Ricordando il Trio Lescano

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Recensione della Mostra Virtuale

Due cuori, un microfono

curata da Simone Calomino per il

Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo

e dedicata a Nuccia Natali e Aldo Masseglia,
con le biografie dei due artisti scritte da Alessandro Rigacci






Un’opera davvero magna, quella di Simone e Alessandro! Il tempo tiranno non mi consente di analizzarla a fondo, come meriterebbe, ma posso almeno dire che l’ho apprezzata moltissimo, in quanto costituisce un ulteriore tassello del grande mosaico sulla canzone italiana della ‘nostra’ epoca. Chi, infatti, se non i nostri due giovani e straordinari ricercatori, avrebbe mai potuto reperire tante immagini e notizie su questi artisti, forse non di primissimo piano ma in ogni caso di sicuro impatto sul pubblico, amati e cordialmente seguiti anche nella loro vita privata? E questo, mi sia concesso di aggiungere, se da una parte pone in giusta luce i loro enormi meriti, dall’altra suona come triste atto d’accusa per l’ignavia di molti sedicenti esperti, buoni solo, quando trattano di certi artisti, a riciclare le stesse (scarne e spesso inattendibili) informazioni, in circolazione da almeno mezzo secolo. A Simone e Alessandro, dunque, ancora un plauso per la serietà e la qualità del loro lavoro.
Virgilio Zanolla - 2 Ottobre 2017

Con grande piacere ho ammirato l’ottimo lavoro dei nostri cari amici con la Mostra dedicata ad Aldo Masseglia e Nuccia Natali. Posso solo immaginare l’incredibile ricerca, lo sfogliare elenchi, esaminare documenti, tentare di contattare nomi sconosciuti: quante volte lo abbiamo fatto anche noi, cercando una foto, una risposta! Sperare ansiosamente di essere sulla strada giusta, aprire con entusiasmo una mail trovandoci un tesoro o… un‘immensa delusione! E poi, quando siamo fortunati, la soddisfazione di condividerla con tutti, ricevere elogi, consigli e magari critiche, che ci aiutano solo a migliorare.
Per questo plaudo incondizionatamente a tali iniziative, a maggior ragione quando partono dalle lodevoli intenzioni di ottimi e preparati giovani che condividono queste passioni con noi, già un po’più grigi “per antico pelo”, ma dall’entusiasmo incontenibile. Ci si rammarica solo che queste operazioni non partano mai da coloro che i materiali li hanno sottomano e potrebbero disporne con dovizia di mezzi: mi riferisco a certe istituzioni e a certi collezionisti. 
Bravi e bravi ancora, Simone e Alessandro! Ringrazio in particolare il primo, che non ha dimenticato i miei appunti su Madonna Malinconia.
Paolo Piccardo - 3 Ottobre 2017

Credo di essere stata tra i primi, domenica scorsa, giorno della sua inaugurazione, a visitare la Mostra (solo “virtuale”, d’accordo, ma che importa?) Aldo Masseglia e Nuccia Natali: due cuori, un microfono. Questa mia insolita fretta – per non dire precipitazione – ha due motivi, entrambi dichiaratamente personali.
Il primo è che, pur essendo io, per ragioni anagrafiche ed altro, perdutamente innamorata di tutta la musica leggera dei per me favolosi e irripetibili anni Trenta e Quaranta, ho sempre avuto un debole per Masseglia, per via di quella sua voce così garbata, elegante e carezzevole (meravigliosa, a mio gusto e giudizio, la sua interpretazione, assieme al Magico Trio, del “languido slow” Al Rosen Bar), e per la Natali, semplicemente adorabile in Piccole stelle o È arrivato l’ambasciatore, grazie a quella sua vocina così fresca, intonatissima ed espressiva, la quale per di più corrispondeva alla perfezione alla pressoché unica foto che di lei si conosceva un tempo.
Il secondo motivo, non meno decisivo del primo, è la grande stima e ammirazione che nutro per il Curatore della Mostra, Simone Calomino, di cui apprezzo moltissimo il canale su YouTube, vera miniera di preziosità musicali, da lui tratte non di rado da un ingiusto oblio che durava da troppo tempo. Fra le doti di questo giovane e dinamico ricercatore c’è la capacità fuori del comune di contattare persone lontane e magari prima sconosciute, guadagnandone la fiducia al punto da ottenere da loro in prestito interi archivi di famiglia: è il caso appunto di questa Mostra, la cui straordinaria ricchezza è dovuta proprio al fatto che gli eredi dei due artisti hanno messo temporaneamente a sua disposizione tutto il materiale fotografico da loro amorosamente conservato.
Quanto alla Mostra in sé mi limiterò a dire che l’ho trovata molto ben pensata nelle sue varie sezioni e realizzata con perizia e buon gusto. La galleria di foto, molte delle quali assolutamente mai viste prima d’ora, è decisamente entusiasmante, giacché ci consente di conoscere Masseglia e la Natali da vicino e, per così dire, nell’intimità della loro storia d’amore, davvero esemplare e commovente. Nuccia, in particolare, piccolina e ben più rotondetta di quanto mi immaginassi, non era certo una bellezza, eppure, essendo riuscita a legare a sé per tutta la vita un uomo aitante e fascinoso come Aldo, doveva possedere una forte carica di umanità e dolcezza, come dimostrano le stupende foto dove è assieme all’adorata figlia Rosella. Non ho difficoltà a immaginare lo strazio dei suoi familiari quando un destino crudele la strappò a loro a soli 55 anni.
Di Masseglia ho ammirato soprattutto le foto, come quella firmata da Mangini, dove lo si vede suonare il violino col piglio del virtuoso, alla Stéphane Grappelli, per intenderci. Peccato che non esistano – a quanto ne so – incisioni di Aldo Masseglia strumentista anziché cantante di vaglia: magari scopriremmo che quello che ci manca non era affatto da meno di ciò che di lui ci è rimasto!
Lea Vergesi - 3 Ottobre 2017

Il periodo in cui ero scolaro alle Elementari (diciamo tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, fu per me assai favorevole per gli ascolti musicali, propiziati dall’uso intensivo della radio e soprattutto dalla felice assenza della televisione, giacché il diabolico apparecchio sarebbe apparso in casa mia solo diversi anni dopo (per poi tornare a sparire in questi ultimi, ma questa è un’altra storia).
In quegli anni era ancora vivo l’uso di trasmettere in diretta programmi di canzoni, e tra i cantanti che si alternavano ai microfoni, ricordo distintamente di avere ascoltato più volte Rosella (all’anagrafe Rossella) Masseglia Natali, di cui mi colpiva l’elaborato cognome, inconsueto tra gli artisti del tempo, che propendevano piuttosto per nomi brevi e di facile memorizzazione: si pensi a Mina e Milva, per citare solo le canterine più famose.
Allora non sospettavo nemmeno che quel doppio cognome derivasse da quelli di due famosi cantanti dei decenni precedenti, quell’Aldo Masseglia e quella Nuccia Natali che oltre a questa eredità onomastica avevano trasmesso alla giovane cantante anche la vocazione per il canto. In seguito mi capitò di esplorare in modo abbastanza esauriente il lascito musicale dei genitori della Rosella, ai quali tanto meritoriamente il sito Il Discobolo ha dedicato la Mostra Virtuale sui cui pregi si sono dilungati gli amici che mi hanno preceduto, e dei quali sottoscrivo tutto il bene che ne hanno detto.
Ho preferito così dire due parole sulla figlia dei due grandi artisti, che in un pugno d’anni (all’incirca dal 1958 al 1963) svolse una discreta carriera di cantante, facendosi apprezzare come accennato in programmi radiofonici, e incidendo un certo numero di 45 giri. Dotata di una voce graziosa e intonata, la Rosella seguiva ovviamente lo stile vocale del momento, tanto che ascoltata oggi fa subito pensare a Betty Curtis e Caterina Valente in certi brani brillanti, ma anche a Carla Boni in altri d’impianto più melodico. Nulla ricorda né il timbro né lo stile materno, perché i tempi erano enormemente cambiati, e i cantanti “impostati”, come erano i genitori, erano ormai stati soppiantati da quelli “da microfono”, figli o cugini dei crooner d’oltreoceano.
Detto questo, per finire voglio commentare una delle tante belle foto che corredano la Mostra Virtuale, e precisamente quella inserita a pagina 7 della sezione Gli anni d’oro (riferita ad Aldo Masseglia) nella quale si vedono dei muri tappezzati da enormi manifesti annuncianti spettacoli, al Politeama Rossetti di Trieste, di vari grandi artisti dell’epoca, come Meme Bianchi, Carlo Moreno, Elena Giusti e, ovviamente, la coppia Natali-Masseglia. Un parterre di vero lusso, da far girare la testa a noi audaci (e ben ripagati) esploratori di epoche musicali ormai circonfuse nel mito. Provate ora a immaginare dei manifesti del genere ai tempi nostri, con su riportati i nomi di certi personaggi odierni. Altro che quei lenzuoloni di vari metri quadri ciascuno! Basterebbe qualche francobollo.
         Lele del Gatto - 4 Ottobre 2017

Wow, Simone, ho scoperchiato un vaso di Pandora! Ho visitato la mostra, ascoltando anche qualche brano: è fatta benissimo, sia per la quantità di materiale sia per la sua qualità, grafica ed editoriale. Bravo!. E ho navigato anche un po’ per l’intero sito: è magnifico, documentatissimo e ben organizzato. Complimenti a tutti quelli che vi collaborano.
P.S. Voglio vedere chi sarà capace, fra un’ottantina d’anni, pur con tutti i ritrovati tecnologici che ci saranno, a fare una cosa così per la musica di oggi...
William Ghizzoni - 4 Ottobre 2017

Quest’anno l’associazione Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo torna con una nuova Mostra Virtuale dedicata ai cantanti Nuccia Natali e Aldo Masseglia. La scelta è caduta su questi due artisti in quanto il Curatore della Mostra, Simone Calomino, ha recuperato numeroso materiale inedito in possesso della loro famiglia. La mostra ci presenta i cantanti attraverso del materiale fotografico in gran parte inedito e una selezione di interpretazioni discografiche, con le sempre ben redatte biografie di Alessandro Rigacci. Ancora una volta Il Discobolo si è avvalso di ricercatori che  hanno costruito nell’insieme un risultato di gran gusto e di ottima valorizzazione.
La mostra è strutturata attraverso una home che porta nelle varie sezioni: da una parte Aldo Masseglia e dall’altra Nuccia Natali, con le loro biografie divise per periodi, dove appaiono questi preziosi ritrovamenti. È di particolare effetto l’interessante pdf di Masseglia dedicato alle sue foto scattate in importanti studi fotografici. Le pose, la messa a fuoco, le angolazioni, le luci e le sfumature ben riuscite sono la caratteristica principale di questi grandi studi fotografici, primo fra tutti – a mio avviso – quello di Enea Mangini. Mentre la foto per me più emblematica della sezione dedicata a Nuccia Natali si trova nel pdf intitolato Gli anni d’oro: qui la Natali è ritratta nel volto davanti ad un microfono a carbone, e lei sorride guardando in basso verso destra. Nella sua gioconda espressione è ritratta felice del suo cantare, ma non è chiaro se quel particolare sguardo sia dovuto a una riflessione o una momentanea distrazione: magari guarda uno spettatore che l’applaude o forse immagina di vederlo mentre l’ascolta alla radio.
Mi ha incuriosito anche una foto del pdf Aldo e Nuccia, album di famiglia, apribile dalla home della Mostra. In essa sono presenti al centro la Natali con il marito Aldo Masseglia e altre figure: forse, a sinistra, la moglie del maestro Barzizza, mentre dalla parte opposta mi pare di riconoscere Ebe de Paulis, abbracciata ad un uomo con gli occhiali (si direbbe il M° Vittorio Mascheroni). Purtroppo la mostra presenta le foto senza numerarle, e solo sporadicamente le affianca con delle didascalie che aiutino a capire i personaggi ritratti: risultano così mancanti anche altri dati, come la data della foto in questione e il luogo in cui è stata scattata. Non è nemmeno chiaro quale di queste foto provengano dall’archivio Masseglia-Natali e quali, eventualmente, da altre collezioni.
Nel complesso la ritengo comunque un’eccellente Mostra, che consiglio caldamente  a tutti di visitare.
Roberto Berlini - 5 Ottobre 2017


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