Ricordando il Trio Lescano

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Recensione del CD
La Famiglia Canterina
P-Nuts, 2017





“Niente di nuovo sotto il sole”. Questo detto mi è spontaneamente salito alle labbra al termine dell’ascolto del CD La Famiglia Canterina, titolo che riflette quello di uno spettacolo musicale da qualche anno sulle scene, con un cast composto da un manipolo di cantanti-attori, musicisti e autori, dettagliati nell’Aggiornamento del sito del 23 Febbraio 2017.  
Avrei anche potuto scegliere un detto analogo, di sapore più popolaresco, come “La solita minestra”: e a questo punto chi legge potrebbe a ragione aspettarsi una recensione negativa, o quanto meno tra l’annoiato e l’indifferente. Ma le cose stanno invece all’esatto contrario. Perché quella che ci viene servita dai simpatici e valenti artisti è una minestra di alta cucina, cotta in un brodo quanto mai nutriente, e insaporita da spezie e odori sceltissimi: da gustare ora in punta di cucchiaio, come nella sognante versione di Ma l’amore no, ora ad appetitose cucchiaiate, come nelle scatenate Oh booom! e La famiglia canterina.
Fuor di metafora, per parlare di questo lavoro è inevitabile riandare all’indimenticabile concerto al quale assistetti due anni or sono a Spinea (Venezia), allora col titolo di Risate sotto le bombe. In esso si esibirono gli stessi artisti che hanno concorso all’incisione dell’album, riproponendo in massima parte il programma di allora, basato su musiche e canzoni del periodo a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta, con particolare riferimento al repertorio più caro ai frequentatori di questo sito, ovvero quello lescaniano. Orbene, la resa musicale goduta dal vivo e quella risultante dalle sedute d’incisione è sostanzialmente identica: segno che una volta tanto si è registrato un album senza ricorrere a trucchi e trucchetti per abbellire artificiosamente voci e strumenti, facendoli anzi risuonare quanto mai presenti e naturali, esattamente come risultavano dalle sapienti amplificazioni usate due anni or sono sul palco spinetense.
Detto dell’ottima resa tecnica del CD propostomi, dovrei ora dire qualcosa sulle qualità vocali e musicali degli artisti coinvolti, ma come si è capito dovrei fatalmente ripetermi, essendomene già ampiamente dilungato commentando lo spettacolo del settembre 2015 su queste stesse pagine, alle quali rimando chi fosse interessato a una loro rilettura [].
Tuttavia, visto che la sapienza latina ci ha tramandato anche il detto repetita juvant, a costo di ricalcare me stesso aggiungerò che il trio en travesti delle Sorelle Marinetti si riconferma nella sua diabolica bravura, evocando gli impasti vocali del mitico Trio Lescano, a tratti persino con maggior aderenza di quanto non abbiano esibito certi trii femminili attivi in questi anni; che le fresche e simpatiche voci di Jacopo Bruno e Francesca Nerozzi si fanno valere come al solito riproponendo con proprietà lo stile dei solisti leggeri d’un tempo, senza ricalcare più di tanto emissioni che oggi suonerebbero datate; e infine, che il trio di musicisti che accompagnano le canzoni ribadiscono la loro straordinaria abilità in tutti i brani, riservandosene due tutti per loro (oltre a un duo tra sax e pianoforte), in cui fanno sfoggio di una bravura che lascia davvero senza parole.

Lele del Gatto [Gabriele Brunini]
27 Febbraio 2017


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