Ricordando il Trio Lescano

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Recensione del volume di Mario Ogliaro
C'è una chiesetta, amor...
Cinico Angelini
“Maestro della Canzone Italiana”
(1901-1983)

Presso l'Autore, 2013


Il volumetto, di poco più di cento pagine, trova la sua ragione di esistere per i motivi che lo stesso Autore ci spiega: “il nostro scopo è stato solamente quello teso a sintetizzare e mettere in un certo ordine le linee del percorso della carriera musicale di Angelini, senza pretendere di aver spiegato l’universo delle canzoni di quell’epoca e i loro risvolti sul costume degli italiani…”.
Tenuto presente questo concetto il libro ha il pregio di focalizzarsi sui primi anni di formazione umana e musicale di Angelini, con particolari che solo un concittadino appassionato può descrivere, avendo certamente conosciuto sia il Maestro che quanti gli orbitarono intorno.
In cinque capitoli scorrevoli vengono delineate queste tappe:
1 I difficili inizi
2 Le prime formazioni orchestrali
3 La tournée in Venezuela
4 La Sala Gay di Torino e le trasmissioni radiofoniche
5 Gli anni della guerra
6 L’approdo al Festival di Sanremo.
Ogliaro ha consultato attentamente ogni possibile pubblicazione dei più noti studiosi, nonché circolari governative del tempo e citazioni del nostro sito, a firma di Alessandro Rigacci e di Virgilio Zanolla, tutte rigorosamente riconosciute. Molte altre informazioni le ha di certo ottenute, di prima mano, dalle sorelle Fasano, anch’esse crescentinesi.
Ogni riferimento a canzoni riporta puntualmente i nomi degli autori e degli interpreti, quasi sempre con date di nascita e morte, particolare che può sembrare insignificante ma che per un ricercatore sono preziosissime e frutto di snervanti ricerche, come i collaboratori di questo sito ben sanno!
Alcune affermazioni andranno verificate, come ad esempio la supposta attribuzione a Nuccia Natali della composizione della canzone Piccole stelle (che ci ha tolto il sonno per un bel pezzo: si vedano le Notizie del 9 Dicembre 2009).
Il libro è corredato da alcune fotografie, in genere pubblicitarie, della Cetra o della Aser, e da qualche riproduzione di copertine del «Canzoniere della Radio» e qualche mandolino.
Pochi gli accenni alle Lescano, e nessuna rivelazione consistente, se non un’affermazione secondo la quale la Cetra aveva chiamato le ragazze ad una incisione di prova sotto la direzione di Petralia.
Un appunto va fatto su alcuni refusi: Riccardo Morbelli diventa Carlo, Salvatore Coja diventa Ceja, ma si tratta di piccolezze. Sarebbe piaciuto se si fosse approfondita la parte dedicata agli organici orchestrali, tanto utili a chi voglia studiare l’evoluzione stilistica dei complessi musicali. A quel tempo i migliori strumentisti passavano con disinvoltura da questa a quella orchestra di grido, influenzandone lo stile. Nella formazione di Angelini del 1952 sono presenti parecchi membri provenienti dalla formazione di Barzizza, e l’orecchio attento viene a volte tratto in inganno.
Nel complesso un buon libro, che rivolge un affettuoso omaggio al Maestro. Plaudiamo al lungo e sicuramente faticoso lavoro di ricerca che va riconosciuto a Mario Ogliaro.

Paolo Piccardo
Ottobre 2016


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