Ricordando il Trio Lescano

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Recensione del libro di Lidia Martorana
Una voce una vita.
Lidia e la storia della canzone italiana


Rivoli, Neos Edizioni, 2015

Da alcuni mesi (è stato pubblicato a Settembre) è disponibile in libreria Una voce una vita. Lidia e la storia della canzone italiana, l’autobiografia di Lidia Martorana, edita dalle Neos Edizioni di Rivoli. È un libro particolarmente interessante per tutti coloro che si occupano di musica leggera italiana, specialmente di quella a cavallo tra gli anni ’30 ed il secondo dopoguerra.
La signora Martorana ripercorre, con una scrittura scorrevole ma avvincente (con alcune piacevoli digressioni a carattere aneddotico) la sua vita, partendo dalle notizie sulle origini familiari siciliane. Segue il trasferimento dei genitori a Torino, dove lei è nata, per arrivare agli esordi come bambina prodigio, a soli sette anni, nel coro di voci bianche dell’Eiar e alla successiva esperienza con il Trio Aurora, a dodici anni.
Queste sono, per gli appassionati del Trio Lescano, le pagine del libro più interessanti, perchè sono proprio quelli gli anni in cui la Martorana lavora con il Maestro Carlo Prato e, per suo tramite, conosce le tre sorelle (su cui però non si dilunga più di tanto).
La narrazione continua con gli esordi da solista, dapprima come Lidia Aurora e poi con il suo vero nome, raccontando i numerosi successi della cantante (tra i tanti Amore baciami, Addormentarmi così, La storia di tutti), l’incontro con Elio Lotti e poi, dopo il matrimonio e la nascita delle figlie, il ritiro dal mondo dello spettacolo.
Moltissimi sono i personaggi che la Martorana ha conosciuto negli anni di carriera, da Bacigalupo, il portiere del Grande Torino, a Piero Angela che, giovane pianista, l’accompagna in una serata.
Nella parte centrale del libro vi è poi un’antologia di testi di alcuni successi di Lidia Martorana (tra cui le canzoni già citate), con delle brevi presentazioni; il volume si conclude con la riproduzione di alcune fotografie che ripercorrono, in ordine cronologico, la storia narrata nella prima parte: purtroppo solo in bianco e nero (probabilmente per ragioni di costi di stampa), e questa è l’unica pecca del libro, insieme all’assenza di una sezione dedicata alla discografia di Lidia Martorana.
Il volume si apre e si chiude con due scritti di Elvira Codognotto, figlia della cantante, che racconta la sua graduale scoperta del ruolo che sua mamma ha avuto nel mondo musicale italiano.
In conclusione, si tratta di un libro che ha il pregio di fermare in modo accattivante sulla carta stampata un’esperienza di vita che non andava persa – come purtroppo è invece accaduto per altri colleghi e colleghe di quel periodo della cantante.

Vito Vita
29 Dicembre 2015


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