e, in un mucchio di vecchie foto, ne trovai altre due assai simili alle precedenti, in quanto notai subito la presenza di Thea Prandi in un terzetto comunque diverso dal Trio Primavera. È quanto mai probabile che la foto di Bertazzini da esaminare faccia parte dello stesso servizio fotografico: lo provano le uniformi delle ragazze e il fatto che il fotografo sia lo stesso. [Proprio per questo motivo, abbiamo ritenuto opportuno riunire in un unico pdf queste cinque foto, aggiungendo in appendice anche quella inviataci da Zambelli - NdC].
In una delle due foto da me reperite per ultime (la n. 5828) è presente, dietro il Trio “Bertazzini”, un numero imprecisato di ragazze vestite allo stesso modo: ciò dimostra che esse erano più di quattro (v. foto n. 5914), proprio come nella foto inviata da Zambelli. Il personaggio maschile ritratto nella foto n. 5930 sembra essere lo sceneggiatore e regista Anton Giulio Majano. Dubito però che nella foto di gruppo sia presente l’attore Melnati, che riconosco con qualche difficoltà: in effetti il sorridere deforma inevitabilmente la fisionomia di un viso. La presenza di attori e di uno sceneggiatore (accanto ad una scatola quadrata che ricorda un microfono) fa supporre che quelle ritratte siano le scene di uno spettacolo, o forse – più presumibilmente – di un film che magari si stava allora progettando di realizzare.
Per la sola treccia, posso supporre che nella foto di gruppo la seconda ragazza in basso partendo da destra sia Thea Prandi e che l’unica bionda sia la stessa presente nelle foto di Porta Portese. Osservando meglio i vestiti noto che nelle varie foto da me reperite, le ragazze non indossano sempre un identico vestito bianco, ma che talvolta è presente il colletto a punta e altre volte uno arrotondato o addirittura tutti e due. Per la datazione potrei supporre che il servizio fotografico sia precedente al Trio Primavera, che prese parte a due film, Una famiglia impossibile (1940) e Totò allegro fantasma (1941), dopo di che esso si sciolse per l’abbandono della Bellini, decisa a portare avanti una carriera da solista. A questo punto sarebbe interessante appurare se anche dietro la foto inviataci da Zambelli sia presente il timbro del fotografo e il numero di serie.
In definitiva posso dire che, dopo quasi 4 anni, il caso è riaperto! Ora devo guardare meglio i vari film del periodo per trovare un titolo che possa coinvolgere un gruppo di tredici ragazze sportive in uniforme bianca».
In alcune mail successive Roberto aggiunge queste precisazioni: «Per trovare una datazione il più possibile attendibile delle sei foto dello Studio Bertazzini abbiamo due elementi: il fotografo e l’età di Thea Prandi, nata il 25 Novembre 1925. Avendo il fotografo Silvio Ottolenghi ceduto l’attività a Luigi Bertazzini [incluso il proprio indovinatissimo motto: “Nulla sfugge al mio obbiettivo”] a seguito della proclamazione delle Leggi Razziali nel Luglio del ’38, possiamo dire che il termine certo post quem sia tale data, considerando però il fatto che l’applicazione del provvedimento non fu immediata. Osservando la Prandi di queste foto vediamo come essa appaia più esile e minuta, vale a dire più giovane, rispetto al successivo periodo del Trio Primavera con Isa Bellini. Sottolineo che quest’ultimo Trio fa la sua prima apparizione nel “Radiocorriere” n. 24 del 9-15 Giugno del 1940 [/ ], in una formazione che vede Thea Prandi con Isa Bellini e Miti Del Bosco, subito sostituita da Wilma Mangini che si vede nel Trio già in una foto del “Radiocorriere” n. 31 del 28 Luglio - 3 Agosto 1940 []. Questi due elementi mi fanno supporre che questo “Trio Bertazzini” rappresenti una tappa precedente al Trio Primavera, il che porta a ritenere che queste sei foto promozionali siano state scattate, tenuto conto dell’abbigliamento leggero delle ragazze, tra fine Marzo e inizio Giugno del 1940. Escluderei invece che siano state realizzate dopo lo scioglimento, nel 1941, del Trio Primavera, perché allora la Prandi aveva un aspetto decisamente diverso»
Invitiamo quanti desiderassero intervenire sugli argomenti toccati da Roberto a farlo senza problemi e in piena libertà, come è sempre stato nel nostro sito.


30 Marzo 2018

20 Marzo 2018
Varie mail di Paolo Piccardo: «Ho dato un’occhiata al sito delle Teche RAI e, cercando “Lescano”, compaiono dei riferimenti interessanti: ad esempio la canzone Tutto blu, sul cui spartito si legge tale nome. Magari era una semplice intenzione, chissà, oppure una delle canzoni interpretate dalle Lescano (alla radio o negli spettacoli di varietà) ma mai incise su disco. Vale comunque la pena di approfondire la cosa, in quanto gli spartiti esistono davvero presso l’Archivio Storico dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI».
«A quanto ho capito da successive ricerche, questi materiali sono consultabili solo in sede. Per fortuna ho un amico in Rai a Torino, vedrò dunque se riesco ad arrivarci. È però possibile che certi riferimenti siano apposti a matita sulle parti (come ne La canzone del boscaiolo, che abbiamo in archivio) ma non necessariamente significhino che le Lescano abbiano di fatto eseguito il pezzo. Quanto alla canzone di D’Anzi-Bracchi Tutto blu, il “Radiocorriere” ne riporta delle tracce e abbiamo anche l’audio: le Lescano però non ci sono e canta unicamente Nunzio Filogamo []».  

17 Marzo 2018
Recentemente ci era stato segnalato da più parti che il motore di ricerca interno al sito, posto all’inizio della pagina con l’Archivio delle Notizie e degli Aggiornamenti, non funzionava più correttamente, nel senso che si limitava a cercare solo nel web le corrispondenze ai tag digitati nell’apposito spazio bianco, e non già nel sito, che in definitiva è ciò che interessa ai nostri utenti. Dapprincipio il problema sembrava di difficile soluzione, essendo dovuto alle modifiche introdotte nei mesi scorsi da Google a certi JavaScript relativi all’applicazione in oggetto, ma poi si è rivelata decisiva la collaborazione generosamente offertaci da Sebastiano Zaniol (figlio primogenito del Curatore), che vive e lavora da parecchi anni nella Svizzera tedesca. In quattro e quattr’otto e pur intervenendo da lontano, egli è riuscito a ripristinare la piena funzionalità del suddetto motore, che è dunque di nuovo disponibile per chiunque desideri cercare qualcosa all’interno del sito, in particolare nell’imponente mole di dati, informazioni e documenti che abbiamo reperito nei dieci anni di vita del sito e regolarmente pubblicato prima nelle Notizie e successivamente negli Aggiornamenti. Rivolgiamo quindi un sentito ringraziamento a Sebastiano per questo suo prezioso e altamente qualificato contributo, che la dice lunga sulla sua impeccabile professionalità.

14 Marzo 2018
Mail di Alessandro Rigacci: «
Carissimi, mi fa immensamente piacere vedere che il sito ha inaugurato il suo decimo anno di attività con un nuovo entusiasmo e con una ritrovata voglia di fare. Almeno una volta a settimana capito nella pagina degli Aggiornamenti e, credetemi, è un vero piacere leggere le nuove scoperte e seguirne - aspettando con una certa impazienza - gli sviluppi, ammirare nuove immagini (prime fra tutte le bellissime riproduzioni dei Mandolini che hanno, a mio modesto parere, un fascino tutto particolare, capaci come sono di far rivivere con pochi dettagli il sapore di un’epoca). Mi congratulo quindi con il Curatore, il nostro instancabile Angelo, il quale anche nei momenti di magra non ha mai abbandonato il timone della nave, e con tutti Voi perché siete sempre capaci di sorprendermi! Io, a causa di vari impegni, non sono più attivo come un tempo ma cerco di non rimanere indietro con gli sviluppi e se posso sono felice di apportare il mio modesto contributo. Volevo, inoltre, ringraziare il sito e Voi tutti per avermi dato la possibilità di scoprire il sito www.canzoneitaliana.it nel quale, finalmente, è stato reso accessibile tutto - o forse quasi tutto! - il patrimonio della Discoteca di Stato. Mi faceva piacere rispondere ad alcuni di voi che, giustamente, hanno notato la notevole discrepanza fra il periodo 1900-1950 (con decine e decine di brani a disposizione, alcuni delle vere e proprie rarità) e il periodo 1950-2000 (che presenta invece alcuni brani solo in modalità ridotta ai soliti 30 secondi e una serie di compilation messe lì un po’ a caso): tale divario è da ricercarsi nel fatto che il sito non ha fatto poi nulla di così eccezionale. Digitalizzare e mettere a disposizione tutte le registrazioni su supporto a 78 giri (e sono le uniche - fateci caso - che si possono ascoltare integralmente) è il minimo che potessero fare in quanto non più coperte dai copyright. I diritti d’autore sulle incisioni durano 60 anni dalla data di incisione; gli ultimi 78 giri sono stati incisi nel 1958. Ecco il perché della messa online di cotanto patrimonio. Ed ecco anche spiegato il perché di come mai mancano all’appello tutti i 45 giri, gli LP, i nastri, etc. Infine vi lascio invitandovi a visitare il canale YouTube di Vanna Paoli, dove si possono visionare integralmente tutte le puntate del documentario Stelle, stellacce, stelline... del 1986, dove si può ammirare un ancora arzillo Otello Boccaccini!
Questo il link del canale: https://www.youtube.com/channel/UCgtDcQETuxSlOz_R5j04j6Q/videos.

5 Marzo 2018
Mail di Giorgio Zoffoli: «Questa volta invio una vera chicca di spartito, che ho già postato anche sulla mia pagina musicale di FaceBook. Veramente superbo!».
Siamo assolutamente d’accordo col nostro caro amico Giorgio: il mandolino [] della canzone Il pesce e l’uccellino (firmato da “mar.”) è un capolavoro di arguzia e arte grafica. Invitiamo altresì tutti i nostri lettori a visitare su FaceBook la pagina creata da Giorgio (La bacheca di Chester), ricca di notizie e foto d’epoca, una più bella e suggestiva dell’altra.

3 Marzo 2018
Abbiamo aggiornato le pagine http://www.trio-lescano.it/autori_stranieri_A-L.html e http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_in_ordine_cronologico.pdf per adeguarle ai risultati delle ultime ricerche di Paolo Piccardo [v. gli Aggiornamenti del 1° Marzo scorso].

1° Marzo 2018
Mail di Paolo Piccardo: «A seguito di una mia domanda su YouTube ricevo la seguente risposta. Questo gentilissimo Peter Mintun è un pianista e storico della musica anni ’30, con un’interessante pagina sul web. Sembra proprio essere la persona adatta per le mie attuali ricerche [V. gli Aggiornamenti del 23 Febbraio scorso]. Gli ho scritto privatamente, spero di ottenere più notizie, ma ritengo sia il caso di ringraziarlo ed evidenziare il suo sito ed i suoi arrangiamenti, molto ben fatti.
Segnalo le più importanti versioni originali di Perché mentire al cuore? [Things might have been so diff’rent], che sicuramente avranno ispirato i nostri arrangiatori:
- Connee Boswell https://m.youtube.com/watch?v=LWBgAw9vbME
- Gracie Fields https://m.youtube.com/watch?v=EchAIeuHMxs
- Kel Murray https://m.youtube.com/watch?v=zD2B2ymI5UY
- Richard Himber https://m.youtube.com/watch?v=4104K8h5Z40.
Resta da capire come mai certe canzoni siano state attribuite ad un film... Forse per semplice incuria, forse per non far trasparire che certi dischi venivano importati di nascosto durante le Sanzioni. Credo che questo enigma rimarrà insoluto, ma mi reputo lo stesso soddisfatto».

28 Febbraio 2018
Mail di Virgilio Zanolla: «Che meraviglia il post di ieri! Mi pare di tornare indietro ai tempi dello “scemeggiato” Rai, quando ciascuno di noi cercava di superarsi nel mettere in evidenza le spesso volute (ahimè) incongruenze del parto deforme... Vergesi e Peppoloni sono due penne sopraffine, ma soprattutto due persone pensanti, cioè solite a riflettere prima di scrivere, per questo le loro disamine incantano. Averne tanti così! Ma intanto, teniamoci ben stretti loro».

27 Febbraio 2018
Ci scrive Lea Vergesi, solita ad intervenire nei nostri dibattiti solo nelle grandi occasioni (memorabile, nel 2010, la sua critica al vetriolo della miniserie Rai Le Ragazze dello Swing): «Sono rimasta di stucco, per non dire basita, nell’apprendere quanti e quali errori si possano trovare nelle etichette dei dischi originali delle nostre Beniamine e nei coevi cataloghi discografici, se solo si esaminano questi importanti documenti storici con l’abilità (e la passione!) investigativa di un Paolo Piccardo, che deve amare la Verità almeno quanto Tristano amava Isotta. Questa mia forte reazione di stupore si spiega col fatto che ho sempre creduto – senza dubbio per un mio deplorevole eccesso di ingenuità – che uno degli aspetti meno infausti del Ventennio andasse ravvisato nell’aver indotto gli italiani, con le buone o le cattive, ad applicarsi nel proprio lavoro con maggior dedizione e serietà che in passato, e ciò per puro Amor di Patria. È stata dunque per me una autentica doccia fredda lo scoprire ora che perfino il personale della Parlophon Cetra, vale a dire la Casa discografica gemellata all’Eiar, la Radio del Regime, poteva lavorare alla carlona e combinare madornali corbellerie, non appena il sorvegliante di turno si distraeva o era assente, magari per partecipare alla solita sfilata della Milizia. Ma quale lezione trarre da una constatazione come questa? Forse che gli italiani, quale che sia il colore di chi li governa, si comportano sempre allo stesso modo, ossia da incorreggibili furbetti scansafatiche e pressappochisti? Qualcuno vorrebbe per favore aiutarmi a capire meglio come stiano realmente le cose?».
Abbiamo incaricato il nostro fedele collaboratore Sandro Peppoloni, “romano de Roma” nonché uomo di età ed esperienze di vita adeguate, a tentare di dare una risposta alla nostra cara Lea. Eccola, intitolata La presunzione è la migliore corazza che un uomo possa portare:
«Ho messo uno dei più noti Pensieri oziosi di un ozioso di Jerome K. Jerome (Idle Thoughts of an Idle Fellow, a book for an idle holiday, 1886), come oggetto di questa mia  riflessione, banale e vana quanto si vuole. È un aforisma che caratterizza meglio, secondo me, chi prova spesso e volentieri l’irrefrenabile desiderio di dire la sua opinione su fatti e vicissitudini che, in fondo, conosce poco o di cui ha quasi solo sentito parlare. Si attaglia bene a gran parte di quanti parlano e straparlano, scrivono e pubblicano di tutto e di più in rete e altrove.
Questa pretesa vexata quaestio sul fatto che gli italiani fossero o non fossero più diligenti, più coscienziosi, più attenti nel loro lavoro come in tutte le altre loro attività e consuetudini, solo in virtù dei modelli e degli ideali che il Regime che li governò (o tentò di farlo) propagandava o imponeva loro – lo dico sinceramente – m’ispira solo una risatina, per di più amara. Ma “dde ché stamo a pparlà?”, direbbero molti dei miei concittadini: e mi scuserete se li prendo ad esempio (loro che di esempi pratici e decenti, da diciotto secoli almeno, hanno smesso di darne al resto del mondo) di come possiamo riflettere su questo busillis.
Casomai, sarà avvenuto durante il Ventennio – per piaggeria, per ruffianeria, per opportunismo o (per essere più ottimisti) anche solo perché andava di moda – che molti abbiano ostentato o preteso efficienza, puntualità, serietà, disciplina... Ma perché queste “virtù” entrino nella cultura, nelle abitudini quotidiane, “sotto la pelle” di una popolazione come quella italiota, mia cara signora Lea, ci vuol ben altro, che vent’anni di propaganda o di prediche, per ottenerlo.
Possiamo fare una cosa semplice e banale, per tentare di afferrare questo concetto: andarci a rivedere dei film, e me ne vengono in mente un paio: Anni ruggenti di Luigi Zampa, il cui titolo è dequalificante e poco indovinato, ma è un film che fornisce un buon esempio di quello che voglio dire (Nino Manfredi è bravo, ma c’è un Salvo Randone, come sempre, splendido) e Una giornata particolare, di Ettore Scola, con Mastroianni in buona forma e una Loren che dimostra di recitar bene, anche vestita.
Quand’ero più giovane, frequentai persone che erano state dipendenti del Ministrero delle Corporazioni. Costoro mi descrivevano la “macchietta” – che oggi appare ridicola e grottesca, ma che allora suscitava astio – di un Amintore Fanfani, allora responsabile del Personale, che la mattina si metteva per tempo davanti ai registri delle firme, ostentando il suo orologio da tasca, stretto in mano, per guardare in faccia, uno per uno, gli impiegati che entravano, dal primo all’ultimo. Bah... Giudichi un po’ chi mi legge se può essere che certi insegnamenti abbiano lasciato traccia nella popolazione italica!
Ho dimenticato di aggiungere che il prode Amintore (in quella quotidiana, ridicola funzione che ho descritto) era rigorosamente in orbace e col distintivo del PNF all’occhiello! Secondo me, tutto poteva ispirare meno che emulazione, solerzia e disciplina.
Ma, per concludere, non dimentichiamo ciò che scrisse il grande Giuseppe Gioachino Belli nel suo sonetto La donna gràvida, del 1835:

Er crima nostro è un crima bbenedetto
ndove oggi te scarmi? ebbè ddomani
sta’ ppuro scerta che tte metti a lletto.

Certo, qui si parla del clima mite di Roma, ma è poi tanto diverso nel resto dello Stivale?».


25 Febbraio 2018
Mail di Giorgio Zoffoli: «Ho apprezzato significativamente come il nostro Curatore è riuscito a presentare il mandolino di Tante parole care, e con i dettagli egli si è superato. Purtroppo era uno dei tanti mandolini rintracciati sulla rete di qualità pessima e più di tanto non si poteva recuperare. Io regolarmente già restauro graficamente i file con un paio di programmi che ho installato nel mio computer, ma quando l’originale è veramente scadente c’è ben poco da fare. Anche per gli spartiti che compro nei mercatini dell’usato, indipendentemente dal loro stato, che non provo in nessuna maniera a modificare con scotch, colla o altre soluzioni e che mi limito ad archiviare nelle buste trasparenti dei catalogatori, eseguo comunque la scansione ed il restauro grafico per renderli presentabili ed esenti da scritte, timbri, lacerazioni, ecc. e per rintracciarli poi facilmente nel mio database.
Per motivi di tempo (sono in giro al lavoro per dieci ore al giorno circa) non riesco a commentare come merita l’ottimo contributo di Paolo Piccardo, ma la novità di oggi è che, grazie all’impegno di mio figlio Tommaso (che al computer è uno smanettone non da poco), sono riuscito a trovare un sistema semplice e perfetto per registrare file audio e trasformarli in mp3. Non so se altri ci sono riusciti con qualche altro programma, ma con questo ho già fatto alcune prove ed il risultato è sorprendente. Naturalmente sto attingendo a piene mani dal nuovo portale della canzone italiana, e bisogna riconoscere che la qualità sonora dei dischi del loro archivio, che presumibilmente sono in perfette condizioni da sempre, dimostra che le incisioni degli anni Trenta/Quaranta erano di una qualità altissima! Siamo noi fruitori, abituati ad ascoltare 78 giri usurati e da riproduttori (fonografi e giradischi) poco affidabili, a dare per scontato che i fruscii facciano parte di una scadente tecnologia di incisione di quel periodo. Specialmente il suono del contrabbasso, che normalmente si sente a malapena, risulta qui nitido e pastoso. Ho frequentato parecchio le sale di incisione ed ho inciso alcuni dischi, sia con la tecnica analogica (negli anni Ottanta) che con quella digitale (più recentemente), ma il mio sogno irrealizzabile sarebbe quello di osservare dal vivo le incisioni di un’ottantina di anni fa, quando con un unico microfono si doveva raccogliere l’audio di tutta un’orchestra e degli interpreti vocali.
Ma bando alle fantasie e veniamo a ciò che dicevo poc’anzi. Basta scaricare il programma Audacity, che permette di registrare perfettamente ogni suono emesso dal computer. Quando la videata è pronta, si può far partire l’audio della canzone e con il tasto tracce registrare sino al termine. Fermare con stop la registrazione e quindi col tasto export salvare con nome la canzone in formato mp3 nel database.
Sarei lieto di sapere se chi mi legge è riuscito ad utilizzare questo programma o se nel frattempo ne ha scovato uno ancor più immediato. Io, nel frattempo, mi tuffo a recuperare canzoni sino ad ora impossibili da rintracciare, o a sostituire quelle, già in mio possesso, che sono di qualità sonora scadente».

24 Febbraio 2018

Reazioni al contributo di Paolo Piccardo pubblicato ieri:
Lele del Gatto: «Immaginate un indagatore provvisto della lenta pazienza d’un Jules Maigret, della fredda genialità d’un Auguste Dupin, della spaventosa capacità deduttiva d’uno Sherlock Holmes, e forse – shakerando le doti di questi personaggi letterari – otterremo qualcosa che si avvicina alle capacità di Paolo Piccardo. Alla luce della sua ultima impresa, concretizzatasi nel ricostruire l’origine della lescaniana La notte è un attimo con te, sono sorti in me sentimenti di viva ammirazione per come ha saputo dipanare fili che si sperdevano tra mille rivoli, ora annodandosi, ora svolgendosi, col rischio continuo di smarrirsi in un labirinto di rimandi a titoli di canzoni, vecchi film dimenticati, ignoti cortometraggi e ponderosi cataloghi, cogliendo alla fine l’insperato quanto sospirato premio.
Credo di interpretare i sentimenti del manipolo di affezionati lettori di questo sito, complimentandomi senza piaggeria col nostro amico, dal quale ci aspettiamo in futuro altre prove della sua ben dimostrata sagacia».
Simone Calomino: «Ho letto gli ultimi Aggiornamenti, cosa posso aggiungere? Il nostro Paolo ha dimostrato come sempre di avere un talento strepitoso per le ricerche ed una pazienza infinita... Ha aiutato anche me in moltissime occasioni, reperendo del materiale assolutamente introvabile. Insomma, è davvero prezioso per tutti noi, e non lo dico per adulazione, ma perché lo penso realmente!».
Altri calorosi apprezzamenti sono giunti da Virgilio Zanolla e Sandro Peppoloni, entrambi rammaricati di non avere sufficienti competenze tecniche per entrare nello specifico delle sensazionali scoperte fatte da Paolo nel campo della discografia lescaniana.
Ultim’ora
- Mail di Paolo Piccardo: «Grazie per i gentili apprezzamenti per la mia ricerca. Certe cose vanno anche molto a fortuna, indubbiamente, più un pizzico di intuizione. Ancora una volta ci si deve rammaricare per la scarsezza di documentazione italiana contro la dovizia di materiali reperibili, a costo zero, in molti siti americani... E infine non dimentichiamo che il genio è per il 10% ispirazione e il 90% traspirazione...».

23 Febbraio 2018
Mail di un “fierissimo” Paolo Piccardo, intitolata Bingo!: «Amici, dopo un frenetico periodo di ricerca sono lieto di informarvi di aver finalmente risolto il problema del Mystery Song [v. gli Aggiornamenti del 18 Febbraio scorso]. Sfogliando, con infinita pazienza e brano dopo brano, il Copyright Catalog del 1936, ho scoperto che la canzone originale americana corrispondente a La notte è un attimo con te non è Libeled Lady (come eravamo indotti a credere basandoci sull’etichetta del disco e sul Catalogo Parlophon coevo), bensì The Longest Night, appartenente all’omonimo film del 1936: lo prova, al di là di ogni dubbio, l’ascolto della sua sigla di apertura, di cui allego una breve clip. Sorprendentemente si tratta di un cortometraggio di 51 minuti, che non pare essere mai arrivato in Italia. Ecco perché – forse – la canzone La notte è un attimo con te è stata attribuita ad un altro film, per l’appunto Libeled Lady. La nostra pagina degli Autori va quindi nuovamente aggiornata.
Credo a questo punto che anche Perché mentire al cuore? faccia parte di altra produzione, che spero di scoprire presto».
Abbiamo già provveduto ad aggiornare la summenzionata pagina e a segnalare l’errore riscontrato sull’etichetta di GP 92228a e nel Catalogo Parlophon del 1938. Abbiamo invece ritenuto opportuno non modificare i riferimenti al film La donna del giorno / Libeled Lady presenti nell’Archivio delle Notizie e negli Aggiornamenti pregressi, perché allora nessuno immaginava che tale attribuzione fosse sbagliata.
Mail di Pietro Moscioni, intitolata Nuova pagina in rete!: «Sonorità evocative che più di tanto non si può andare avanti ad ascoltare, tanto si è sopraffatti dalla nostalgia (parlo almeno per me)… La precedente versione della pagina, io penso di non aver fatto neanche in tempo a vederla, tanto da poco ho incrociato questo Sito, ma non so cosa si potrebbe dire ora che tecnicamente manchi: mi sembra proprio esaustiva (però, non sono un “tecnico”)…
Esprimo solo complimenti, dunque, per la piacevolezza dell’ascolto e la ricchezza del contenuto, almeno per quanto a me appare».

22 Febbraio 2018
Mail di Giorgio Zoffoli: «Sono purtroppo costretto ad usare il contagocce, ma – goccia dopo goccia – stiamo comunque riempiendo il bicchiere! La qualità dell’ultimo mandolino lescaniano che ho acquisito [Tante parole care] è pessima, ma si tratta comunque di un documento interessante».
Abbiamo subito restaurato, per quanto possibile, anche questo mandolino, inserendolo poi nella relativa pagina, da dove è possibile vederlo.

21 Febbraio 2018
Due settimane fa abbiamo manifestato pubblicamente, in questa sede, la nostra soddisfazione e il nostro più caloroso plauso per la recente iniziativa dell’ICBSA, ossia la creazione del grandioso portale dedicato alla Canzone italiana 1900 / 2000. Esaminando con la dovuta attenzione le 12 pagine riservate al Trio Lescano [ e seguenti], abbiamo però riscontrato alcune manchevolezze, che forse sono solo delle semplici sviste, dovute magari a dei tempi eccessivamente ristretti messi a disposizione degli operatori informatici per svolgere un lavoro così impegnativo. Abbiamo quindi deciso di segnalarle alla Direzione del suddetto Ente.
Per primo il nostro Paolo Piccardo ha inviato, in data 8 Febbraio, questa mail:
«Vi prego di notare che il seguente brano musicale http://www.canzoneitaliana.it/tulilem-blem-blu.html non é Tulilem blem blu’,  bensì Pupa. Confidiamo che vorrete correggere il post, eventualmente aggiungendo l’allegata immagine».
Il 14 Febbraio è arrivata questa risposta: «Grazie per la segnalazione. La informiamo che il sito è in continuo aggiornamento. Per qualsiasi ulteriore richiesta non esitate a contattarci, anche via mail (
ic-bsa@beniculturali.it.
Il 15 Febbraio è stata la volta del Curatore, che ha spedito quest’altra mail:
«Spett. IC-BSA -
Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi,
sono il Curatore del sito Ricordando il Trio Lescano e vi scrivo per segnalarvi che nella nostra pagina Aggiornamenti ci siamo occupati in modo approfondito della vostra ultima meritoria iniziativa, precisamente a partire dal giorno 6 Febbraio. Abbiamo anche ristrutturato completamente la pagina Canzoni delle o con le Sorelle Lescano in Internet per adeguarla alla situazione attuale.
Circa la sezione Canzone italiana 1900-1950 del vostro sito, che a noi interessa più da vicino, devo dirvi che le 12 pagine che avete dedicato al Trio Lescano sono per noi qualcosa di assolutamente prezioso, per cui non finiremo mai di ringraziarvi. Nondimeno non possiamo esimerci dal segnalarvi, al loro interno, alcune scelte che a nostro avviso appaiono migliorabili. Eccole:
- Non comprendiamo perché si sia deciso di includere in tali pagine, dedicate al Trio Lescano, anche delle canzoni in cui tale Trio non figura affatto, ad esempio Non puoi dimenticare, cantata dal solo Aldo Masseglia.
- Idem per quelle altre canzoni in cui il Trio Lescano è sì accreditato sull’etichetta del disco originale, ma, all’ascolto di tale disco, non si sente affatto. Esempio: In un valzer (cuor a cuor), dove Osella canta accompagnato solo da un quartetto vocale maschile. Su questo argomento - quello appunto delle errate attribuzioni al Trio Lescano nelle fonti storiche - si veda http://www.trio-lescano.it/etichette.html, sezione D.
- Un altro errore vi è già stato segnalato dal nostro collaboratore Paolo Piccardo e, non appena esso sarà stato da voi corretto, provvederemo pure noi ad aggiornare la suddetta pagina Canzoni delle o con le Sorelle Lescano in Internet, sezione A.
Resto a vostra completa disposizione per ogni altro chiarimento e vi saluto cordialmente.
Angelo Zaniol
Curatore del sito “Ricordando il Trio Lescano”
PS - Vi prego di porgere i miei omaggi al dr. Massimo Pistacchi, che ho avuto il piacere di conoscere di persona diversi anni fa, a Roma».
Il 16 Febbraio è arrivata la stessa identica risposta da parte dell’ICBSA. Ora attendiamo fiduciosi che alle promesse segua qualche fatto concreto.

19 Febbraio 2018
Due mail di Giorgio Zoffoli al Curatore:
1) «Ti invio questo splendido mandolino [Il gatto in cantina], illustrato da Nisa, con relativo spartito interno. È il boccone più ghiotto di un lotto di una quarantina di spartiti acquistati nel pomeriggio al mercatino di Cesena. Troppo bello!».
2) «Ancora io con quest’altro mandolino [Il canto del bosco], avente una definizione migliore di quello pubblicato. Allego anche il relativo spartito».
Abbiamo debitamente ringraziato l’amico Giorgio e aggiornato subito la pagina dei Mandolini e quella degli Spartiti.

18 Febbraio 2018
Mail di Paolo Piccardo: «Siccome è da un pezzo che non mi sento a mio agio con l’attribuzione della canzone La notte è un attimo con te al film La donna del giorno [Libeled Lady, 1936], sto battendo a tappeto il web. È ben vero che, secondo i cataloghi del tempo, le etichette e il Radiocorriere, la suddetta canzone più Perché mentire al cuore? [Things Might Have Been So Diff’rent] proverrebbero entrambe da quel film, solo che, guardandolo nella sua versione integrale, nessuna delle due risulta presente. Ora la canzone Essere di nuovo innamorati [It’s Great To Be In Love Again], che è il lato b di Perché mentire al cuore?, fa parte – ma non ne ho la certezza –  della colonna sonora del film Ogni sera alle otto [Every Night At Eight, 1935], il quale, guarda caso, narra di un trio vocale femminile. La mia netta sensazione è che non si sia voluto, per chissà quale motivo, riferirsi al vero film da cui vennero tratte le suddette canzoni. Spero di venirne a capo, ma sfortunatamente non ci sono fonti certe, solo trafiletti da “Billboard” del 1950.
Circa Anna Alfieri, personaggio che trovo decisamente interessante, c’è su YouTube una bella intervista fattale dalla famosa cantante e autrice di testi Eileen Rose. E sempre su YouTube, segnalo infine un videoclip nel quale si può ammirare la grande Norma Miller, accompagnata dalla NP Big Band, di cui faccio parte. Per chi non lo sapesse, ricordo che questa straordinaria artista (classe 1919, dunque coetanea di Caterinetta Lescano…) si esibisce tuttora come ballerina, cantante e coreografa: il meno che si possa dire di lei è che appare assolutamente inox! La sua più celebre performance, che tra i ballerini acrobatici è un mito, è quella nel film Hellzapoppin’ del ’41 [: Norma entra a 0:57]. Da notare lo stereotipo degli artisti afro-americani, costretti a ruoli di cuochi, camerieri e domestici... Solo con Stormy Weather, del ’43. si avrà un lieve miglioramento».

17 Febbraio 2018
Nei mesi estivi dell’anno scorso abbiamo avuto un interessante e piacevole scambio di mail con la giovane cineasta italo-inglese Anna Alfieri, un’artista quanto mai eclettica essendo al tempo stesso produttrice, sceneggiatrice, attrice e regista. Essa ci aveva contattati per avere chiarimenti e consigli circa alcune canzoni delle Lescano che intendeva inserire nella colonna sonora del film su cui stava allora lavorando, intitolato Borderline. Ci aveva però pregati – per scaramanzia… – di non farne parola negli Aggiornamenti del sito, almeno fino a quando non ci avesse invitati lei stessa a farlo: e noi, ovviamente, l’abbiamo accontentata.
Ora Anna invia al Curatore questo messaggio: «È da molto che non ci sentiamo e ci tenevo a farle un saluto. Sono stata ultimamente davvero presa dal lavoro, di cui non sembro vedere mai la fine. Ma so che anche lei, in quanto a lavoro, non scherza e quindi può capire bene la situazione. […]. Mi mancano molto le nostre belle conversazioni culturali/musicali! Non penso di averle mandato il link ufficiale del mio film su IMDb, dove ho dato un credito anche a lei nella sezione dei ringraziamenti! Mi faccia sapere cosa ne pensa... Anche del poster []! Come ben sa, alla sua opinione ci tengo veramente molto!
Sui crediti di coda del film vero e proprio compariranno nei ringraziamenti, ben visibile (a parte il suo nome), il sito Ricordando il Trio Lescano. Dalla versione provvisoria sembra che le canzoni delle Lescano saranno in assoluto le più abbondanti nel film e le finaliste sembrano proprio essere: Son tutte belle, Colei che debbo amar e Senza parlare.
Quindi alla fine quelle suggerite da lei erano davvero le più belle, le più originali, nonché le più adatte al mio film: cosa davvero ironica, visto che è riuscito a suggerirmele senza nemmeno vederlo... Direi che il fatto ha un non so che di magico! Davvero non ha idea di quanto siano perfette. La sequenza di Colei che debbo amar sembra quasi sia stata scritta per quella scena. Funziona troppo bene! Se avesse altri suggerimenti, per favore mi faccia sapere!».
Ci auguriamo che il film Borderline arrivi presto anche in Italia, in modo che tutti noi possiamo vederlo ed esprimere così, con cognizione di causa, le nostre opinioni.

In una mail successiva, Anna Alfieri ci ha scritto: «Sono onorata, come lei non può immaginarsi, di apparire sul sito Ricordando il Trio Lescano. Uno dei miei sogni e delle mie ambizioni sarebbe infatti, proprio grazie a questo film, di far riscoprire la Musica Vera, la Musica Bella. E ancora il Vero Amore e il Vero Romanticismo. Fa tutto parte del messaggio in esso contenuto e la musica è uno dei tanti canali per riuscire a farlo. Quindi, come lei può capire, il fatto che il mio nome venga menzionato nel suo prestigioso sito ha un grandissimo significato per me e per il mio lavoro.
Ma mi permetta di correggermi: di canzoni delle Sorelle Lescano ne avrò, alla fine, probabilmente cinque! Non lo nego, sto realizzando un film decisamente coraggioso, sfacciato e, per molti aspetti, assai controverso; tuttavia, pur con queste caratteristiche, spero proprio che cercare di non scadere mai nella banalità o nella volgarità mi aiuterà a fare un film particolare e apprezzato dai buoni spettatori (anche se, magari, non da quelli bigotti…)».

15 Febbraio 2018
Nel lontano 2009 Paolo Piccardo postò nel suo canale su YouTube “Annanoli” un file (incompleto) della canzone La notte è un attimo con te, tratta dal film La donna del giorno [Libeled Lady, 1936] e incisa nel ’37 da Harvedo Felicioli col Trio Lescano (GP 92228a). All’inizio e alla fine della breve clip Paolo poneva a tutti – in inglese – un quesito, al quale, per quanto ne sappiamo, nessuno ha mai dato da allora una risposta.
Ora Paolo ci scrive: «L’unico riferimento incrociato tra la canzone, Forrest - Wright ed il film Libeled Lady è questo, reperito nel Catalog of Copyright / 1966 [sic]. Da esso risulta che il tema è omonimo al film, i due autori suddetti scrissero il testo, mentre la musica fu di William Axt (New York, 1888 - Ukiah, CA, 1959), che compose anche quasi tutte le altre canzoni e i sottofondi».
Abbiamo subito aggiornato in http://www.trio-lescano.it/autori_stranieri_A-L.html la scheda relativa a La notte è un attimo con te.  Segnaliamo inoltre che nel 2015 il giovane collezionista Aaron Gazzarin ha pubblicato nel suo canale su YouTube il file completo e di discreta qualità di tale canzone, traendolo dal disco originale GP 92228 in suo possesso.

14 Febbraio 2018
Abbiamo ultimato la completa ristrutturazione della pagina Canzoni delle o con le Sorelle Lescano in Internet, e ora essa è in rete, apribile dal Menu del sito. Ringraziamo fin d’ora quanti vorranno segnalarci eventuali sue manchevolezze (sviste, lacune e quant’altro), che saremo lieti di emendare in tempo reale, convinti come siamo che una pagina del genere sia utile nella misura in cui risulti il più possibile precisa e affidabile.
Paolo Piccardo ci segnala che nel pregevole canale su YouTube del nostro collaboratore “storico” Massimo Menozzi (è stato tra i primi ad aggregarsi a noi, dieci anni fa…), un certo Evgenij Bazarov (chiaramente un nickname riferito a Padri e figli di Turgenev, ove il soggetto si autodefinisce “nichilista”), ha postato un commento estremamente pesante nei confronti di Alfredo Bracchi, Luciana Dolliver e lo stesso Trio Lescano: un attacco frontale, quindi, anche a tutti noi che questi Artisti li ammiriamo, anzi li veneriamo tanto. Chi sia cotale individuo, che non ha il coraggio di firmarsi, Paolo non fa alcuna fatica ad immaginarlo, e noi siamo sulla sua stessa linea. E lo siamo anche quando conclude la sua segnalazione col celebre verso dantesco: non ragioniam di lor...

8 Febbraio 2018
Mail di Giorgio Zoffoli: «Anch’io mi sono cimentato nel “collaudare” il nuovo splendido portale dell’ICBSA e devo ammettere che è ben strutturato e graficamente accattivante.
La quantità delle canzoni nella sezione 1900 - 1950 è veramente cospicua e tutto sommato esauriente. Finalmente si possono visionare e scansionare le etichette dei 78 giri con una definizione ottima (senza il retinato che creava una visione irritante e sovente pasticciava i dati rendendoli poco leggibili) e la qualità sonora dei file audio è nella maggior parte dei casi eccellente (probabilmente i dischi originali sono tutti in ottime condizioni).
Dunque finalmente c’è una base documentativa meglio organizzata e all’altezza di chi fa delle ricerche musicali, anche se il materiale è il medesimo di sempre.
Certamente resta il rammarico di essersi consumati gli occhi in tutti questi anni nell’interpretare etichette, sino ad ora, in parte compromesse. Oltretutto i demo di trenta secondi del passato (che io sono riuscito a scaricare sino ad un certo periodo) hanno lasciato (almeno a me) indelebili momenti di “gioia interrotta”, non riuscendo a completare la stesura del testo e ancora peggio, in tantissimi casi, a concepire la struttura musicale della canzone.
Ma ora le cose sono finalmente cambiate ed è possibile completare innumerevoli “puzzle” rimasti drammaticamente incompleti (mi riferisco soprattutto ai miei approfondimenti sui brani di Marf).
Concludo con la speranza (e l’intenzione) di riuscire a scaricare l’audio di tutte quelle canzoni che non si trovano assolutamente in circolazione (mi avvarrò della competenza di Tommaso, mio figlio smanettone, e di alcuni amici esperti). Se il copyright non è più applicabile non credo di andare incontro a denunce o di calpestare scrupoli etici e morali.
Il resto delle sezioni (1950 - 2000, Tradizioni popolari e Contributi speciali) mi sembrano invece alquanto raffazzonati e di scarso interesse, visto che oggi, in tali settori, si può trovare ovunque una quantità di materiale di reale interesse. Ad esempio, solo alla Sala Borsa di Bologna ci sono 300 metri (diconsi trecento metri!) di libri e cd, che trattano tutta la musica leggera italiana. Comunque è innegabile che, per un neofita o uno studente delle medie, il nuovo sito offre una buona base di partenza».
Mail di Lele del Gatto, intitolata Nuovo sito (del ... miracolo): «Finalmente la mia connessione ha ripreso un po’ di fiato, e ho potuto concedermi un primo excursus nel nuovo sito della Discoteca di Stato.
Dico subito che era ora e tempo che si mettessero a disposizione di appassionati e studiosi materiali che finora circolavano in modo fortunoso o peggio; era veramente assurdo che incisioni risalenti a settant’anni o più fa non venissero finalmente liberalizzate, essendo scaduti i relativi diritti. E qui andrebbe aggiunto che è veramente assurdo che vengano tutelati diritti d’autore per periodi così smisuratamente ampi, ma questo è un altro discorso che per il momento esula dalla nostra trattazione.
Di prim’acchito, il sito appare un poco confuso nei suoi percorsi interni, mentre pare più agevole la consultazione nella sezione a me ovviamente più congeniale, ossia quella del periodo 1900-1950. Ho dedicato il primo ascolto a quello che è il mio più grande pallino musicale, ovvero Natalino Otto, registrando (via software: a proposito, se qualche amico ha trovato un modo per scaricare direttamente le canzoni, oltre alle etichette, ci confidi l’arcano!) l’elegante Ora sei qui, fox trot gradevolmente swingante con l’accompagnamento del sestetto di Max Springher. Ebbene, come già ha rilevato qualcuno in precedenza, la qualità audio è davvero ottima, chiaramente frutto di una riproduzione effettuata usando un disco poco o addirittura mai suonato, e un impianto tecnico di prima qualità.
Ora non resta che darsi da fare, e ognuno potrà divertirsi a ricercare i brani e gli artisti a lui più connaturali, con un occhio di riguardo - ça va sans dire - al lascito lescaniano, che tutti ci auguriamo venga corroborato da versioni della migliore qualità, ove fosse necessario.
Un invito a tutti gli amici, infine, a non peritarsi di segnalare sul sito, di volta in volta, le scoperte più intriganti e stimolanti».

7 Febbraio 2018
Mail di Paolo Piccardo: «Ho sfogliato attentamente le pagine dedicate alle Sorelle Lescano nella sezione “Canzone Italiana dal 1900 al 1950”: ci sono una novantina di incisioni lescaniane originali, tutte presenti nel nostro archivio; ho comunque provato un’emozione infinita ascoltando la magnifica copia pubblicata qui di Sorge il sol, nettamente migliore di tutte quelle a noi note in precedenza. Ho notato anche la presenza di Coccodè (Alba nel cortile) e Se ci vedesse tuo papà, due delle canzoni nella nostra lista per la sostituzione con versioni di migliore qualità, e queste sono pressoché perfette. Un bel passo avanti, insomma, da valorizzare aggiungendo le canzoni ex ICBSA alla nostra pagina dei files audio, visto che ora sono pubbliche.
Nella sezione successiva, dal 1950 al 2000, ci sono infine una quantità di copie pubblicate da etichette improbabili, di cui cito due brutti esempi. Purtroppo scelte del genere mi fanno pensare ad un lavoro lodevole nell’ideazione ma a tratti inaccurato nella realizzazione. A voi i commenti».
Il Curatore è lieto di accogliere il suggerimento di Paolo e perciò provvederà al più presto a ristrutturare completamente la pagina Le canzoni del o col Trio Lescano in Internet.
Mail di Roberto Berlini: «Le copie delle canzoni lescaniane messe in rete dall’ICBSA mi sembrano tutte di altissima qualità. Inoltre molti errori di catalogazione sono stati corretti».
Mail di Lele del Gatto: «[...]. Devo ancora navigare nel nuovo sito, ma è bastata un’occhiata alla home page, per accendere molte speranze nel mio animo di inguaribile ricercatore... Appena riuscirò a farmi un’idea più precisa, dirò le mie impressioni; ma quanto anticipato dagli altri amici è quanto mai stuzzicante».

6 Febbraio 2018
È stato il nostro misterioso collaboratore (salsese?) che si firma “abc” [cloppj@.....  ] il primo a segnalarci che ieri mattina c’è stata a Roma, presso la Sala Conferenze dell’Associazione Stampa Estera in Italia, in via dell’Umiltà 83/c, la presentazione del nuovo Portale della Canzone Italiana, ora disponibile nel sito http://www.canzoneitaliana.it/. Successivamente ci hanno scritto, nell’ordine e sullo stesso argomento, i seguenti “fedelissimi”:
Paolo Piccardo: «Mi scuso per la latitanza, ma sono attualmente molto impegnato col lavoro e per la prossima trasferta in Baviera della nostra orchestra [la NP Big Band]. Segnalo l’inaugurazione del sito http://www.canzoneitaliana.it/, che sembra essere l’apertura degli archivi dell’ICBSA. Per ora tale iniziativa è agli inizi, ma mi pare decisamente interessante. Mi rifaccio vivo quanto prima».
Roberto Berlini: «Comunico a tutti gli appassionati delle Canzone che nel sito http://www.canzoneitaliana.it/  sono presenti tutte le canzoni dell’ICBSA in versione competa e con un’ottima scansione delle etichette dei relativi dischi. Ho avuto questa segnalazione dal grande collezionista, studioso e amico Eugenio Scano, che ringrazio di cuore. Pare un sogno che si avvera, il fatto che ora anche chi non si trova a Roma possa ascoltare i tesori di questo Ente. Buon ascolto a tutti!».
Paolo Piccardo: «Ho esplorato un po’ il sito www.canzoneitaliana.it. Oggi era in crash per le eccessive visite - credo - ma a quest’ora di notte ho trovato una novantina di incisioni Lescano, tutte note, ma in edizioni ICBSA,cioè particolarmente belle.
Ecco il link: http://www.canzoneitaliana.it/catalogsearch/result/index/?cat=3&p=1&q=Lescano.
Che dire, dopo tanta fatica per ottenerne una manciata, eccole adesso tutte disponibili, incluse alcune facciate senza le Nostre!».
Vito Vita: «Ho fatto anch’io la stessa ricerca di Paolo, con esito positivo. Da quello che ho letto si tratta di un progetto in divenire, quindi potrebbe essere che presto le canzoni del nostro Trio possano aumentare (dalle 90 attuali). All’ascolto fatto dal computer (collegato all’amplificatore dello stereo) la qualità mi pare per lo più buona. In generale mi sembra insomma un’iniziativa apprezzabile, in controtendenza con l’attuale andazzo in tema di memoria».

2 Febbraio 2018
Simone Calomino ci informa che l’ultimo suo post su Facebook riguarda l’uscita dei primi tre numeri di Piccola Antologia, raccolta di inediti e rarità discografiche curata da Enzo Giannelli e da lui stesso. Nel post sono anche fornite informazioni sull’acquisto dei fascicoli e sulle modalità da seguire per avere ulteriori dettagli sull’iniziativa, che si presenta di grande interesse culturale.
Mail di Pietro Moscioni: «Nato nel 1942, le Sorelle Lescano le avrò sicuramente ascoltate fin dalla culla! Inoltre mia madre, classe 1921, c’era in tutto il periodo della loro celebrità, e cantava insieme a loro dalla radio di casa: con le Lescano, dunque, ci sono cresciuto!
Solo ieri e oggi, però, sono casualmente incappato nel vostro sito, e ho scoperto quanto sia ricco, al riguardo, di notizie e di brani musicali, che non avevo mai fin’ora incrociato. Ho provato una sorta di vera commozione e ho fatto un bel tuffo nel passato, con la voce di mia madre insieme alle loro! Tutto il mio apprezzamento, dunque, per chi ne tiene viva la memoria! Il rammarico è che mia madre sia venuta a mancare proprio nello scorso settembre, mentre adesso le avrei voluto fare tutte le domande connesse, per sapere cosa si ricordasse lei di quegli anni lontani: troppo tardi, ahimè!
Nel Vs. sito trovo la ricerca di certi file, e penso di non poter essere d’aiuto; tuttavia ho acquistato, nel 1992, due antologie confezionate da Reader’s Digest (18 Lp in tutto), con 216 canzoni del periodo dal 1920 al 1940 []. Sicuramente, c’è anche il Trio Lescano, solo che – immagino – si tratterà delle loro incisioni più famose; comunque, uno sguardo posso darlo».

1° Febbraio 2018
Mail di Gianfranco Coppola: «Siamo una etichetta indipendente che da qualche tempo ha intrapreso un percorso di ricerca e ricostruzione della storia artistica del cantante Luciano Virgili. Di seguito inviamo il link del trailer-teaser del documentario sul cantante, ancora in produzione, creato dalla Bunker Records []. Assieme ad un’Associazione con sede presso l’UNAR (Unione Associazioni Regionali), a Roma, abbiamo organizzato per sabato prossimo 3 Febbraio una Conferenza-Concerto in onore del cantante ardenzino e livornese. Ci permettiamo perciò di invitarVi a tale evento e/o di diffonderlo a chi fosse interessato».
Allegata alla mail c’era anche la locandina di tale Conferenza-Concerto, comprensiva degli scorsi due eventi: l’abbiamo già pubblicata il 27 Gennaio scorso.

30 Gennaio 2018
Mail di Manuel Carrera: «Mentre lavoro, vi segnalo velocemente che su Ebay è apparso il mandolino di Io non credo (se non vedo). L’immagine nel sito di tale mandolino non è ottima (sembra sgranata), mentre questa nell’inserzione mi pare migliore».
Manuel ha in effetti ragione, perciò abbiamo provveduto a restaurare la foto pubblicata su Ebay e l’abbiamo poi sostituita a quella precedentemente apparsa nel sito []. Abbiamo anche ritenuto opportuno mettere in bella evidenza la foto del Trio Lescano inserita nel mandolino in questione. Essa ci era già nota come una delle tante foto promozionali delle Nostre, firmate dai migliori fotografi professionisti dell’epoca. Questa copia, però, ha il pregio di mostrare qualche particolare (ad es. il bel volto di Sandra) meglio delle altre in nostro possesso.

28 Gennaio 2018
Giorgio Zoffoli ci ha inviato tre altri mandolini, mancanti nel nostro archivio, delle seguenti canzoni lescaniane: Addio!.., Bob Taylor, Cuori sotto la pioggia più Pupa. Sono tutti in perfette condizioni di conservazione ed è con vivo piacere che li abbiamo già inseriti nella relativa pagina, da dove è possibile ammirarli, rivolgendo un pensiero di gratitudine al nostro amico Giorgio, instancabile ricercatore di documenti musicali d’epoca, ovunque si trovino, specialmente nei mercatini.

27 Gennaio 2018
Mail di Marco Cavattoni sugli Eventi Virgiliani del Gennaio 2018: «Mi permetto di allegare la nuova locandina, mettendo in evidenza che purtroppo l’evento previsto per oggi 27 Gennaio è stato spostato al successivo sabato 3 Febbraio. Ci scusiamo per l’inconveniente e Vi aspettiamo numerosi sabato prossimo!».

24 Gennaio 2018
Mail di Simone Calomino al Curatore: «Carissimo Angelo, ti segnalo che i corretti numeri di matrice del disco Parlophon GP 92377, di cui tu hai meticolosamente ricomposto le etichette, sono i seguenti: Lacrime al vento: 153302, T’aspetterò al caffè: 153262 [].
Segnalo inoltre che, a me, l’ultima cifra del numero di matrice di Me Ideal sembra chiaramente un “3”. Tengo a precisare che la suddetta cifra mi risultava chiara ancor prima di andare a controllare il numero di matrice dell’altro lato del disco (Te lo dice il cuore, 51272) che potrebbe confermare la mia lettura.
Un saluto e complimenti per il bel lavoro!».
Ringraziamo calorosamente Simone per queste sue importantissime precisazioni, che ci permettono di eliminare due punti oscuri dal nostro lavoro (che – ricordiamolo – è utile e affidabile solo nella misura in cui è assolutamente preciso). Quanto prima apporteremo le necessarie correzioni a tutte le pagine interessate.

22 Gennaio 2018
Avendo ultimato la sistemazione di tutte le 10 nuove etichette acquisite nei giorni scorsi, le abbiamo messe in rete, nella relativa pagina: 8 nella prima sezione e 2 nella seconda, segnandole con un asterisco rosso. Il restauro di tre etichette (GP 92377a, GP 92377b e GP 93973b) è risultato particolarmente impegnativo a causa del loro pessimo stato di conservazione; abbiamo perciò preparato al riguardo un documento, allo scopo di mostrare a chi fosse interessato come procediamo in casi del genere. Abbiamo ovviamente aggiornato anche la pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/etichette_in_archivio.pdf, che riteniamo particolarmente importante posto che elenca le canzoni lescaniane anche per ordine crescente di matrice (ben inteso quando quest’ultimo prezioso dato ci è noto), vale a dire in ordine cronologico di incisione. Come è noto, infatti, le varie sigle (GP, IT, DC, DD, AA, ecc.), con relativi numeri, che troviamo sulle etichette (in basso) e nei cataloghi d’epoca si riferiscono unicamente alla data di pubblicazione di ogni brano, la quale in non pochi casi è posteriore (di poco o di molto) a quella della sua incisione.
Ringraziamo fin d’ora sentitamente quanti volessero inviarci altre etichette a noi mancanti, non importa se malridotte come le tre summenzionate!

20 Gennaio 2018
Simone Calomino ha pubblicato nella sua pagina di FaceBook la notizia del decesso di Mariolina Gai, ultima componente del Quartetto Stars. Ricordiamo che fu il M° Carlo Prato, il “Pigmalione” delle Sorelle Lescano [], a formare nel ’47 tale quartetto vocale femminile, facendolo debuttare alla Rai di Torino.


18 Gennaio 2018
Mail di Manuel Carrera: «Scrivo per segnalarvi che su DelCampe è apparsa una cartolina autografata delle Lescano veramente molto, molto bella []. Questo è il link».
Mail di Giorgio Zoffoli: «Ecco, al volo, un nuovo mandolino delle Nostre!».
Si tratta di È quel fox trot, che abbiamo già inserito nella pagina dei mandolini.
Lele del Gatto ci ha procurato altre tre nuove etichette, che vanno ad aggiungersi alle cinque inviateci il 14 u.s. Quattro di queste otto etichette (Lacrime al vento, Sabato sera, Se vuoi baciar Rosetta e T’aspetterò al caffè) sono state reperite nel benemerito sito “Il Discobolo”, curato dal nostro amico Massimo Baldino. Presto completeremo la sistemazione di tutto questo prezioso materiale nella pagina dedicata alle etichette.

14 Gennaio 2018
Grazie a due dei nostri più fedeli collaboratori (di quelli cioè sui quali sappiamo di poter sempre contare) abbiamo recuperato 7 etichette (Il mio amore eri tu, Lacrime al vento, Me ideal, Piccola Marì, T’aspetterò al caffè, Te lo dice il cuore, Venezuela) che ci mancavano, mentre altre potrebbero arrivare presto. Dapprima Lele del Gatto ce ne ha spedite cinque, da lui reperite in rete, poi ci siamo recati personalmente ieri pomeriggio a casa di Marco Basso (che abita a una trentina di chilometri da casa nostra); lì abbiamo passato in rassegna la sua ricca collezione di dischi lescaniani, scovandone due di cui non avevamo in archivio le etichette, da noi subito fotografate. Tali etichette si trovano in condizioni di conservazione assai variabili, ma contiamo di restituire a tutte loro una perfetta leggibilità, dopo avrerle restaurate con la consueta cura e passione.
Per inciso, durante la nostra visita a Marco (un ragazzo che sa accogliere gli amici con la più squisita cortesia e ospitalità) abbiamo potuto ammirare ancora una volta la sua straordinaria collezione di apparecchiature sonore risalenti alla prima metà del Novecento: radio, grammofoni, altoparlanti, microfoni, registratori (dal piccolo e casalingo Geloso all’altamente professionale Revox, con le sue enormi bobine) e molte altre preziosità. Quasi tutte queste apparecchiature sono perfettamente funzionanti essendo state rimesse a nuovo da Marco stesso, che è un abilissimo restauratore. Per darci un saggio delle stupefacenti capacità nel riprodurre il suono di tali pezzi da museo, Marco ci ha fatto ascoltare diversi dischi d’epoca, fra cui uno degli anni Venti con un brano in cui brilla il meraviglioso estro improvvisativo di Bix Beiderbecke: un’emozione indimenticabile nell’udire cosa usciva da un altoparlante a tromba della stessa epoca! Roba da farci seriamente domandare se noi, con le nostre ipersofisticate tecnologie del presente, siamo davvero andati avanti, o non piuttosto all’indietro, come i proverbiali gamberi…

13 Gennaio 2018
Mail di Marco Cavattoni avente per oggetto Ultima locandina eventi Virgiliani gennaio 2018: «In allegato troverete la locandina come in oggetto, con gli ultimi piacevoli aggiornamenti».


11 Gennaio 2018
Giorgio Zoffoli, gentile e collaborativo come sempre, ha accompagnato i suoi graditissimi auguri di Buon Anno con il mandolino, che ci mancava, della deliziosa canzone lescaniana Ho ritrovato Scianghai-Lill. Lo abbiamo subito inserito nella pagina dei Mandolini.


10 Gennaio 2018
Roberto Berlini ci ha informati p.c. di uno scambio di mail che ha avuto con Marco Cavattoni relativamente ad una serie di iniziative culturali finalizzate a ricordare il cantante livornese Luciano Virgili (1922-1986), che nel corso della sua lunga carriera ripropose con esemplare buon gusto anche molte canzoni degli anni Trenta e Quaranta, fra cui alcune incise dalle Sorelle Lescano (come Tornerai e Ultime foglie). Roberto ci ha inoltre inviato la bozza della locandina predisposta all’uopo: sono graditi eventuali correzioni o suggerimenti.


9 Gennaio 2018
Mail di Vito Vita: «Qualche giorno fa ho avuto modo via facebook di conattare un lontano parente di Giorgino Cariga [v. gli Aggiornamenti del 17 Novembre 2017]. Non ricordava la data precisa della morte, ma mi ha confermato una cinquantina d’anni (quindi il 1957 dovrebbe essere corretto), e mi ha detto che, oltre che paroliere, era anche pianista.
Purtroppo è morto da scapolo senza figli, quindi tutte le sue cose sono andate perse.... Questo parente non ha nemmeno una sua foto, ahimè.
Ciò spiega anche perché alla SIAE, non essendosene occupato nessun erede, Cariga risulti “non amministrato”.
Infine: ottimo il lavoro di restauro alla pagina delle etichette!»


8 Gennaio 2018
Nelle due ultime settimane, durante le quali il sito è stato chiuso per le festività di fine anno (e non ce ne voglia lo Zio Sam se, in tali frangenti, abbiamo personalmente disobbedito a uno dei sui soliti ordini perentori…), il Curatore ha dedicato buona parte del suo tempo a portare a compimento l’impegnativo programma di sistemazione - più o meno definitiva - delle 279 etichette conservate nel nostro Archivio e relative alla Discografia delle Sorelle Lescano. Dato che nel frattempo è salito di molto, arrivando ad un totale di 101, il numero di quelle che abbiamo ritenuto di dover restaurare in maniera radicale, così da mostrarle come dovevano essere da nuove, ci è sembrato che, a questo punto,  fosse opportuno ristrutturare pure la pagina corrispondente, in modo da valorizzare al meglio il lavoro iniziato il 1° Ottobre 2017. Invitiamo perciò gli interessati a prendere visione dei cambiamenti effettuati [] e, se lo desiderano, a inviarci i loro commenti.

1° Gennaio 2018





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