Ricordando il Trio Lescano

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Recensione del CD
Le Sorelle Marinetti - Signorine Novecento
P-nuts, 2010

Nove mesi or sono, esattamente nelle Notizie del 5 Dicembre 2009, abbiamo recensito il CD Diamoci del tu…, prodotto dalla P-nuts [http://www.p-nuts.it/] e dedicato all’Orchestra Maniscalchi diretta da Christian Schmitz. In questi giorni il titolare di detta Casa, Giorgio Bozzo, ci ha fatto pervenire la sua ultima creazione discografica, il CD Signorine Novecento, interamente consacrato alle Sorelle Marinetti, accompagnate come sempre dall’Orchestra Maniscalchi, con Christian Schmitz nel molteplice ruolo di arrangiatore, direttore, pianista e qui perfino corista. Per la precisione il disco è uscito il 25 maggio scorso, ma, per un banale disguido (complici anche le vacanze estive), lo abbiamo ricevuto solo ora.



A sinistra: copertina del CD Le Sorelle Marinetti - Signorine Novecento;
a destra: le Sorelle Marinetti con Christian Schmitz.

Diciamo subito che esso ci ha fatto, sin dal primo ascolto, un’impressione delle più favorevoli, tanto che non esitiamo ad affermare che i 14 brani che contiene ci paiono rappresentare il meglio del meglio in fatto di rivisitazioni di classe della musica vocale degli anni Trenta-Quaranta. Può anche darsi che il nostro giudizio sia influenzato positivamente da motivi di ordine… sentimentale, dato che più della metà di tali brani furono incisi una settantina di anni fa dalle sorelle Lescano, le nostre beniamine, ma è innegabile che proprio il confronto diretto con le incisioni originali (e questo vale anche per le rimanenti canzoni, tutte incise in quel lontano passato da altri esecutori di vaglia) mette in luce l’eccellenza di queste moderne reinterpretazioni. Ma vediamo i motivi del nostro pieno gradimento.
Ben conoscendo la sconfinata passione di Giorgio Bozzo per le cose fatte bene, con una cura maniacale (in senso buono) di ogni pur minimo dettaglio, va dato per scontato che, da un punto di vista tecnico, il CD sia assolutamente impeccabile. Non per nulla l’incisione dei 14 brani ha richiesto quasi tre settimane di strenuo lavoro, effettuato in uno dei migliori studi di registrazione del Bergamasco, il Cavo Studio di Azzano San Paolo; lo esigeva del resto anche l’etichetta prescelta per la distribuzione del disco, la Atlantic - Warner Music Italia, nota per l’ottimo livello qualitativo dei suoi prodotti.
Anche la presentazione esteriore del disco è accattivante per vari motivi, il primo dei quali è l’originalità con cui, sulla retrocopertina, sono indicati i brani prescelti. Invece del solito elenco ben incolonnato, troviamo questo piacevole sfarfallio di titoli, scritti con caratteri tutti diversi che richiamano lo stile del primo Novecento:

Se poi andiamo a sfogliare il libretto, vediamo con piacere che ogni singolo brano è descritto in una scheda che, seppur concisa, risulta chiara ed esauriente. Si veda ad esempio come viene presentato il delizioso fox-trot Vado in Cina e torno:

È appunto in questo pezzo che si esibisce, come corista, Christian Schmitz: lo fa assieme a Paolo De Tuglie e Tony Corsano nel trio vocale maschile che accompagna le Marinetti, ruolo che nell’incisione originale col Trio Lescano venne affidato al Quartetto Cetra. Molto opportuna la precisazione della scheda riguardo a quest’ultima formazione, perché molti ignorano che essa aveva in comune solo il nome col famoso Quartetto Cetra di Virgilio Savona e soci. Per inciso ricordiamo che abbiamo trattato anche noi questo punto nelle Notizie del 10 Febbraio scorso.
Ma veniamo ora al contenuto del disco, che in definitiva è ciò che interessa maggiormente i suoi acquirenti. È un mix molto ben equilibrato di sette canzoni italiane più sei canzoni americane, queste ultime assai popolari qui da noi al tempo delle Lescano, ovviamente in versione italiana, che non sempre rispecchia il significato del testo primitivo. È il caso di Nature Boy, grande successo di Nat King Cole, diventato in Italia Ricordati ragazzo (la prima incisione della versione nostrana fu quella di Natalino Otto, nel ’49) o di Love for Sale, canzone basata in origine su un tema allora scottante che appare del tutto eluso nella versione italiana, intitolata Ma perché? A queste tredici si aggiunge un’allegra canzone tedesca, Liebes Kleines Fräulein, che fu incisa nel ’42 delle Valtonen, tre sorelle finlandesi emule delle Lescano col nome di Harmony Sisters (ne abbiamo parlato a lungo nelle Notizie del 10 Giugno 2009).
Sono tutte canzoni scelte, con gusto sicuro, non solo per i loro pregi oggettivi, tanto a livello delle melodie quanto a quello dei testi, ma anche con l’intento di valorizzare al massimo la duttile e raffinata vocalità delle Marinetti, che qui ci paiono davvero perfette: mai una sbavatura e soprattutto mai una nota sopra le righe, come solo agli artisti più dotati e maturi è concesso di fare. Non è da meno il cantante solista, Gianluca De Martini, che è il degno complemento delle Marinetti, così come dell’Orchestra Maniscalchi.
Già, l’Orchestra: i suoi componenti sono qui solo dieci ma, ad ascoltarli, sembrano una big band. Merito senza dubbio del fatto che sono tutti elementi di prim’ordine, parecchi dei quali anche polistrumentisti, ma merito incontestabile anche degli splendidi arrangiamenti di Christian Schmitz: fedelissimi nello spirito a quelli originali, ma ripensati con ammirevole maestria in funzione di un organico ridotto e anche dell’odierna sensibilità, che per forza di cose non può essere quella del tempo in cui le Lescano cinguettavano dai microfoni dell’Eiar, accompagnate dalle grandi Orchestre dei Maestri Barzizza o Angelini.
In conclusione riteniamo di poter dire che l’ultima fatica di questa bella compagine di artisti, validamente capitanati da quel grande talent scout che è Giorgio Bozzo, meriti di figurare nella discoteca di ogni amante della buona musica, a fortiori se è un incallito lescanofilo, come lo siamo tutti noi di questo sito.

La Redazione
11 Settembre 2010


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