Ricordando il Trio Lescano

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Fonti discordanti

Procedendo a un attento confronto tra le diverse fonti di dati a nostra disposizione, tutte autorevoli, si scopre che non di rado esse sono discordanti, specialmente riguardo ai nomi degli autori di una canzone. Qui sotto vengono presentati quattro esempi di tali incongruità.
Stante la difficoltà pratica (e anche l’inutilità) di registrare in questa sede tutte le varianti riscontrate, si è deciso di tener qui conto solo dei dati desumibili dai cataloghi discografici d’epoca e dalle etichette dei dischi originali, se disponibili. Le poche e motivate eccezioni sono sempre debitamente segnalate.

Brilla una stella in cielo (IT 801)

Catalogo Cetra-Parlophon, Gennaio 1941:

N.B.: la presenza del Trio Lescano non è indicata, ma è confermata,
oltre che dall’ascolto dell’incisione, dalle due fonti seguenti.

Etichetta del disco originale:

Catalogo Cetra, 1947:

Archivio della SIAE:

Commento: l’etichetta del disco e i due cataloghi assegnano la canzone al compositore Giuseppe Perrera, che ha firmato altre tre canzoni incise dal Trio Lescano (Là nell’isola di Capri, Rumba del fuoco, Sorge il sol), mentre per la SIAE gli autori della musica sono tre, precisamente Tatina Salesi, Giuseppe Chiri e Pippo Barzizza (Tatina Salesi era la moglie di Pippo Barzizza e secondo Freddy Colt il Maestro usava quel nome come pseudonimo per le musiche da film). Importantissima è l’attribuzione del testo a Ferdinando Tettoni, sia nell’archivio della SIAE che nel catalogo Cetra del 1947, perché ciò ci fornisce la prova che Fouché altri non era che lo stesso Tettoni, il quale, per ragioni a noi ignote, si celò spesso dietro tale pseudonimo. Altre fonti confermano senz’ombra di dubbio tale identificazione.


È arrivato l’ambasciatore (GP 92505)

Catalogo Cetra-Parlophon, Aprile 1939:

Etichetta del disco originale:

Spartito:

Archivio della SIAE:

Commento: mentre le quattro fonti concordano nell’indicare Nino Casiroli quale unico autore della musica, c’è divergenza circa l’attribuzione del testo; il catalogo e l’etichetta del disco indicano un non meglio identificato Arcangeli, lo spartito il duo Rastelli-Panzeri, la SIAE il duo Panzeri-Aminta. Anche il primo editore della canzone è diverso: nello spartito è lo stesso Casiroli, per la SIAE si tratta delle Edizioni Leonardi.


Nel bazar di Zanzibar (IT 669)

Catalogo Cetra-Parlophon, Gennaio 1941:


Archivio della SIAE:

Commento: il catalogo e la SIAE concordano nell’assegnare la musica a Giuseppe Chiri; la SIAE, però, aggiunge Pippo Barzizza come coautore di questa, assegnando il testo a Francesco Ferrari, qui nell’inedita (e improbabile) veste di versificatore. Più relisticamente il catalogo assegna il testo ad Arrigo, pseudonimo di Giacomo Camosso. Da notare che il titolo esatto della canzone, confermato da ciò che si può ascoltare nell’incisione originale, è quello del catalogo, mentre nell’archivio della SIAE esso risulta storpiato. Per inciso il tema del "bazar di Zanzibar" sarà ripreso da Calzia-Cram nella famosa canzone Se fossi milionario (1941), portata al successo da Ernesto Bonino.


Non me ne importa niente (GP 92477)

Catalogo Cetra-Parlophon, Aprile 1939:

N.B.: Marf è lo pseudonimo di Mario Bonavita.

Etichetta del disco originale:

Archivio della SIAE:

Commento: né il catalogo né l’etichetta del disco menzionano Vittorio Mascheroni quale coautore della musica di questa canzone. Mascheroni ne fu però sicuramente l’editore.


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