Ricordando il Trio Lescano

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Recensione del DVD
Tulip Time - La vera storia di un mito della musica italiana:
Il Trio Lescano

Film-documentario di Tonino Boniotti e Marco De Stefanis
Memphis Film & Television, 2007; Istituto Luce, 2009


Nel Notiziario del sito abbiamo parlato spesso, in occasioni diverse, di Tulip Time: sia dell’edizione originale olandese che di quella italiana. Siamo del parere che questo film-documentario abbia molte parti di indiscutibile pregio e interesse, soprattutto per noi lescanofili, e fra esse vanno messe  al primo posto le riprese del materiale cartaceo contenuto nella valigetta in cui Sandra Lescano conservava il suo piccolo archivio personale; altrettanto avvincenti – e a tratti toccanti – sono anche le testimonianze di Lidia Martorana, Maria Bria, Mario Seracini e Giuseppina Ravazza. Purtroppo, però, esso presenta anche parti assai discutibili, come quelle in cui si esibisce Enzo Giannelli, storico (?) della Canzone Italiana. Egli racconta infatti sulle Lescano, con incredibile aplomb, non poche panzane belle e buone, come ad esempio la storiella – pescata chissà dove o magari da lui stesso inventata di sana pianta – che il Trio nacque non a Torino bensì in un circo a Verona, dove si sarebbe recato in trasferta il buon M° Prato. Non proprio commendevole ci sembra anche la testimonianza di Isa Bellini, perché l’anziana artista, dopo aver lodato a denti stretti la bravura delle tre sorelle come cantanti “istintive”, sputa letteralmente veleno su di loro come donne, al punto da far sorgere il sospetto che essa provi tuttora, nei loro confronti, un’assurda gelosia retrospettiva.
In conclusione riteniamo che i due registi italo-olandesi avrebbero potuto, con i materiali e i mezzi che avevano a loro disposizione, fare di più e di meglio se solo, in fase di progettazione del film, avessero avvertito il bisogno di documentarsi seriamente sulle Lescano, utilizzando le fonti giuste (che c’erano anche allora), al posto di quelle sbagliate.

La Redazione
22 Febbraio 2010

Postilla
Nel programma televisivo di Giovanni Minoli La storia siamo noi fu trasmesso integralmente, nel 2011, il film-documentario Tulip Time, poi  postato su YouTube da ridarzola57 (a partire da 4’40”). In tale versione compare in varie parti la scritta, simile a un sottotitolo, “dal diario di Sandra Lescano”: essa non figura affatto nell’originale e si presta ad equivoci, in quanto lascia intendere che un tale diario esista per davvero.



Nell’ordine: fotogramma dell’edizione originale e lo stesso nella versione di Rai Storia.

In realtà non esiste alcun Diario di Sandra Lescano, dal quale attingere chissà quante e quali notizie inedite (e di prima mano...) sulla sua vita e su quella delle sorelle. La scritta che appare nella versione trasmessa dalla Rai è perciò un’aggiunta arbitraria, oltretutto priva di senso, giacché in nessun diario l’Autore può descrivere in prima persona il proprio... funerale, come invece avviene qui!


A p p e n d i c e

Dopo la morte di Sandra Lescano (Fidenza, 1° Febbraio 1987), la famosa valigetta contenente i suoi ricordi più cari fu, a quanto pare, donata (o venduta, non si sa) dal figliastro Mauro Franceschi a Medardo Vincenzi, un pubblicista di Cesenatico che sarebbe stato buon amico della donna nei suoi ultimi anni di vita.



Alessandra Lescano nel suo appartamento di Salsomaggiore Terme (PR),
a colloquio con Medardo Vincenzi che la sta intervistando.

Fu lui che la mise in seguito a disposizione dei registi Boniotti e De Stefanis per realizzare il documentario Tulip Time: ne fa fede l’inserimento del suo nome nei credits dell’opera, in una posizione di rilievo. Purtroppo Medardo Vincenzi morì improvvisamente durante la lavorazione del film e allora la valigetta fu presa in consegna dalle sorelle del defunto, che tuttora la custodiscono. Non siamo però mai riusciti a ottenere da loro il permesso di esaminarne con cura il contenuto, per catalogarlo (abbiamo infatti motivo di credere che il documentario ne mostri solo una parte, seppure cospicua) e soprattutto per digitalizzarlo, al fine di metterlo al sicuro – almeno sul piano culturale – da un’eventuale dispersione o distruzione. Questa possibilità è tutt’altro che remota, al contrario è la triste fine che fanno, più spesso di quanto non si creda, tanti archivi privati, piccoli o grandi che siano: noi stessi ne siamo stati più d’una volta testimoni costernati, ma purtroppo del tutto impotenti a impedire una simile follia, dato che nessuna legge vieta a un privato di vendere, mandare al macero o… bruciare le carte di famiglia, se a un certo momento ha voglia o interesse a farlo.
In Tulip Time le foto appartenute a Sandra (molte delle quali sono piccole istantanee) possono essere mostrate parzialmente sovrapposte, in prospettiva e con la macchina da presa in movimento; in tali casi esse appaiono, oltre che incomplete, anche deformate. Una ragione in più per auspicare che tutti questi preziosi documenti possano essere un giorno scansionati a regola d’arte e magari pubblicati: solo così si potranno studiare e valorizzare come meritano



Fotogrammi di Tulip Time che mostrano come sono talvolta filmati i documenti
contenuti nella valigetta di Sandra Lescano.


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