Ricordando il Trio Lescano

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Recensione del libro
Jazz Italian Style
From its Origins in New Orleans to Fascist Italy and Sinatra

di Anna Harwell Celenza
Cambridge University Press, 6 Marzo 2017, 264 pagine



L’Autrice, “Professor of  Music”  presso la prestigiosa Georgetown University di Washington D.C., offre un interessantissimo punto di vista sulle origini stesse del Jazz e delle sue successive relazioni, in Italia, con il Fascismo.
Scritto in un inglese ben comprensibile, si articola in cinque capitoli, più un prologo e un epilogo.
La Harwell non fa mistero di essersi rivolta ai maggiori esperti italiani di storia della musica Jazz, rendendo doveroso omaggio ad Adriano Mazzoletti, Marcello Piras e Angelo Zaniol, nonché molti suoi colleghi e corrispondenti.
Entrando nel merito del libro, ecco che viene evidenziata l’origine stessa del Jazz partendo addirittura dagli immigrati italiani a New Orleans, dove gli stessi – almeno a fine ’800 – non erano per nulla segregati, ma anzi erano parte ben attiva e rispettata della comunità. Con dovizia di nomi e particolari, ci viene presentato il successivo spostamento del jazz verso Chicago e, in seguito, il suo sbarco in Europa e, in particolare, in Italia.
Le cose si fanno molto interessanti entrando nel dettaglio del rapporto tra il regime fascista e la musica moderna, e l’impulso che questa ebbe nientemeno che dal movimento Futurista. Mussolini stesso incoraggiò i primi jazzisti, seguendoli appassionatamente e comprendendo che una svolta della musica tradizionale ben si sarebbe accoppiata con lo spirito rivoluzionario del movimento politico dominante. Queste affermazioni sono assolutamente inaspettate, ma obiettive. Note e bibliografia sono abbondantemente riportate.
Più oltre vengono presentati i protagonisti di questa musica, con particolari ben noti e altri meno conosciuti, ma che per noi ricercatori sono ormai privi di ombre. I vari personaggi sono puntualmente descritti, così come le loro carriere. Con soddisfazione per il Curatore di questo sito ed i suoi collaboratori la parte che riguarda il Trio Lescano, pur senza essere sovrabbondante, riporta fedelmente i fatti salienti, senza cadere nelle solite banalità errate (arresto a Genova, ecc.).
Viene dato grande risalto a Rabagliati, Otto e Kramer, di cui viene benevolmente descritta l’ascesa e, in tempi più recenti, la “caduta”.
Il libro si chiude delineando la figura di Frank Sinatra ed il suo rapporto particolare con la musica e la cultura italiana. Ovvero quello di un artista che mai fu e mai si sentì italiano, né di ciò ebbe rammarico.



Anna Harwell Celenza
(v. http://www.annacelenza.com/works.htm)

Paolo Piccardo
18 Aprile 2017


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