Ricordando il Trio Lescano

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Recensione del CD
NP Big Band - (not) Only For Dancers
Zerodieci Studio (Genova), 2010

Il savonese Paolo Piccardo, di professione tugboat skipper, è uno dei nostri più fedeli e fidati collaboratori fin dalla creazione del sito, giusto due anni fa. Nel tempo libero lasciatogli dal lavoro egli si dedica, con una passione fuori dal comune, alla musica: ne è testimonianza non solo il gran numero di contributi che ci ha offerto in questo biennio di intensa collaborazione, ma anche il bel canale (http://www.youtube.com/user/annanoli#p/u) che anima da tre anni in YouTube, con lo pseudonimo di annanoli. Egli non si accontenta però di coltivare la musica da studioso e collezionista di incisioni d’annata, specie nel campo delle favolose Big Bands americane degli anni Trenta-Quaranta, repertorio che conosce come le sue tasche, ma è anche un ottimo musicista, diciamo pure un serio professional. Il suo strumento preferito è il sax  (è orgoglioso di possederne uno d’epoca, un sax tenore Buescher Aristocrat del 1937, giuntogli direttamente dagli USA) e inoltre è un provetto arrangiatore. Forse a qualcuno questo termine dice ben poco (come se arrangiare un brano equivalesse più o meno ad occuparsi delle luci del palco o della sistemazione dei leggii…), ma in realtà l’arrangiatore è l’indispensabile complemento del compositore, una figura quasi più importante del direttore d’orchestra o dello stesso interprete del brano. C’è chi arriva a sostenere – secondo noi a ragione – che un Angelini non sarebbe stato quello che sappiamo senza il suo bravissimo arrangiatore di fiducia, Luigi Astore, proprio come è legittimo chiedersi se la carriera di Duke Ellington sarebbe stata lo stesso tanto luminosa se non avesse avuto per trent’anni al suo docile (e invero poco riconosciuto) servizio quel genio dell’arrangiamento che fu Billy Strayhorn, il vero artefice di tanti capolavori della discografia ellingtoniana.
Questa ardente passione di Paolo per la Big Bands Era, con relativa arte dell’arrangiamento orchestrale per tali grosse formazioni, lo ha spinto da tempo a far parte, come saxofonista e arrangiatore, di vari complessi italiani che cercano di farne rivivere il repertorio e soprattutto il sound autentico. Fra questi ha un ruolo di primo piano  la NP Big Band, fondata nel 2008. Ora questa formazione pubblica il suo secondo CD, intitolato NP Big Band / (not) Only For Dancers, in cui il nostro Paolo ha un ruolo importante nella triplice veste di autore dei testi del libretto (in parte in collaborazione col leader della formazione, Roberto Resaz), saxofonista e arrangiatore (interamente suo, ad esempio, è quello del brano dedicato a Fletcher Henderson, Sugarfoot Stomp, che si rifà all’originale). Lo spirito che anima tale gruppo di appassionati è bene espresso da queste parole di Paolo: «NP Big Band is a “band of brothers”, in which the atmosphere is relaxed, everyone likes to play this music and no “prima donna” is allowed. Well, we DO have a prima donna, but Erica, ”the lady who swings the band” deserves it in full». Eh sì, Paolo ha proprio ragione nel sottolineare le straordinarie qualità della vocalist dell’orchestra, Erica Bava: per rendercene conto basta ascoltare la sua interpretazione di Bei Mir Bist Du Schön, uno dei cavalli di battaglia delle Andrews Sisters. In quanto alla band nel suo insieme apprezziamone il perfetto amalgama, sia timbrico che ritmico, nella decima traccia I’ve Heard This Song Before, splendido omaggio a quei grandissimi artisti che furono Harry James and Helen Forrest.



Pagina del libretto dedicata a Harry James e Helen Forrest.

In definitiva un’opera imperdibile per tutti coloro che amano la musica a 24 carati della Swing Era, qui fatta magicamente rivivere in modo tale che il nostro Paolo può scrivere con piena convinzione: «We are sure that somewhere in the skies Benny, Artie and the other Greats, listening to some of our better passages, will comment: “go on, you kids!”».



Nell’ordine: Paolo Piccardo, Roberto Resaz ed Erica Bava.

La Redazione
4 Giugno 2010


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